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Vecchio 11-12-2007, 15.19.10   #1
ancient
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Data registrazione: 10-01-2003
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Il Giappone e i suicidi collettivi

Leggevo oggi di altri quattro giovani suicidatisi in un'auto in Giappone.

Sono ormai diversi anni che ha preso piede questa atroce 'moda' dei suicidi collettivi; le persone che stringono questo patto di morte si contattano via internet, si scambiano consigli sulle modalità del loro ultimo gesto, ma soprattutto si incontrano per sostenersi e darsi coraggio nel loro salto verso l'ignoto.
Ecco, quello che mi chiedo è: quel sostegno, quel coraggio che sembrano trovare l'uno nell'altro in quell'ultimo istante non potrebbero volgerlo verso il fine opposto, per continuare a vivere, per scoprire nuove possibilità e speranze?

Giro a voi la domanda...
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Vecchio 11-12-2007, 18.25.58   #2
Mary
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Riferimento: Il Giappone e i suicidi collettivi

Chi decide di non stare più al gioco non sente più alcun vincolo con questa realtà.

Siamo forniti di solide catene che ci tengono ancorati a questo mondo, altrimenti tutti ce ne andremmo in massa. Catene che si chiamano istinto di sopravvivenza. Ma nel momento in cui il gioco non attira più si smette.

Per chi crede nella reincarnazione il suicidio non viene contemplato come possibilità perchè sa che dovrà ritornare e riprendere da dove ha lasciato e magari ritrovarsi in condizioni ancora peggiori di quelle abbandonate.

La società di oggi ha smantellato ogni risorsa spirituale, ogni contatto con il mistero, con il non conosciuto.
Un'automobile senza più pilota ha perso il senso di se stessa.

L'umanità va incontro alla morte in tutti i modi che riesce a trovare perchè ha smarrito il senso di se stessa, il senso del gioco, della esperienza, della scoperta, dell'evoluzione.

Tutte le religioni attuali hanno fallito pienamente il loro scopo. O forse lo hanno raggiunto, ci hanno condotto su di una nuova strada. Ma non tutti hanno il coraggio di intraprendere un cammino su strade non tracciate.

Non abbiamo più ampie e asfaltate strade da percorrere, ci sono solo sentieri da tracciare con le nostre orme. E ci vuole coraggio, tanto coraggio che non tutti hanno.

La morte di questi giovani è una resa, una sconfitta.
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Vecchio 12-12-2007, 12.22.37   #3
Martino Giusti
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Riferimento: Il Giappone e i suicidi collettivi

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Originalmente inviato da ancient
Leggevo oggi di altri quattro giovani suicidatisi in un'auto in Giappone.

Sono ormai diversi anni che ha preso piede questa atroce 'moda' dei suicidi collettivi; le persone che stringono questo patto di morte si contattano via internet, si scambiano consigli sulle modalità del loro ultimo gesto, ma soprattutto si incontrano per sostenersi e darsi coraggio nel loro salto verso l'ignoto.
Ecco, quello che mi chiedo è: quel sostegno, quel coraggio che sembrano trovare l'uno nell'altro in quell'ultimo istante non potrebbero volgerlo verso il fine opposto, per continuare a vivere, per scoprire nuove possibilità e speranze?

Giro a voi la domanda...

Che sia una nuova forma di selezione naturale?
Visto che medicina, tecnologia eccetera hanno permesso anche ai "fessi" di sopravvivere alle malattie dei "fessi" vuoi vedere che questa moda dei suicidi di massa è veramente selezione naturale, un escamotage della natura per liberarsi dei "fessi"?
Martino Giusti is offline  
Vecchio 12-12-2007, 20.17.00   #4
ancient
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Riferimento: Il Giappone e i suicidi collettivi

Citazione:
Originalmente inviato da Martino Giusti
Che sia una nuova forma di selezione naturale?
Visto che medicina, tecnologia eccetera hanno permesso anche ai "fessi" di sopravvivere alle malattie dei "fessi" vuoi vedere che questa moda dei suicidi di massa è veramente selezione naturale, un escamotage della natura per liberarsi dei "fessi"?

siamo sicuri che si tratti di un processo 'naturale'? e siamo sicuri che di questi 'fessi' il mondo non abbia invece bisogno?
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Vecchio 12-12-2007, 20.27.52   #5
ancient
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Riferimento: Il Giappone e i suicidi collettivi

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Originalmente inviato da Mary
Chi decide di non stare più al gioco non sente più alcun vincolo con questa realtà.

Siamo forniti di solide catene che ci tengono ancorati a questo mondo, altrimenti tutti ce ne andremmo in massa. Catene che si chiamano istinto di sopravvivenza. Ma nel momento in cui il gioco non attira più si smette.

Per chi crede nella reincarnazione il suicidio non viene contemplato come possibilità perchè sa che dovrà ritornare e riprendere da dove ha lasciato e magari ritrovarsi in condizioni ancora peggiori di quelle abbandonate.

La società di oggi ha smantellato ogni risorsa spirituale, ogni contatto con il mistero, con il non conosciuto.
Un'automobile senza più pilota ha perso il senso di se stessa.

L'umanità va incontro alla morte in tutti i modi che riesce a trovare perchè ha smarrito il senso di se stessa, il senso del gioco, della esperienza, della scoperta, dell'evoluzione.

Tutte le religioni attuali hanno fallito pienamente il loro scopo. O forse lo hanno raggiunto, ci hanno condotto su di una nuova strada. Ma non tutti hanno il coraggio di intraprendere un cammino su strade non tracciate.

Non abbiamo più ampie e asfaltate strade da percorrere, ci sono solo sentieri da tracciare con le nostre orme. E ci vuole coraggio, tanto coraggio che non tutti hanno.

La morte di questi giovani è una resa, una sconfitta.

non so se le cose stiano come dici; in parte, forse.
Ma la mia domanda nasceva dalla sensazione di intravedere una scintilla di luce (latente, avvilita quanto ti pare) in protagonisti di eventi del genere; e mi rammarica pensare che forse basterebbe poco per darle spazio e vigore.
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Vecchio 14-12-2007, 12.24.43   #6
Martino Giusti
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Riferimento: Il Giappone e i suicidi collettivi

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Originalmente inviato da ancient
siamo sicuri che si tratti di un processo 'naturale'? e siamo sicuri che di questi 'fessi' il mondo non abbia invece bisogno?

Certamente (f) essi, non hanno avuto bisogno del mondo.
Il mondo poi, cosa se ne farebbe di costoro? Credo sia meglio per il mondo che codesti innominabili, siano andati fuori dal "mondo" prima di combinare incommensurabili casini, tipo esplodersi in una metro, ammazzare quindici o venti persone prima di spararsi, usare gas nervini o schiantarsi con l'aereo e un paio di centinaia di passeggeri contro una montagna.
Il mondo può fare benissimo a meno di ognuno di noi
Buon fine settimana
Martino Giusti is offline  
Vecchio 14-12-2007, 21.29.08   #7
Koli
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Riferimento: Il Giappone e i suicidi collettivi

Credo che definire "fessi" le persone che decidono di porre fine alla loro vita sia un pò irriguardoso nei confronti della sofferenza che hanno patito.Il suicidio è un atto drammatico e soprattuto nei casi che vedono coinvolti i giovani,merita una riflessione esente da un tono spregiativo.Scusate se il mio discorso appare un pò intriso di eccessiva di "moralità"
Koli is offline  
Vecchio 15-12-2007, 08.17.57   #8
Mary
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Riferimento: Il Giappone e i suicidi collettivi

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Originalmente inviato da ancient
non so se le cose stiano come dici; in parte, forse.
Ma la mia domanda nasceva dalla sensazione di intravedere una scintilla di luce (latente, avvilita quanto ti pare) in protagonisti di eventi del genere; e mi rammarica pensare che forse basterebbe poco per darle spazio e vigore.


Lo so, basterebbe un niente. Ma quel niente deve nascere, esplodere dentro di loro, altrimenti tutti i fuochi d'artificio di questo mondo non basterebbero.

La nostra pietà e rispetto devono rimanere sempre presenti, guai se si spegnessero, non comprenderemmo più il senso della vita.

Chiamarli fessi, denigrarli, ora mi riferisco ai suicidi in genere, è sbagliato perchè per aver spento l'interruttore della sopravvivenza questa gente ha toccato il limite estremo dello sofferenza. A volte invisibile anche a loro stessi. Questi suicidi equivalgono ad una perdita totale del contatto con questa realtà o ad un totale rifiuto per questo mondo.

Anch'io mi rifiuto di accettare questo mondo, questa realtà scellerata in cui ci ritroviamo. Ma invece della fuga per adesso ho scelto di combattere.

Il solo modo che abbiamo per aiutarli è ridare la speranza. Far rinascere la speranza e non solo attraverso le parole ma con i fatti, con la concrettezza dei nostri pensieri, delle nostre scelte, delle nostre vite.
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Vecchio 17-12-2007, 21.06.13   #9
dany83
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Riferimento: Il Giappone e i suicidi collettivi

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Leggevo oggi di altri quattro giovani suicidatisi in un'auto in Giappone.

Sono ormai diversi anni che ha preso piede questa atroce 'moda' dei suicidi collettivi; le persone che stringono questo patto di morte si contattano via internet, si scambiano consigli sulle modalità del loro ultimo gesto, ma soprattutto si incontrano per sostenersi e darsi coraggio nel loro salto verso l'ignoto.
Ecco, quello che mi chiedo è: quel sostegno, quel coraggio che sembrano trovare l'uno nell'altro in quell'ultimo istante non potrebbero volgerlo verso il fine opposto, per continuare a vivere, per scoprire nuove possibilità e speranze?

Giro a voi la domanda...


questo non lo so,ma una cosa per me è certa.è brutto dirlo,ma per me è la società moderna la causa di questi suicidi.Troppo stress,troppo lavoro,tutto troppo...e in giappone si sa come funziona la società moderna!
dany83 is offline  
Vecchio 19-12-2007, 11.25.44   #10
Martino Giusti
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Riferimento: Il Giappone e i suicidi collettivi

Mi chiedo il motivo vero che spinge persone che credo dotate di buon senso, a “scandalizzarsi” se si definiscono “fessi” individui che per “moda” si sono tolti la vita.

Koli, il senso spregiativo è quello che i “fessi” hanno fatto della loro vita non chi li “giudica” in quel modo.

Mary, la pietà ed il rispetto sono sentimenti seri che non dovrebbero essere menati a caso.
Tu dici che hanno toccato il limite estremo della sofferenza, perché? Forse non avevano l’ultimo modello computerizzato di qualcosa?
Brava, continua a combattere, ma la loro non è stata una fuga: è stata solo stupidità.

Dany, con la scusa dello stress si giustificano le peggiori nefandezze che si commettono in famiglia e fuori, Basta leggere le cronache nere dei giornali per rendersene conto, ed il pietismo da quattro soldi porta ad essere indulgenti verso persone che, poverine, erano stressate! Vedi Cogne, Perugia, Garlasco eccetera.
Buone festività a voi.
Martino Giusti is offline  

 



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