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Vecchio 13-01-2008, 20.36.13   #11
iulbrinner
Utente bannato
 
Data registrazione: 25-10-2007
Messaggi: 303
Riferimento: Interruzione di gravidanza, i diritti del padre

Citazione:
l'unica cosa che mi viene in mente è una donna che resta incinta e non vuole il figlio, mentre il suo compagno lo vuole, o viceversa.
Rispondo a kore.
Premettendo che l’argomento in discussione in questo topic si limita alla questione dell’interruzione di gravidanza - intorno alla quale, come oramai è ben noto a tutti, il vigente ordinamento giuridico non riconosce all’uomo alcuna voce in capitolo – la questione della “negazione di qualsivoglia diritto agli uomini in materia di natalità” (per come l’ho sintetizzata) riguarda anche altre fattispecie.
In particolare quella per cui nessun uomo può sottrarsi ad una paternità non voluta, a differenza di quanto può fare legalmente una donna, la quale può portare a termine una gravidanza, dare alla luce un neonato e disconoscerlo subito dopo lasciando che sia dato in adozione.
Inoltre, un uomo può essere inchiodato alla paternità non voluta (quindi, anche agli oneri giuridici ed economici del caso) non solo in caso di rapporti occasionali, imprudenti o di situazioni impreviste da entrambi i partner - non solo nel caso che i “concorrenti” in gioco siano più di uno e quello giusto va determinato con il famoso test del DNA - non solo in caso di un rapporto oramai conclusosi con la donna che scopre successivamente di essere rimasta incinta - ma anche quando la gravidanza sia originata da un comportamento fraudolento o ingannevole della donna.
Se non ricordo male, poi, la Corte di Cassazione ha stabilito con una sentenza relativamente recente, che un uomo può essere tenuto a tutti gli obblighi di legge nei confronti di un figlio non proprio, derivante da una relazione adultera della ex moglie, anche laddove la relazione extraconiugale della donna sia all’origine stessa della separazione.
Quindi, un uomo può trovarsi nella condizione di non poter disconoscere la paternità (o, comunque, di non potersi sottrarre ai relativi obblighi giuridici) neanche quando sia acclarato che il figlio in questione non è effettivamente il suo.
Se aggiungi tutto questo alle diverse questioni che orbitano intorno all’aborto, ottieni la somma per la quale in materia di natalità un uomo non può esercitare praticamente alcun diritto giuridicamente riconosciuto.
A te sembra poco ma, in realtà, è praticamente tutto ciò che inerisce la sfera in questione, al netto degli obblighi di legge normalmente connessi alla cura ed alla tutela del minore in ambito familiare.
In conclusione, fatta eccezione per l’ovvia situazione nella quale la gravidanza è il frutto di una deliberata decisione della coppia di avere figli (e, quindi, la volontà maschile trova un suo rilievo nell’ambito assolutamente privato dell’accordo sentimentale), ogni diritto giuridico sulla gravidanza, sulla sua eventuale interruzione o meno, sull’attribuzione della paternità e su ogni altro aspetto giuridicamente rilevante in materia è riservata, in via esclusiva, alla donna.
Si tratta, a mio modo di vedere, di una vera e propria discriminazione giuridica, oltre che una dequalificazione ed una compressione etica del mondo maschile.
….ma c’è chi, come pallina, giustifica tutto questo in nome del passato; come se prendere a calci un austriaco, oggi, fosse giustificabile in nome della storia del Risorgimento italiano.
iulbrinner is offline  
Vecchio 15-01-2008, 15.43.37   #12
kore
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Messaggi: 343
Riferimento: Interruzione di gravidanza, i diritti del padre

Citazione:
anche quando la gravidanza sia originata da un comportamento fraudolento o ingannevole della donna.

Usare il preservativo, non delegare la responsabilità al proprio partner, mai per nessun motivo.

Citazione:
Se aggiungi tutto questo alle diverse questioni che orbitano intorno all’aborto, ottieni la somma per la quale in materia di natalità un uomo non può esercitare praticamente alcun diritto giuridicamente riconosciuto.

Nel parto, come nell'aborto, è la donna che mette in gioco il suo corpo, la sua vita. Questo mi sembra molto rilevante.
Nessuna persecuzione o discriminazione. "Solo i destinatari delle nostre azioni sono titolati a parlare degli effetti dei nostri atti", mi insegna Oberon nel 3d sul maschilismo.

Per quanto riguarda le sentenze della corte di cassazione, è solo un'interpretazione della legge, e bisogna esaminarla da vicino.
Portare a esempio un singolo caso mi sembra "idiografia" (nuova parola appresa nel 3d sul maschilismo).
Ti ricordo che una volta un giudice assolse uno stupratore perché la ragazza indossava i jeans.
kore is offline  
Vecchio 16-01-2008, 02.16.33   #13
AntOne
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Data registrazione: 28-12-2007
Messaggi: 52
Riferimento: Interruzione di gravidanza, i diritti del padre

Kore: se è per quello in Germania uno stupratore ha ricevuto sconti di pena in quanto sardo ... come me... (sardo).

Citazione:
Originalmente inviato da kore
Usare il preservativo, non delegare la responsabilità al proprio partner, mai per nessun motivo.

Che c'entra? Come principio è giusto, ma metti che lui si fidasse di lei, fiducia molto mal riposta. Ciò non toglie che è a maggior ragione sbagliato che questa infingarda possa attribuirgli una paternità che lui non voleva. Non metto in discussione il diritto all'aborto, ma la disparità di trattamento delle responsabilità per un fatto magari non voluto da uno dei due che spesso viene, appunto ingannato.
Nei miei ultimi 2 post(di poco antecedenti a questo) sulla questione del maschilismo ho affrontato proprio questo problema.
AntOne is offline  
Vecchio 16-01-2008, 09.26.13   #14
donella
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Messaggi: 710
Riferimento: Interruzione di gravidanza, i diritti del padre

Citazione:
Originalmente inviato da iulbrinner
nessun uomo può sottrarsi ad una paternità non voluta, a differenza di quanto può fare legalmente una donna, la quale può portare a termine una gravidanza, dare alla luce un neonato e disconoscerlo subito dopo lasciando che sia dato in adozione.

Benchè mi trovi spesso sulla sponda opposta a quella di Iul, devo ammettere che questa è una osservazione di rara serietà e concludenza.

E' un raffronto doveroso, e vedermelo "spiattellato" in questa chiara sintesi m'ha lasciata senza fiato. Soprattutto per il fatto che col diritto, e con gente "del diritto" ho a che fare, e questo accostamento - che potrebbe e dovrebbe essere il punto di partenza di una vera rivoluzione, normativa o almeno giurisprudenziale -, ...di fatto... non mi risulta esser mai stato approfondito e valorizzato da NESSUNO!... Il che mi porta fuori tema, a riflettere su quanto poco pensato sia il tema "persona" (in generale) e "diritti della persona"... da un legislatore che, fedele ai bassi istinti della politica, legifera sull'onda della funzionalità politica dell'una o dell'altra presa di posizione, globalmente dando vita ad un corpus normativo schizoide.

E più ci rifletto, e meno trovo "spiegazioni" a questa assurda disparità di trattamento, che non siano in una visione che ha il proprio presupposto implicito nella vittimizzazione del femminile a fronte della ingiustamente data per ovvia "cialtroneria " maschile. Mi spiego.
Se si volesse proteggere il neo-nato............ oserei dire che alla madre, ancor prima che al padre, dovrebbe negarsi la possibilità di disconoscere, atteso il ruolo iper-superbasilare che la scienza tutta assegna al ruolo materno nella formazione psico-fisica del bambino!
Invece no: alla madre che non vuole il proprio figlio basta una firma! (e per fortuna è così, altrimenti...)
Mentre al padre..... non bastano neanche tre gradi di giudizio: non è possibile!

Ma ci pensate quanto si vedrebbe meglio chi è che davvero vuole i figli (e quindi ne farà persone amate).... se fosse sempre possibile PER ENTRAMBI i genitori "dissociarsi" legalmente dall'evento maternità e paternità???

Forse ci sarebbe un drastico calo delle nascite: non nascerebbero sicuramente più (e senza bisogno di litigare per l'interruzione di gravidanza... ) tutti i figli del finto-incidente acchiappa-pollo.
Perchè ci sono le registe dell'incidente acchiappa-pollo, e le donne lo sanno benissimo, e sanno anche che sono MOOOOLTE di più di quelle che restano sole con un figlio realmente voluto da entrambi e poi non riconosciuto dal padre!
E quelle del finto incidente.... onestamente le schifo proprio per amore delle Donne.

Perdonate la foga, ma mi è vicino il caso un povero disgraziato che, con un divorzio e figli alle spalle e con un'attuale famiglia con altri bimbi piccoli... da anni combatte SOLO per dire che dieci anni fa.... passò solo UNA SERATA (SI' : UNA , UNAAAAA!!!!!) con una str..za che gli aveva detto d'usare la pillola... e che quel bambino, figlio della scippatrice di spermatozoi, per lui è solo l'insopportabile simbolo della fredda capacità di calcolo di una repellente sconosciuta! Lo aveva detto subito! Non ha fatto altro che continuare a dirlo! Eppure è impantanato a metà giudizio.... e senza nessuna possibilità di venirne fuori vittorioso (anzi , per il momento è stato condannato a pagare molte decine di migliaia di euro che NON ha).
Ma, se la scippatrice di spermatozoi, a nascita avvenuta, avesse voluto dire "ok, eravamo su scherzi a parte",.... essendo donna.....le sarebbe bastato firmare un modulo all'uscita dalla sala parto.

Dai Donne, siamo corrette!
donella is offline  
Vecchio 16-01-2008, 11.39.25   #15
kore
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Riferimento: Interruzione di gravidanza, i diritti del padre

Citazione:
Originalmente inviato da AntOne
Che c'entra? Come principio è giusto, ma metti che lui si fidasse di lei, fiducia molto mal riposta. Ciò non toglie che è a maggior ragione sbagliato che questa infingarda possa attribuirgli una paternità che lui non voleva. Non metto in discussione il diritto all'aborto, ma la disparità di trattamento delle responsabilità per un fatto magari non voluto da uno dei due che spesso viene, appunto ingannato.
Nei miei ultimi 2 post(di poco antecedenti a questo) sulla questione del maschilismo ho affrontato proprio questo problema.

C'entra, perché se ti fidi e non usi il preservativo e ti becchi l'aids, nel caso in cui il partner non fosse a conoscenza di avere questa malattia, non potresti denunciare nessuno, e ti terresti l'aids.
Una gravidanza non è una malattia, questo è certo. Ma dal momento che hai il potere di fecondare un ovulo te ne devi assumere la responsabilità.
Con l'infingarda ti sei divertito? Hai fatto? Eravate in due o no?
A me sembra troppo facile fare del vittimismo e reclamare dei diritti quando non si è in grado di assumersi la seppur minima responsabilità.
Se l'utero è mio e me lo gestisco io, le gonadi sono tue e te le devi gestire tu in prima persona.
Una madre che decide di dare in adozione il bambino è una madre che ha scelto di salvaguardare il feto, di non abortire.
Un padre che disconosce la paternità qualora il figlio risulti essere il suo in seguito all'esame del dna è una persona che non vuole assumersi alcuna responsabilità sulle conseguenze di un rapporto sessuale non protetto (da parte sua).
Oggi c'è un termine entro il quale la legge ammette il disconoscimento. L'uomo non è totalmente privo di diritti.
In parole povere quali sono questi diritti negati?
Il diritto di dire "questo figlio io non lo voglio, voglio anche io il diritto all'aborto, anche se virtuale".
Immagina ora che questo diritto ci sia.
Secondo te quali sarebbero le conseguenze?
Proviamo a immaginare, in mancanza di dati relativi a una qualche inchiesta promossa sull'argomento.
Quanti infingardi ci sarebbero, al pari dell'infingarda fraudolenta, che all'ultimo momento, magari, potrebbero dire: cara, ci ho ripensato. Non mi sento pronto per fare il padre, io il figlio non lo riconosco, sono cavoli tuoi!
E quale struttura si occuperà della scema che si è fidata? Che nella gravidanza ha investito tutto di sé, persino il rischio di morire di parto o di avere un figlio disabile a causa di complicazioni, oppure che si ritrova improvvisamente sola con lo stipendiuccio di 1000 euro (che poi è quello di tutti) e un mucchio di spese a cui far fronte?
Dunque, ragioniamoci sopra senza acredine, seriamente, vediamo le proposte avanzate dai padri per modificare la legge, analizziamole, discutiamone.
Io propongo il mio punto di vista, ovviamente parziale.
A te la parola.
kore is offline  
Vecchio 16-01-2008, 11.46.08   #16
iulbrinner
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Riferimento: Interruzione di gravidanza, i diritti del padre

Citazione:
Originalmente inviato da donella
Il che mi porta fuori tema, a riflettere su quanto poco pensato sia il tema "persona" (in generale) e "diritti della persona"... da un legislatore che, fedele ai bassi istinti della politica, legifera sull'onda della funzionalità politica dell'una o dell'altra presa di posizione, globalmente dando vita ad un corpus normativo schizoide.

Causa mancanza di tempo mi limito, al momento, a formulare una critica personale all'affermazione quotata, ferma restando la nascente sintonia su alcuni punti in discussione che, ovviamente, considero un eccellente traguardo dialettico.
L'avessi scritto io quell'enunciato di cui sopra, avrei sostituito alla tua espressione "persona" (in generale) / "uomo" (nel senso di mondo maschile in generale), senza cadere nell'indeterminatezza secondo la quale il legislatore sarebbe preda di generici "bassi istinti" neutrali alle problematiche di genere.
Così non è e tutti ben lo sappiamo.
La maggior parte dei provvedimenti adottati, dagli anni '70 in poi, nel nostro Paese in materia di diritto di famiglia (ad es. - ma non solo) sono informati ad una filosofia che oberon definirebbe di chiara matrice femminista e che io, dal mio punto di vista, definirei di adesione incondizionata ed acritica ad alcuni dettami di una più ampia ideologia antimaschile, oggi in fase di recrudescenza.
Per il momento mi limito a questo, riservandomi di approfondire il tema.
iulbrinner is offline  
Vecchio 16-01-2008, 12.25.07   #17
kore
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Riferimento: Interruzione di gravidanza, i diritti del padre

Citazione:
Originalmente inviato da iulbrinner
Causa mancanza di tempo mi limito, al momento, a formulare una critica personale all'affermazione quotata, ferma restando la nascente sintonia su alcuni punti in discussione che, ovviamente, considero un eccellente traguardo dialettico.
L'avessi scritto io quell'enunciato di cui sopra, avrei sostituito alla tua espressione "persona" (in generale) / "uomo" (nel senso di mondo maschile in generale), senza cadere nell'indeterminatezza secondo la quale il legislatore sarebbe preda di generici "bassi istinti" neutrali alle problematiche di genere.
Così non è e tutti ben lo sappiamo.
La maggior parte dei provvedimenti adottati, dagli anni '70 in poi, nel nostro Paese in materia di diritto di famiglia (ad es. - ma non solo) sono informati ad una filosofia che oberon definirebbe di chiara matrice femminista e che io, dal mio punto di vista, definirei di adesione incondizionata ed acritica ad alcuni dettami di una più ampia ideologia antimaschile, oggi in fase di recrudescenza.
Per il momento mi limito a questo, riservandomi di approfondire il tema.

I problemi pratici, cui il diritto di famiglia doveva far fronte, ovviamente sono frutto di strumentalizzazione ideologica...
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Vecchio 16-01-2008, 14.26.47   #18
donella
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Riferimento: Interruzione di gravidanza, i diritti del padre

Citazione:
Originalmente inviato da iulbrinner
La maggior parte dei provvedimenti adottati, dagli anni '70 in poi, nel nostro Paese in materia di diritto di famiglia (ad es. - ma non solo) sono informati ad una filosofia che oberon definirebbe di chiara matrice femminista e che io, dal mio punto di vista, definirei di adesione incondizionata ed acritica ad alcuni dettami di una più ampia ideologia antimaschile, oggi in fase di recrudescenza.
Per il momento mi limito a questo, riservandomi di approfondire il tema.

Iul.... se allarghi la visuale all'indietro di oltre trentat'anni.... scopri uno stupro come "delitto contro la morale".... in palese dispregio dell'esistenza di una Persona-Donna, o - meglio - aborto della visione di ispirazione chiesastica secondo cui la "morale" va salvata! Mica la donna.... tentatrice e subdola, spiacevole sottoprodotto di natura come insegnato dal Padri della Chiesa!

Questo intendevo per legislazione schizoide!

E nel dire che la stessa legislazione non pensa mai abbastanza alla "persona in genere" (quale che sia la direttrice opportunistica del momento) alludevo a tutte le omissioni di intervento in favore - per esempio - della famiglia di chi la Famiglia la vuole! : Uomini e Donne, quando 'sti problemi non ce l'hanno... perchè una Famiglia e i Figli li vogliono davvero... si ritrovano completamente soli e abbandonati.... con uno stato che , dopo tanti bei proclami, nulla fa di concreto .... per evitare d'affossarla! : questo avveniva prima, questo avviene anche ora!
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Vecchio 16-01-2008, 15.08.46   #19
iulbrinner
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Riferimento: Interruzione di gravidanza, i diritti del padre

Altre brevi pillole di dissenso su quanto esposto da kore:

Citazione:
...dal momento che hai il potere di fecondare un ovulo te ne devi assumere la responsabilità.
Dal momento che hai un ovulo da fecondare le responsabilità sono anche tue ma la vigente disciplina giuridica non tiene conto di questa par condicio etica e riconosce diritti di scelta solo alle donne.

Citazione:
A me sembra troppo facile fare del vittimismo e reclamare dei diritti quando non si è in grado di assumersi la seppur minima responsabilità.
Quindi sappiamo da kore che nessun uomo sa "assumersi la seppur minima responsabilità"; questa è l'esatta espressione di disvalore e dequalificazione del maschile radicata nell'odierna cultura misandrica, di cui kore - da "giudice" navigata delle vicende umane, in quanto donna - è portatrice.

Citazione:
Una madre che decide di dare in adozione il bambino è una madre che ha scelto di salvaguardare il feto, di non abortire.
Qui improvvisamente scompaiono e sfumano tutte le considerazioni sull'impegno emotivo che grava sulla donna e, secondo alcuni/e, su lei soltanto, in caso di maternità.
Ogni cosa faccia una donna è sempre qualcosa di "giusto", anche quando è una discutibile sottrazione alle responsabilità personali.
Questa è, per riflesso, la cultura apologetica del femminile nella quale trova risalto e maggiore evidenza la "bassezza" maschile.

Citazione:
Oggi c'è un termine entro il quale la legge ammette il disconoscimento. L'uomo non è totalmente privo di diritti.
A me, che pure sono particolarmente attento all'evoluzione giuridica della questione, tutto questo non risulta. Potresti spiegarti meglio?

Citazione:
Immagina ora che questo diritto ci sia.
Secondo te quali sarebbero le conseguenze?
Infatti, a mio avviso la questione ha risvolti estremamente complessi sul piano giuridico e - propedeuticamente, ancora prima - sul piano etico-morale.
Ne ho fatto riferimento nell'incipit dell'argomento.

Citazione:
I problemi pratici, cui il diritto di famiglia doveva far fronte, ovviamente sono frutto di strumentalizzazione ideologica...
Già, si dà tuttavia il caso che il diritto di famiglia che è scaturito da tali strumentalizzazioni è altrettanto ideologico e, comunque, tuttora vigente e vincolante. Non so se per te questo basti a giustificarne i contenuti; a me no.

Questo intervento è troppo fugace per ulteriori approfondimenti ma i passi si fanno uno per volta.
iulbrinner is offline  
Vecchio 16-01-2008, 20.14.02   #20
kore
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Riferimento: Interruzione di gravidanza, i diritti del padre

Citazione:
radicata nell'odierna cultura misandrica, di cui kore - da "giudice" navigata delle vicende umane, in quanto donna - è portatrice.

Innanzitutto il tuo sarcasmo è fuori luogo. Sto solo cercando di capire qualcosa di questo argomento.

Citazione:
Dal momento che hai un ovulo da fecondare le responsabilità sono anche tue ma la vigente disciplina giuridica non tiene conto di questa par condicio etica e riconosce diritti di scelta solo alle donne.

Una donna deve prendere le precauzioni opportune se non vuole restare incinta, e così l'uomo che non deve mai delegare alla donna (esempio della pillola, spirale ecc. ecc.) la responsabilità di rimanere o no incinta.
In quanto al diritto di scelta, è conseguente a quella legge secondo cui ogni individuo è titolare di un diritto esclusivo sul proprio corpo. L’interruzione della gravidanza costituisce un trattamento medico - chirurgico che si compie sul corpo della donna e che, nella logica della l. 194 è ammesso a tutela della sua salute fisica o psichica.
Una donna che rimane incinta e non vuole il figlio non può scappare, è messa di fronte a una scelta, o l'aborto o la maternità. Quando una donna decide di non portare avanti una gravidanza si assume una responsabilità di cui, in coscienza, è l’unica titolare.

Citazione:
Quindi sappiamo da kore che nessun uomo sa "assumersi la seppur minima responsabilità"

Ho detto questo?
Non si tratta di misandria, o di "disvalore e dequalificazione del maschile" si tratta del fatto che un uomo NON PUO' NON ACCORGERSI CHE IL PRESERVATIVO SI E' ROTTO se lo ha usato!!!
Non deve correre il rischio di una paternità indesiderata, tanto più se, come dici tu, poi non può sottrarsi a un evento che condizionerà pesantemente la sua vita!!!
Così come la donna è tenuta a usare gli anticoncezionali se non vuole un figlio, perché poi abortire è una scelta pesante, che in ogni caso segna per tutta la vita!

Citazione:
Una madre che decide di dare in adozione il bambino è una madre che ha scelto di salvaguardare il feto, di non abortire.


Non vedo altra ragione per mettere al mondo un figlio per poi abbandonarlo, dal momento che l'aborto è legale in questo paese. Da soli può essere difficile crescere un figlio, lo sanno donne e uomini single con un figlio a carico!!!Certo, dopo che lo ha fatto, non può più tornare indietro, se non quando il figlio è maggiorenne. E l'uomo? Può ripensarci e riconoscere il figlio, qualora cambiasse idea?
Non lo so, lo chiedo per saperne di più.
Per quanto riguarda il disconoscimento di paternità io sapevo che il padre legittimo può disconoscere il figlio entro 1 anno dalla nascita. Se era lontano o non era a conoscenza della nascita, può fare la richiesta entro 1 anno dal giorno in cui ne ha avuto notizia. Il disconoscimento può anche essere chiesto dalla madre, entro 6 mesi dalla nascita o dal figlio stesso, entro 1 anno dal compimento della maggiore età o dal momento in cui viene a conoscenza di avere un altro padre, oppure da un curatore speciale nominato dal giudice.
Sono interessata ad approfondire questo argomento, vorrei capire meglio.
Non trovo giusto imporre paternità o maternità a nessuno, ben venga un miglioramento delle leggi a riguardo.
Ma in attesa che ciò avvenga, anzi, proprio perché c'è questo vuoto legislativo, se fossi uomo ci penserei due volte prima di rinunciare all'uso del preservativo.

""" Art. 244 Termini dell'azione di disconoscimento
L'azione di disconoscimento della paternità da parte della madre deve essere proposta nel termine di sei mesi dalla nascita del figlio.
Il marito può disconoscere il figlio nel termine di un anno che decorre dal giorno della nascita quando egli si trovava al tempo di questa nel luogo in cui è nato il figlio; dal giorno del suo ritorno nel luogo in cui è nato il figlio o in cui è la residenza familiare (144) se egli ne era lontano. In ogni caso, se egli prova di non aver avuto notizia della nascita in detti giorni, il termine decorre dal giorno in cui ne ha avuto notizia.
L'azione di disconoscimento della paternità può essere proposta dal figlio, entro un anno dal compimento della maggiore età o dal momento in cui viene successivamente a conoscenza dei fatti che rendono ammissibile il disconoscimento.
L'azione può essere altresì promossa da un curatore speciale nominato dal giudice, assunte sommarie informazioni, su istanza del figlio minore che ha compiuto i sedici anni, o del pubblico ministero quando si tratta di minore di età inferiore."""

Citazione:
Infatti, a mio avviso la questione ha risvolti estremamente complessi sul piano giuridico e - propedeuticamente, ancora prima - sul piano etico-morale.
Ne ho fatto riferimento nell'incipit dell'argomento.

Avevo aperto il 3d apposta, per saperne di più!
kore is offline  

 



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