Leggiamo insieme Preve!

Aperto da green demetr, 03 Gennaio 2022, 00:00:34 AM

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green demetr

Cesare Preve per la casa editrice Evangelista darà quella che anche negli ultimi anni di vita chiamerà la sua proposta.
Il convitato di pietra è del 91, Assalto al cielo è del 92 e infine la trilogia si conclude con Il tempo della ricerca che è del 93.
Leggiamolo insieme!

Dalla prefazione del 91, Preve parla di inabissamento sia del marxismo teoretico sia del comunismo politico.
La sua ricerca lo ha portato su posizioni solitarie.
A suo avviso è necessario capire chi sia stato il convitato di pietra di mozartiana memoria, ossia qualcuno che è stato zitto sino alla fine, e si è trascinato poi gli agenti dell'opera (Don Giovanni, aka il comunismo e il marxismo) all'inferno.
In particolare ovviamente si riferiva alla crisi dell'89.
A suo modo di vedere la critica al marxismo che pure aveva ottenuto buoni risultati anche nei bui anni 80, quando cioè i vari partiti comunisti avevano già cominciato ad essere ingoiati dal capitalismo.
Ha poi cessato di aver alcun senso.
Nessuna più comunità è oggi possibile senza un serio confronto con questo convitato il cui nome è nichilismo.
I nomi degli anni 80 sono quelli dei maestri su cui Preve costruisce la sua critica iniziale, ossia Althusser, Lukacs e Bloch.
I nomi per intendere il nichilismo sono quelli vecchi di Nietzche e Heidegger.
Per Preve il nichilismo è dunque il problema della tecnica, e non una mancanza di moralismo.
Ecco il punto è come ripartire da una teoria che però si faccia sempre prassi.
Ossia che capisca che al contrario di Nietzche e Heidegger, il nichilismo è comunque una risposta sociale.
In particolare la tesi di Preve è quella non di lasciare l'universalismo dei principi, ma bensì di raccogliere le sfide per un rilancio ed una integrazione di tutte quelle mancanze che il post-marxismo non ha saputo vedere, riconoscere per poter poi ripensare un suo modo di produzione.(essendo il modo di produzione il cardine della socialità, ed avendo la socialità come nemico sempre lo stesso vecchio capitalismo).
Vedremo insieme come argomenterà il nostro.

Pongo questo 3d in cultura e società in quanto oscilla tra filosofia e socialismo. ( o almeno così mi era parso di capire, in caso chiederò all'admin di spostarlo definitivamente in filosofia)
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Gargamella

Yuri Radaelli

Ciao grazie, Costanzo Preve è un politologo (giusto?) che mi sembra molto rigoroso e intellettualmente onesto.
Sbaglio o si pone comunque a sinistra, anche se in maniera critica?
A sinistra intendo dire nel senso che rifiuta il capitalismo, sostanzialmente.
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Fenomenista in epistemologia, fisicalista in filosofia, relativista in etica, liberaldemocratico in politica, nichilista esistenziale e ignorante in tutto.

green demetr

Citazione di: Yuri Radaelli il 09 Febbraio 2026, 18:22:30 PMSbaglio o si pone comunque a sinistra, anche se in maniera critica?
A sinistra intendo dire nel senso che rifiuta il capitalismo, sostanzialmente.
Si da quello che ho capito dai social su cui appare, il canale youtube di Fusaro, lui è un filosofo arrivato tardi (quarantanni) che inizialmente ha appoggiato il progetto di rinnovamento delle categorie capitaliste di La Grassa.
Comunista presto stanco della politica degli intrallazzi del Partito, e fautore di una visione materialistica della storia, egli prende come abbrivio la figura di Hegel, usando la sua dialettica storica (quella del padrone-schiavo) per interpretarla (e snaturarla a mio avviso) alla maniera di Marx.
Ossia invece di intenderla come un compimento religioso (suppongo, vedi dove sono arrivato nella mia discussione sulla fenomenologia dello spirito) e dunque astratto dove ogni momento vive indissolubilmente di un tutto che si schiuderà solo alla fine dei tempi (la civetta, la talpa), in una filosofia di vita activa dove è responsabilità degli schiavi di attivarsi politicamente per rovesciare le catene dei padroni.
Il pensiero comunista al di là dei suoi rappresentanti di ferro (stalinismo, maoismo, trotskismo) si è presto dovuto confrontare con il suo insuccesso dovuto al crollo del muro, e alla successiva ondata (credo scusa storicamente so poco) di liberazione dai regimi dell'europa dell'est.
Preve da filosofo insieme a La Grassa riteneva che il comunismo dovesse ripensarsi alla luce della filosofia di Jameson, ossia quella del pensiero unico (globalista), ponendosi de facto verso quella che già allora sembrava la corrente maggioritaria (e che oggi è quella totalitaria) delle cosidette sinistre globaliste.
Sinistre che accettavano di fatto la convivenza col capitalismo.
Le due figure maggiori del panorama comunista di allora (La Grassa e Preve) controcorrente, si divisero però fra loro in una scuola economicista (che si proponesse di riscrivere il Capitale secondo le nuove categorieE, monetarismo, finanza etc...che non c'erano nel testo originale, e che negava l'utilità della filosofia, come esercizio di sterile di analisi, che è appunto quella di La Grassa ed una scuola filosofica che invece si riproponesse di ripensare l'intera storia della filosofia (e dei suoi esiti) come lotta di classe.

Ora rileggendomi, non ho piu avuto modo di approfondire, mi pare una via interessante di leggere la lotta di classe all'interno del movimento nichilista del nostro tempo.

Il punto è che autori come Adorno o Lucacks all'epoca erano conosciuti dai giovani, oggi nessuno li conosce, io pure.

Preve stima Adorno ma non gli perdonava il nichilismo sotteso, quello che Lucaks chiamava hotel abisso, ossia la non azione.

Oggi come oggi a mio parere è il pensiero di Adorno che invece rimane.
Perchè il nichilismo non poteva, nè può oggi essere abbattuto da NESSUN movimento sociale, se PRIMA non viene affrontato in maniera filosofica.

Il fatto che nessuno ricordi queste lotte che negli anni 70 erano il pane quotidiano nelle discussioni dei bar, dimostra la totale inutilità della vita activa.
L'azione non è nient'altro che il frutto di un pensiero di volontà che lo precede.

Ancora piu addietro Nietzche lo aveva capito, Schopenauer, chiunque sia un cristiano dedito alla propria cultura.

Il fallimento di Preve è iscritto nella storia, lui si lamentava giustamente col fatto che però neppure a livello intellettuale qualcuno dialogasse con lui.

E' morto nella sofferenza, come ogni vero filosofo fa.

Putroppo io non so un cavolo di queste cose. Mi sono fatto prendere in giro per cinquant'anni e passa.

Chi ha tradito sono i filosofi. E questa ingnominia se mai questa civiltà per intervento soprannaturale non crolla i posteri dovranno stamparsela bene in mente.

Preve ormai è passato in coda alle letture.
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Gargamella

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