Uccidere un uomo è la stessa cosa rispetto all'uccidere un animale?

Aperto da Morpheus, 09 Ottobre 2024, 15:48:51 PM

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daniele22

12 ottobre la scoperta dell'America. In vita mia ho ucciso numerose tonnellate tra cani gatti zanzare e qualche etto di scorpioni ... ah! pure dei passerotti. Ho ucciso anche 14722 persone ... delle quali 85 donne, si noti la diversa computazione peso/numero, i passerotti restano in sospeso ... Dopo tutto questo tempo, come sempre l'esperienza ci dona perle di saggezza, e forse per trovar sensato il mio operato e ripeto forse, mi sono fatto l'idea qui esposta che a) Uccidere faccia parte delle nostre possibilità
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Koba

La differenza si basa sul sentimento di una gerarchia degli esseri viventi.
Per questo se schiaccio una lumaca mi rattristo un po', se investo un gatto vivo un dramma, se uccido un uomo rimango traumatizzato.
Sentimento, in quanto non c'è modo di dimostrare che un delfino valga più di una biscia, o che io valga più di un vitello destinato ad essere macellato.
Non ci sono giustificazioni razionali.
Quando lo stesso criterio viene applicato ai popoli abbiamo il razzismo.
I nazisti consideravano gli inglesi al loro stesso livello, i francesi un po' più in giù, poi i latini, e via dicendo fino agli ultimi gradini della scala evolutiva delle razze, con gli slavi e gli ebrei la cui estinzione era auspicabile.
Mutamenti della presunzione antica degli uomini. Dal senso aristocratico di alcune famiglie di essere migliori, di avere più valore, rispetto agli altri, dalla Roma antica all'Ancien Régime fino ai sistemi moderni di apartheid degli anglosassoni (degli Angli, gli inglesi, e dei Sassoni, i tedeschi), cui questa mentalità ha raggiunto con il colonialismo britannico e con il Terzo Reich le sue forme più sofisticate.
Nella modernità c'era la convinzione che fosse la ragione a distinguerci dagli animali.
Prima della modernità, il concetto di anima.
Ma scomparsa la fede nell'anima, e visto la ragione come un'attività "spuria", artigianale, e visto che in fondo proprio lo sviluppo di essa ci ha condotto allo squilibrio ecologico attuale, quando persino gli alberi sembra sappiano collaborare per alimentare un ecosistema equilibrato, ecco che la risposta alla domanda "se sia uguale uccidere un uomo e un animale" non sembra così facile...
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Morpheus

Sfrutto questa mia vecchia discussione per porre un quesito:

è possibile considerare un bias cognitivo il fatto che gli umani si ritengano superiori agli altri esseri viventi?

Per "superiori" non intendo qualcosa come superiori in intelligenza, forza o altro; qualcosa di più profondo e difficile da esprimere a parole.
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Possiamo vedere infiniti motivi nel fatto che il cielo è azzurro, ma alla fine solo una cosa quantomeno ci fa avvicinare alla verità:
La Scienza.

Aspirante Filosofo58

#18
Buongiorno, a me piacciono tantissimo i documentari sugli animali e non nascondo che quando, per esempio tra scimpanzé, c'è il bullo che vuole tutte le femmine per lui, umiliando i rivali meno prepotenti, io faccia il tifo (per così dire) per lo scimpanzé bullizzato e non vedo l'ora che il bullo sparisca da quella storia. E' pur vero che, come racconta una massima (credo) orientale: quando gli uccelli sono vivi, mangiano i vermi; quando gli uccelli sono morti, i vermi mangiano loro. Noi crediamo che a vincere sia prevalentemente il predatore, mentre è proprio l'opposto e, paradossalmente il predatore che vanta la percentuale più alta di colpi andati a buon fine (ossia in cui ha mangiato la preda) è la libellula (così affermano gli esperti).

Se poi vogliamo vedere il corpo di qualsiasi essere vivente (sia del regno animale che di quello vegetale) come un vestito per l'Anima che, dovendo evolvere e apprendere, entra nel corpo di un animale (uomo compreso) o un vegetale, allora diventa chiaro che non ci siano esseri superiori o inferiori, di qualsiasi specie o razza essi siano, ma ognuno ha un posto ben preciso per poter realizzare il puzzle dell'Esistenza. Negli anni '70 del secolo scorso, quando io ero ragazzino e non avevo tempo (impegni scolastici) o voglia di guardare i programmi televisivi, feci un'eccezione: davano (in bianco e nero, ovviamente, perché il colore nelle tv in Italia non era ancora arrivato) un documentario sulla vita delle piante: quelle mostrate nel documentario erano state provviste di elettrodi collegati a un apparecchio (stile elettrocardiogramma) che registravano le reazioni, a seconda della persona che entrava nella stanza (se la persona aveva in mano un coltello o un paio di forbici, il tracciato risultava particolarmente nervoso, mentre se la persona arrivava pronunciando parole dolci, col sorriso sulle labbra il tracciato era decisamente più tranquillo, con assenza di picchi massimi o minimi).
Non sono così sicuro che il Regno Vegetale possa essere considerato alla pari degli altri due, anche se qualcuno sostiene che la montagna (per esempio) sia viva.

Concludendo: no, non esistono specie o razze al loro interno, superiori ad altre, ma ogni essere vivente ha un suo scopo,  una sua missione.  Quindi uccidere una vita ha lo stesso valore a prescindere  da chi o cosa sia ucciso. E' comprensibile farlo per fame.  Un po' meno lo è per qualsiasi altro scopo. 
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La teoria della reincarnazione mi ha dato e mi dà risposte che altre teorie, fedi o religioni non possono, non sanno o non vogliono darmi. Grazie alle risposte ottenute dalla reincarnazione oggi sono sereno e sono sulla mia strada che porterà a casa mia!

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