Diventare sé stesso

Aperto da doxa, 17 Marzo 2026, 19:15:44 PM

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doxa

L'esortazione "conosci te stesso" (in greco antico  "gnōthi sautón", in latino "nosce te ipsum") era incisa sul frontone del tempio dedicato ad Apollo, a Delfi, città dell'antica Grecia sulle pendici del Monte Parnaso.


Delfi, zona archeologica 

Il consiglio "conosci te stesso" invita all'auto-conoscenza. Ma come  si fa a conoscere sé stesso ?


Quando si diventa sé stesso ?

Chi siamo prima di diventare noi stessi ?

L'antico filosofo greco Aristotele introdusse i concetti di "atto" (in greco, "energheia") e "potenza"  (in greco, "dynamis") per risolvere la contraddizione ontologica tra l'Essere e il Divenire.

Dicono che prima di diventare veramente noi stessi, siamo  possibilità, tendenze. 

Divento "io" solo quando inizio a scegliere, a contraddire, a trasformare.

Non smettiamo mai di diventare... Si diventa sé stessi continuando a diventarlo.

Per il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche (1844-1900),  "diventa ciò che sei" è un imperativo che dura tutta la vita. Diventare ciò che si è non significa scoprire un "io" statico già pronto dentro ognuno di noi, ma liberazione dalla costrizione della maschera sociale, per non mostrare ciò che si è.

Non siamo un "prodotto finito" ma un continuum.  Si diventa sé stessi continuando a diventarlo.

Alcuni studi di psicologia collocano una prima forma di identità stabile tra i 18 e i 25 anni, quando si integrano autonomia, capacità di scegliere,  assunzione di responsabilità. Questo può avvenire a 15, a 40, o a 80 anni di età.

Si diventa sé stessi ogni volta che si smette di recitare per compiacere altre persone e si accetta il proprio essere in divenire, con le proprie contraddizioni.

Diventare sé stessi significa conoscere  la propria essenza e  accettarla.
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iano

#1
Citazione di: doxa il 17 Marzo 2026, 19:15:44 PMDicono che prima di diventare veramente noi stessi, siamo  possibilità, tendenze. 

Divento "io" solo quando inizio a scegliere, a contraddire, a trasformare.

Non smettiamo mai di diventare... Si diventa sé stessi continuando a diventarlo.
Credo che se l'evoluzione ha deciso per noi un incremento nell'uso della coscienza, da ciò potrebbe derivare la volontà di aumentarla, assecondando in mondo incosciente il processo in atto, se coscientemente non sapremmo dire perchè è un bene aumentarla, anche se è proprio quello che tendiamo storicamente a sostenere in diversi modi, come hai ben testimoniato.
Come da recente discussione in questo forum poi, la nostra irrazionale predilezione per la coscienza non aiuta quando vogliamo cercare di razionalizzarla.
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Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

green demetr

Citazione di: doxa il 17 Marzo 2026, 19:15:44 PMAlcuni studi di psicologia collocano una prima forma di identità stabile tra i 18 e i 25 anni, quando si integrano autonomia, capacità di scegliere,  assunzione di responsabilità. Questo può avvenire a 15, a 40, o a 80 anni di età.
Sono d'accordo che la scelta di diventare se stessi, sia anche sapersi adeguare.
Infatti Focault aggiungeva anche la seconda parte dell'iscrizione.

Ma dobbiamo renderci conto che la polis greca (come mi ha insegnato all'inizio dell'homo sacer, poi interrotto, di Agamben) ha come fine la felicità del singolo.

La nostra società invece ha come fine l'esatto contrario.
La psicologia è solo uno dei piu infami modi di renderlo possibile, inventandosi dei valori che non esistono.
Un quattordicenne è infinitamente piu saggio di un diciotenne.
Proprio perchè non è legato da alcuna responsabilità (leggi catena della schiavitu sociale), e vede chiaro, molto chiaro lo schifo.
Poi passerà l'intera esistenza in uno stato inebetito, purtroppo non ha letto la filosofia.
Non c'è niente da fare. O le cose si sanno, o si rimane schiavi per sempre.

Questo non vuol dire che il cittadino greco non avesse le sue responsabilità, il fatto è che bisogna capire bene come dici tu cosa è questo sè di cui parlano i greci.
Quale il suo rapporto con gli altri?
Domanda apparentemente new age, ma il background storico e la comparazione coi nostr tempo risulterà necessariamente assolutamente agghiacciante a mio modo di vedere. Ma mea culpa, quegli studi li ho lasciati. Non credo ci tornerò.

Magari qualcuno ci aggiunge qualcosa di positivo, oltre a quanto già detto da te, certo!
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Gargamella

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