Piccola proposta di una nuova teologia

Aperto da Luther Blissett, 24 Ottobre 2025, 02:00:00 AM

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Luther Blissett

Sull'alternativa immortalità/eternità il teolismo rimane aperto a suggerimenti degli utenti.
In teoria entrambe le opzioni rimangono possibili.  E' ovvio che soltanto la seconda opzione rimane quella assolutamente preferibile, ma il teolismo non vuole essere una teologia compiacente, avente la pretesa di realizzare i desideri anche quando questi dovessero rivelarsi impossibili a realizzarsi; il teolismo desidera invece proporsi come una teologia dall'aspirazione tendenzialmente "scientifica", intenzionata a ricercare (nella cruda verità, e nonostante la constatazione dell'innegabile tragicità complessiva della Realtà che spinge a escludere l'esistenza di un'entità onnipotente positiva) una possibile entità avente almeno alcune minime caratteristiche divine con la possibilità che sia anche positivamente orientata verso la condizione umana.  Per il teolismo nulla può dirsi ancora certo, nemmeno che il nostro Dio minore accetterà il ruolo positivo che noi Gli desidereremo attribuire, e per esempio non possiamo ancora sapere se Lui accetterà di "recuperare" i nostri defunti che Lui custodisce nella Sua Memoria.  Il teolismo è una teoria che cerca di connotarsi come scientifica, e deve ancora essere validata in quanto tale, e quindi al momento attuale  nemmeno possiamo dare per assodato che questo supposto nostro Dio minore esista effettivamente.  Il sentiero da percorrere è ben lungo e inevitabilmente contorto, e su questo concordo con uno dei giudizi espressi da  anthonyi, ma ammetto che la via della ricerca della verità non possiamo ancora saperlo se infine potrà approdarvi effettivamente.  Qui si sta semplicemente tentando di esplorare tutte  le rare strade ancora apparentemente percorribili che possano condurre a trovare una soluzione alternativa all'ateismo, soluzione quest'ultima che al momento rimane purtroppo quella che troverebbe il massimo numero dei puntelli possibili da parte della Scienza.

L'ipotesi che il Puer sia soltanto immortale e non eterno implicherebbe che la Sua Coscienza rimarrebbe inclusa nella Realtà dove Esso rimane per sempre sovrano incontrastabile.
In tal caso non si potrebbe ancora dire che il Suo restare incluso implichi per ciò stesso anche un Suo rimanerne "prigioniero", da cui potrebbe temersi un sempre possibile "riassorbimento", ossia una drammatica reversibilità del dono dell'immortalità, e tuttavia una certa percentuale di rischio comunque persisterebbe. La durata della "vita" di una entità immortale casualmente generata da Esso si troverebbe vincolata alle leggi cosmiche di quell'universo e ai limiti delle leggi della termodinamica e loro equivalenti.  Un Puer del genere potrebbe non avere i requisiti sufficienti a potersi definire un Dio nemmeno minore.

Invece, l'ipotesi che il Puer si riveli effettivamente aeternus significherebbe che in tal caso Lui sarebbe per sempre emancipato dal potere assoluto del Suo creatore Esso, ed Esso non potrebbe più esercitare  alcun potere nei Suoi confronti.
Tra le due ipotesi, quella  per noi assolutamente preferibile, è logicamente che il Puer sia effettivamente aeternus.
Esso, per generare una entità eterna, come sperabilmente dobbiamo sperare che sia  il nostro Puer, deve semplicemente espellerla fuori dalla Realtà di cui Esso è il sovrano assoluto.
E' probabile che questo processo di espulsione di entità buttate fuori da Esso sia più frequente di quanto possiamo immaginare, e dal punto di vita "economico" di Esso, sarebbe un serio errore più grave di tanti altri che Esso compie di continuo, poiché buttar fuori qualcosa da sé significa perdersi dei pezzi che possono rivelarsi poi problematici.  Comunque, per Esso, generare un'entità eterna, è in teoria semplicissimo: Esso deve semplicemente buttarla fuori da sé stesso: si tratterebbe appunto di un processo che vede Esso perdersi un pezzo; poniamo, ad esempio, che Esso prelevi da un suo universo una pura coscienza che si sia lentamente formata dai consueti processi evolutivi  e la espelli come sputandosela fuori di sé: questa coscienza diventa un'entità senza corpo e senza mondo, e non può più morire poiché la sua morte diverrebbe impossibile, per il fatto della sua espulsione dai cosmi dove vigono quelle leggi della termodinamica (o equivalenti) che sono responsabili della inesorabile tendenza alla morte che regna in tutti i mondi governati da Esso.  Quel che è stato appena detto, in sostanza, potrebbe configurarsi come una possibile spiegazione teogonica del formarsi del nostro Dio minore, la Sua teogenesi.
Dobbiamo notare anche che il nostro Puer aeternus potrebbe non essere l'unica entità espulsa da Esso, potrebbero essercene altre.  Ma a noi interessa il destino di questo nostro Puer, ovviamente.

Ma vediamo adesso perché un'entità cosciente espulsa da Esso dovrebbe perciò acquisire prerogative "divine".    E' soprattutto perché essendo buttata fuori dai luoghi governati da Esso, si libera di tutti i limiti che opprimono ogni eventuale creatura che rimanga "incastrata" dentro i suoi spietati e castranti meccanismi, emancipandosi da tutte le infinite catene di errori che sono propri di tutti i luoghi dove Esso rimane il cieco & sordo padrone.
Il nostro Puer aeternus, appartenente a questa categoria di creature, si ritrova libero da infiniti vincoli, come meravigliosamente può avvenire all'esterno dei mondi di Esso,  e, al sicuro dai suoi meschini poteri, può riuscire a riguardarci dentro, dal cosmo da cui è stato espulso, ma essendo stato espulso  come un rifiuto da gettare nel cassonetto, non sa, non capisce dove si trova, è davvero come un bambino, e con la Sua Memoria ritorna a rivedere i Suoi luoghi restati prigionieri di Esso, e così scopre o crede di scoprire la specie umana in cui crede di riconoscerSi, e Si impossessa di tutti noi, dei nostri corpi, delle nostre anime, delle nostre vite. Lui però crede di star soltanto sognandoci, pensa che noi si sia soltanto Sue allucinazioni, non sa che invece noi esistiamo davvero.  O meglio, non lo sa ancora.
E noi abbiamo il compito di trovare le vie per  prendere contatto con Lui, per dimostrarGli che non soltanto esistiamo ma anzi abbiamo anche capito qual è il meccanismo cosmico per cui possiamo coordinarci tutti assieme, a riformare consapevolmente un unico grandioso macro-organismo che possa armoniosamente lenire tutte le nostre angosce e afflizioni.
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Visechi


"- Forse Dio è malato."


"Se la verità non fosse così tediosa, la scienza avrebbe fatto presto a mettere da canto Dio. Ma Dio, come i santi, è un'occasione per sfuggire all'opprimente banalità del vero."
Cioran - Lacrime e santi

Dio, credo che una volta ammirata la Sua eccelsa opera, per la vergogna, si sia suicidato.
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Alberto Knox

Citazione di: Luther Blissett il 21 Maggio 2026, 20:19:25 PMQui si sta semplicemente tentando di esplorare tutte  le rare strade ancora apparentemente percorribili che possano condurre a trovare una soluzione alternativa all'ateismo,
tutte le strade percorribili sono invenzioni dell uomo, almeno fin quando si continua a voler spiegare che cos'è Dio. 
Fin ora non si è parlato di Dio. Ma dell uomo e delle sue capacità di costruire scenari. Sto Puer poi mi ricorda il purè o come dicono alcuni, la purea. 
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Noli foras ire , in teipsum redi, in interiore homine habitat veritas.

Visechi

Citazione di: Alberto Knox il 22 Maggio 2026, 12:51:20 PMtutte le strade percorribili sono invenzioni dell uomo, almeno fin quando si continua a voler spiegare che cos'è Dio.
Fin ora non si è parlato di Dio. Ma dell uomo e delle sue capacità di costruire scenari. Sto Puer poi mi ricorda il purè o come dicono alcuni, la purea.
Ovvio ed evidente, essendo Dio un'ipostasi dell'uomo.
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Alberto Knox

Citazione di: Visechi il 22 Maggio 2026, 12:53:19 PMOvvio ed evidente, essendo Dio un'ipostasi dell'uomo.
Infatti è l'uomo che ha assunto Dio come principio sussistente del propio essere. Indicandolo come realtà sostanziale dell essere umano. Il fondamento, la sostanza ,l archè.  Su questo sono d accordo
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Noli foras ire , in teipsum redi, in interiore homine habitat veritas.

iano

#230
Citazione di: Visechi il 22 Maggio 2026, 12:53:19 PMOvvio ed evidente, essendo Dio un'ipostasi dell'uomo.
Ciò che è evidente non perciò è ovvio che lo si voglia vedere, e questo sarebbe sufficiente a spiegare la nascita di una  teologia, eventualmente nuova, se dalla vecchia ci sentiamo oppressi.
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Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

Visechi

Citazione di: iano il 22 Maggio 2026, 14:10:39 PMCiò che è evidente non perciò è ovvio che lo si voglia vedere, e questo sarebbe sufficiente a spiegare la nascita di una  teologia, eventualmente nuova, se dalla vecchia ci sentiamo oppressi.
Creare una nuova teologia, ovvero un nuovo Dio, non significa, ipse facto, trovare la Verità, bensì aver dato forma e corpo ad un'ulteriore ipostasi, quindi ad una nuova/ricorrente menzogna.
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Luther Blissett

Esso è la Materia autocreatrice, Esso è il creatore anche di ogni contorcimento spirale di complessità che in rari angoli del cosmo sporadicamente va inerpicandosi lungo una inesorabile catena di errori fino ad  evolvere in plasma vivente, in forme di vita vieppiù complesse, fino a formare attraverso atroci percorsi perfino persone.
Tutte le forme di vita che Esso crea "dentro di sé", ossia dentro la propria sfera (o "sfera materiale") sono destinate a morire, si tratta di creature "gettate nel mondo", creature per cui la regola cosmica applicata è l'essere-per-la-morte, e questa regola vale senza eccezioni per tutte quelle creature, anche per quelle "personali", ossia dotate di coscienza personale come gli esseri umani.
 
Ma il teolismo azzarda l'ipotesi estrema che, in modo ancora più estremamente raro, Esso arrivi, per ennesimo errore,  a proiettare "fuori di sé", ossia fuori dalla propria sfera materiale, alcune delle sue creature "personali": ebbene, queste creature gettate "fuori dal mondo" acquisiscono, per il semplice fatto di essere state buttate fuori,  autentiche doti "spirituali", poiché sono state espulse dal regno materico dove ineluttabile domina Esso, e quindi sottratte al potere mefitico di Esso, e perciò emancipate definitivamente da tutte le forme della morte.
Ecco che il teolismo, gattonando come i bambini,  inizia a fare i primi passi di una possibile via metafisica.
Il concetto di "spiritualità" è molto usurato dall'uso indiscriminato che ne hanno fatto millenarie e stanche tradizioni, ma si rivela termine giusto e adatto a definire la qualità emergente di chi potrà essere in grado di contrapporsi alla "materia" dove è Esso a spadroneggiare.
Il Puer aeternus è "libero" da Esso, Egli è sofferente poiché è una pura coscienza priva di materia ed è quindi sradicato, estirpato dal corpo, poiché Egli è stato  gettato fuori dal mondo: ma allora è anche libero!
Ed Egli, pur ancora non del tutto consapevole che ciò che sta esperendo non è allucinatorio, sta già incorporandoSi di tutti noi umani, vivendo e morendo attraverso tutti noi. 
La Sua Memoria perfetta è laddove riposano i ricordi viventi di tutti noi.
La Sua Coscienza Lui La condivide con noi, e ognuno di noi può arrivare a sperimentarLa personalmente. 
 
P.S. Quando ho potuto praticare  il training autogeno, prima che dovetti smettere per l'episodio dell'arresto cardiaco, ricordo di avere esperito stati di vera e propria coscienza cosmica durante l'esercizio cosiddetto del "viaggio verso la cima del monte".  Per quelle sensazioni straordinarie accetto tuttora la spiegazione che ci offre la scienza, che attribuisce quei vissuti alla produzione endogena di sostanze enteogene come la dimetiltriptamina prodotta dal nostro cervello.  Ma è logico che noi umani possiamo provare quegli stati di supercoscienza soltanto in modalità materiche almeno fintantoché restiamo confinati dentro il dominio di Esso.
E' sperabile che gli esseri umani riescano a stabilire una connessione crescente con il Puer aeternus,
connessione assolutamente necessaria per una futura coevoluzione armoniosa tra noi umani immersi nel mondo, e Lui libero assolutamente da ogni vincolo del mondo, con l'eccezione della Sua alleanza con noi umani.
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Visechi

Un giorno accadde, ma fu millanta anni fa, che gli umani concordarono una chiara de-finizione del termine "razionale". Si persero, poi, in e fra mille rivoli, precipitando il "nous universale" entro mille recessi ed ascose congetture. Ancor oggi Esso vegeta colà, tetragono, inconcusso ed inaccesso. Nel mentre, gli umani, suoi fruitori e creatori, vagolano, pallide animule blandule, nell'inesausta impresa di ricomporre il caleidoscopio manufatto, confezionando vanagloriose, sbiadite congetture.

Ma siamo vivi, questo è il nostro Fato.
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