La famiglia è una costruzione sociale o un fenomeno naturale?

Aperto da Luther Blissett, 11 Novembre 2025, 20:16:19 PM

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InVerno

Citazione di: Luther Blissett il 14 Novembre 2025, 06:57:36 AMQui c'è un piccolo malinteso da chiarire.  Quando Cecilia definì periodo d'oro per gli etnologi i primi del '900 intendeva riferirsi al fatto che in quel frangente storico terre o isole come il Borneo o la Nuova Guinea o l'intera Amazzonia etc etc erano ancora quasi del tutto integre, nel senso di non ancora raggiunte dal turbinio della nostra società tecnologica globale, non ancora invase dalle nostre radio e tv, e insomma erano ancora autentici scrigni colmi di società naturali, e quindi come tali autentico paradiso per etnologi e antropologi. 
Capisco la curiosità di studiare i popoli del Borneo, ma non penso che siano portatori di qualche famiglia "integra" di tipo Rousseiano, non avranno la tv o la radio ma comunicano tra di loro e competono tra di loro da altrettanto tempo quanto noi, probabilmente qualche secolo fa adottavano diverse strutture familiari, si sono conquistati a vicenda ed imposti usi e costumi l'un l'altro finchè non sono giunti all'equilibrio del "primo novecento" che è un periodo storico anche per loro. Anche loro hanno una storia, l'antropologia del primo novecento non si interessava del loro punto di vista ma vi insisteva i suoi schemi colonialistici alla ricerca di modelli "naturali" che potessero giustificare politiche moderne, il patriarcato è un famoso esempio. Tu mi racconti lei era cristiana fervente, ma penso che lei come Anthonyi riferiscono ad un idea di famiglia naturale pensando a Giueppe Maria e il bambinello (e i suoi fratelli, secondo i laboriosi protestanti) non alla poligamia femminile del Borneo, la tua amica certamente era chiusa tra due idee agli antipodi, una naturalistica e l'altra di fede, certamente una posizione scomoda in cui vivere.
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Ora Noè, coltivatore della terra, cominció a piantare una vigna. Avendo bevuto il vino, si ubriacó. Genesi 9:20

anthonyi

Citazione di: InVerno il 14 Novembre 2025, 16:18:29 PMTu mi racconti lei era cristiana fervente, ma penso che lei come Anthonyi riferiscono ad un idea di famiglia naturale pensando a Giueppe Maria e il bambinello 
Ma le leggi le cose che scrivo, Inverno? 
La famiglia della cultura Cristiana non é naturale, é una costruzione sociale, questo é quello che ho detto. 
E comunque ha ben poco in comune con la Sacra famiglia dove c'é un padre che non é un padre genetico, e che soprattutto, alla faccia di ogni patriarcato, conta ben poco rispetto alla divina coppia di Maria con il suo Gesú. 
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Meglio morire liberi che vivere da schiavi! 🤗

PhyroSphera

#17
Citazione di: Luther Blissett il 11 Novembre 2025, 20:16:19 PMLa risposta dei cattolici è scontata: la famiglia non è una costruzione sociale ma è un fenomeno voluto tal quale dalla natura e quindi da Dio. E anche la Costituzione italiana (art.29) sembra riecheggiare tale convincimento.
La risposta del pensiero moderno non concorda con tale assunto, e ritiene che la famiglia sia una cangiante costruzione sociale, e ciò è confermato, ad esempio, dalle ricerche degli antropologi, che agli inizi del '900 catalogarono ben 11000 tipi diversi di "famiglia" in giro nel mondo, tutti ben differenti fra loro, come diverse erano le lingue e i culti locali.
Gli inizi del '900 sono stati l'epoca d'oro dell'antropologia e degli studi etnografici in generale, poiché era il periodo in cui era massima l'espansione esplorativa e coloniale in Africa, Asia e Oceania, e i missionari erano da tempo al lavoro ma ancora lontani dall'aver completato la loro opera di catechizzazione, e quindi le varie tribù del mondo conservavano ancora in grandissima parte i culti tradizionali, ed era ancora di là da venire la grande globalizzazione odierna data dal web, globalizzazione che ha fatto sì che perfino nella Papuasia più profonda ormai può sembrarci di stare ai margini di una nostra estrema periferia. Insomma, a quel tempo le società umane c'erano ancora quasi tutte, e non si poteva certo chiamare "famiglia" il nucleo naturale di tutti quei gruppi sociali.
A quel tempo - inizi del '900 - già iniziavano a risultare scomparsi molti gruppi umani nel mondo, tra i quali una menzione particolare andrebbe fatta ai tasmaniani, la cui attribuzione alla specie umana fu anche messa in dubbio da taluni. Ma, come si è detto, il grosso delle popolazioni selvagge nel mondo erano ancora "vergini e intonse" come le loro foreste. Dallo studio dei loro modi di organizzarsi gli studiosi occidentali trassero una gran messe di insegnamenti sulla natura profonda della nostra specie.
(Notazione interessante è che nella quasi totalità la donna era confermata pressoché ovunque in ruoli subalterni. Ad esempio, mai sarebbe stata riscontrata una capotribù, e sembra siano sempre stati riscontrati maschi a comandare quasi ovunque.  Poteva semmai esserci qualche spazio per la donna nei ruoli sacerdotali, ma spesso per tali ruoli esse dovevano competere con gli sciamani, che, come notarono studiosi come Elémire Zolla e Cecilia Gatto Trocchi, non erano spesso né maschi né femmine.
Se la famiglia fosse una società naturale, come ne sono convinti i cattolici, prima di tutto andrebbe loro contestato qualcosa sul loro stesso piano teologico-concettuale, ossia che già ci sarebbe non concordanza tra la famiglia attuale che è effettivamente strutturata così come dicono i cattolici (padre e madre uniti dal vincolo matrimoniale e conseguente prole), e la "famiglia tipo scritturale", ossia quella che si riscontra nei testi sacri da cui la Chiesa sostiene di aver tratto i suoi insegnamenti. Infatti la "famiglia" dei patriarchi biblici non ha niente a che spartire con la famiglia cristiana attuale: il patriarca biblico ha più mogli e più schiave e una caterva di figli da tutte quante, figli sui quali non sempre fa discendere la propria benedizione.)
Ma è il momento di accennare a qualche spigolatura tratta dalle osservazioni  degli antropologi.
E' stata riscontrata ad esempio l'esistenza di cosiddette "società senza padri", ovvero di società dove non era stata ancora scoperta la relazione tra l'attività sessuale e la nascita dei figli; e quindi si sta parlando di comunità umane che ancora ignoravano l'esistenza del seme maschile: in queste società l'importanza della donna era quindi molto rilevante, dato che esse erano le monopoliste uniche generatrici della vita, e quindi si sarebbe atteso che almeno in queste società la donna fosse dominante tribalmente...
...e invece perfino in queste società "senza padri" a comandare si ritrovavano comunque i maschi, e insomma nemmeno queste erano effettivamente matriarcali, anche se potevano almeno sembrarlo, poiché appunto il potere restava saldo nelle mani maschili. Ritrovare in tale bailamme un concetto equivalente a quello di famiglia intesa come società naturale in senso cattolico sarebbe da arrampicatori di specchi bizantini. In quelle società "senza padri", le donne potevano, per lo meno, riconsolarsi col fatto che almeno le figure divine o più genericamente cultuali erano prevalentemente femminili: il cielo, presso quelle tribù, era femmina e se c'erano divinità, queste dovevano essere dee polisarciche e feconde. La donna che generava figli era come la Terra che generava frutti e andava da sé che quando si moriva i corpi dovevano tornare nel grembo della Madre Terra.
Non dobbiamo esagerare nel commiserare l'arretratezza culturale di queste popolazioni, ricordando che è molto probabile che vari millenni fa, in tempi preistorici, anche gli antenati nostri sembra che avessero transitato attraverso fasi di sviluppo analoghe a quelle dei cosiddetti popoli "senza padri". Non può spiegarsi che così il misterioso e clamoroso cambio di sesso delle figure divine che avvenne nei millenni passati, in tempi prebiblici, quando anche presso i nostri Padri era ancora da scoprire l'agricoltura e l'allevamento razionale del bestiame: con l'arrivo della Bibbia si sancì l'estrema importanza del seme maschile e di chi erano i figli (l'estrema importanza della figura del Cristo con la rilevante sottolineatura che si trattasse proprio del "figlio unigenito" del Padre, ovviamente).                                                                            E Dio divenne maschio e giunse così il tempo del Signore degli Eserciti e, scomparsa ogni Dea, per venire qui giù da noi lo fece con una donna. 
...
Saltiamo al futuro che è meglio :) Il futuro vedrà la scienza arrivare impetuosa a sconvolgere come mai prima ogni abitudine consolidata intorno alle antiche credenze. Mentre la Chiesa si trincererà sempre meno convinta essa stessa nella rocca delle proprie arcaiche convinzioni prive di ogni fondamento razionale, la scienza arriverà molto prima di quanto si creda a farci le sue proposte, alcune delle quali sulle prime potranno sembrarci disorientanti.
Esempio futuribile restando in tema. Prima o poi verrà proposto di generare i figli totalmente fuori dal corpo femminile, in un utero artificiale, e ciò consentirà alla donna di emanciparsi dall'impegno della maternità. Si chiama "ectogenesi" tale procedura: il termine fu coniato esattamente un secolo fa, e probabilmente verrà prima o poi finalmente attuato.
Questo sì che sarebbe un accelerato andare contro natura, ma è andare contro natura ogni battaglia che facciamo contro la morte, che è il programma per ognuno di noi decretato dalla natura. La natura è nostra matrigna e dobbiamo anche riuscire, con l'aiuto della scienza, a emanciparsi dalle sue limitazioni.  Date certe premesse, andare contro natura diviene segno di civiltà che avanza.
Al momento le difficoltà tecniche riguardo l'ectogenesi sono ancora notevoli, ma sono notevoli anche i continui passi avanti, e qui si è solo parlato di futuro remoto, tempo in cui la cosa si proporrà ad un certo punto perfino come inevitabile.
Esempio minimo di un dettaglio tecnico tra i tanti: l'embrione nel corpo della madre è importante che "avverta" il battito del cuore della madre che funge da Zeitgeber, come un direttore d'orchestra dentro l'utero materno, ma questo meccanismo è possibile imitarlo e perfino perfezionarlo, poiché, e qui sta il quid, dato che non dovremmo mai dimenticare che la natura è imperfetta e fa sistematica tutte le cose a caso, viziosa di giocare anche con la nostra vita come fosse al casinò, arrivando infine a indovinare proprio perché si arroga il diritto di compiere giocando tutti gli errori possibili, mentre  l'uomo ha avuto la sorpresa di ritrovarsi  il dono della ragione con cui ha il dovere conseguente di provare a diminuire razionalmente gli errori di questa matrigna, e provare  anche a correggerla, questa viziosa.
 

Francamente la tua è una elucubrazione senza senso, sancita dalla parte di società che ha smarrito il proprio senno.
Il tuo messaggio porta alle estreme conseguenze la natura non solo convenzionale anche fittizia della distinzione tra "scienze della natura e scienze dello spirito". Se il concetto di natura è pensato adeguatamente tutte le scienze vi trovano posto. Quindi se l'antropologo studia differenze di nuclei familiari, parzialità, assenze, è già dimostrato che la famiglia umana è naturale.

Quanto alla "ectogenesi" la vera ipotesi riguarda possibili ambienti diversi accoglienti come un utero. Difatti si può ipotizzare che qualcosa possa supplire all'utero femminile, ma non una nascita senza un ambiente uterino. Tuttavia si tratta di ipotesi e non ci sono vere e proprie ricerche, semmai mancano le denunce di vivisezioni. Difatti se non ci sono idee chiare su scienza e natura e v'è tanta violenza sociale c'è anche alta possibilità di questo crimine, tantopiù che negli ambienti della sanità si finge che la medicina sia essa stessa scienza, scambiando i malati per malattie.

Quanto a rivoluzioni sociali e scienza, v'è il sapere che precede la scienza a mutare società statiche dominate da pregiudizi, ma non vi sono solo queste.

Quanto alla tua notazione sulla Bibbia, va detto che la sua storia è relativamente recente, e che si dice "biblico" un contenuto eminentemente teologico, non antropologico.

Quanto a patriarcato e matriarcato, la ricostruzione storica corretta è un periodo matriarcale prima di uno patriarcale, ma va detto che la storia umana è molteplice. Comunque il movimento femminista nella sua estrema componente vuol far dimenticare la genesi della violenza più diffusa nel mondo. Questa perlopiù deriva da educazioni materne iperprotettive ma allo stesso tempo escludenti, fatte di favori ma anche di segrete e diverse prepotenze contro la libertà del maschio. E' facile capire che la maggioranza delle donne educa i figli maschi tentando di sottrarli alla comprensione del lato omosessuale che è in ciascun essere umano. Gli adolescenti in questa difficoltà sono poi preda delle donne che ne vogliono gestire e giudicare gli incontri. Mentre accade questo il maschio viene trattato diversamente, dandogli un'idea distorta di pace e guerra, unilateralmente e fittiziamente femminile. Questa abitudine diffusa non è anche dei padri con le figlie. Questo in riferimento ai grandi numeri, ma ovviamente tante e diverse sono le vicende. La chiesa cattolica è guidata da un clero che scambia questa emergenza per condizione naturale ma, come è dimostrato dalla esistenza del protestantesimo, non tutto nella comunità cattolica è veramente cristiano. D'altronde quegli evangelici che vogliono dissolvere l'idea della natura in quella della cultura sono schiavi di una falsità, che viene dalla ostinazione degli ambienti atei e socialisti. L'antropologia, per esempio, pone di fronte alla reale esigenza del sacro e del pensiero di una assoluta Alterità, che nelle religioni è detta a buon diritto Dio. L'antropologo non studia Dio ma il sacro che ne contiene la necessaria indicazione. Quindi l'ostinazione atea non sa avvalersi completamente dell'antropologia, ugualmente di glottologia, psicologia, sociologia. Inutile che dal punto di vista ridotto dell'ateismo intollerante si cerchino grandi visioni storiche e rivoluzioni culturali, il risultato resta solo una serie di elucubrazioni senza senso.


MAURO PASTORE
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PhyroSphera

Ho fatto una correzione al mio messaggio: "che vogliono dissolvere l'idea della natura in quella cultura sono schiavi di una falsità" l'ho corretto così: 'che vogliono dissolvere l'idea della natura in quella della cultura sono schiavi di una falsità', aggiungendo 'della', che mancava per comprendere il mio pensiero.
Inoltre ho colmato una lacuna del discorso inserendo la frase: 'Mentre accade questo il maschio viene trattato diversamente, dandogli un'idea distorta di pace e guerra, unilateralmente e fittiziamente femminile.'

MAURO PASTORE
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