Riforma La divisione della casa comune europea, di Diarmaid MacCulloch.

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Riforma La divisione della casa comune europea è un libro ricco di informazioni ma presentate con inavveduta partecipazione soggettiva. In esso trova riscontro la pratica del rifiuto delle identità, tanto funestamente diffusa nella società dell'odierno Occidente e in vasta parte del mondo. L'autore D. MacCulloch si dedicava alla storia dopo aver rifiutato carriera ecclesiastica, mostrando di non ritenere il fatto in alcunché significativo e presentando il Protestantesimo come un movimento ambiguo e per niente positivo. Tra le pagine si trova cenno al suo mondo di origine - era figlio di un pastore di campagna, non cattolico - come se tanta svalutazione di esso potesse consentire di appartenervi ancora. Della Riforma la pubblicazione non consente di comprenderne l'anima, anzi essa non è nemmeno individuata appieno quale fenomeno indipendente, dato che si dice di generico riformismo cui sono accomunate sia protestantesimo evangelico che cattolicesimo controriformista. La vicenda annunciata dal titolo è trattata quale evento puramente sociale fino al punto da esser ridotta a scontro tra eserciti militari. Mentre Lutero attribuiva il sorprendente successo del suo operato direttamente a Dio, MacCulloch lo attribuisce a idee vincenti, mostrando di procedere ateisticamente, facendo della critica storica la ragione di tutto. A proposito degli sconvolgimenti sociali intervenuti nel periodo, si disinteressava di quanto da fuori Europa e Occidente veniva portato, in particolare circa la vita amorosa, da lui eletta a paradigma.

Gli attuali stereotipi sessuali, quali presenti nel cosiddetto "movimento gay e lesbo", sono da lui attribuiti per errore alle conseguenze sociali del processo di Riforma, accolti nel discorso come fossero altro e usati in modo improprio. Il concetto teologico di sodomia è confuso con quello di semplice omosessualità, col risultato di non capire l'ordinamento giudiziario tradizionale e la consuetudine del discorso del passato, non terminata ancora oggi. La sua indagine sulla sessualità si conclude con la concezione irreale di 'scelte sessuali a disposizione', a testimoniare una illusione su un arbitrio di troppo. Ciò accade nel proporre l'accettazione della omosessualità come certo discrimine per la convivenza cristiana, senza ammettere che in realtà essa non è mai stata esclusa.
Non si trova accettazione del concetto di reato di stregoneria, per non tener conto di cosa si intenda nella dottrina cristiana per esso; c'è visione negativamente idealizzata del passato, come se i processi contro le streghe fossero necessariamente tutta superstizione e non potessero essere a difesa da suggestioni mortali o venefici.

Soprattutto si trova errore sul senso e significato della dottrina riformata, cui si addebita la schiavitù della volontà.

Si trova altresì elogio della tolleranza e della differenza, a prescindere da chi avesse ragione delle due parti in lotta, secondo una concezione indifferentista dell'ecumenismo, come se accogliere la differenza implichi accettare anche i torti, da cui idealisticamente e illusoriamente si escludono gli ebrei.
 
Curiosamente si trovano finanche gesuiti e metodisti accomunati insieme, particolare che attesta l'incapacità dell'autore ad andare oltre il nozionismo.


Il discorso del libro è permeato da un forte senso di assoluta unità, contro l'idea riformata di molteplicità e lamentando un'Europa dilaniata dai passati contrasti religiosi, senza tener conto che la libertà odierna è conseguenza anche dei moti della Riforma protestante. Un'unità continentale assoluta è impossibile quanto del resto una chiesa cristiana in totale armonia.

C'è nel pensiero dell'autore del libro una tendenza alla uniformazione, per cui si trattano cose diverse come se tutto fosse accomunabile, ponendo in oblio l'identità delle cose stesse, nella prepotente supposizione che un alto ideale di uguaglianza e reciprocità possa essere termine di giudizio al posto di ciò che il vero credente chiama "operato di Dio". Una tale supponenza non è premessa sufficiente per occuparsi dell'argomento. La Riforma protestante è uno di quei fenomeni storici direttamente aperti sull'ignoto costituito dalla Alterità che per la fede è Dio.



MAURO PASTORE
 
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Titolo completo:

'Riforma La divisione della casa comune europea (1490-1700)'

Pubblicato nel 2003, prima edizione italiana nel 2010. Nella versione che ho tenuto presente v'è una Premessa di Adriano Prosperi, che io ho tralasciato per il mio commento.


A causa di un invio accidentale, nel quale erano compresi una parte iniziale e appunti non ancora sviluppati, ho dovuto procedere a riorganizzare ed aggiungere il testo fino a completamento del messaggio.



MAURO PASTORE
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