Tentativi vani di scoprire l'origine. Sisifo e la scimmia.

Aperto da PhyroSphera, 25 Gennaio 2026, 00:56:17 AM

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iano

#15
Citazione di: PhyroSphera il 06 Febbraio 2026, 14:33:54 PMLa verità non è solo ciò che non si può negare. Con questo tuo presupposto è inutile che ti domandi sul valore di verità della scienza.

MAURO PASTORE
Indipendentemente dal valore che noi diamo alla verità, compresi gli scienziati, si è verificato che dovendovi questi ultimi giocoforza rinunciare, ciò, diversamente dall'attesa suscitata dall'attribuzione di quei  valori, non abbia arrecato danno alla scienza nel suo procedere.
Quindi, di fronte all'evidenza di non poter affermare verità, se nonostante tutto la scienza è andata avanti, significa che ha trovato valori diversi al suo procedere.
Come è stato possibile questo?
Credo perchè ci si è resi conto che la voglia di conoscenza è rimasta intatta, anche slegandola dalla ricerca di verità.
Se di verità abbiamo parlato, e ancora qualcuno ne parla, un motivo ci sarà, ma quel motivo non spinge più la scienza come necessario.
Tu potrai dire che non è più la scienza di una volta, ed è vero, ma non puoi dire che non è più vera scienza, se a questa è possibile dare diversi valori, o anche nessuno, se nonostante ciò rimane intatta la voglia di conoscenza.


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Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

iano

#16
Una scienza slegata dalla verità non suscita in me alcun timore, e il mio timore è invece che nella misura in cui la filosofia vi resti legata, si slegherà dalla scienza, rischiando così quest'ultima di perdere la sua essenza.
In diversi modi si può seguir virtute e canoscenza quindi, a quanto pare, e quando pure la presunta unica motivazione a perseguirle viene messa in discussione, non perciò si smette di farlo, e questa non è una teoria, ma un fatto che merita considerazione .
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Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

PhyroSphera

#17
Citazione di: iano il 06 Febbraio 2026, 14:47:41 PMIndipendentemente dal valore che noi diamo alla verità, compresi gli scienziati, si è verificato che dovendovi questi ultimi giocoforza rinunciare, ciò, diversamente dall'attesa suscitata dall'attribuzione di quei  valori, non abbia arrecato danno alla scienza nel suo procedere.
Quindi, di fronte all'evidenza di non poter affermare verità, se nonostante tutto la scienza è andata avanti, significa che ha trovato valori diversi al suo procedere.
Come è stato possibile questo?
Credo perchè ci si è resi conto che la voglia di conoscenza è rimasta intatta, anche slegandola dalla ricerca di verità.
Se di verità abbiamo parlato, e ancora qualcuno ne parla, un motivo ci sarà, ma quel motivo non spinge più la scienza come necessario.
Tu potrai dire che non è più la scienza di una volta, ed è vero, ma non puoi dire che non è più vera scienza, se a questa è possibile dare diversi valori, o anche nessuno, se nonostante ciò rimane intatta la voglia di conoscenza.




Citazione di: iano il 06 Febbraio 2026, 15:20:51 PMUna scienza slegata dalla verità non suscita in me alcun timore, e il mio timore è invece che nella misura in cui la filosofia vi resti legata, si slegherà dalla scienza, rischiando così quest'ultima di perdere la sua essenza.
In diversi modi si può seguir virtute e canoscenza quindi, a quanto pare, e quando pure la presunta unica motivazione a perseguirle viene messa in discussione, non perciò si smette di farlo, e questa non è una teoria, ma un fatto che merita considerazione .


I dati scientifici sono reali e in quanto tali v'è un legame con la verità del pensiero; non fosse così la scienza non sarebbe tale. Pensandola da esterni, anzi estranei, come fate voi, pare che essa proceda separata dalla verità, ma in realtà non si potrebbe fare nessuna intuizione scientifica restando a immaginazioni e fantasie.

Questi vostri addio alla verità sono una contrarietà alle verità di un mondo che non volete, ma assieme c'è un tanto di follia da parte vostra, lo struzzo che mette la testa nella sabbia a volte è metafora proprio della follia. Pensando che i benefici della tecnica vi cadano dal cielo, che siano legati a una pura prassi - così riducete la scienza occidentale e del Villaggio Globale - mostrate di non averli capiti. La sopravvalutazione della tecnica accade completamente dagli estranei o alieni ad essa, che non si rendono conto dei valori, funzioni, scopi. La scienza ridotta a livello tecnico è pensata da chi non ha accettato la realtà di cui essa fa parte. Dalla vostra parte v'è una considerazione sbagliata della tecnocrazia. Il potere dei tecnici può essere poco, basso, prepotente; oppure vi possono esseri poteri forti e virtuosi, tecnocrati autentici e da non biasimare. Voi questi ultimi non li conoscete. Viaggiate su un 'treno' che non conoscete, quando viaggiate sul nostro; ma cominciate a viaggiare su altri pure. Altre filosofie, scienze, tecniche, altra poesia e ispirazione quali premesse? Sicuramente le varie culture del mondo - benché la scienza occidentale, in particolare dall'Europa e l'antica Grecia, e quella derivatane nel Villaggio Globale siano preponderanti - avrebbero qualcosa da dire. In Cina c'è chi insiste che anche dalle loro parti, indipendentemente da Archimede e Newton e gli altri come loro, ne avevano di diverse e non le hanno ancora buttate. Forse voi vorreste che l'Occidente entri nella sfera di potere di questo mondo o altri, ma ci sono parametri che non si possono portare da una parte all'altra.

C'è un modo globale di pensare la scienza che non esclude i particolari; è stato detto che a questo modo si sono ricondotte varie altre culture scientifiche; ma le matrici occidentali non si possono assoggettare ad altro. Il sistema scientifico globale non esclude le realtà locali, muta; ma resta che l'apporto più grande è stato quello occidentale. Muterà ancora, ma non c'è diritto a terminare i nostri parametri che sono ancora validi. Si è ancora agli inizi...
E c'è anche l'abisso dell'oscurantismo nella vostra operazione di addio. Tradimenti, rivolte, ma pure cadute nel nonsenso; il tutto mischiato assieme.
E' assai noto l'addio alla verità del filosofo del Pensiero Debole Gianni Vattimo. Il fatto che non si specificasse bene chi avesse bisogno o dovesse dare questo addio, neanche di quale verità precisamente si stesse dicendo, questo non è accettabile da chi comprende le identità dell'Occidente, dell'Europa e la loro funzione. Ebbi dubbio che il titolo (dell'omonimo libro) ce lo avesse messo l'editore. La verità quale oggettività assoluta priva di intermediazione del soggetto, questa non esiste. Il Prof. Vattimo lo sapeva e lo spiegava con precisione; ma il problema riguarda i contesti sociali politici... e anche quelli etnici oltre che religiosi, cosa quest'ultimo cui lui non diede peso, intellettuale di sinistra volto a migliorare la società non a potenziare e difendere nazioni ed etnie. L'Occidente, l'Europa, hanno dimensioni etniche. I risultati scientifici generali sono oltre, ma negare la dimensione etnica pone in crisi cultura e formulazioni scientifiche occidentali e globali. Nel tradimento e nella rivolta ad ogni verità del nostro mondo c'è incomprensione, disconoscimento dei nostri valori, volontà di farsi estranei; o intrusioni; e dietro la tendenza negazionista più estrema, nichilista, possono esserci tutte queste cose che ho detto... così l'Occidente, l'Europa, la Globalità, perdere la libertà. Gli oppressori più gravi sarebbero quelli senza arte né parte; e dietro ad essi - si sa a quante cose servono una scienza e una tecnica responsabili - possono venire altri, non solo oppressori e capitare anche sciagure non antropologiche, non biologiche, direttamente esiziali cioè.


MAURO PASTORE

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iano

#18
Citazione di: PhyroSphera il 09 Febbraio 2026, 12:48:20 PMI dati scientifici sono reali e in quanto tali v'è un legame con la verità del pensiero; non fosse così la scienza non sarebbe tale.



MAURO PASTORE



Infatti la scienza non è tale quale la pensi e sopratutto non è occidentale, ma divenuta quale è per successive graduali globalizzazioni, e tale non sarebbe divenuta se si fosse chiusa dentro le ''anguste'' mura dell'occidente o dell'oriente, dentro le quali tu la vuoi costringere, avviando per lei un processo di regressione, dove non conta più il pensiero, ma chi lo produce.
Il pensiero in ogni caso c'entra, e quindi la filosofia, perchè senza, i dati non produrrebbero da soli teorie, per cui dall'essere reali come dici, intendoli con ciò veri, da ciò non discende direttamente la verità delle teorie, come avviene invece per i teoremi dalle ipotesi, per mediazione della logica.

Io, nella mia grande ignoranza, non ho letto neanche Vattimo, ma da quello che dici sembra che la pensiamo allo stesso modo, come se avessimo respirato la stessa aria non viziata dai pregiudizi che si producono quando si chiudono le finestre che danno sul mondo.

E' finito il tempo delle polverose biblioteche conventuali, che pure sono state un passaggio fondamentale, e nelle quali ancora ti attardi.
Allora, se questi sono i risultati di tanti studi, produrre uno scudo etnico, tanto vale che io mi attardi nella mia ignoranza.
La scienza, siccome ad essa media il pensiero, valendo per tutti, crea naturalmente quel pensiero comune che tu vorresti imporre in quanto unto dal tuo signore.


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Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

Lou

Citazione di: PhyroSphera il 09 Febbraio 2026, 12:48:20 PMI dati scientifici sono reali e in quanto tali v'è un legame con la verità del pensiero; non fosse così la scienza non sarebbe tale. Pensandola da esterni, anzi estranei, come fate voi, pare che essa proceda separata dalla verità, ma in realtà non si potrebbe fare nessuna intuizione scientifica restando a immaginazioni e fantasie.

Questi vostri addio alla verità sono una contrarietà alle verità di un mondo che non volete, ma assieme c'è un tanto di follia da parte vostra, lo struzzo che mette la testa nella sabbia a volte è metafora proprio della follia. Pensando che i benefici della tecnica vi cadano dal cielo, che siano legati a una pura prassi - così riducete la scienza occidentale e del Villaggio Globale - mostrate di non averli capiti. La sopravvalutazione della tecnica accade completamente dagli estranei o alieni ad essa, che non si rendono conto dei valori, funzioni, scopi. La scienza ridotta a livello tecnico è pensata da chi non ha accettato la realtà di cui essa fa parte. Dalla vostra parte v'è una considerazione sbagliata della tecnocrazia. Il potere dei tecnici può essere poco, basso, prepotente; oppure vi possono esseri poteri forti e virtuosi, tecnocrati autentici e da non biasimare. Voi questi ultimi non li conoscete. Viaggiate su un 'treno' che non conoscete, quando viaggiate sul nostro; ma cominciate a viaggiare su altri pure. Altre filosofie, scienze, tecniche, altra poesia e ispirazione quali premesse? Sicuramente le varie culture del mondo - benché la scienza occidentale, in particolare dall'Europa e l'antica Grecia, e quella derivatane nel Villaggio Globale siano preponderanti - avrebbero qualcosa da dire. In Cina c'è chi insiste che anche dalle loro parti, indipendentemente da Archimede e Newton e gli altri come loro, ne avevano di diverse e non le hanno ancora buttate. Forse voi vorreste che l'Occidente entri nella sfera di potere di questo mondo o altri, ma ci sono parametri che non si possono portare da una parte all'altra.

C'è un modo globale di pensare la scienza che non esclude i particolari; è stato detto che a questo modo si sono ricondotte varie altre culture scientifiche; ma le matrici occidentali non si possono assoggettare ad altro. Il sistema scientifico globale non esclude le realtà locali, muta; ma resta che l'apporto più grande è stato quello occidentale. Muterà ancora, ma non c'è diritto a terminare i nostri parametri che sono ancora validi. Si è ancora agli inizi...
E c'è anche l'abisso dell'oscurantismo nella vostra operazione di addio. Tradimenti, rivolte, ma pure cadute nel nonsenso; il tutto mischiato assieme.
E' assai noto l'addio alla verità del filosofo del Pensiero Debole Gianni Vattimo. Il fatto che non si specificasse bene chi avesse bisogno o dovesse dare questo addio, neanche di quale verità precisamente si stesse dicendo, questo non è accettabile da chi comprende le identità dell'Occidente, dell'Europa e la loro funzione. Ebbi dubbio che il titolo (dell'omonimo libro) ce lo avesse messo l'editore. La verità quale oggettività assoluta priva di intermediazione del soggetto, questa non esiste. Il Prof. Vattimo lo sapeva e lo spiegava con precisione; ma il problema riguarda i contesti sociali politici... e anche quelli etnici oltre che religiosi, cosa quest'ultimo cui lui non diede peso, intellettuale di sinistra volto a migliorare la società non a potenziare e difendere nazioni ed etnie. L'Occidente, l'Europa, hanno dimensioni etniche. I risultati scientifici generali sono oltre, ma negare la dimensione etnica pone in crisi cultura e formulazioni scientifiche occidentali e globali. Nel tradimento e nella rivolta ad ogni verità del nostro mondo c'è incomprensione, disconoscimento dei nostri valori, volontà di farsi estranei; o intrusioni; e dietro la tendenza negazionista più estrema, nichilista, possono esserci tutte queste cose che ho detto... così l'Occidente, l'Europa, la Globalità, perdere la libertà. Gli oppressori più gravi sarebbero quelli senza arte né parte; e dietro ad essi - si sa a quante cose servono una scienza e una tecnica responsabili - possono venire altri, non solo oppressori e capitare anche sciagure non antropologiche, non biologiche, direttamente esiziali cioè.


MAURO PASTORE
Ma con la dizione "voi" e dopo ""vostri", precisamente, a chi ti stai riferendo?
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"La verità è brutta. Noi abbiamo l'arte per non perire a causa della verità." F. Nietzsche