Coscienza; implicazioni epistemologiche e metafisiche

Aperto da Alberto Knox, 21 Febbraio 2026, 01:36:23 AM

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Alberto Knox

Citazione di: PhyroSphera il Oggi alle 03:15:02 AMQuando dici di verità, scale ed ascensori, mostri che la questione che hai assunto ha per risoluzione la prospettiva pragmatica, dato che quella utilitarista vi lascia a metà del percorso
No, in realtà ho usato scale e ascensori per spiegare una cosa che dovreste già sapere. 
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Noli foras ire , in teipsum redi, in interiore homine habitat veritas.

PhyroSphera

Citazione di: Alberto Knox il Oggi alle 03:28:29 AMNo, in realtà ho usato scale e ascensori per spiegare una cosa che dovreste già sapere.
A spiegare qualcosa non ci sei riuscito e tante volte facendo una cosa ci si può trovare a mostrarne un'altra. Non è prerogativa degli analisti freudiani ortodossi notarne.
Non si ha dovere di procedere secondo vostra destruktion (per nulla teutonica).

MAURO PASTORE
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PhyroSphera

#137
Citazione di: Alberto Knox il 31 Marzo 2026, 12:57:51 PMA tale motivo il dubbio di Cartesio ovvero quello di criticare, rinnegare tutto ciò che non sia chiaro e distinto e considerarli come falsi ha delle problematiche criticabili a sua volta . Cartesio non è che si limita a considerare possibile o probabile un idea non chiara , la considera falsa. Voleva considerare solo le idee chiare e distinte il che , come visto, è ancora un problema.

La vicenda di Cartesio, dal dubbio iperbolico al penso dunque sono, è un paradigma della modernità e fu così anche per lui.
Da un lato tanta concentrazione di pensiero; dall'altra estrema astrazione. Se ci si priva della tradizione filosofica prima di lui, come alcuni tentarono, si approda a un azzeramento culturale e conoscitivo. Si resta a pensare il punto di unione di anima e corpo, allo stesso modo dei più ignoranti tra i fachiri, con la differenza che questi possono trovarsi come guadagnare per vivere - almeno prima era così. Se un neurologo riesce nell'impresa e va annusando silenziosamente l'aria attorno a uno psicopatico, questo è guadagnarsi da vivere? Questo punto d'unione era il traguardo di una ricerca sulla forma del corpo e sulla forma della mente, constatando che non c'è binarietà ma un solo essere. Per questo Cartesio cercava con fermezza di trovare per, in quale parte le due realtà fossero unite. Unite, non attaccate - nonostante una formica dispettosa che va a morire in un cocktail alcoolico di uno psichiatra nullafacente possa creare impressione opposta, illusoria.
Dunque questo punto d'unione non è l'aberrazione finale dopo che qualcuno anticamente aveva pensato che la propria anima era prigioniera del proprio corpo. Platone non aveva mai fatto questa descrizione, né psicologicamente né fisiologicamente né antropologicamente - discipline moderne di pensiero a parte. Lui diceva che nel percorso di saggezza non è il corpo ad essere decisivo ma l'indipendenza dell'anima, per la quale il corpo è un limite che viene annullato dalla morte - il che non significa che l'anima umana è sconfinata né si conclude che il saggio è tale soltanto in rapporto alla morte - non si deve porre in causa l'heideggeriano essere-per-la-morte, che va spiegato con altro contesto, in relazione al vitalismo esasperato e distruttivo trionfante nella sua epoca (che è ancora un po' la nostra). Dunque Cartesio pensava all'unione, non all'accoppiamento anima-corpo; e scopriva che tale unione vige a partire da una certa parte del nostro essere umani, essere proprio come siamo - non c'era l'antropologia a dargli un linguaggio tanto immediato, dicevo. Lui non era uno di quelli che derideva le sue vittime imponendogli di capire come il taglio di un'unghia non reca dolore né fine della coscienza, mentre un colpo alla testa che ha forza maggiore del corpo reca dolore brevissimo e fine della coscienza per cui si poteva accettare piuttosto allegramente lo strappo di un'unghia... Neppure era uno che aveva ritenuto impensabile un ragionamento così, che alcuni invasori dalle parti della Turchia rimproveravano di essere costretti a fare dagli stessi loro nemici. Cartesio dava sua descrizione non di antifilosofia spicciola ma di filosofia cólta, in termini geometrici-matematici che non vanno confusi per direttamente anatomici; quindi passava a descrizioni anatomiche di zone significative, non di magici attacchi. Così come il torturatore che era passato dalla Turchia per invadere l'Occidente si arrabbiava notando chi volesse farne un modo per pensare che una persona non è una sola, ugualmente R. Descartes, alias Cartesio, si infuriava quando qualcuno interpretava l'unione anima-corpo quale duplicità di nostra mente e materia. La sua dimostrazione aveva per presupposto l'esser una sola cosa, il nostro fisico con la nostra psiche, altrimenti niente ragionamenti sulla parte decisiva della unione delle due realtà (unite appunto non unificate!).


MAURO PASTORE
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