Aurea mediocritas

Aperto da doxa, 26 Febbraio 2026, 17:19:51 PM

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doxa

Aurea mediocritas: è una locuzione latina tratta dai "Carmina" del poeta di epoca romana Quinto Orazio Flacco (Odi 2, 10, 5).

Nella lingua latina il termine mediocritas non ha il valore dispregiativo che ha in italiano la parola "mediocrità", ma significa "stare in una posizione intermedia" tra il massimo e il minimo, esalta il rifiuto di ogni tipo di eccesso.

La mediocritas è definita da Orazio "aurea", perché la considera la migliore condizione esistenziale, ispirata dalla filosofia epicurea, che invita l'individuo a godere dei piaceri della vita senza abusarne (edonismo), per esempio bere il vino ma senza ubriacarsi, gradire il cibo senza mangiarne troppo, apprezzare il piacere sessuale senza cercare di "strafare": limitandosi al sesso acrobatico, volando uniti nell'aere da un trapezio all'altro.

L'individuo che si realizza nella mediocritas non eccede, cerca  la  moderazione in tutte le cose, come il poeta Orazio raccomanda: "[...] est modus in rebus sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum" (= esiste una misura nelle cose; esistono determinati confini, al di là e al di qua  dei quali non può esservi il giusto.  Satire I, 1, 106 – 107). Questo poeta si riferiva alla qualità morale capace di non lasciarsi attrarre dall'opulenza, ma anche attenta ad evitare la povertà indecorosa

Lo stesso concetto è applicato anche nella locuzione "In medio stat virtus", nella convinzione che il giusto stia nel mezzo, evitando le scelte estreme.  A volte questa espressione viene utilizzata con significato ironico  verso una persona che non ha particolari capacità e che si accontenta della mediocrità.

Nelle sue "Affinità elettive" Goethe annotava: "La mediocrità ha come sua consolazione più grande il pensiero che anche il genio non è immortale".


Piero del Pollaiolo, Temperanza, tempera grassa su tela, 1470, Galleria degli Uffizi, Firenze

Il pittore Piero del Pollaiolo era il fratello del più noto pittore, scultore e orafo Antonio del Pollaiolo o Antonio Benci.

In questo quadro la Temperanza è intesa come capacità di moderazione e giusta misura. E' raffigurata come una giovane donna nell'atto di miscelare l'acqua calda con l'acqua fredda versandola da una brocca in un vaso decorato.
Il dipinto è parte di un ciclo pittorico  dedicato alle Virtù commissionato a Piero del Pollaiolo nel 1469 e destinato alla Sala dell'Udienza nel Tribunale di Mercanzia, in piazza della Signoria, a Firenze.

Il Tribunale di Mercanzia era l'organo che si occupava delle controversie commerciali dei mercanti fiorentini e amministrava la giustizia fra i componenti delle Arti. Il patrimonio di questa magistratura nel XVIII secolo confluì nella Camera di Commercio, da cui i sette dipinti con le Virtù pervennero alla Galleria degli Uffizi nel 1777.

La tradizione cristiana ha individuato un settenario di virtù fondamentali,  distinguendole in quattro virtù cardinali e tre virtù teologali.

Virtù cardinali: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza; così dette perché hanno la funzione di "cardine" della vita virtuosa (n. 1805). Per esempio, la temperanza è la virtù morale che dà il dominio della volontà sugli istinti e mantiene i desideri entro i limiti "dell'onestà" (n. 1809).

Virtù teologali: le virtù umane si radicano nelle virtù teologali: fede, speranza e carità; così dette perché è Dio che le concede e dispongono i cristiani a vivere "in relazione con la Santissima Trinità" (n. 1812).

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iano

Citazione di: doxa il 26 Febbraio 2026, 17:19:51 PMTemperanza, tempera grassa su tela
Temperanza, tempera ne magra ne grassa, forse volevi scrivere. :))
Perdonami, non ho resistito alla battuta, su un tema molto interessante, peraltro.
E anzi colgo l'occasione per ringraziarti  per le tante perle di sapienza che ci regali.
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Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

doxa

Buongiorno Iano,  ti ringrazio per la tua osservazione. Per premio  ;D  ti offro in visione questo dipinto a tempera.


Carlo Crivelli, Madonna col Bambino (detta Madonna di Macerata), dipinto a tempera e oro su tela, 1470 circa,  Musei civici di Palazzo Bonaccorsi, Macerata.

La pittura a tempera  (dal verbo latino "temperare" = "mescolare") è una tecnica che usa i pigmenti in polvere (colori) mescolati con vari leganti: uovo, caseina, colle animali, gomme vegetali, amidi. Le emulsioni possono essere solubili o non solubili in acqua.

I colori a tempera tendono a deperire, perciò necessitano di conservanti per una maggiore durata.

Gli esperti ci dicono che ci  sono diversi tipi di tempera, a seconda delle sostanze utilizzate.

La "tempera grassa" è formata da leganti oleosi e resinosi; essa rende il colore fluido e trasparente. I leganti soliti sono olio di lino e quello di noce, mescolati con pigmenti.

I dipinti con tempera grassa asciugano subito, i colori sono più stabili, le superfici uniformi e coprenti. Hanno lo svantaggio della possibile variazione nella tonalità del colore tra l'applicazione  e l'asciugatura.

La tempera grassa esige la stessa preparazione della pittura ad olio. I supporti, come tela o legno, devono essere preparati con un fondo a gesso per evitare deformazioni. I pigmenti (colori) devono essere macinati e mescolati con oli e resine. Il diluente utilizzato è spesso lo spirito di trementina, ma anche altri solventi.

Altre varianti della pittura a tempera:

Tempera all'uovo, è la tempera tradizionale: utilizza l'uovo come legante, dà la possibilità di numerose sfumature ed è facile da mescolare.

Tempera alla caseina: utilizza la caseina come legante; è versatile e adatta per vari supporti.

Tempera con gomma arabica: è una gomma naturale, estratta da due tipi di alberi di acacia: Acacia Senegal e Acacia Seyal. Queste piante crescono nelle regioni subtropicali dell'Africa, come il Sudan e il Sahel.

L'industria alimentare usa la gomma arabica come stabilizzante e addensante. Nella cosmetica è presente in lozioni e creme. Veniva usata dagli antichi Egizi.

Tempera  con  trementina, detta anche spirito di trementina: utilizza questa sostanza liquida  ottenuta dalla distillazione della trementina (una resina ottenuta dalle conifere) come legante per la pittura a tempera grassa.
E' utilizzata come solvente nella pittura a olio, la pulizia dei pennelli per dipingere, la lucidatura dei mobili. La trementina ha proprietà sgrassanti e viene usata anche per la pulizia di superfici grasse, oli e colle a base di silicone.

Se questo post con i vari tipi di tempera è considerato inadatto, si può eliminare.

::)  :D
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