Il fantasma di Supermario per una tangenziale cittadina. Moto, auto, 'zavorre'.

Aperto da PhyroSphera, Oggi alle 09:34:27 AM

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PhyroSphera

Io sono anche poeta e il testo seguente non è bello, non rivela l'animo neanche il mio, però è utile.


Viaggio notturno in motocicletta per una strada tangenziale. Un lungo pezzo d'asfalto nuovo, studiato per un tratto solo in apparenza facile da percorrere. Tramite il mezzo usato per muovermi, percepivo oltre alla consistenza data per aumentare la sicurezza una ruvidezza che mi rimandava alla mente direttamente le brutte facce di alcuni operai addetti al rifacimento.

Li avevo incontrati colmi di fraintendimenti al passaggio della mia 'moto supersportiva', i loro gesti da commedianti quando al rombo del motore parevano di istante in istante invadere l'altra corsia non coinvolta ancora nei lavori. Fingevano pure di dover rendere la superficie stradale come colla, nell'errore di trovarsi ad avere a che fare con uno 'sportivo super' cui insegnare tutta la loro educazione e prudenza - e invece non si trattava di questo. Una "benzina super" è una benzina dalle qualità straordinarie, invece una "super benzina" è un carburante diverso che si utilizza anche per benzina... ugualmente il "supersport" è cosa diversa dallo sport, pur essendo necessario anche per fare sport (quando altrimenti impossibile). Anche, perché la modalità supersportiva è - ribadisco - diversa.
Il superman è un personaggio dei fumetti, la fantasia di un uomo volante e tremendamente forte; però l'uomo è ai vertici della scala degli esseri, il più vicino a Dio e niente gli è superiore - certo non è migliore degli altri. Lo sport invece è solo sport, per tale ragione esistono motocicli supersportivi - che non sono areoplani (pur essendo possibile per il motociclista, con manovra particolare, balzare per un po', sollevarsi da terra e riatterrare).
Nella filosofia c'è la nozione, di ascendenza nietzschiana, del "superuomo". Ma è stato giusto, per questo rango di pensieri, usare con lo stesso scopo l'altra espressione oltreuomo. Sicuramente non c'è da temere che l'umanità possa concretamente divenire una superumanità, ma gli operai al passaggio della moto supersportiva inscenavano la commedia di un surplus di poteri, di una alienazione selvaggia capace di partorire supermen perfidi in società e disastrosi per la civiltà. Nel frattempo facevano il loro scherzo: aggiungere ai dettami ricevuti dai loro superiori rabbia e ignoranza e ribellione per cercare, in un modo o nell'altro, di alterare il lavoro che dovevano fare - e lo raccontavano con le facce. Brutte, illuse di essere pietose e magnanime, tradivano innanzitutto disonestà, non solo verso i programmi di lavoro pure verso il principio costituzionale della libertà, che vale anche per le strade. Il Codice Stradale infatti è fatto per regolare solo in caso di necessità, non per imporre regole! Così un asfalto ruvido fatto per osteggiare velocità superiori dei veicoli non è a favore è contro il Codice. Non solo contro il viaggio di mezzi di soccorso o pronto intervento, ma pure contro altri viaggi per possibili analoghe esigenze, incatalogabili perché le strade sono solo strade e capita di tutto.
La triste commedia - tutta condensata in pochi momenti e non senza istanti di minaccia contro me che passavo accanto a bassa velocità, con la testa chiusa nel casco e obliqua per vedere il necessario - terminava con una posizione che avrebbe dovuto ispirare falsa o assurda generosità verso di me, verso chi stava sopra un mezzo quasi fantastico o un po' fantastico, un oggetto che essi come tantissimi pensavano non esente da parvenze inadempienti. Senonché il casco - in tal caso si deve dire: l'elmetto - gli comunicava differentemente. Il "carbonio vivo", plasmato per opera d'uomo, per opera di un vivente, li metteva a percepire vita e morte in mezzo alle strane divagazioni intellettualoidi cui dediti per illusione comunista e pseudodemocratica; il profilo del carbonio gli ispirava la sicurezza data dal lottare. Si fa motociclismo per vari motivi, tra cui questo: l'agio non sempre dona certezze e potere. Una cintura di sicurezza in automobile può salvare o diventare un laccio mortale in presenza di certi urti; disporre del tragitto su due ruote - il che non accade con ciclomotori o biciclette ma coi motocicli (motociclette comprese dunque) - può essere la soluzione e comunque è ciò che più assicura oltre che più impegnare. Lo si capisce se si pensa a tutto il necessario per procedere con motore e senza motore, strategie differenti e tattiche diverse comprese.
Le sagome allo specchietto retrovisore facevano venire in mente ingannevolmente il personaggio dei videogiochi d'un tempo, Supermario, ma anziché pensare a qualcos'altro di super si temeva giustamente per un futuro troppo comodo - per niente sportivo. Nessuna porta da distanziare per correre di più giocando a palla, nessun porto da abbandonare, ma un recinto chiuso pieno di volontari stupidi che godono a tenere prigionieri gli altri che vogliono ancora vivere pienamente.

Ieri notte c'era solo l'asfalto troppo ruvido, mentre alcuni automobilisti con imprudenza lo ignoravano, come se avessero potuto alzare il culo dal sedile per evitarne tutto il fastidio. In auto questo non è possibile perché poggiati su quattro ruote le sollecitazioni in ogni caso bisogna beccarsele tutte se i molleggiamenti non bastano.



MAURO PASTORE
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PhyroSphera

Ho terminato di 'rifinire' il mio testo, che non mi sembra brutto, anzi lo trovo simpatico anche se non bello. Assai utile, in molte cose necessario.

MAURO PASTORE
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