L'oppio dei popoli? Religione? ...

Aperto da PhyroSphera, 14 Aprile 2026, 19:03:01 PM

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PhyroSphera

L'Autore Sergio Leone si era misurato col pensiero e l'eredità di Marx. Un'inquadratura (riprodotta artigianalmente ma efficace) del suo ultimo film:

https://www.youtube.com/watch?v=tGhuVedHqsU

Che dirne, dopo la visione, del motto marxista "la religione oppio dei popoli"?


MAURO PASTORE
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PhyroSphera

#1
Provo a far decollare la discussione così, se le immagini cinematografiche non sono state colte in tutto il valore di profonde allusioni:

Quale senso dare alla presenza di Marx nella filosofia? Egli sarebbe stato una comparsa non stabile, per una vicenda passeggera di cui nessuna traccia rimanente o rimasta, se non avesse a un certo punto avvertito che non bisognava ipostatizzare le proprie riflessioni.
Marx ripudiò la linea del suo stesso partito politico ed espresse un proprio pentimento alla Chiesa Cattolica - non senza minacciare una contestazione più grave ma diversa. Questo, secondo riferimento alla realtà religiosa, poteva significare che dalla critica irreligiosa si poteva passare ad una che sfuggiva agli scambi dei contraddetti, agli scontri frontali, areligiosa.
Il marxismo vero e proprio però si è sempre mosso entro una polemica irreligiosa, dietro la quale aleggiava la presenza dell'Oriente, di un'altra religiosità. Sostituendo nella cultura e nella politica il Fondamento sostanziale del reale con le Basi materiali della realtà, nessuno dei due cambia funzione; può accadere che, scambiando realtà e realismi, si intromettano concezioni diverse di Basi e Fondamento.

Marx non venne mai meno alla propria immensa rabbia. Pensando lui lo spiritualismo occidentale di marca hegeliana, o hegelista, una angheria verso l'intero mondo, lui attribuiva al proprio orientaleggiante, orientalista rovesciamento materialista essenza di rimedio improrogabile.
I suoi studi, anche in combinazioni non chiaribili nemmeno dagli stessi protagonisti - dico di lui ed Engels -, si appuntavano su coincidenze e individuavano relative dinamiche. Ma interpretate tali coincidenze per decisive in forza di totalitarismo, per non vedere ulteriori orizzonti intellettuali e conoscitivi, ci si illudeva di avere la chiave di interpretazione degli eventi del mondo intero. Le basi materiali sono qualcosa di assai molteplice e complesso e indefinito; ma l'assolutismo che Hegel portava con la sua concezione della dialettica tendeva a fare di fatti ed accadimenti limitati e relativi il principale corso degli eventi. Marx si ritrovò dunque di fronte a fenomeni che non prevedeva proprio - tra cui una criminalità diffusa nel suo mondo proòletario che non aveva mai neanche lontanamente intuito - e si pentiva; restando però ostile al mondo da lui catalogato come inaccettabile. A questo punto emerge l'antioccidentalismo: continuare rabbiosamente la stessa polemica, o riconoscere alternative al materialismo di marca orientale? Perché non il pensiero democriteo originale, poi interpretato da Platone ed acquisito dal neoplatonismo, invece che un appello alla materialità già indicato anticamente come pericoloso - la critica di Plotino alla illusione di una materia una - perché prendere a metro di paragone la dialettica hegeliana, rovesciandola, e interpretare a questo modo anche le filosofie di Democrito, Platone? Perché fare dell'Etica di Spinoza una alternativa tra Occidente e Oriente, come se l'ebreo portoghese poi anche giudeo olandese Baruch Spinoza avesse realmente composto un testo ingestibile da noi? La Sostanza infinita la si può pensare solo accettando che il 'Logos' occidentale sia una chimera e la 'Matrix' orientale la sua giusta smentita? Logos, matrix, sono nelle culture d'Occidente ed Oriente in posizioni differenti; ma non c'è alcun significato divergente; queste sono sulla organizzazione, del pensiero, della conoscenza... della politica. Dittatura eurasiatica? Sovietica e non russa?... Cinese? In Cina il materialismo di Marx era ovvio, accortisi dei suoi guai e mancanze i cinesi esautorarono il marxismo; ma alcuni gruppi di potere lo usavano nel tentativo di omologare l'Occidente alle abitudini di vita orientali. Altri lo opponevano all'hegelismo, da alcuni dall'America usato per occidentalizzare (americanizzare!)... Il tutto a raggiungere... un perfetto nulla di fatto.

Tutto ciò in ogni caso faceva pendere gli equilibri dalle menzioni della Sostanza infinita alle indicazioni delle sostanze finite; dalle affermazioni delle materie molteplici alle negazioni della materia una; e in questo intellettuale, politico, non intellettuale e impolitico pendere si scivolava nell'idolo della Materia Una, segnato dal culto orientale della Grande Madre, nel vuoto dell'assoluto niente della superstizione costruita sul Verbo, Logos di Dio.

- L'oppio come metafora declinante nell'oppio quale oggetto di consumo. Sostanza o Materia? L'oppio è uguale al tabacco tutto sommato, perché c'è una Materia Una?
Nelle distese sovietiche i primitivi creduloni alle prese con il cosiddetto Stalin - non sapevano che la parola era reale riferimento per Stalingrado ma non per il dittatore - battevano rame e ferro ugualmente e il Sistema li provvedeva di martelli speciali, per un periodo in grado di guidare i gesti ma solo fino a che il fraintendimento non prevaleva (l'esempio particolare mi fu raccontato da alcuni sedicenti zingari).
Nel ghetto ebraico di New York la mafia non distingueva la Sinagoga dalla Stazione dei Gendarmi e solo nelle Stanze del Potere accadeva il risveglio: brutalmente, fino a doversi ammazzare perché tanta roba non faceva tanta gioia ma tanti guai. L'oppio è una sostanza, ma in che senso? Nel senso che non è una materia particolare, allora si può prescindere dal valutare prudentemente le prime, strane impressioni?

Nella lotta eterna tra i principi opposti, l'oppiomane o l'incauto neofita cosa vedono? Due sagome che rappresentano positivo e negativo - o che rappresentando fingono, invertono le apparenze - in quali figure si possono tradurre? Un gangster senza filosofia non pensa alla trasformazione in Marx e Democrito, Marx ed Hegel... Lui cosa vedrà? Forse, pentito o mai veramente colpevole solo responsabile, vedrà tutto meglio dell'uomo inserito nelle cosiddette stanze del potere?
L'uomo di potere, che non ha voluto essere copia conforme alla imitazione del veterotestamentario caso de "l'uomo delle sofferenze", vedrà passare la macchina del progresso e questa potrà materialmente essere un'automobile con strani soggetti dentro; forse però chi la pensava diversamente non riconoscerà in una massa di oppio l'ultima ed estrema, materiale sconfitta. Dal ghetto ebraico, al ghetto cinese...

che ne è del motto marxista "la religione oppio dei popoli"?


P.S.
Sergio Leone ricordo di averlo incontrato quand'io ero piccolo. Su una nave da crociera, pareva lui anche lì sopra. Non ricordo alcuna presentazione. Poca nave, tanto battello e proprio troppo grosso. Una notte per un corridoio pareva circolare un individuo assolutamente normale, ma abbastanza in tempo notai che si trattava di un simulascro biologico: due sorta di grossi polipi uno sull'altro, morbidamente (si trattava appunto di molluschi) a fare da statua e con strani vapori attorno a dare completa illusione di un signore che passeggiava nel sinistro e angusto corridoio. Percepita ostilità, io riuscivo ad allontanarmi in tempo; ma uno aperta la porta della sua cabina e uscito restava drogato dalle effusioni dei loro corpi e iniziava un discorso col presunto Signore, che gli pareva nobile quant'altri mai anche se silenzioso durante il passeggio. Cercai di avvertire l'equipaggio del tentativo di intrusione.
- Di fronte alla nobile figura del regista, intuendo le sue grandi imprese sull'America e il Far West e la sua aspirazione a raccontare qualcosa sulle distese sovietiche, io mi ritrassi impaurito, forse anche col piede, dicendogli che io percepivo un pericolo: 'ti è andata bene una volta, la seconda io penso che non ti andrà'. Dalla New York dei gangsters all'assedio di Stalingrado c'era un intero abisso in mezzo, il film ambientato in Russia restò senza montaggio dopo la triste (tristissima per me) notizia della morte dell'Autore.



MAURO PASTORE
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