25 aprile, la festa indegna

Aperto da anthonyi, 27 Aprile 2026, 11:16:59 AM

Discussione precedente - Discussione successiva

niko

Citazione di: anthonyi il Oggi alle 08:14:53 AMA determinare questa falsa percezione di un aumento é soprattutto il fatto che l'individuo confronta i prezzi avendo nella memoria prezzi in lire che sono nella sua memoria degli anni precedenti, per cui attribuisce istintivamente all'euro l'effetto di tanti anni di inflazione, inflazione oltretutto Piú alta di quella di oggi, perché con la lira l'inflazione é sempre stata Piú alta di quella di oggi con l'euro.

E' ridicolo quello che affermi, nel merito, perche' e' falso, e nel metodo, perche' il problema non e' (e proprio in senso storico non e' mai stato) tecnico, ma e' (ed e', al tempo, stato) politico: io personalmente non voglio pagare l'Europa (dei padroni, delle banche e della borghesia) ne' un piu' dodici per cento sui prezzi al consumo alimentari finali ne' un piu' cinquanta percento: zero assoluto, zero cosmico: non la voglio pagare proprio. 
Per me, per quanto mi concerne, io ho appena preso la mia paghetta, e voglio pagare il mio bravo gelatino (aumentato di fatto del centocinquanta per cento), le mie brave mille lire. Punto e basta. Semplice, per chiunque non sia esistenzialmente allergico, alle cose semplici (quindi, comprendi, non per voi). il sogno europeo, se lo pagano loro, quelli che ci credono, e che sentendosi una civilta' superiore odiano l'asia eccetera.

Se si dovesse stilare una tabellina tecnica, di quelle che piacciono tanto a quelli che pensano che il problema (politico!!!)  sia tecnico, cioe' a tutti voi (tecnoliberali) la voce, sulla tabella:

Aumento dei prezzi tollerabile per niko >

Vale, o dovrebbe valere, effettivamente 0. 

Con tutte le proprieta' matematiche dello zero, tipo se lo sommi o se lo sottrarai il numero di partenza non cambia, se dividi per esso da' infinito, eccetera.

An passan, si puo' notare che, il fatto che le patate, ad esempio, siano aumentate del, secondo te, "solo" 13, percento, nel quadriennio di introduzione dell'Euro, (e quindi, sempre secondo voi, amici dei tecnocrati: complotto! I sabotatori comunisti ora, sostengono, falsamente, che le patate siano raddoppiate, al solo fine, di istigare rivolte e distruggere il sogno europeo!!!) proprio tecnicamente, quindi anche nel tuo, di linguaggio e di mondo, sforzandomi io di parlarlo e di entrarvi, non vuol dire nulla.

In realta' non se ne esce perche' voi, tu ed Inverno, qui, continuerete a sostenere, che io, consumatore che paga le tasse e lavora, in un certo dato lasso di tempo,  percepisco, soggettivamente, una patata "oggettivamente", cioe' tecnocraticamente e burocraticamente, aumentata del tredici per cento nel quadriennio del passaggio all'euro, come una patata (invece) aumentata del suo intrinseco doppio, quindi del cento, per cento (e quindi la tesi: un euro, uguale duemila ...mille, lire) perche' (io) sono scemo, o al massimo, ma proprio al massimo, in mala fede. 

Io, consumatore che paga le tasse e lavora, invece, percepisco (soggettivamente) una patata aumentata del tredici per cento, come una patata raddoppiata, cioe' arrivata ormai al suo piu' cento, per cento, perche' l'Europa, l'UE, la bandiera con le stelline eccetera, non e' e non e' mai stata solo prezzi e aumento dei prezzi (e' stata anche, quello) ma un disegno assassino, obbiettivamente sanguinario, fatto di lacrime e sangue, neoliberale a tutto tondo.

Se io devo pagarmi sanita' privata, istruzione pubblica a costi ormai comparabili con quella privata, pensione integrativa perche' quella di stato e' da fame, accesso mercificato a tutta una serie di beni e servizi statali e demaniali che un tempo, prima, appunto, che quattro tecnocrati "liberali" traditori li svendessero e li privatizzassero per due lire in quanto statali erano, almeno concettualmente, "miei", impossibilita' di risparmiare per comprarmi in soluzione unica una casa o una macchina e quindi dipendenza da rate infinite, di fatto alla fine do tutto, in saccoccia, non mi restano i soldi per comprarmi le patate anche a prescindere da quanto, esse, "effettivamente", cioe' numericamente, siano aumentate, quindi per me, per quanto mi riguarda, vale,  e continua a valere, la mia tesi: un euro, uguale duemila... mille, lire, tesi che voi, voialtri, definite tesi complotttista, perche' evidentemente siete parte del problema, nella misura in cui pensate che il neoliberismo e in generale il capitalismo, e con esso questa Europa, in particolare, funzioni (tu, Antony); o che, pur funzionando relativamente, sia il minore dei mali in un mondo in cui non si puo' che adattarsi all'infinito, a tutte le decadenze e tutti i cambiamenti in negativo (Inverno).

Questo che ho scritto, vale come risposta per te, e per @InVerno, per quanto riguarda l'aumento dei prezzi "percepito" nel passaggio, le secondo voi "esagerazioni" che ci sono state in merito, il nesso tra aumento dei prezzi e unione, e quindi anche bandiera, europea, eccetera.



Condividi:
Ci hanno detto che potevamo scegliere tra la pace e il climatizzatore, non abbiamo ottenuto nessuno dei due.

niko

#31
Citazione di: InVerno il Oggi alle 08:38:26 AMNon hanno neanche visto la banconota da venti milioni di lire, il sogno bagnato dei complottisti antieuro non era comprare il gelato ma stampare soldi per pagare il debito, è tutto lì il motivo del loro rancore. D'altro canto tu dai la colpa a Kiev se il nostro wellfare è allo sbando, non dei cinquantenni in pensione senza contributi versati che tanto piacevano alla sinistra godereccia, viva la resistenza si, ma solo se costa poco, se è cara tanto vale stare con l'invasore, questo il vero messaggio del 25 aprile: "tengo famiglia".

Io penso solo che si potrebbe stare tutti meglio senza sfruttatori (locali) e senza un equilibrio internazionale anch'esso di sfruttamento, poi, quanto "godereccia" sarebbe o non sarebbe la vita in un mondo finalmente giusto e (ri)unificato sotto l'egida materiale e simbolica dell'Eurasia e' difficile da quantificare, ma e' ovvio che il micronazionalismo particolarista e disgregatore, fissato con lingua, religione, purezza, memoria storuca sovvertira, persecuzione del diverso eccetera, non e', ad oggi, che l'altra faccia dell'europeismo e dell'americanismo, proprio come il fascismo, in senso storico, non e', e non e' mai stato altro, che l'altra faccia, della democrazia borghese, e questo e' l'unico 25 aprile che io personalmente, mi sento, come di dire, di, tra mille virgolette "celebrare".

La parabola Kiev e' esportabile, e c'e' troppa gente in giro che schifa l'onu, ma plaude alla nato e all'ue, cioe' per assurdo l'istituzione realmente, per quanto imperfetta, sovranazionale, e' schifata, le istituzioni falsamente sovranazionali e in realta' espressione (solo) del predominio occidentale sul mondo sono innalzate e santificate; e' questo il cortocircuito logico per cui non ti puoi nascondere dietro i "padri fondatori", di Ventotene, dopo aver dato del fascista rosso a chiunque non ti aggradi.

Per altro, se sei liberale dovresti difendere il liberalismo quello "vero", non la sua caricatura mediatica in cui esso diventa possibilita' di dire e fare, tutto e il contrario di tutto ovunque e quando ci pare, provocando, e neutralizzando ogni possibile affermazione, nel silenzio, della, correlativa, contraddizione.

Una manifestazione di piazza non e' uno spazio pubblico in cui ognuno va' e fa il cavolo che gli pare, non e' uno zoo, e non e' una spiaggia a ferragosto: ci sono delle regole, delle assemblee, dei momenti di organizzazione precedenti, delle parole d'ordine, dei temi eccetera.
O li rispetti o sei fuori.
Sia a livello di organizzazione "interna", di autogestione piu' o meno spontanea della piazza che proprio di gestione ordinariamente statuale, "esterna". Che se ci fai caso di solito, quando c'e' una manifestazione di neofascisti, e una dei centri sociali nello stesso giorno nella stessa citta', la polizia, le tiene separate e non le fa entrare in contatto, insomma evita la rissa.
Il sistema liberale, proprio nel suo funzionamento ordinario, ti garantisce di portare contenuti politici contraddittori, o troppo divergenti, in due luoghi, e due momenti diversi, affinche' vengano espressi, tutti e due, e cio', questo effettivo e vigente diritto appunto, ordinariamente, in quanto cittadino e membro di quel sistema, ti deve bastare.
In parole povere, se tu cittadino di uno stato liberale vuoi la manifestazione dell'orgoglio sionista o quella riarmista proucraina il giorno del venticinque aprile, perche' secondo te quello, e' proprio un giorno adeguato, il sistema, proprio nel suo funzionamento normale e "sano", prevede che tu te la fai e te la organizzi, in un'altra sede, a parte. Ben distinta.

Il "diritto", per modo di dire, di andare a rompere le scatole in modi inopportuni con contenuti di piazza che si sopraffatto e quindi si negano a vicenda in quanto incompatibili non esiste in uno stato liberale, anzi, e' censura, e' silenziamento materiale e simbolico, squadrismo, rissa sfiorata o effettivamente consumata, casino, in cui alla fine della fiera non si "esprime" nessuno perche' di fatto si "esprimono", e si sono espressi, in modo potenzialmente violento e imprevedibile, tutti.

Fare la parodia della "liberta' ", considerare la liberta' il mero e brutale fare, e dire, tutto quello che si vuole quando si vuole e poi dire che si e' stati "censurati", perche' a fare il proprio comodo, in qualche modo e in qualche contesto NON si e' riusciti, e' un trucco vecchio come il mondo, e, di questi tardi tempi, avrebbe anche stancato.






Condividi:
Ci hanno detto che potevamo scegliere tra la pace e il climatizzatore, non abbiamo ottenuto nessuno dei due.

Discussioni simili (5)