25 aprile, la festa indegna

Aperto da anthonyi, 27 Aprile 2026, 11:16:59 AM

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anthonyi

Citazione di: Lou il Oggi alle 16:00:24 PMQuindi non è la festa ad essere indegna, come hai titolato, ma, a tuo parere, taluni comportamenti, alla festa.

C'è differenza.

La festa resta degna di quel che è e rappresenta.

Titolo orribile.
Purtroppo sono i comportamenti a definire la festa, che é fatta di persone e dei loro  comportamenti.
Io ammetto di avere usato un titolo un po' forte, ma per me era anche un'esigenza di riequilibrio rispetto ai melensi commenti dei vari Gramellini & C., professori di storia ma con gli occhi foderati di prosciutto nei confronti della cronaca.
La bandiera piú presente nella manifestazione era quella dell'inesistente stato di Palestina, che con la nostra storia non ha nulla a che fare, e i sostenitori di tale inesistente stato hanno cacciato quelli della Brigata Ebraica che, con la nostra storia, ha molto a che fare.
L'unico elemento di cronaca di cui si sono accorti, i nostri intellettuali di sinistra sono quei 3 pallini di plastica sparati con una pistola quasi giocattolo da un giovane ebreo solitario, un evento che ha fatto molto comodo per silenziare le tante anomalie di questa festa che, per quest'anno, per me é indegna.
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Meglio morire liberi che vivere da schiavi! 🤗

iano

#76
Citazione di: anthonyi il Oggi alle 16:15:46 PME in effetti questo é un aspetto che non avevo sottolineato. Il credersi superiori ha un effetto sul fitness, migliora le prestazioni, ed é anche per questo che annoveriamo tanti personaggi di origine ebrea nella realizzazione di grandi obiettivi, in ogni campo.
La scommessa è  ottenere le stesse prestazioni, senza la stampella psicologica della superiorità, che tanti lutti, per altri versi, adduce.
Rendersi conto che se fra le diverse posizioni  si trova '' quella giusta'', la soluzione è nella diversità.
Il punto è che è sovrumano riuscire ad osservarsi dal di fuori, quando dentro a un dramma si vive .
Intendo dire che se io fossi un israeliano non credo che mi sarei comportato diversamente, ma osservando dal di fuori non posso approvare il  comportamento.
A questo proposito un sovrumano ebreo, Woody Allen, ci ha fornito un insegnamento , che è la madre di tutti gli insegnamenti.
Non farei parte di un club che mi ammettesse come suo membro.
Battuta apparentemente contraddittoria, ma che ci descrive il risultato che si ottiene quando si riesce a vedersi contemporaneamente dal di dentro e dal di fuori.
Bisognerebbe mantenere sempre entrambi i punti di vista, ma appunto è sovrumano riuscirci, e quando l'azione urge, occorre comunque sceglierne uno.
Dove sta allora l'errore? Forse nel difenderlo ad oltranza anche quando l'urgenza è passata.
Il trasformare la propria vita, che richiede a volte di prender partito, in un partito preso.
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Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

Jacopus

Nel frattempo Eitan Bondi è ai domiciliari, così forse è più chiara la differenza fra una giustizia in mano ad un governo ed una giustizia indipendente (e rossa solo per i daltonici).
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Homo sum, Humani nihil a me alienum puto.

iano

Intanto è arrivato il primo maggio, e siamo ancora qui a parlare del 25 aprile. :))
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Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

Adalberto

Citazione di: InVerno il Oggi alle 08:06:39 AMLa Torah è rimasta in forma orale per un millennio e contiene ben poco egalitarismo, anzi è la storia di un primatismo, quello del popolo eletto di Israele. Gli ebrei per molti versi sono un popolo eccezionale, ma non hanno inventato le candele e le forchette, e non hanno superato la condizione di tribù, l'impero romano l'ha fatto.
Circa 3.000 anni fa ci fu il passaggio storico fra i capitribù / leader locali (che nei racconti biblici vengono chiamati Giudici, 1.200/1.050 aC) e successivi i re Saul, Davide Salomone, che subito dopo  si dividero in regno del nord ((israele) e del sud (Giudea). 

Considerando l'epoca, qual'era l'innovazione ebraica ?
Lo stesso re era soggetto alla legge divina: ovvero poteva essere contestato: anche gli umili potevano dire di no al sovrano basandosi sulla legge religiosa. In altre parole il re non aveva il diritto di espropriare le terre dei cittadini a suo piacimento.
A differenza del codice Hammurabi che prevedeva modalità diverse dell'applicazione della legge divina a seconda delle classi in cui si ddivideva la società.
Se pensiamo che in Europa fino al XVIII secolo dC c'era un re assoluto che diceva "lo stato sono io", direi  qui che siamo arrivati in ritarduccio al concetto che siamo tutti uguali di fronte alla legge.
Anche il concetto della legge del taglione (dente per dente,  occhio per occhio) non è poi quella cosa barbara e rozza che pensiamo, se evitiamo di guardare con gli occhi di oggi un'evoluzione civile  di qualche millennio fa.
In un'epoca di sovrani assoluti fu un'innovazione concepire che la pena debba essere commisurata al reato, al danno fatto. A confronto mi torna in mente D'Andreè che cantava l'impiccagione di Geordie perché aveva rubato sei cervi nel parco del re, forse un fatto realmente accaduto nel XVI secolo dC.

Proprio nell'epoca dei re e della struttura burocratica statale, si comincia a scrivere il paleo ebraico e prendere nota  della tradizione orale che risale almeno a mezzo millennio prima e forse più
Poi circa  2.500 anni fa la Torah viene completata.
In quel mezzo millennio fra i due eventi, complice anche il salto della scrittura,  in tutto il mondo prende avvio l' epoca assiale, quella in cui nasce una umanità riflessiva, più o meno come quella attuale.
Il rapporto con il sacro passa da una elaborazione magico religiosa ad una di riflessione intima e alla formazione etica. Un fenomeno globale, che coinvolge tutte le diverse culture. Non si sa chi abbia iniziato per prima.
La mia impressione (tale perché non sono per nulla credente e nemmeno uno studioso, ma solo un curioso) è che la specificità ebraica abbia sviluppato almeno un paio di primati egualitari:
. la generalizzazione di questo processo di riflessione intima (che prende avvio dal kippur) e che coinvolge doverosamente tutto il popolo e non solo le élite ( filosofi, sacerdoti o nobili) come avviene in altre culture
. la codifica scritta delle norme nei libri sacri e poi  nei commentari.

Scusa se è poco, per l'epoca..
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Ci son dei giorni smègi e lombidiosi...
ma oggi è un giorno a zìmpani e zirlecchi.
(Fosco Maraini)

anthonyi

Citazione di: Jacopus il Oggi alle 16:16:14 PMIn realtà, in merito al superamento imputato al Cristianesimo, si tratta solo di un trasferimento della contrapposizione nel mondo metafisico dell'aldilà, dove si faranno i conti e quindi vi sarà nuovamente la contrapposizione (che come "il fantasma dell'opera" agisce nel frattempo anche nell'aldiquà, in svariati e talvolta lugubri modi). Anche nel caso del cristianesimo, come per l'ebraismo, il superamento del nocciolo metafisico, comporta effettivamente un progresso e un superamento del conflitto, come dimostrato, anche in questo caso, dalla storia dell'Occidente.
A proposito delle culture suprematiste antireligiose e antiebraiche, bisogna fare delle distinzioni: il nazionalsocialismo risponde a questa descrizione, ma non il fascismo e neppure il socialismo reale, nè tantomeno l'imperialismo giapponese. Inoltre non c'è paradosso ma semplicemente la constatazione che la storia ha una direzione tortuosa e talvolta scorre all'indietro.
Mi sembra che ti arrampichi sugli specchi, jacopus, ora il suprematismo da fisico diventa metafisico, e poi misteriosamente ritorna fisico    :?:
La tua avversione nei confronti delle religioni é tale che devi necessariamente attribuire loro la fonte degli errori umani a dispetto di ogni esigenza di esprimerti in maniera sensata.
Quanto poi al suprematismo antireligioso(Il riferimento é sia al fascismo che al nazismo, non al comunismo che non é suprematista) perché totalitario, cioé che mira a dominare lo spirito degli individui, è lo spirito é sempre stato un dominio della religione, anche lì mi sembra tu faccia discorsi contorti, che vuol dire che la storia va all'indietro? Anche lì la storia é andata avanti, si é cominciato con la negazione del valore della religione, a partire dall'illuminismo e dalla rivoluzione francese, poi con Marx, fino a finire a Nietzsche, il suprematismo antireligioso é figlio dell'antireligione, una cosa perfettamente
 lineare.
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anthonyi

Citazione di: iano il Oggi alle 18:03:40 PMLa scommessa è  ottenere le stesse prestazioni, senza la stampella psicologica della superiorità, che tanti lutti, per altri versi, adduce.


Ma perché dobbiamo dare per scontato che ci sia questo risvolto della medaglia. Il popolo ebreo non ha mai prodotto mostri culturali pur sentendosi Il popolo di Dio. 
Certo negli ultimi tempi stanno reagendo in maniera rabbiosa, ma si tratta appunto di una reazione a chi li aggredisce. 
Nel caso invece della Germania nazista abbiamo un suprematismo differente, che nasce per reazione isterica all'umiliazione della sconfitta nella prima guerra mondiale. 
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