Subservience, IA e l'uomo in un ipotetico futuro

Aperto da Morpheus, 03 Maggio 2026, 11:39:48 AM

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Phil

Citazione di: iano il 05 Maggio 2026, 20:51:37 PMAbbiamo una spiccata capacità di riconoscere un volto, e questo comporta un effetto di cui non ricordo il nome ( la valle del....qualcosa).
Credo sia l'uncanny valley.
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iano

#16
Citazione di: Phil il 05 Maggio 2026, 21:53:29 PMCredo sia l'uncanny valley.
Esatto, grazie.
Come dicevo le immagini di umani creati dall'intelligenza artificiale mi inquietano, ma non mi succede leggendo le sue risposte .
In entrambi i casi comunque io so che si tratta di una finzione, quindi non è questa consapevolezza a fare la differenza. Questo potrebbe voler dire che nell'effetto non è coinvolta la coscienza.
E' una paura che si genera a livello profondo quindi, che potrebbe avere  il suo motivo nelle dinamiche che vi sono fra predatore e preda, quando non c'è il tempo di pensare sul da farsi, occorrendo una reazione immediata.
Sappiamo che una delle tecniche che fanno parte della suddetta dinamica è la capacità di mimetizzarsi, o più in generale di apparire altro da quel che si è.
Certamente un predatore che riesce ad assumere le sembianze della preda, si può avvicinare a questa senza destare sospetto, ad una distanza utile a portare a termine la predazione, prima di essere riconosciuto. Quando infatti la preda scopre con terrore l'inganno, potrebbe essere troppo tardi.
Un paura ancestrale che ci portiamo ancora dietro dunque?
In ogni caso, grazie a questo effetto. abbiamo un criterio per stabilire quando un robot sarà per noi indistinguibile nell'aspetto da un umano, un pò più probante  credo, di una  valutazione  di somiglianza, per quanto in modo coscienzioso fatta. :)
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Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

PhyroSphera

Citazione di: Morpheus il 03 Maggio 2026, 11:39:48 AM
Ciao a tutti,

Indeciso in quale topic inserire questa discussione, alla fine ho optato per "Intelligenza Artificiale e Futuro dell'Umano". Io mi ritengo un avido consumatore di anime, film e serie tv; tante di queste sono state create partendo dalla possibilità di poter creare IA efficienti dotate di corpi antropomorfi praticamente indistinguibili da quello umano (non tutte le opere a riguardo hanno questo argomento tra quelli principali ma comunque c'è). La prima domanda che mi sono posto è quanto sia realistica una tale possibilità, e cioè se in futuro potremmo davvero ritrovarci robot da compagnia come in Ghost in the Shell o veri e propri "robot governanti" (cioè robot che si occupano della casa) come in un film con Megan Fox che ho visto tempo fa (il titolo era "Subservience", non era secondo me un gran film [credo che in principio dovesse essere una di quelle mezze schifezze di Hollywood] ma mi ha dato da pensare). Questa domanda la pongo a voi, questa possibilità è quantomeno verosimile?
Inoltre, secondo voi, l'essere umano potrà resistere, in caso si avveri una tale evenienza, all'avvento delle ginoidi (per gli uomini eterosessuali e non solo) e degli androidi dalle sembianze maschili (per le donne eterosessuali e non solo)? Il fatto che esistano già oggi chatbot in grado di fingersi tuoi amici, o addirittura amanti, e creati proprio a questo scopo, mi dà da pensare. Mi chiedo, sempre dando per scontato che esisteranno ed avranno una grande somiglianza fisica a quella del corpo umano (e che verranno venduti ad un prezzo accessibile ai comuni mortali :D ), come ciò si ripercuoterà nella società, e di come ne risentiranno le nascite annue.
Ma forse mi sto solo arrovellando su cose che non esisteranno mai, o che, anche se esisteranno, non saranno accessibili a chiunque; per fortuna, a parer mio (e non lo dico solo perché trovo "scandaloso" un mondo del genere).

Dopo questo bizzarro post, buona domenica a tutti.
P.S.
Un bel film con degli androidi (nel film chiamati replicanti) che vi consiglio, se non lo avete ancora visto, è il celebre "Blade Runner".
Quando l'artificio arriva al punto da sostituire persone, perfino eroticamente, è magia e inganno.

MAURO PASTORE
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Morpheus

Citazione di: PhyroSphera il 07 Maggio 2026, 11:04:01 AMQuando l'artificio arriva al punto da sostituire persone, perfino eroticamente, è magia e inganno.
Magia non credo  :D
Però comprendo che intendi, io lo vedo come una sorta di "snaturalizzazione" (odio questo termine, ma stavolta non mi viene in mente nient'altro) dei rapporti sociali e amorosi. Ma in realtà non saprei nemmeno dire quanto sia corretto riferirsi a certe cose in questo modo. In fondo, una macchina del genere sarebbe simile ad un vibratore che diviene anche oggetto di amore sessuale ed emotivo. E che cosa diviene un oggetto simile?
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Possiamo vedere infiniti motivi nel fatto che il cielo è azzurro, ma alla fine solo una cosa quantomeno ci fa avvicinare alla verità:
La Scienza.

Luther Blissett

Non sapevo dell'esistenza di questo film, Subservience, ed ho sùbito provveduto a scaricarlo e vedermelo.
Più o meno mi aspettavo come si sarebbe sviluppata la trama, questo genere di film tende quasi sempre verso un pessimismo di fondo, stando al pensiero prevalente, ogni utopia sembra inevitabilmente torcersi in distopia. 
Non mi sento di condividere questo pessimismo di fondo.
Penso piuttosto che il futuro potrà essere molto migliore di come ce lo immaginiamo, vedo il futuro come un accumulo sempre maggiore e inarrestabile di conoscenza. 
E semmai temo di più i danni che possono residuare dal persistere delle antiche forme dell'Ignoranza.
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iano

Citazione di: Luther Blissett il 07 Maggio 2026, 21:02:05 PME semmai temo di più i danni che possono residuare dal persistere delle antiche forme dell'Ignoranza.
Forse volevi dire antiche forme di sapere. :)
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Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

Koba

Citazione di: Morpheus il 03 Maggio 2026, 11:39:48 AMUn bel film con degli androidi (nel film chiamati replicanti) che vi consiglio, se non lo avete ancora visto, è il celebre "Blade Runner".

Gli androidi di "Blade Runner" non sono robot metallici tradizionali, ma organismi biologici artificiali. Sono quindi esseri "costruiti" a partire dalla materia vivente, con tessuti, sangue, organi, sistema nervoso ecc. In pratica sono quasi indistinguibili dagli esseri umani. L'unica differenza sta nel fatto di essere sprovvisti di un'infanzia. I loro ricordi sono innesti pensati per renderli psicologicamente più stabili. Ma anche più controllabili, dato che chi dispone di una memoria è meno incline a ribellarsi, sentendosi parte di una famiglia, di una comunità, di una storia.
Dunque ecco alcuni interrogativi: primo, come faccio a sapere di non essere un replicante? O, comunque, come faccio a sapere che i miei ricordi sono autentici e non piuttosto degli innesti? Per noi, certamente, innesti sociali, non genetici, ma pur sempre immagini indotte dall'influenza esercitata dalla società sul singolo. Come faccio a comprendermi se è il senso comune a suggerirmi il significato delle mie esperienze? Come faccio ad avvicinarmi a me stesso? È l'esperienza del tempo che si esaurisce, come per i Nexus-6, a sospingermi verso un radicale disincanto? È la vicinanza della morte a costringermi a fare i conti con me stesso?
Per scoprire poi che forse non sono mai realmente vissuto, e che ciò che ho sempre pensato essere la mia vita non è altro che un insieme di reazioni meccaniche, a partire proprio dai miei preziosi ricordi.

Rispetto all'interazione con i replicanti, quella con i robot comporta una destabilizzazione molto minore. Si tratta di qualcosa che mette in crisi le nostre capacità conoscitive – la capacità di distinguere la simulazione dall'autentico – e non il nostro stesso essere. Si potrebbe dire che l'androide indistinguibile dall'umano è uno shock epistemologico, non ontologico.
Per questo motivo Blade runner resta uno dei film di fantascienza più profondi (migliore rispetto al romanzo di Philip Dick da cui è tratto). Per esempio di fronte alla possibilità di innamorarsi di una creatura, replicante o androide, non esattamente umana. Qui si vede la potenza di quella destabilizzazione ontologica di cui ho parlato. Il protagonista di "Blade Runner", l'agente Deckard, per quanto cinico – da bravo cacciatore di replicanti illegali – alla fine cede all'amore per uno di essi, Rachael, e non a caso proprio quando inizia ad avere dubbi su se stesso, sulla sua di autenticità.
Mentre mettere in scena l'innamoramento nei confronti di un robot è impossibile a meno di insinuare il dubbio che la IA che guida la macchina abbia sviluppato in qualche modo una sua coscienza, come nel film "Ex machina".
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fabriba

Mi inserisco tardi...la prima domanda che @Morpheus faceva era se sarà possibile creare androidi fisicamente indistinguibili dall'umano, e la mia risposta sarebbe si, magari non in 20 o 50 anni, ma si.
Però una incrollabile (e apparentemente malriposta) fiducia nel genere umano mi fa dire che non sarà legale: nello stesso modo in cui è possibile costruire apparecchiature che bypassano le protezioni anticopia dei prodotti audio-video-software, ma non è normalmente legale commercializzarle.

Però il tema delle nascite (e le implicazioni sociali che sottende) sono la parte che interessa di più anche me, e non sono molto ottimista.

Avere un amico-AI che non ti da mai -davvero- torto, oppone,  fa sentire sciocco, scoraggia, e che asseconda qualsiasi tua idea e inclinazione, ha già oggi effetti concreti (tra l'altro anticipati dal mitico Algoritmo, che già filtrava il mondo per farci sentire sempre circondati dal calore di una comunità che pensa e agisce come noi).
La società attuale è figlia di questo problema, le "bolle sociali" sono il passo 0.

Dare un corpo a questa tendenza sarà l'ultimo passo, le bolle diventeranno più micro, o forse la parola "sociali" perderà parte del significato.
Per le nascite  mi aspetto che -forse già nel tempo delle nostre vite- si inizierà a discutere di statalizzarle: in korea secondo me siamo a 2 decenni da iniziare a discuterlo... non figlia più nessuno, a un certo punto si farà strada come una opzione distopica, poi plausibile, poi l'unica possibile. Molta fantascienza (1984 tra l'altro) ha previsto scenari simili.

Ma al di là delle nascite, è proprio lo scopo dell'umanità che comincia a vacillare con la tecnologia attuale, ma questo l'ho già detto altrove nel forum e mi è già stato bocciato, quindi non sto ad inisistere  :)
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