Lo studente accoltellato a Milano

Aperto da Jacopus, Oggi alle 00:19:44 AM

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Jacopus

Leggo di questo studente accoltellato da alcuni maranza minorenni e maggiorenni. Oggi ad uno di essi è stata inflitta la pena a 20 anni. Per un tentato omicidio ci sono andati pesanti, ma va bene. Non discuto la pena, specialmente per un tentato omicidio del genere, futile e dissennato. Quello che mi ha colpito è stata la reazione della vittima. Il primo passaggio è stato quello del perdonare gli aggressori. Fin qui tutto bene, compreso l'abbraccio ecumenico di oggi fra vittima ed aggressore. Perdonare in fondo è giusto, se la persona se la sente. E' lo stato che commina la pena e perdonare serve anche a chi ha subito una ingiustizia, che altrimenti resterebbe lì a covare per anni, seminando rabbia e risentimento. Il secondo passaggio è stata invece la dichiarazione della vittima "cercherò di non disinteressarmi del mio aggressore, quei ragazzi non sono perduti". E allora mi sono chiesto. A che scopo una dichiarazione del genere? Ovvio che l'aggressore non potrà rifiutare quella mano così nobile tesa verso di lui, anche  per i benefici che potrebbe ricavarne. Ma il benefattore perchè parlare pubblicamente in questo modo? Se avesse voluto davvero fare così, c'era bisogno di dirlo? Il mondo aveva già saputo della sua bontà nel momento in cui ha dichiarato di perdonare, ed ora questo ulteriore passaggio che mi fa domandare, che tutto venga fatto per racimolare un pò di popolarità, provare la carriera politica, aprire una pagina su You Tube? Sarà per il fatto che in Liguria ho imparato l'arte della discrezione, ma questa ridondanza è o inutile o manipolatoria e tutto ciò mi lascia una specie di amaro in bocca perchè il mondo sembra andare non in un solo verso sbagliato ma contemporaneamente in più di un verso sbagliato: da un lato dei ragazzi inebriati da una violenza da sfigati di provincia, comunque letale e stupida insieme e dall'altro un tipo che non si capisce se è un novello evangelista oppure un futuro apostolo della sua propria causa. Certo non violento, ma abbagliato comunque da questo modello della popolarità ad ogni costo per la quale si possono fare dichiarazioni di cui non si sentiva il bisogno.
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Homo sum, Humani nihil a me alienum puto.

anthonyi

Oggi siamo nel mondo della comunicazione, jacopus. Ci sono quelli che pubblicano il loro risveglio la mattina, o quando vanno al gabinetto, e tu sei sorpreso di un "eccesso" di buonismo pubblicizzato.
Eppure lo vediamo ogni giorno che il "cattivismo" viene invece sbandierato con grande orgoglio da coloro che se ne fanno portatori.
Personalmente non condivido tale "eccesso", ma comprendo le ragioni di chi ha scelto di renderlo pubblico, e non credo sia un bisogno di visibilità, quanto piuttosto quello di offrire un modello sociale positivo in un mondo nel quale purtroppo, quelli negativi abbondano. 
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Meglio morire liberi che vivere da schiavi! 🤗

fabnba

Citazione di: Jacopus il Oggi alle 00:19:44 AMc'era bisogno di dirlo?

Sono d'accordo che questo è il centro della questione, e non mi sembra una domanda retorica.
Forse c'era bisogno, come sostiene @anthonyi che a dire il vero mi ha convinto, forse non c'era bisogno invece perché "il bene si fa e non si dice".

Credo che un aspetto positivo ed emulabile di quello che ha fatto secondo me è:

In un mondo che va "contemporaneamente in più di un verso sbagliato" (sottoscrivo), quelli che pensano che buonista è meglio che cattivista devono potersi contare, conoscersi, fare network. Per quella cosa che 100 persone organizzate vinceranno sempre su 1000 persone disorganizzate.

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