Celebre è la storiella del lupo bianco e del lupo nero qui presenta da poco dal topic di Aspirantefilosofo58.
Allora mi sono sorte due domande :
Come si fa a domare un lupo se non lo si conosce?
esiste veramente un lato oscuro e uno bianco nell animo umano?( evvero esiste davvero questo dualismo?)
Gran parte della cultura occidentale vive in una specie di schizzofrenia che tende a separare ciò che è bello, giusto , positivo da ciò che è considerato immorale, riprovevole , negativo. Dio e il diavolo sono due realtà speculari ma separate. In Oriente, al contrario, il buio e la luce (lupo nero/lupo bianco) sono complementari, si fondono ongnono contenente una piccola parte dell altro. Il male esiste come indispensabile parte del bene.
Al dualismo occidentale si contrappone la dialettica orientale. E bisogna dire che l 'immagine dell uomo affermatasi in oriente è più corrispondente alla realtà .
Gli psicoanalisti sondano il nostro inconscio scoperendo mostri che si credevano esistinti nonostante tutti gli sforzi atti a reprimerli.
la neurochirurgia rivela che possediamo tre distinti cervelli e che , in sostanza, i nostri antenati rettili continuano a coabitare dentro di noi , la moderna etologia riafferma il valore degli istinti aggressivi e la loro funzione determinante per l equilibrio psichico e per quello sociale. Il lato oscuro dunque esiste ed è in ognuno di noi in perenne agguato.
La risposta occidentale a tale constatazione è consona a tutta la sua cultura; l aggressicvità, la violenza , la pulsione verso la morte vanno represse , negate , esorcizzate. Ma in questo modo l uomo finisce col convivere con un altro se stesso che non conosce e che , di conseguenza, non sa e non può dominare. il fatto è che non c'è nessun lupo nero che muore di fame lasciando in vita solo quello bianco. Quando il lato oscuro decide di emergere, a dispetto di tutto e di tutti , lo fa.
E lo fa , quindi , in modo indomabile. Ciò che la cronaca nera chiama "raptus omicida" , improvvisa ed inspiegabile crisi di pazzia , è spesso il fuminio manifestarsi della nostra parte nera. Ma la causa di questo è propio il modo di pensare che vede il bianco nettamente separato dal nero , che facilita il completo abbandono , repentino, al lato oscuro. è dalla grande devozione al bene assoluto che nascono gli orrori e i sadismi dell inquisizione. Sono questi cittadini integerrimi che si trasformano in giustizieri della notte . è la mancanza di capacità d essere semplicemente uomini, con le propie nobiltà d animo e le propie bassezze che crea i fanatici di ogni tipo. Dal mistico assassino di prostitute al tifoso di calcio violento.
Un tempo le arti marziali servivano prima di tutto a questo , essere un praticante di arti marziali significava, in primo luogo, sondare ogni aspetto della propia piu intima essenza , misurare i limiti delle propie capacità, scandagliare la profondità delle propie paure , lasciando emergere dall inconscio tutta la nobiltà di cui si era capaci e tutta la violenza che vi stava sepolta. Scoprendo a poco a poco i propri aspetti più oscuri e meno accettabili si apprendeva a non averna paura e nel contempo a non subirne il fascino . In questo modo il praticante di arti marziali può , in un certo senso, guardare la Tigre negli occhi. E sorriderle.