Ogni cosa esiste per necessità. Non può essere ciò che non è. È ciò che è per necessità. Anche Dio è ciò che è e non può essere ciò che non è. Anche Dio dunque è sottoposto alla necessità di essere Dio e non altro. Egli può essere tutto in tutte le cose ma questo non lo libera dalla necessità in quanto tutte le cose sono necessarie. Dio quindi sovrasta ogni cosa potendo essere ogni cosa, ma non sovrasta la necessità di essere quel che è. Ecco quindi l'impotenza di Dio di fronte alla necessità che le cose siano quel che sono. (riprendendo una riflessione leopardiana).
Citazione di: Alexander il 31 Gennaio 2026, 18:39:33 PMOgni cosa esiste per necessità.
Ma questa affermazione è proprio necessaria?
Ci vorrebbe una dimostrazione che l'affermazione sia indipendente da chi la fa.
Diversamente, sopra la necessità di essere , e sopra lo stesso dio, c'è chi afferma questa necessità, Tizio, Caio e Leopardi, ad esempio.
Se questa fosse solo una loro fede, questa fede starebbe infatti sopra tutto, e l'unico motivo per cui essi possano considerare l'affermazione che fanno da loro indipendente, è il non avere coscienza di questa fede.
Necessità si intende che ogni cosa non può essere diversa da se stessa. Anche l'osservatore non può osservare dal punto di vista di un altro, ma solo necessariamente dal proprio.
Citazione di: Alexander il 31 Gennaio 2026, 20:39:48 PMNecessità si intende che ogni cosa non può essere diversa da se stessa. Anche l'osservatore non può osservare dal punto di vista di un altro, ma solo necessariamente dal proprio.
Si, ma dietro quel ''si intende'' c'è qualcuno che l'intende.
Non possiamo osservare le cose dal punto di vista del prossimo, ma da un altro che sarà il nostro prossimo, se ciò che ieri intendevamo oggi più non intendiamo.
Necessario è ciò che logicamente deriva da premesse che però non sono mai necessarie.
Uno può anche intendere che ogni cosa non può essere diversa da se stessa, e da ciò ne deriverà necessariamente che dio non sta sopra ogni cosa.
Potrebbe anche essere che dio non sia ne sopra ne sotto, ma stia alla pari di ciò che non può essere diverso da se stesso.
Secondo me l'idea di dio deriva proprio dalla nostra esigenza di affermare l'esistenza, e in quanto tale è esistenza pura.
Ciò di cui ogni cosa che esiste è partercipe...sempre che esista.
Dietro quel ''si intende'' c'è qualcuno che l'intende, e potrebbe essere lo stesso dio, che non starebbe quindi sotto, ma alla pari della necessità di esistere.
L'inghippo nasce dal fatto che l'essere puro non ha un nome, ma a volte lo nominiamo, e altre no, in modo da poterli intenderli come due soggetti diversi.
A volte lo nominiamo e altre ''lo intendiamo'', ma è sempre lo stesso dio.
In ogni caso ciò che si intende sta alla pari di ciò che si sottintende, e c'è secondo me un ragionamento sottinteso a dio.
Perchè esiste ciò che esiste, sempre che esista?
Se esiste l'esistenza c'è, e se c'è, qualunque cosa può esistere, anche dio.
Trasferendo il punto di vista spirituale al materiale, andiamo alla ricerca delle particelle fondamentali, che anche quando le trovassimo non potremo mai dimostrare che lo siano, se con esperimenti le abbiamo trovate, e se gli esperimenti una fine non ce l'hanno.
Dio è una buona ipotesi, ma come tutte le ipotesi è limitata, questo si, ma stando alla pari di ogni altra.
Se non sta alla pari, allora è superiore, perchè esso è l'idea che si possano fare ipotesi di esistenza, e di queste ipotesi sembra che noi non si possa fare a meno.
Però non è una cosa necessaria, ma una nostra necessità.
E chiedo scusa se ho ecceduto in riflessioni, che non posso neanche garantire che siano coerenti, buttate là, come sono venute. :)