"Il tempo che resta": è il titolo del romanzo di Bernhard Schlink (edit. Neri Pozza).
Cosa fai quando a 76 anni apprendi dal tuo medico che hai poche settimane di vita, hai una giovane e bella moglie e un bambino così piccolo da far pensare ai genitori dei suoi compagni che ne sei il nonno ?
Come lo dici a Ulla, la donna che ami ? Quali sono le parole più adatte per preparare tuo figlio David di 6 anni al nefasto evento ? Come vivi il tempo che ti rimane ? A cosa dai la precedenza ? Come assicuri alla tua famiglia un passaggio al dopo il meno possibile traumatico ?
La quotidianità viene scardinata all'improvviso dalla ferale notizia.
Come può Martin distaccarsi da loro liberandoli dall'angoscia del distacco? Come può accettare un tempo di vita a termine ? Cosa può lasciare mdietro di sé che accompagni gli amori della sua vita in un futuro senza di lui?
"Il tempo che resta" è come un viaggio tra razionalità ed emozioni, tra urgenza di sistemare tutto ciò che è in sospeso e desiderio di ignorare ciò che sta accadendo, tra volontà di creare future condizioni di vita accettabili per moglie e figlio, e riflessioni su ciò che è possibile predisporre senza interferire nella loro vita.
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La trama del romanzo. Martin Brehm è un professore universitario di storia del diritto, in pensione. La 43/enne moglie, Ulla, lavora in una galleria d'arte e dipinge. David, loro figlio, ha 6 anni, capisce che il padre è in una situazione drammatica.
La nuova situazione familiare evidenzia la fragilità di Ulla, che si confronta con l'età del marito e con la morte come inevitabile cesura.
Invece Martin pensa alla sua vita passata, alla soddisfacente carriera universitaria e alla condizione economica tranquillamente agiata. Ha più possibilità rispetto ad altri nella sua stessa condizione esistenziale per cercare di programmare al meglio le sue ultime settimane di vita, lasciando il meno possibile al caso, mentre si pone alcune irrinunciabili domande.
E' forse vanità quella che gli rende intollerabile il pensiero di venire dimenticato, cancellato prima dalla vita e poi dalla memoria ?, si chiede Martin coinvolto da soverchiante tristezza derivante dall'impossibilità di determinare il futuro e dal timore di scomparire dalla mente del figlio, mentre nel rapporto con Ulla si insinua il non detto, anche se lui si convince che la loro situazione non possa lasciare spazio alla gelosia: nel poco tempo che gli rimane è necessario "imparare" subito a morire.
Questo romanzo è suddiviso in tre parti: nella prima affronta il tentativo di accettare lo tsunami che devasta tre esistenze e il percorso da compiere con urgenza tra opzioni brutali e muri invalicabili.