"Che cos'è mai un nome? Quella che noi chiamiamo rosa, pur con un altro nome avrebbe sempre lo stesso profumo."
Lo scrittore torinese Fabrizio Caramagna in un suo aforisma (poesia? ) ha scritto:
"Primavera che brilli nell'aria,
insegna anche a me la formula
dell'essere una rosa".
E di rimando sembra che gli risponda il poeta e mistico Johannes Scheffler, vissuto nel XVII secolo:
"La rosa è senza un perché;
fiorisce poiché fiorisce. Di sé
non le importa, non chiede di
essere vista".
Anche se la Primavera è giunta e i germogli sono sbocciati, una delle rose che ho in giardino non ha ancora iniziato quelle fioritura che durerà l'intera estate.
Nell'attesa, guardandola, penso al segreto movimento della natura e al veloce passare delle stagioni.
Il filosofo e pittore franceseJean Guitton (1901 – 1999) si domandava perché Dio avesse creato oltre alla luce anche il colore, che è un di più sontuoso.
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La rosa ha pure le spine.
«Ma chi non osa afferrare la spina non dovrebbe mai desiderare la rosa» ( Anne Brontë)
Forse quel dio ha creato anche spine.