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LOGOS - Argomenti => Attualità => Discussione aperta da: PhyroSphera il 27 Marzo 2026, 15:32:30 PM

Titolo: SULLA FAVOLA CHE UN GIORNO QUALCUNO FARA' FUNZIONARE BENE LE IA.
Inserito da: PhyroSphera il 27 Marzo 2026, 15:32:30 PM
Poco fa' su SKY TG 24 una trasmissione sull'uso militare dell'IA. Una con modi da esperta sosteneva che si dice di intelligenza artificiale, ma le IA necessiterebbero per funzionare di 'altro che noi non abbiamo'.
Ebbene non risulta che siano funzionamenti incompleti; sono invece non garantiti - né garantibili. Quest'ultima attribuzione negativa può essere confermata con scienze psicologiche, cibernetiche ed informatiche, purché ci si metta poi un pensiero filosofico che ne valuti i risultati del confronto. Difatti l'interdisciplinarietà non offre a sua volta un ulteriore dato scientifico, solo precisazioni e rapporti! Ma questo esito filosoficamente raggiungibile è terrorizzante per chi si illude su scienza e tecnica ed è aborrito da chi ama la giostra della tecnoscienza, di cui le IA non sono l'unico orpello attivo.

Si potrebbe tramite valutazione dei progetti alla base delle IA risalire al perché di mancato ottenimento o errore commesso con l'uso di esse, pervenendo a una diagnosi del problema, il quale però è accadimento che dipende dalla intrinseca caratteristica delle IA nel trattamento e presentazione dei dati. Vagliando il progetto particolare si può anche provare a rimediare cercando di ottenere i dati ricercati e non trovati o avuti sbagliati, ma a riguardo unico rimedio con uso di macchine diventa l'utilizzo parallelo di una vera intelligenza artificiale, basata cioè su calcoli e richieste competenti e non su altro. Questi sistemi esistono e sono utilizzati da tempo ma non ce ne sono o possono essere di specifici per compensare i problemi delle IA, perché le IA sono nate nel tentativo di superare i limiti delle vere intelligenze artificiali e cioè sono strutturate per funzionare con modi e scopi impossibili alle effettive intelligenze artificiali. Codesto tentativo è impossibile perché la dialettica umana non può essere riprodotta. Se si volesse procedere solo umanamente, senza macchine, si ritornerebbe solo alla radice del problema: infatti si ricorre alle IA perché non c'è il soggetto umano a rispondere.

Il programma televisivo comunque continuava per un poco come niente fosse dopo che la presunta esperta definiva le IA degli incompiuti. Io non lo vedevo tutto e non so se si avesse deciso alla fine di smettere la commedia, cui evidenza sempre maggiore e più imbarazzante.
Come i cattivi spettatori dei film fanno conto che un attore che ha impersonato Napoleone abbia davvero sostituito la sua assenza di defunto e la sua presenza nella memoria, così la fine degli eserciti militari che non vorranno rigorosità nell'uso di cibernetica e informatica - lo stesso per gli altri.


MAURO PASTORE