Oggi ero collegato a un social network e mi imbattevo in una delle solite affermazioni assolutiste (con tanto di immagine accattivante) che circolano negli ambienti sanitari forse più di mezzo mondo, quindi rilasciavo un mio commento:
| ASPIC Scuola Superiore Europea di Counseling - Sede di Cosenza
12 aprile alle ore 07:00 :
"Dietro ogni malattia c'è il divieto di fare qualcosa che desideriamo oppure l'ordine di fare qualcosa che non desideriamo. Ogni cura esige la disobbedienza a questo divieto o a quest'ordine.
E per disobbedire è necessario abbandonare la paura infantile di non essere amati; vale a dire di essere abbandonati.
Questa paura provoca una mancanza di coscienza: non ci si rende conto di quello che si è davvero, cercando di essere quello che gli altri si aspettano che noi siamo.
Se si persiste in questa attitudine, si trasforma la propria bellezza interiore in malattia.
La salute si trova solo nell'autentico, non c'è bellezza senza autenticità, ma per arrivare a quello che siamo davvero dobbiamo eliminare quello che non siamo. Essere quello che si è: questa è la felicità più grande.
Alejandro Jodorowsky"
Mauro Pastore :
La autentica psicologia ha mostrato che i problemi non sono legati solo all'attardarsi in modalità infantili. A volte può accadere il contrario, di pensare la propria infanzia come fosse una estranea nel passato. Altre volte non è il rapporto con l'infanzia il centro del problema. Ugualmente: non sempre gli stati di malattia dipendono da divieti, non sempre i divieti sussistono per mancanza di consapevolezza. E' eloquente l'atteggiamento da mago della persona in foto, il suo voler a torto essere protagonista della vita del prossimo facendogli adottare una formuletta magica. E' noto che il precursore della psicologia del profondo S. Freud aveva stessa visione unilaterale; Jung ne psicoanalizzò l'opera, notando che egli non sapeva pensare per intero la differenza tra vita adulta e infantile; così nel notare Freud nei suoi pazienti tendenze a dimenticare l'eros dell'infanzia, lui ne parlava dimenticando che i bambini sono in ogni caso solamente tali. L'ossessione che tutti debbano riscattarsi dall'infanzia si diffuse con l'idea che nei pazienti di questo Freud si manifestasse tutta l'umanità... E' noto che alcuni di questi pazienti contemplavano nei modi e propensioni del loro dottore una scusa per fare imposizioni agli altri. La figura dell'isterica che voleva omologare ai propri modi quelli dell'intero mondo era nota già da prima. Per evitare o vincere le malattie non esistono ricette magiche, le situazioni sono varie, non si può contemplare il destino affidando alla scienza la parola finale. E' noto che i rimedi universali si pensano confrontandosi con ciò che il filosofo chiama Assoluto e il teologo Dio; e chi fa seriamente il terapeuta sa che questi fattori sono decisivi, nonostante siano solo indicati non compresi dalle scienze e dalle tecniche. |
MAURO PASTORE