Quest'anno il 25 aprile é stata una brutta festa, caratterizzata da livelli di aggressività nei confronti di chi "pretenderebbe" di partecipare ad essa in maniera non conforme a certe condizioni omologate di estrema sinistra.
Abbiamo visto quindi quelli della brigata ebraica invitati a cambiare itinerario per non infastidire quelli la, manifestanti con la bandiera ucraina intimiditi, aggrediti, dileggiati e rapinati della bandiera stessa.
Un esponente radicale e altri di area liberale aggrediti con lo spray al peperoncino.
Un generico striscione che era a favore di tutti i popoli che combattono contro l'oppressione contestato anch'esso, Perché mica tutti i popoli sono uguali, quello ucraino non ha diritto ad essere celebrato, e con esso neanche quello
iraniano, I cui movimenti di liberazione sono
anch'essi stati contestati aggressivamente.
Ma che festa della liberazione é una festa nella quale non si é liberi di manifestare come meglio si crede?
Citazione di: anthonyi il Oggi alle 11:16:59 AMQuest'anno il 25 aprile é stata una brutta festa, caratterizzata da livelli di aggressività nei confronti di chi "pretenderebbe" di partecipare ad essa in maniera non conforme a certe condizioni omologate di estrema sinistra.
Abbiamo visto quindi quelli della brigata ebraica invitati a cambiare itinerario per non infastidire quelli la, manifestanti con la bandiera ucraina intimiditi, aggrediti, dileggiati e rapinati della bandiera stessa.
Un esponente radicale e altri di area liberale aggrediti con lo spray al peperoncino.
Un generico striscione che era a favore di tutti i popoli che combattono contro l'oppressione contestato anch'esso, Perché mica tutti i popoli sono uguali, quello ucraino non ha diritto ad essere celebrato, e con esso neanche quello
iraniano, I cui movimenti di liberazione sono
anch'essi stati contestati aggressivamente.
Ma che festa della liberazione é una festa nella quale non si é liberi di manifestare come meglio si crede?
Puoi manifestare, ma non puoi provocare.
I geniali provocatori della "brigata ebraica" avevano con loro
bandiere dello stato di Israele, Stato oggettivamente fondato nel 1948, quindi a guerra finita (correggimi se sbaglio eh... dovrebbe essere finita nel 45, tre anni prima, la guerra) e non contemporaneo, quindi non minimamente correlato, se non appunto, nella testa bacata di chi tali bandiere portava, ai fatti, oggettivi e concreti, della resistenza italiana, europea e mondiale.
Gli ebrei partigiani combattenti ante 1948, come se in
buona fede capisce anche una
capra, si rappresentano, per un minimo di rispetto prima di tutto a
loro e alla loro memoria, poi, al
contesto, poi al
luogo, in cui tale "rappresentazione" avviene o si pretende che avvenga, in modo iconograficamente, e "filologicamente" corretto, direi, con la stella di Davide o con il candelabro o altri consimi, e consoni, simboli. Se qualcuno pretende invece, di rappresentarli con la (storicamente, oggettivamente,
successiva) bandiera di Israele, stella dì Davide blu in campo bianco, quel qualcuno (aime', lo dico con sincero dispiacere) vuole solo provocare; non vuole manifestare, non vuole amichevolmente e fraternamente condividere un momento di commemorazione e di lotta con tutti gli altri presenti e partecipanti, non sta manifestando, sta solo rompendo le scatole, un po' a
tutti, compreso ai morti di cui indebitamente pretenderebbe in quella sede di appropriarsi; e da una manifestazione
antifascista, e antigovernativa, quel qualcuno, sara' sempre buttato fuori, a calci nel sedere.
Suvvia quindi, siamo, o meglio torniamo, seri, che stiamo pur sempre parlando di gente, qualche decina di soggetti, che, bandiera di Israele fuori contesto a parte, non ha avuto neanche le "palline", sotto, di scrivere:
"Noi (personalmente) siamo sionisti"
sul suo bello striscione, ma ha pensato bene di scrivere, invece, chi ha pazienza, per credere, si guardi i video e le foto:
"I partigiani della brigata ebraica (loro...) > erano sionisti".
Sempre dietro ai morti, si nasconde certa gente.
Che in vita, pur non augurando loro io personalmente niente di male, vale, il tempo che trova.
Poi, per chi vuole farsi quattro risate pure sulla questione "bandiera ucraina":
Milano: colori della bandiera ucraina in piazza, niente bandiere dell'ue, niente politicanti di professione al seguito, niente buffonate palesemente antirusse e filogovernative: hanno manifestato tranquillamente, nessuno li ha disturbati, nel rispetto che si deve a opinioni "divergenti", espresse, pero', in modo non
provocatorio.Roma: gente che si portava, in una piazza
antifascista, la bandiera (imperialista, e anch'essa successiva ai fatto della resistenza) dell'UE issata insieme a quella ucraina, e un codazzo di politicanti accattavoti di professione, noti per precedenti iniziative censorie e antirusse: ti prendi gli, inevitabili, a questo punto, calci nel sedere.
Da gente, che, non e' razzista contro gli ucraini, ma semplicemente,
lavora, vive in uno stato wefaristicamente e infrastrutturalmente
fatiscente, con salari
ridicoli, prezzi energetici e alimentari alle
stelle, e si sarebbe anche rotta il cavolo di
pagare. Pagare e pagare. Le guerre, e le economie di guerra, volute da questo, e dal precedente, governo. La bandiera
ucraina, di per se', sventolata in Italia, ad una manifestazione antifascista, sara' pure un simbolo
ambiguo, ma la bandiera dell'UE, soprattutto con certe facce, di certi noti politicanti al seguito, e', ad oggi, senza nessuna, possibile, ambiguita', un simbolo
filogovernativo. Un qualcosa che porta un messaggio, che e' il contrario, rispetto a quello portato, da tutto il resto, della manifestazione. Pro guerra, pro trafficanti d'armi, ministri e non, e pro governo. Classista, quindi, peggio ancora che razzista. E, se non capisci, la differenza, il problema e' tutto tuo. Ma proprio tutto, tuo.
Ah, e su da quale parte stesse, in senso quantomeno statuale e istituzionale l'Ucraina (quella vera) ai tempi storici, reali e concreti, della resistenza e della lotta di liberazione, si stende, qui e adesso un bel, proverbialissimo, velo pietoso. Ma giusto perche' e' la stessa parte da cui bene o male stavamo pure noi, eh. Per questo dico. Si stende.