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LOGOS - Argomenti => Tematiche Spirituali => Discussione aperta da: sterpiu il 12 Dicembre 2017, 12:00:12 PM

Titolo: COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: sterpiu il 12 Dicembre 2017, 12:00:12 PM
Dio e' giudice, infatti  ci puo' castigare all'inferno eterno,  luogo di dolori e privazioni inimmaginabili, come si puo' amare tale Dio,  al massimo lo si puo' solo temere e forse odiare .

Anche Gesu' parla di giudizio eterno e d' Inferno  :

Gesù parla di se stesso come del Re che siede in giudizio e giudica, a uno a uno, tutti gli uomini. Ma, pur parlando di sé come del Re, pone al di sopra di sé il Padre: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno promesso per voi fin dalla fondazione del mondo (...) Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno preparato per il diavolo e per i suoi angeli» (Mt 25,34... 41).

Cristo, in qualità di Mediatore, ne sarà il Giudice (Giovanni 5:27 (http://classic.biblegateway.com/passage/index.php?search=Giovanni+5%3A27;&version=55;&interface=print); Atti 10:42 (http://classic.biblegateway.com/passage/index.php?search=Atti+10%3A42;&version=55;&interface=print); 1 Timoteo 4:1 (http://classic.biblegateway.com/passage/index.php?search=1+Timoteo+4%3A1;&version=55;&interface=print)).

"Se il tuo occhio ti fa commettere il male", disse Gesù, "strappalo via: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, piuttosto che avere due occhi ed essere gettato all'inferno, dove si soffre sempre
Titolo: Re:COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: sterpiu il 12 Dicembre 2017, 12:04:10 PM
In un'altra circostanza, Gesù parlò di un periodo di giudizio in cui avrebbe detto ai malvagi: "Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli". Disse anche che questi sarebbero andati "al supplizio eterno". — MATTEO 25:41, (https://wol.jw.org/it/wol/bc/r6/lp-i/2008802/1/0) 46 (https://wol.jw.org/it/wol/bc/r6/lp-i/2008802/1/1), CEI.

Anche Gesu' in questo passo non mi sembra cosi dolce e misericordioso.
Titolo: Re:COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: giona2068 il 12 Dicembre 2017, 19:07:47 PM
Caro Dubbioso, brancoli nel buio. 
Se veramente non vuoi sottostare al giudizio Divino l'unica cosa da fare è santificarsi. 
Ma tu cosa pretenderesti che l'uomo, creato dal Signore Dio in persona,   viva da iniquo e non venga poi giudicato?  Il mondo è già una giungla ma se così fosse diventerebbe il pianeta della ferocia.  Prova ad immaginare quelli che già oggi nonostante le leggi divine ed umane sono iniqui, come sarebbero se non ci fosse il giudizio finale. In ogni caso perché temere il giudizio del Signore della giustizia se la nostra condotta e quella di un innocente? Chi teme il giudizio e odia il Giudice, giusto per giunta, sono quelli che che vogliono trasgredire. Quelli che vogliono trasgredire sono stolti perché non sanno che  nella trasgressione c'è l'autodistruzione!! Il problema è che siamo arrivati al punto in cui l'autodistruzione è stata battezzata divertimento!!!
Il giudizio è quindi anche un freno per chi  non sa quello che fa.
Amin
Titolo: Re:COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: doxa il 13 Dicembre 2017, 18:32:51 PM
Giona, il primo ad essere feroce è il tuo Dio che tanto ami. Un dio del genere non può giudicare. 

"Ha detto il Signore, il Dio di Israele: ciascuno di voi uccida il fratello, l'amico, il parente !" (Esodo, 32, 27). 

Nel tempo la Chiesa invita all'amore o all'odio secondo la convenienza.

Ancora qualche secolo ed anche il cristianesimo sarà una religione marginale. Crollerà  su se stessa, sulle fandonie che ha creato, sulle false reliquie, sulle leggende adatte alla religiosità popolare, come la natività, i pastori, i Magi, la stella. Come gesto di bontà consideriamoli dal punto di vista teologico, così si può accettare tutto.

Quando non sa spiegare alcuni eventi si rifugia nella parola "mistero". L'importante che ci siano i credenti. Sempre di meno.  La Chiesa è consapevole che i bambini frequentano le lezioni di catechismo fino alla prima comunione, poi con l'adolescenza latitano, preferiscono frequentare i centri commerciali.

Ed anche gli aspiranti al clero  latitano in Europa e in America. Ora il proselitismo si è spostato in Africa e in Asia, nelle zone povere, da dove arrivano giovani uomini e donne per cercare di riempire i posti vacanti
Titolo: Re:COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: jsebastianB il 13 Dicembre 2017, 18:41:50 PM
Citazione di: Dubbioso il 12 Dicembre 2017, 12:04:10 PMAnche Gesu' in questo passo non mi sembra cosi dolce e misericordioso.


Quanto riportato dall' autore Matteo (o chi per esso) ricalca, nè piu' nè meno, i medesimi annunci dei profeti (inviati quaggiu' dal dioYahwè) espressamente per esortare il  (Suo) popolo dall' ostinata cervice a non "tradire" il divinSposo.

Infatti a partire proprio da Osea, colui che prese a "modello" la sua stessa vicenda personale-familiare (la sua mogliettina si dava volentieri agli spasimanti di turno..) per presentare la relazione tra:
- il dioYahwè, che figurava come l' eccelso Sposo / seppur terribilmente Geloso..  
- il popolo (di Sua esclusiva proprieta' _ almeno per gli autori del Pentauteco) come la  mogliettina, alquanto restia a rimanere fedele al "suo" divinSposo.

Ora questa favolosa e romantica rappresentazione di Osea sara' fatta propria Anche dai successivi profeti (Isaia, Geremia, Ezechiele) -
Ebbene - tutti - quanti esortavano la "sposa-viziosa" a non trasgredire l' Alleanza - perchè terrificante sarebbe stata l' ira vendicativa dell' offeso divinSposo.. ecco dunque quei continui, quanto terrificanti moniti:
- il "giorno" di Yahwè (tradotto: guerre, stermini, deportazioni,distruzioni..eccc..eccc..).

Eppure gli autori del Tanakh da sempre esaltano il "loro" dioYahwè come la piu' sublime Bonta', cosi' come sconfinato il suo Amore per la "mogliettina" - seppur la castiga a dovere per le sue attenzioni verso altri "spasimanti", ai quali molto volentieri concedeva le sue grazie (ovviamente in senso metaforico..)-

Questa metafora del rapporto conuigale sara' ripreso dal Tarso - che presenta:
- il Messia/Cristo Pneumatico - quale amorevole Sposo,
- e la sua ekklesia / ovvero la comunita' dei credenti - per la quale (cosi' almeno dalla sua Efesini capitolo 5) avrebbe versato il suo sangue.. per far si' che "ella" (da lui tanto "amata") sia santa, purificata.. eccc...ecccc...

Quindi ? Niente di nuovo sotto il sole.....


PS. il link che hai postato è della congregazione dei TdG.
La versione CEI è un po' diversa.. nella forma / seppur la sostanza è identica - -
Titolo: Re:COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: jsebastianB il 13 Dicembre 2017, 18:42:48 PM
Citazione di: giona2068 il 12 Dicembre 2017, 19:07:47 PM
Se veramente non vuoi sottostare al giudizio Divino l'unica cosa da fare è santificarsi.  

Molti monoteisti israeliti si "santificavano" / e purtuttavia la loro esistenza era un inferno terreno.

Quella dottrina tradizione ( retributiva e/o delle 2 vie ) infatti fu screditata dai Libri Sapienziali di Giobbe e Qoelet.

Quanto al "giudizio" divino - tale dottrina verra' contemplata nel giudaismo SOLO a partire dal famoso 2 Maccabei ( capitolo 7 ) e dalla seconda parte del Libro di Daniele - che prospettavano ai devoti la fede nella Resurrezione ( e cio' a seguito della "contaminazione" greca..).
Questa fede nel DOPO fu accettata e condivisa dai farisei ed esseni - ma rifiutata dai sadducei. 
E guarda la combinazione - il Tarso era un fariseo..eccc..eccc...
Titolo: Re:COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: jsebastianB il 13 Dicembre 2017, 18:56:25 PM
Citazione di: altamarea il 13 Dicembre 2017, 18:32:51 PM
 
Quando non sa spiegare alcuni eventi si rifugia nella parola "mistero".
 

Conosci Dietrich Bonhoeffer / o almeno hai mai letto qualcosa di Lui ?

Chi era costui ? Era un teologo (giustiziato dai nazisti a Flossenbuerg _ 1945) che partecipo' a quel famoso Jesu-Forschung (ricerca storica del Gesu' terreno) - 
Ora a proprio a seguito della tua frase che ho postato / il pastore protestante cosi' scriveva:

Quando noi stessi ( cioè i gestori del sacro - i preti, i biblisti, i teologi / i famosi "specialisti" di parte / gli "apologisti" ) --- a domande impegnative NON sanno cosa rispondere e tirano - sempre - fuori il "Dio TAPPABUCHI" !! 
Il senso è questo: quando gli "specialisti" NON sanno, essi nominano l' Iddio monoteista con  quella solita, petulante, ripetitiva frase: 
- la mente umana NON puo' conoscere l' occulta volonta' dell' Iddio e dunque NON è possibile poter accedere/conoscere i suoi misteriosi (!), insondabili ed occulti disegni/progetti ! 

Con questa frase - essi - si tologono le castagne dal fuoco / e si salvano dall' imbarazzante situazione !
Il dioTappabuchi è sempre pronto a "risolvere" gli ostici problemi che i suoi devoti NON sono in grado di espletare !

da: Hans Kueng _ Credo / editor Rizzoli ( pag. 25 )
Titolo: Re: COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: Luther Blissett il 29 Gennaio 2026, 00:28:23 AM
Mi piace far risalire questo thread che a mio parere centra uno dei motivi chiave che mi hanno spinto a costruirmi una teologia sartoriale fai-da-te.
Lo sguardo giudicante da parte di un Dio che non ha alcun merito ad essere tale è una delle critiche fodamentali che ritengo vanno fatte verso tutte le religioni che lo contemplano. 
Titolo: Re: COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: Kephas il 01 Febbraio 2026, 10:51:21 AM
Citazione di: doxa il 13 Dicembre 2017, 18:32:51 PM"Ha detto il Signore, il Dio di Israele: ciascuno di voi uccida il fratello, l'amico, il parente !" (Esodo, 32, 27).

Io credo in Dio!!

Ma credo nell'Iddio Santissimo che ha dato a Mosè le Tavole della Legge con i Comandamenti di : "Non uccidere"  "Non rubare"  "Non fare falsa testimonianza". ecc.
Ed è a questa Legge che mi attengo e mi conformo.

Come può il Santissimo Supremo Legislatore, ordinare a dei Suoi figliuoli di trasgredire la Propria Legge e di uccidere quelli che sono agli Occhi di Dio, i loro fratelli?

Che sia un dio diverso? Che non abbia niente da fare?  Se questi 'fratelli' 'amici' 'parenti' gli sono così ostili perché con la sua onnipotenza non provvede lui, magari a non farli più svegliare al mattino, invece di far commettere peccato così grave ai suoi figliuoli?

Voglio fare un esempio: Un uomo durante il sonno ha un sogno molto lucido, qualcuno senza volto e senza nome, gli dice di uccidere il proprio fratello. Al risveglio che interpretazione può dare a questo sogno? cercherà in tutti i modi di capire cosa vuol dire, chi e cosa rappresenta il proprio fratello, e quali sono le cause di questo messaggio.
Nei sogni lucidi siamo sempre nel campo animico/spirituale (a livello dell'anima) con le Sacre Scritture.
Nella Bibbia (Genesi) il sogno del Faraone ne è un esempio. Solo un uomo spirituale (Giuseppe) ha saputo interpretarlo.

Si dovrebbe ricordarsi di queste parole : "La lettera uccide", solo lo "Spirito vivifica".
Oppure : "La lettera della Sacra Scrittura è come "una riva senza Oceano"--lo Spirito della Stessa è come "un Oceano senza riva".

Il grande mistico e scienziato Emanuel Swedenborg scriveva nell'opera sua "Cielo e Inferno" : <<La Scrittura è stata scritta in base alle corrispondenze, e se l'uomo non avesse perduto questa conoscenza capirebbe il senso spirituale della Scrittura e conoscerebbe anche gli arcani di cui non trova traccia se si ferma alla lettera. Nella Scrittura c'è un senso letterale e uno spirituale>>
(tratto dall'opera "Cielo e Inferno" di Emanuel Swedenborg (1688-1772) l'opera si trova completamente in rete)

Swedenborg è l'uomo che infuse un rispettoso stupore a Kant, e che influenzò profondamente Goethe e Jung.
Titolo: Re: COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: Luther Blissett il 01 Febbraio 2026, 14:09:51 PM
Citazione di: Kephas il 01 Febbraio 2026, 10:51:21 AMIo credo in Dio!!

Ma credo nell'Iddio Santissimo che ha dato a Mosè le Tavole della Legge con i Comandamenti di : "Non uccidere"  "Non rubare"  "Non fare falsa testimonianza". ecc.
Ed è a questa Legge che mi attengo e mi conformo.

Come può il Santissimo Supremo Legislatore, ordinare a dei Suoi figliuoli di trasgredire la Propria Legge e di uccidere quelli che sono agli Occhi di Dio, i loro fratelli?

Che sia un dio diverso? Che non abbia niente da fare?  Se questi 'fratelli' 'amici' 'parenti' gli sono così ostili perché con la sua onnipotenza non provvede lui, magari a non farli più svegliare al mattino, invece di far commettere peccato così grave ai suoi figliuoli?

Voglio fare un esempio: Un uomo durante il sonno ha un sogno molto lucido, qualcuno senza volto e senza nome, gli dice di uccidere il proprio fratello. Al risveglio che interpretazione può dare a questo sogno? cercherà in tutti i modi di capire cosa vuol dire, chi e cosa rappresenta il proprio fratello, e quali sono le cause di questo messaggio.
Nei sogni lucidi siamo sempre nel campo animico/spirituale (a livello dell'anima) con le Sacre Scritture.
Nella Bibbia (Genesi) il sogno del Faraone ne è un esempio. Solo un uomo spirituale (Giuseppe) ha saputo interpretarlo.

Si dovrebbe ricordarsi di queste parole : "La lettera uccide", solo lo "Spirito vivifica".
Oppure : "La lettera della Sacra Scrittura è come "una riva senza Oceano"--lo Spirito della Stessa è come "un Oceano senza riva".

Il grande mistico e scienziato Emanuel Swedenborg scriveva nell'opera sua "Cielo e Inferno" : <<La Scrittura è stata scritta in base alle corrispondenze, e se l'uomo non avesse perduto questa conoscenza capirebbe il senso spirituale della Scrittura e conoscerebbe anche gli arcani di cui non trova traccia se si ferma alla lettera. Nella Scrittura c'è un senso letterale e uno spirituale>>
(tratto dall'opera "Cielo e Inferno" di Emanuel Swedenborg (1688-1772) l'opera si trova completamente in rete)

Swedenborg è l'uomo che infuse un rispettoso stupore a Kant, e che influenzò profondamente Goethe e Jung.

Ti confesso che tanti anni fa ebbi anch'io una breve sbandata swedenborghiana, un periodo in cui sentii attrazione per la visione del mondo di questo studioso svedese.  Mi piaceva questo suo considerare la vita umana come un interminabile cursus studiorum, e in fondo io mi sento ancora come un eterno fuori corso :)
Liverziani mi fece anche sapere che in Svezia ci stava perfino una specifica Chiesa swedenborghiana.
Titolo: Re: COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: Kephas il 13 Febbraio 2026, 21:03:23 PM
Citazione di: Luther Blissett il 01 Febbraio 2026, 14:09:51 PMTi confesso che tanti anni fa ebbi anch'io una breve sbandata swedenborghiana, un periodo in cui sentii attrazione per la visione del mondo di questo studioso svedese.
Salve Luther Blissett.

Chiamare "studioso svedese" questo scienziato e Teosofo, con innumerevoli visioni e rivelazioni ricevute, e che parlava fluentemente undici lingue, mi sembra molto riduttivo.
Hai mai letto qualcuno dei suoi scritti?

Rimanendo in tema! :
Ad un altro scienziato molto famoso ed a noi molto vicino, bisognerebbe rileggere la sua Via Crucis in relazione alle Sacre Scritture.
Bisogna però far tornare indietro le lancette del tempo all'anno 1633.
E' in quel tempo che Galileo Galilei abbia dovuto abiurare davanti ai suoi accusatori, per i suoi scritti sulla Terra e sul Sole.
Ovvero come era sostenuto da Galileo che la Terra ruota attorno al Sole (eliocentrismo) anziché diversamente come sostenevano in base alle Sacre Scritture i suoi accusatori: che il Sole ruota attorno alla Terra, centro dell'Universo (Geocentrismo)

Prima formale censura dai suoi accusatori: <<Proposito censuranda : Che il Sole sii centro del mondo, et per consequenza immobile di moto locale. Che la Terra non è centro del mondo, ma si muove secondo sè tutta, etiam di moto diurno >>

Lo scienziato che era anche un uomo dalla fede sincera, inizia così una lettera per rispondere in favore alle sue scoperte, e che non siano da rifiutare in base ad alcuni luoghi delle Scritture :

<<.....se bene la Scrittura non può errare, possono non di meno errare i suoi interpreti et expositori, in vari modi : tra i quali uno sarebbe gravissimo et frequentissimo, quando volessero fermarsi sempre sul puro senso litterale, perché così v'apparirebbono non solo diverse contraddizioni, ma gravi eresie et bestemmie; poiché sarebbe necessario dar a Iddio e piedi et man e ochi, e non meno affetti corporei e humani, come d'ira, pentimento, odio, e ancho tal volta obbilivione delle cose passate e l'ignoranza delle future. Onde, siccome nella Scrittura si trovano molte proposizioni false, quanto al nudo senso delle parole, ma porte in cotal guisa per accomodarsi all'incapacità del numeroso volgo, così per quei pochi che meritono d'essere separati dalla stolida plebe è necessario che i saggi expositori produchino i veri sensi, et n'additono le ragioni particolari perché ei siano sotto cotaliu parole stati preferiti >>

Dunque Galileo da buon Cristiano aveva già capito che il puro senso letterale non coincideva con lo Spirito della Scrittura, ma per salvare barba e capelli abbia dovuto abiurare.

Ma chi aveva ragione su questo importante argomento?
Naturalmente aveva ragione l'accusato perché scriveva in base della Conoscenza scientifica del problema riguardante la materia. Aveva ragione anche quando scrisse che "la Scrittura non può errare"
Quindi le parole dettate da Gesù : <<dare a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio>> avevano il loro fondamento.
La S. Scrittura non parla della 'Terra' ma del 'Cielo'.
E gli accusatori non avevano torto nel dire che in base alla Scrittura, la 'Terra' era il centro dell'Universo, poiché su questo minuscolo Globo terracqueo, il Signore stesso si è incarnato e manifestato.
Si doveva soltanto non confondere il "Cielo" (lo Spirito della S. Scrittura) con la "Terra" (la lettera della S. Scrittura)

Forse non sarà così, ma è così che penso che sia!


Titolo: Re: COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: iano il 13 Febbraio 2026, 23:48:44 PM
Citazione di: Luther Blissett il 29 Gennaio 2026, 00:28:23 AMLo sguardo giudicante da parte di un Dio che non ha alcun merito ad essere tale è una delle critiche fodamentali che ritengo vanno fatte verso tutte le religioni che lo contemplano.
Le religioni sono esempi di descrizione della realtà, dove si attribuisce ad  entità esterne a noi i giudizi  in esse contenuti sulla realtà, dissimulando così la loro vera genitura, che è nostra, intendendosi che se fossero davvero  nostri, allora non potrebbero esser veri.
In effetti, col senno di poi, si può dire che basti la loro intersoggettività.
Forse era Dio a farci intendere fra le righe, venendo all'esempio che fa Kephas,  che fosse il sole a girare attorno alla terra, ma certamente era quello che tutti noi intendevamo.
Galilei ci invita a riconsiderare il modo di intendere le scritture, non essendovene uno solo, ma se di un errore di interpretazione si è trattato, non è che da questi errori sia poi così facile uscire, tant'è che Galilei a sua volta vi è caduto, e non solo lui vi è caduto, ma ancora noi, che con lui concordiamo, continuiamo a cadere.
Che il sole giri attorno alla terra è vero quanto è vero che la terra giri attorno al sole, però molti di voi sostengono che solo la seconda descrizione è vera.
Ma perchè qualcosa giri attorno a un altra bisogna che quest'ultima sia ferma, mentre nulla è fermo a questo mondo se non per convenzione.
Non abbiamo quindi due descrizioni, una delle quali è vera e l'altra è falsa, ma due descrizioni fra le quali possiamo scegliere alla bisogna, senza fare necessariamente una scelta definitiva, tanto è vero che noi usiamo a seconda delle circostanze una o l'altra, e questo è il vero fatto da considerare, più che quelli che ci porta Galilei a sostegno della sua interpretazione dei testi sacri.
Non credo ci sia altro modo di rendere merito al lavoro dei grandi della storia, passati, presenti e futuri, fra i quali brilla Galilei, se non superandoli, togliendoci di dosso quella soggezione che prima riservavamo solo a Dio, ma che in subordine tendiamo a riservare anche ai grandi uomini, mettendo in questo modo in indebita contrapposizione le descrizioni religiose con quelle scientifiche, le quali invece, in quanto descrizioni stanno sullo stesso piano, perchè , così, partendo esse alla pari, noi si possa fare  una scelta che sia solo nostra, senza doverla attribuire ad altri la cui autorevolezza la certifichi.
Titolo: Re: COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: niko il 14 Febbraio 2026, 10:36:24 AM
Citazione di: iano il 13 Febbraio 2026, 23:48:44 PMLe religioni sono esempi di descrizione della realtà, dove si attribuisce ad  entità esterne a noi i giudizi  in esse contenuti sulla realtà, dissimulando così la loro vera genitura, che è nostra, intendendosi che se fossero davvero  nostri, allora non potrebbero esser veri.
In effetti, col senno di poi, si può dire che basti la loro intersoggettività.
Forse era Dio a farci intendere fra le righe, venendo all'esempio che fa Kephas,  che fosse il sole a girare attorno alla terra, ma certamente era quello che tutti noi intendevamo.
Galilei ci invita a riconsiderare il modo di intendere le scritture, non essendovene uno solo, ma se di un errore di interpretazione si è trattato, non è che da questi errori sia poi così facile uscire, tant'è che Galilei a sua volta vi è caduto, e non solo lui vi è caduto, ma ancora noi, che con lui concordiamo, continuiamo a cadere.
Che il sole giri attorno alla terra è vero quanto è vero che la terra giri attorno al sole, però molti di voi sostengono che solo la seconda descrizione è vera.
Ma perchè qualcosa giri attorno a un altra bisogna che quest'ultima sia ferma, mentre nulla è fermo a questo mondo se non per convenzione.
Non abbiamo quindi due descrizioni, una delle quali è vera e l'altra è falsa, ma due descrizioni fra le quali possiamo scegliere alla bisogna, senza fare necessariamente una scelta definitiva, tanto è vero che noi usiamo a seconda delle circostanze una o l'altra, e questo è il vero fatto da considerare, più che quelli che ci porta Galilei a sostegno della sua interpretazione dei testi sacri.




La terra gira intorno al sole, il sole gira intorno al centro della nostra galassia trascinandosi semmai con cio' appresso la terra e quindi non intorno alla terra, e non c'e' nessun senso, se non al limite letterario o metaforico, in cui il sole, giri intorno alla terra.

Perche' complicare le cose semplici?

Per dimostrare la tesi postmoderna che il linguaggio crei la realta' e non il (moderno) contrario?




Titolo: Re: COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: iano il 14 Febbraio 2026, 11:17:20 AM
Citazione di: niko il 14 Febbraio 2026, 10:36:24 AMLa terra gira intorno al sole, il sole gira intorno al centro della nostra galassia trascinandosi semmai con cio' appresso la terra e quindi non intorno alla terra, e non c'e' nessun senso, se non al limite letterario o metaforico, in cui il sole, giri intorno alla terra.

Perche' complicare le cose semplici?

Per dimostrare la tesi postmoderna che il linguaggio crei la realta' e non il (moderno) contrario?





Non è che voglio complicare le cose semplici, ma sto cercando di testimoniare quanto sia complicato giungervi.
Io di fronte a chi mi dice che è la terra a girare attorno al sole provo lo stesso stupore che proverebbe un paleontologo trovandosi di fronte a un dinosauro in piena salute, ciò che in effetti è il suo inconfessabile desiderio.
Nel ripercorrere la storia del pensiero può aiutare trovare qualcuno che possa testimoniarla perchè ancora la vive, e col tuo dire spazientito non è che mi togli ogni dubbio sul fatto che tu un tal prezioso testimone non sia.
Non si può in effetti secondo me comprendere la storia del pensiero nella misura in cui non si riesce a riviverlo.

Titolo: Re: COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: niko il 14 Febbraio 2026, 12:56:15 PM
Al tema del Dio giudice e dell'inferno eterno ci sono almeno tre risposte sensate:

1 annichilazionismo: l'inferno non esiste e le anime dei non meritevoli del premio divino e quindi della felicita' ultraterrena eterna, vengono semplicemente distrutte. Per i cattivi, Dio commina una rapida, e indolore, condanna a morte, e non una all'ergastolo, eterno, in un carcere lager con guardie torturatrici. Gia' un bel progresso, soprattutto verso la possibilita' di immagginarlo buono e giusto, questo Dio.

Sostanzialmente ci sono due premi, uno, minore, e' la "nera" (in realta' non cosi' nera!) morte in quanto finitudine e limitatezza intrinseca della possibilita' della umana, e animale, sofferenza, e dell'umano, e animico, desiderio, e questo premio minore Dio lo elargisce indistintamente a tutti, ma proprio a tutti, perche' a suo giudizio non considera nessuno, ma proprio nessuno, neanche Hitler o Fidel Castro diciamo, cosi' "cattivo" da non meritarselo; l'altro premio, maggiore, e' il paradiso con la luce divina e la felicita' eterna, ma questo altro, di premio, bisogna in vita meritarselo, in quanto Dio, lo da solo a chi a suo insindacabile giudizio se lo merita, e quindi, non a pioggia a tutti, creando un  tra gli uomini, simile a quello connesso all'esistenza dell'inferno, ma ma meno inconcepibile e "drammatico",  tra chi il "premio maggiore" del paradiso se lo merita, e chi no. Due premi, e non un premio e una punzione. Si lotta e si compete per ottenere semmai quello grosso, e non quello piccolo. La prima buona novella e' la morte, la seconda, semmai, e' il vangelo.

2 Apocatastasi: l'inferno esiste, non e' vuoto, ma non e' eterno per nessuno, quindi, come destini ultraterreni possibili per l'uomo di fatto esistono solo il paradiso, e un grande concetto esteso di "purgatorio". Dio ha pronto il suo bel carcere lager con secondini sadici e torture quotidiane, ma in fondo e' buono e non ci condanna all'ergastolo nessuno. Al massimo a dieci, quindici o venti anni. Quando proprio gli arriva davanti Fidel Castro, trenta. Poi, alla fine di un periodo di tempo lungo ma comunque finito, tutti in paradiso. E' gia' messa cosi' e' piu' facile, immagginare un Dio (veramente) buono, e misericordioso.

Questo mondo terreno e materiale, cosi' com'e', caratterizzato di fatto dalla quasi impossibita' di fare il bene, e dall'accessibilissima, e gratuita, possibilita' di fare il male, e' (gia', ora) il paradiso, in senso fisico e psicologico, degli stolti e dei malvagi, e allo stesso tempo pero' l'inferno, dei sapienti e dei buoni. La sua trasfigurazione spirituale ad opera di un Dio buono, cioe' il suo destino finale ultimo, consistera' nel diventare, infine, il paradiso, sempre nello stesso senso fisico e psicologico detto prima, dei e per i buoni, e l'inferno, dei e per i malvagi; il contrario, del suo modo di essere attuale; rimanendo pero', pur attraverso una grande trasformazione, sostanzialmente sempre questo, di (unico) mondo. Luogo di vita (gia', adesso) sostanzialmente ciclica e eterna. Inutile, teorizzarne e immaggibarne un altro, separato, o piu' altri, separati. Bisogna porre l'accento sulla trasfigurazione "paradisiaca" del modo di essere del cosmo e del mondo, e non di quello, della singola anima e del singolo. La punizione e', adesso come adesso, e' la frustrazione della possibilita' e del tentativo di fare il bene, e in questo consiste; e deve diventare, per il futuro, la frustrazione opposta, quella della possibilita' e del tentativo di fare il male, e in questo dovrebbe, e dovra', consistere.

3 versione teologica ufficiale, di giustificazione dell'esistenza dell'inferno: un malvagio non puo' reggere la "luce" di Dio, e, dal suo soggettivo e personale punto di vista, il quale, pur attraversando per intero la morte non cambia, starebbe peggio in paradiso, che non, invece, all'inferno. Dio quindi, a metterlo all'inferno, a questo malvagio che muore irredento, sostanzialmente gli fa un favore, mettendolo, come sempre nel "posto" migliore possibile per lui.

Un cammello, sta bene nel deserto e male nella savana. Un leone, il contrario.

Anche qui, bisogna ragionare sul fatto che ci sono due premi uno minore e uno maggiore, e non un premio e una punizione. 

Se uno si danna e  finisce all'inferno e' solo per sua stessa volonta'. Perche' tutti hanno ricevuto in "dono" il grado minimo di conoscenza necessario a scegliere il bene, altrimenti, se anche un solo vivente facesse eccezione a questa "legge", la colpa di tutto il male del mondo, sarebbe di Dio . 

Chi sta all'inferno, dunque vede soddisfatta e rispettata la sua volonta', ma non, anche, il suo desiderio di benessere e felicita'; mentre chi sta in paradiso, tutti e due. Volonta' e felicita', in quanto la volonta', dell'anima salva, e' stata rivolta, in vita, alla propria stessa, vera, felicita' e non in genere al "male", inteso qui congiuntamente e inestricabilmente come male morale/trasgressione e, insieme, come sofferenza. Si lotta e si contende, in vita, per una sorta di "premio grosso", che Dio elargisce solo ad alcuni, la felicita' eterna, e non per quello piccolo, l'eterno rispetto comunque vada della propria intangibile e misteriosa volonta', che Dio sostanzialmente, elargisce a tutti.







Titolo: Re: COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: niko il 14 Febbraio 2026, 13:26:52 PM
Citazione di: iano il 14 Febbraio 2026, 11:17:20 AMNon è che voglio complicare le cose semplici, ma sto cercando di testimoniare quanto sia complicato giungervi.
Io di fronte a chi mi dice che è la terra a girare attorno al sole provo lo stesso stupore che proverebbe un paleontologo trovandosi di fronte a un dinosauro in piena salute, ciò che in effetti è il suo inconfessabile desiderio.
Nel ripercorrere la storia del pensiero può aiutare trovare qualcuno che possa testimoniarla perchè ancora la vive, e col tuo dire spazientito non è che mi togli ogni dubbio sul fatto che tu un tal prezioso testimone non sia.
Non si può in effetti secondo me comprendere la storia del pensiero nella misura in cui non si riesce a riviverlo.




A rivivere il passato, scusa se te lo dico, son buoni tutti; e' rivivere il presente, e in particolare questo presente, il mio problema. Il quale cerca di non farsi rivivere, di non farsi debitamente e secondo l'ordine del tempo dinosaurizzare, in quanto non-pensiero.

Diciamo cosi', mi resiste.



Titolo: Re: COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: Duc in altum! il 16 Febbraio 2026, 17:36:55 PM
Citazione di: niko il 14 Febbraio 2026, 12:56:15 PMDio quindi, a metterlo all'inferno, a questo malvagio che muore irredento, sostanzialmente gli fa un favore, mettendolo, come sempre nel "posto" migliore possibile per lui.
Dio non mette all'Inferno un bel nessuno... siamo noi che decidiamo di viverlo in vita e/o post-mortem!

Dalla Prima Lettura di ieri (15/2/26):
La libertà umana
[11]Non dire: «Mi son ribellato per colpa del Signore»,
perché ciò che egli detesta, non devi farlo.
[12]Non dire: «Egli mi ha sviato»,
perché egli non ha bisogno di un peccatore.
[13]Il Signore odia ogni abominio,
esso non è voluto da chi teme Dio.
[14]Egli da principio creò l'uomo
e lo lasciò in balìa del suo proprio volere.
[15]Se vuoi, osserverai i comandamenti;
l'essere fedele dipenderà dal tuo buonvolere.
[16]Egli ti ha posto davanti il fuoco e l'acqua;
là dove vuoi stenderai la tua mano.
[17]Davanti agli uomini stanno la vita e la morte;
a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.
[18]Grande infatti è la sapienza del Signore,
egli è onnipotente e vede tutto.
[19]I suoi occhi su coloro che lo temono,
egli conosce ogni azione degli uomini.
[20]Egli non ha comandato a nessuno di essere empio
e non ha dato a nessuno il permesso di peccare.

...dal Libro del Siracide 15, 15-20.
Titolo: Re: COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: Duc in altum! il 16 Febbraio 2026, 17:46:34 PM
Citazione di: Luther Blissett il 29 Gennaio 2026, 00:28:23 AMMi piace far risalire questo thread che a mio parere centra uno dei motivi chiave che mi hanno spinto a costruirmi una teologia sartoriale fai-da-te.
Leggendo questa riflessione, mi è venuta a mente un'altra che cita più o meno così:
"Non è che non credendo all'esistenza del "diavolo", si evita la sua presenza!"
Titolo: Re: COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: iano il 16 Febbraio 2026, 18:04:18 PM
Citazione di: Duc in altum! il 16 Febbraio 2026, 17:46:34 PM"Non è che non credendo all'esistenza del "diavolo", si evita la sua presenza!"
Il problema per chi non ci crede, è il comportamento di coloro che ci credono.
Una cosa è farsi esorcizzare, un altra è trovarsi di fronte a uno che prova ad esorcizzarti ''per il tuo bene'', e che credendo di non esserci riuscito ti tratta come se avessi il diavolo dentro.
Il problema è generale. Ti rapporti con la gente in base a quello in cui credono, ma se quelli credono al diavolo , e credono che potrebbe stare in te, non è che riesco a intrattenere con questa gente rapporti tanto sereni, eh....
Titolo: Re: COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: anthonyi il 16 Febbraio 2026, 21:23:50 PM
Citazione di: iano il 16 Febbraio 2026, 18:04:18 PMIl problema per chi non ci crede, è il comportamento di coloro che ci credono.
Una cosa è farsi esorcizzare, un altra è trovarsi di fronte a uno che prova ad esorcizzarti ''per il tuo bene'', e che credendo di non esserci riuscito ti tratta come se avessi il diavolo dentro.
Il problema è generale. Ti rapporti con la gente in base a quello in cui credono, ma se quelli credono al diavolo , e credono che potrebbe stare in te, non è che riesco a intrattenere con questa gente rapporti tanto sereni, eh....
Tranquillo iano, nessuno ti correrà appresso con il desiderio di esorcizzarti. Gli esorcisti bravi sono sempre Piú rari, mentre invece coloro che hanno di questi problemi sono sempre di Piú. Al massimo qualche credente potrà invitarti   a partecipare ai riti religiosi, cosa che effettivamente disturba coloro che sono infettati da forze  malefiche.
Ti chiedo comunque di avere maggiore rispetto sia di coloro che vivono questo tipo di sofferenze, sia degli esorcisti che cercano di alleviarle.
Tu che cosa penseresti se io inventassi la balla che il problema di chi pensa di non avere tumori sia il fatto che i medici  ossessionati dall'idea che questo abbia un tumore, vogliono a forza operarlo?
Titolo: Re: COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: iano il 16 Febbraio 2026, 22:17:46 PM
Citazione di: anthonyi il 16 Febbraio 2026, 21:23:50 PMTranquillo iano, nessuno ti correrà appresso con il desiderio di esorcizzarti.
E' proprio quello che mi è successo. Sono rimasto sconcertato nel constatare come fosse ancora attuale ciò che credevo ormai consegnato alla storia.
Certo, non è più il tempo dell'inquisizione, ma i meccanismi mentali che stanno dietro sono sempre quelli.
Come si fa ad amare chi ti giudica in nome di Dio?
Perchè, in quanto ateo, non è certo il giudizio divino a preoccuparmi, ma quello degli uomini.
Comunque ci si può sempre trovare in questi frangenti, e non solo per via delle fedi religiose, ma per fedi di ogni genere, come purtroppo ho potuto ancora sperimentare.
Capirai allora perchè sono divenuto allergico ad ogni tipo di fede, e diffidente verso chi le possiede.
Titolo: Re: COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: anthonyi il 17 Febbraio 2026, 03:49:03 AM
Se realmente qualcuno ti ha fatto pressioni per un esorcismo Certamente non era la persona buona per una cosa del genere. Purtroppo ci sono maghi e fattucchiere che fanno operazioni strampalate, compiendo atti Certamente vietati dalla Chiesa, e forse anche dalla legge.
Per me é difficile pensare però che sia stata una cosa del genere a far sviluppare le tue convinzioni interiori riguardo alla spiritualità. 
Certo, se sei addirittura diffidente verso chi ha fede credo che per te sia un bel problema perché una fede di riferimento ce l'hanno quasi tutti. 
Anche tu, in fondo, la tua "fede" c'è l'hai, nel post hai scritto che credevi che "certe cose fossero consegnate alla storia", dimostrando una fede razionalistà e modernista che nega alcuni aspetti della realtà, perché quella di coloro che hanno problemi che necessitano di riti di liberazione o di esorcismo é una realtà. Io stesso sono una persona esorcizzata e non mi sento per nulla consegnato alla storia, ho una formazione culturale e scientifica di alto livello che uso anche per indagare questa esperienza pesante che mi é capitato di vivere.
Un saluto. 
Titolo: Re: COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: iano il 17 Febbraio 2026, 08:11:48 AM
Citazione di: anthonyi il 17 Febbraio 2026, 03:49:03 AMSe realmente qualcuno ti ha fatto pressioni per un esorcismo Certamente non era la persona buona per una cosa del genere. Purtroppo ci sono maghi e fattucchiere che fanno operazioni strampalate, compiendo atti Certamente vietati dalla Chiesa, e forse anche dalla legge.
Per me é difficile pensare però che sia stata una cosa del genere a far sviluppare le tue convinzioni interiori riguardo alla spiritualità.
Certo, se sei addirittura diffidente verso chi ha fede credo che per te sia un bel problema perché una fede di riferimento ce l'hanno quasi tutti.
Anche tu, in fondo, la tua "fede" c'è l'hai, nel post hai scritto che credevi che "certe cose fossero consegnate alla storia", dimostrando una fede razionalistà e modernista che nega alcuni aspetti della realtà, perché quella di coloro che hanno problemi che necessitano di riti di liberazione o di esorcismo é una realtà. Io stesso sono una persona esorcizzata e non mi sento per nulla consegnato alla storia, ho una formazione culturale e scientifica di alto livello che uso anche per indagare questa esperienza pesante che mi é capitato di vivere.
Un saluto.
Era un gesuita, il mio professore di religione.
Conosco la tua storia, e la rispetto.
Io, per il gesuita che ha provato ad esorcizzarmi, ho provato solo pena, realizzando come si possa buttare via la propria meravigliosa vita perdendosi dietro a una fede, trattenendolo come esempio da non seguire.
Se a questo può portare una fede, nella misura in cui ci riesco, preferisco starne lontano.

Non c'è nessun diavolo, Anthony, ma una parte di noi che dobbiamo, non rifiutare, ma controllare per avere una vita sociale soddisfacente, perchè il miglior modo di perderne il controllo è proprio illudersi di potersene liberare.
Io di me non voglio liberarmi, ma averne maggior coscienza per meglio rapportarmi con gli altri, e quando ci riesco me ne compiaccio e provo una soddisfazione proporzionale alla difficoltà dell'impresa, che di solito non è poca.

Titolo: Re: COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: anthonyi il 17 Febbraio 2026, 09:28:40 AM
Citazione di: iano il 17 Febbraio 2026, 08:11:48 AMEra un gesuita, il mio professore di religione.


Non c'è nessun diavolo, Anthony, 

Ha sicuramente sbagliato, sia come insegnante, sia come sacerdote, d'altronde anche i sacerdoti sono uomini e sbagliano. L'esorcismo é un Sacramento e abbisogna di un minimo di coscienza interiore, deve comunque seguire un avvicinamento alla fede, ed é soprattutto un qualcosa di troppo delicato per essere presentato a persone minorenni quale tu eri allora.
Comunque resto dell'idea che non é sufficiente una singola esperienza per determinare le credenze di una persona, se anche non ci fosse stato quel prete tu saresti ateo lo stesso, e magari attribuiresti la cosa ad un altro evento.

Quanto al diavolo, chiaramente io non ho mai visto esseri con le zampe da caprone e la coda. Però non sono sicuro che concepire alcune cose che accadono nel mio cervello, (e che io percepisco sensibilmente, ma come cose aliene rispetto alla mia coscienza,) come "parte di me" sia una strategia utile.
Per me la strategia utile é stata proprio quella opposta, cioé imparare a riconoscere certe pulsioni come aliene rispetto al mio io, e attribuibili a qualcosa che comunque io non ho mai chiamato "diavolo". Nei primi periodi la chiamavo "cosa", poi Piú specificamente ho cominciato a definirlo "male", comunque tenendomi lontano da una rappresentazione personalistica. 
Titolo: Re: COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: niko il 18 Febbraio 2026, 21:37:56 PM
Citazione di: Duc in altum! il 16 Febbraio 2026, 17:36:55 PMDio non mette all'Inferno un bel nessuno... siamo noi che decidiamo di viverlo in vita e/o post-mortem!

Dalla Prima Lettura di ieri (15/2/26):
La libertà umana
[11]Non dire: «Mi son ribellato per colpa del Signore»,
perché ciò che egli detesta, non devi farlo.
[12]Non dire: «Egli mi ha sviato»,
perché egli non ha bisogno di un peccatore.
[13]Il Signore odia ogni abominio,
esso non è voluto da chi teme Dio.
[14]Egli da principio creò l'uomo
e lo lasciò in balìa del suo proprio volere.
[15]Se vuoi, osserverai i comandamenti;
l'essere fedele dipenderà dal tuo buonvolere.
[16]Egli ti ha posto davanti il fuoco e l'acqua;
là dove vuoi stenderai la tua mano.
[17]Davanti agli uomini stanno la vita e la morte;
a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.
[18]Grande infatti è la sapienza del Signore,
egli è onnipotente e vede tutto.
[19]I suoi occhi su coloro che lo temono,
egli conosce ogni azione degli uomini.
[20]Egli non ha comandato a nessuno di essere empio
e non ha dato a nessuno il permesso di peccare.

...dal Libro del Siracide 15, 15-20.


Vabbe', l'inferno e' un luogo spirituale, e ognuno si danna o si salva secondo la propria volonta', cioe' "decide", se andare all'inferno o no...

Ma non si comprendera' mai abbastanza lo stravolgimento, operato dal cristianesimo, e dalla morale, etica e teologia cristiana, contro il (precedente) paradigma dell'intellettualismo etico socratico.

Si parte da una base razionale: 

Tutti vogliono il bene, ma non tutti hanno la conoscenza necessaria per ottenerlo: la cosa piu' importante del mondo, e la discriminante  fondamentale di "dannazione" o "salvezza" tra gli uomini e' dunque la conoscenza, in quanto "senso" della certezza e del passato. La realizzazione umana definitiva, nel bene e nel male, e' una prenascita, una stato di prenascita.

E si arriva alla "follia" iintrinseca del cristianesimo:

Alcuni, vogliono il male. Tutti hanno naturalmente dentro di loro  la conoscenza necessaria e sufficiente a scegliere tra il bene e il male, ma, dato che fatidicamente e misteriosamente alcuni, tra gli uomini, come detto vogliono il male, il fatto stesso che tutti ce l'abbiano, codesta conoscenza, e' irrilevante. La cosa piu' importante del mondo, e il discrimine fondamentale tra gli uomini, una volta cosi' svalutata la (precedente) gnosi/conoscenza, e' dunque la fede/amore, in quanto senso, sostanzialmente del futuro. Dell'incertezza laddove il volere del cuore umano e' potente, ma non manifestato oggettualmente.  Lo stato e il modo di essere definitivo dell'uomo e per l'uomo, nel bene e nel male (ora, e da ora in poi) e' una post-morte, uno stato di post morte. 

Tale per cui adesso, stiamo qui a parlare di inferno e di paradiso. Senza capire neanche realmente bene di cisa stiamo parlando. La volonta' in quanto "libero" volere della creatura, vale piu' della, sua stessa, felicita? Davvero? E a quali condizioni? Dio, non puo' "forzare" nessuno? Deve rispettare "volonta' " dei peccatori anche se questa "volonta' " vuol dire, e significa, inferno? 

La conversione dal mondo classico al mondo cristiano, e' una conversione che avviene tutta dentro il senso e il sentimento del tempo, che avviene da un sostanziale guardare indietro, del Greco, a un guardare avanti, dell'ebraismo e del cristiano. Conversione che e' stata anche, rivoluzione. A un livello di contrapposizione piu' fondamentale, Fede, non e' contro nichilismo o infedelta', Fede e' prima di tutto, contro tradizione epica e memoria, che a sua volta e' amata, e praticata, sommamente e primariamente dal quel tipo umano che crede, di vivere, dal suo presente, nella decadenza. 

Il nichilismo, invece, e' essere fuori da entrambe, queste prospettive.






Titolo: Re: COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: baylham il 20 Febbraio 2026, 19:00:03 PM
«Quando nella stessa persona o nello stesso corpo di magistratura l'autorità legislativa si unisce all'autorità esecutiva, non c'è libertà, perché si può temere che lo stesso monarca o lo stesso senato facciano leggi tiranniche per poi applicarle in modo tirannico. Ancora, non c'è libertà se l'autorità di giudicare non è separata dalle autorità legislativa ed esecutiva. Se fosse unita all'autorità legislativa, il potere sulla vita e sulla libertà dei cittadini sarebbe arbitrario, poiché il giudice sarebbe il legislatore. Se fosse unita all'autorità esecutiva, il giudice potrebbe avere la forza di un oppressore. Tutto sarebbe perduto se lo stesso uomo o lo stesso corpo di principi, o di nobili, o di popolo, esercitasse questi tre poteri: quello di fare le leggi, quello di eseguire le risoluzioni pubbliche e quello di giudicare i crimini o le controversie tra privati.»

Montesquieu estratto da Lo spirito delle leggi, XI, 6

Sulla base di questo illuministico principio della separazione dei poteri, trovo che la giustizia terrena di uno stato di diritto sia decisamente migliore di quella sedicente divina. 
Titolo: Re: COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: green demetr il 03 Marzo 2026, 00:54:42 AM
Citazione di: sterpiu il 12 Dicembre 2017, 12:00:12 PMcome si puo' amare tale Dio,  al massimo lo si puo' solo temere e forse odiare .
Evidentemente sei una persona malvagia, perchè mai dovremmo condividere lo stesso destino? spiegami oh genio!
Mi pare talmente ovvio e solare che i malvagi bruceranno all'inferno che mi stranisco pure che c'è bisogno di un dio che giudica.
Ma evidentemente nella sua infinità bontà il Dio si riserva che possiate ricredervi.
e gli antichi usarano la metafora del giudice.
Se guardi dentro di te, trovi la giustizia del Dio, ma se come credo, visto l'andazzo infernale del mondo, sei solo un pigro radical chic, risparmiaci la lezioncina su chi dobbiamo o non dobbiamo odiare.
io odio i cattivi per esempio.
Titolo: Re: COME SI FA AD AMARE UN DIO GIUDICE?
Inserito da: green demetr il 03 Marzo 2026, 01:01:34 AM
Citazione di: baylham il 20 Febbraio 2026, 19:00:03 PM«Quando nella stessa persona o nello stesso corpo di magistratura l'autorità legislativa si unisce all'autorità esecutiva, non c'è libertà, perché si può temere che lo stesso monarca o lo stesso senato facciano leggi tiranniche per poi applicarle in modo tirannico.
Non dico di legger tutta la Bibbia, non dico di capirne il senso esoterico, ma cristo ora dio è diventato un giudice cattivo non come quelli buoni della sinistra globalista.

Ma basta! guardiamoci un pò dentro ogni tanto. no ma che fai non nell'ombelico... :D

Che pena sto forum.  :D