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#31
Musica / Re: Non la fanno più la musica...
Ultimo messaggio di fabriba - 13 Maggio 2026, 15:24:31 PM
Citazione di: Lou il 13 Maggio 2026, 15:17:57 PMnon ho però capito bene le regole del mese, cioè si poù mettere un album che si vuole, particolarmente significativo o devono essere recentissimi e sofisticati di nicchia?
non credo che abbiamo messo regole...
il mio primo disco che ho messo per gennaio è un disco che più o meno conoscono già tutti quelli che hanno aperto una rivista musicale negli ultimi 6 mesi.
Per marzo ho messo un disco del marzo 2024 ... non penso sia possibile mettere sempre un disco uscito nel mese, questo febbraio -forse complici le olimpiadi- non è uscito nulla di nulla per quanto mi riguarda. Se c'è qualcosa che hai ascoltato tanto quel mese, si può approfittarne per raccomandarlo, secondo me!

#32
Musica / Re: Non la fanno più la musica...
Ultimo messaggio di Lou - 13 Maggio 2026, 15:17:57 PM
non ho però capito bene le regole del mese, cioè si poù mettere un album che si vuole, particolarmente significativo o devono essere recentissimi e sofisticati di nicchia?
#33
Musica / Il mio album preferito , marzo...
Ultimo messaggio di fabriba - 13 Maggio 2026, 15:10:26 PM
Bop Web - di Francesca Tandoi

https://open.spotify.com/album/5igOOGKUGoyvdnefj33LIZ

Pianista assolutamente eccezionale, l'ho vista dal vivo di recente e anche solo guardandole gli avambracci si capisce quante ore al giorno passa a maltrattare il piano!

Disco Jazz frizzante, con un pianoforte e una sezione ritmica eccellenti.

- Tè @iano  , per marzo ti ho battuto sul tempo  :D
#34
Musica / Re: Il mio album preferito , f...
Ultimo messaggio di fabriba - 13 Maggio 2026, 15:05:41 PM
Rispondo con Ferrum Sidereum degli Zu
https://open.spotify.com/album/1es1bRzoPegxvIYWSL0xBq

Decisamente non un genere in cui sguazzo felice la domenica mattina, una specie di Metal-Jazz Strumentale, musica che ascolto pochissimo.
Gran disco di sperimentazione, molto suonato, tirato, molto faticoso alle mie orecchie, l'ho ascoltato una o due volte al massimo, ma non posso che riconoscere il talento di questa band italiana in attività dal 1997, che io non avevo mai sentito nominare.
#35
Musica / Il mio album preferito , febbr...
Ultimo messaggio di iano - 13 Maggio 2026, 14:17:08 PM
https://open.spotify.com/intl-it/album/1sfpFYbSRghwpGmf3vCzM5?si=e7LJnqGiTXeGIYlGmGH9PA
Attacco alla Satie. Ci sta.
Poi c'è Verlaine e Apollinaire.
Roba da baite con caminetti accesi.
Da tenere in caldo per il prossimo autunno.
#36
Musica / Re: Il mio album preferito, ge...
Ultimo messaggio di fabriba - 13 Maggio 2026, 14:06:05 PM
Rispondo con Lux di Rosalia.
https://open.spotify.com/album/3SUEJULSGgBDG1j4GQhfYY

Nulla di particolarmente originale per chi segue la stampa specializzata: Rosalia ha fatto qualcosa che non pensavo avrei mai visto, nel giro di poche settimane ha ricevuto quasi all'unanimità il titolo di miglior disco "pop"(*) del 2025, e io l'avevo ascoltata prima perché è la terza volta di fila che fa un disco per il quale sento gridare al miracolo, ma di miracoli non ne avevo sentiti.
Lux è il miracolo. È un disco intelligente e paraculo, ma soprattutto un disco che trova nuovi modi di spostare in avanti l'asticella di quello che è la musica oggi e lo fa senza alienare il grande pubblico, inspiegabilmente.
A 6 mesi dall'uscita ha già fatto scuola: le citazioni si sprecano, da sanremo all'eurovision.
Per me, non è il disco del mese né il disco dell'anno: è un disco che capita una volta ogni decennio, solo nei decenni bisestili di luna piena.

Qui c'è una recensione monstre che spazia da quali stili ha incorporato alle scale musicali usate, le liriche, un lavoro incredibile per chi dovesse avere interesse ad approfondire: https://educationalevidence.com/en/some-musical-characteristics-of-lux-by-rosalia/

* La dicitura "pop" è uno dei tanti motivi per cui ho usato la parola "paraculo"**... in un mondo in cui la realtà si plasma con le parole, lei ha deciso di dire che il suo disco era pop, e nessuno l'ha contraddetta, ma non c'è nulla di pop nel mischiare una specie di carmina burana + canto lirico, con percussioni "in cassa dritta", con trip-hop (Berghein, uno dei momenti più alti).
**Ci sono altri 10 motivi, ma non fraintendetemi: ha una accezione totalmente positiva qui.

Non sono solito spreacarmi in lodi, dubito che ci sarà un'altra recensione così positiva da parte mia nei prossimi anni, non ascoltavo nulla di così entusiasmante da decenni: LastFM logga quasi tutti i miei ascolti dal 2007, e a suo dire questo è già il disco che ho ascoltato di più negli ultimi 20 anni.

--
Non è facile: Ascoltatelo una volta, se avete pazienza lasciatelo sedimentare e ascoltatelo di nuovo qualche giorno dopo: ne vale la pena.

la versione celeste è leggermente più breve che va benissimo, la versione beige è quella con 3 "bonus", se vi piace potete fare l'upgrade :)
#37
Musica / Il mio album preferito, gennai...
Ultimo messaggio di iano - 13 Maggio 2026, 13:12:57 PM
https://open.spotify.com/intl-it/album/22PX4FjlVLkDu1TvIkOFT7?si=ME0bw4ZMT9WFWiRdOIe7YQ
Arriveremo ai giorni nostri, ma partiamo da gennaio per recuperare il tempo perduto, se a fine anno volgiamo pubblicare il nostro best 2026 su Spotify.
Anzi, partiamo ancora da più lontano.
Assurancetourix è lo stonato bardo che nel fumetto di Asterix suona l'arpa celtica.
Poi è stata la volta del Bretone Alan Stivell, nei settanta.
L'arpa celtica torna ad imbracciare  oggi Laura Perrudin, facendola vibrare all'unisono con le  corde vocali.
Tempus: pacato con ritmo.
#38
Scrivere per Capire / Re: La conoscenza è ignoranza?
Ultimo messaggio di Lou - 13 Maggio 2026, 10:45:08 AM
Citazione di: fabriba il 13 Maggio 2026, 01:09:02 AM...
Io nel contesto della domanda di questo thread vedo l'umano come una barca di conoscenza -con un buco- in un mare di ignoranza: ignoriamo quasi tutto , e ogni tanto dimentichiamo pure qualcosa di quello che abbiamo imparato;  però lo spazio che dedichiamo alla conoscenza è spazio che stiamo rubando all'ignoranza,: non è un baratto continuo come suggerirebbe il primo post, ma come se lottassimo per rendere la barca più grande.
È l'una del mattino,  è la migliore metafora che sono riuscito a mettere in piedi  :pace:
Citazione di: Koba il 13 Maggio 2026, 08:10:18 AMQualcuno direbbe invece che la conoscenza è ignoranza della verità.
La tradizione occidentale (almeno fino a Schopenhauer) ha conservato la fede secondo cui la conoscenza della realtà permetterebbe di arrivare alla felicità o almeno alla propria emancipazione, ad un progresso etico insomma.
E se invece si trattasse solo di un puro potenziamento? Che in fondo non solo non ci rende migliori, dal punto di vista morale, ma anche sempre più disorientati, lontani da noi stessi, dalla nostra verità?
Qual'è il valore della conoscenza?

Il sapere della tragedia opposto al razionalismo di Socrate presente come fede implicita in tutta la tradizione metafisica occidentale, e quindi oggi, nel tempo del nichilismo e del relativismo culturale, rifiutato o comunque, di nuovo, soppesato attentamente.
Ho ripreso la bella metafora della barca. E provo a rispondere alle domande di Koba.
Se il valore della conoscenza fosse solo un potenziamento della barca per una sempre migliore navigazione: OK, per andare dove chiedo? E come ci si orienta? Ci sono stelle polari?
Se alla barca mancano riferimenti, rotta e destinazione già date, allora il valore della conoscenza non consiste soltanto nel trovare una stella polare, né nel decidere arbitrariamente quali usare come tali. Ma nemmeno in un navigare all'impazzata. Consiste piuttosto in tre movimenti intrecciati: la ricerca di possibili direzioni, la costruzione condivisa di riferimenti che rendono l'orientamento stabile e l'addestramento progressivo a muoversi dentro l'assenza di garanzie definitive.

In questa prospettiva, io ritengo che la conoscenza non elimini la mancanza di rotta: cambia il modo in cui quella mancanza viene abitata e vissuta. Non è più puro smarrimento, ma uno spazio in cui è possibile agire, scegliere e correggere continuamente la propria traiettoria e i riferimenti. Per non naufragare.

Per me, quindi, la conoscenza non sostituisce il mare né garantisce una destinazione, ma il suo valore sta nel trasformare l'impossibilità di un riferimento e di una rotta assoluti in una navigazione praticabile, per la vita.
#39
Estratti di Poesie d'Autore / Il punto e virgola
Ultimo messaggio di doxa - 13 Maggio 2026, 10:13:54 AM
Il punto e virgola

Nell'ambito della grammatica italiana il punto e virgola è un segno di punteggiatura malinteso: separa più di una virgola ma unisce più di un punto, indica uno stacco intermedio tra due proposizioni, più lungo della virgola e più breve del punto.

Il punto e virgola è come un ponte che unisce due enunciati autonomi, funziona come una cerniera retorica. Gli scrittori lo usano per dare "respiro" alla locuzione senza interrompere il ritmo: la virgola l'accarezza, il punto la taglia, il punto e virgola la sospende e apre il pensiero in due direzioni.

La suddetta premessa per dirvi che stamane sto cercando di dare un po' d'ordine alle mie carte sparse ed ho rinvenuto una "poesia" scritta da Riccardo Gallo, di Alba (prov. di Cuneo), titolata "Il punto e la virgola". Fu pubblicata dal periodico "Lo Specchio" il 12 – 5 – 2001. (Quest'anno il sig. Gallo, che non so chi sia, ha 45 anni).

"Il punto e virgola"

Si rincorrono, s'inseguono
continuamente. Appaiono e
scompaiono nella selva delle
frasi, ciottoli che affiorano
dal fiume della lettura
senza farsi notare.

Talvolta si abbracciano, ma
poi si dileguano tra i
cespugli d'inchiostro, senza
sapere quando si rivedranno.

Scrittori crudeli e una
grammatica maligna impediscono
loro di tornare insieme per sempre
alla fine di un testo, ma io li riunirò qui, una
volta tanto, punto e virgola ;
#40
Scrivere per Capire / Re: La conoscenza è ignoranza?
Ultimo messaggio di Koba - 13 Maggio 2026, 08:10:18 AM
Qualcuno direbbe invece che la conoscenza è ignoranza della verità.
La tradizione occidentale (almeno fino a Schopenhauer) ha conservato la fede secondo cui la conoscenza della realtà permetterebbe di arrivare alla felicità o almeno alla propria emancipazione, ad un progresso etico insomma.
E se invece si trattasse solo di un puro potenziamento? Che in fondo non solo non ci rende migliori, dal punto di vista morale, ma anche sempre più disorientati, lontani da noi stessi, dalla nostra verità?
Qual'è il valore della conoscenza?
Il sapere della tragedia opposto al razionalismo di Socrate presente come fede implicita in tutta la tradizione metafisica occidentale, e quindi oggi, nel tempo del nichilismo e del relativismo culturale, rifiutato o comunque, di nuovo, soppesato attentamente.