Perché Dio si nasconde?

Aperto da Luther Blissett, 12 Gennaio 2026, 22:48:38 PM

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Duc in altum!

Citazione di: Luther Blissett il 17 Gennaio 2026, 23:50:58 PMSenza essere divino, mi son reso conto anch'io che si può provare a far nascere una religione anche grande, anche senza fare proprio nulla, dato che in speciali particolari circostanze le cose possono avvenire di per sé, automaticamente.
Sì, certamente, si può provare a far nascere qualsiasi religione, ma una e una soltanto è e resterà l'autentica, la Vera... fosse anche quella che professa che non esiste nessun Dio.
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"Solo quando hai perduto Dio, hai perduto te stesso;
allora sei ormai soltanto un prodotto casuale dell'evoluzione".
(Benedetto XVI)

iano

#31
Dio non si nasconde perchè non ha apparenza, o meglio, può apparire in ogni forma nella sua onnipotenza, non avendone quindi alcuna.
C'è chi una forma gliela da e chi si limita a smontarla, esercizio fin troppo facile da svolgere quest'ultimo, e io parteggio per i primi, se i secondi si limitano solo a smontare ciò che altri hanno creato.
Mentre parteggio per i secondi quando smontano il giocattolo  per capire come è fatto, derivando da ciò una libertà dai precedenti vincoli alla creatività..
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Lo stesso uomo non può bagnarsi due volte nello stesso fiume.

Luther Blissett

Riallacciandomi anche a quanto detto nella discussione sull'archeologia di Gesù, nell'Impero Romano gli ebrei erano una importante minoranza, costituita da alcuni milioni di persone, disperse praticamente in ogni parte dell'Impero, ma con  i nuclei più consistenti nella sua porzione orientale, ossia quella dove la koiné (la lingua comune) era anche per gli ebrei stessi il greco (mentre la lingua ebraica era già divenuta da qualche secolo una lingua morta, ed era stata sostituita dall'aramaico, parlato soprattutto dalla parte meno colta e più rurale della popolazione ebraica). Una importante minoranza ebraica, molto bene integrata,  viveva già da alcuni secoli anche nella stessa città di Roma.  Gli ebrei, nel loro insieme, non costituivano per l'Impero alcun problema da alcun punto di vista, ed erano in tutto e per tutto equiparati ad ogni altra etnia.
Esisteva però un problema particolare e speciale per Roma, il problema rappresentato dalla Palestina, abitata soltanto da poco più di mezzo milione di persone, quasi tutte parlanti soltanto l'aramaico.  La Palestina aveva preso nome dal popolo dei filistei che l'abitavano in precedenza quando gli ebrei giunsero per impadronirsene spinti dal loro dio (secondo quanto stava scritto nelle loro Scritture).  Gli ebrei di Palestina non erano cittadini pacifici come tutti gli altri ebrei sparpagliati nell'Impero Romano, ma costituivano un focolaio permanente di tensione e guerriglia, come si può constatare dal seguente scritto elaborato dall'AI di Google:
"La Palestina ai tempi di Gesù (I secolo d.C.) era un territorio attraversato da un intenso fermento messianico e da una forte resistenza anti-romana, spesso degenerata in guerriglia e atti di terrorismo. L'occupazione romana, iniziata con Pompeo nel 63 a.C., generava profonda ostilità tra la popolazione, divisa tra filo-romani (aristocrazia) e gruppi radicali decisi a cacciare l'occupante.
I principali gruppi guerriglieri anti-romani:
·        Zeloti (Zealots): Erano un movimento politico e religioso radicale che sosteneva l'uso della forza per rovesciare il dominio romano. Credevano che solo Dio fosse il legittimo governante di Israele e consideravano le tasse romane una profanazione.
·        Sicarii (Daggermen): Un gruppo estremista, spesso legato agli Zeloti, noto per le sue tattiche di guerriglia urbana e di terrore. Erano chiamati così perché portavano nascosto sotto le vesti un piccolo pugnale, detto sica, con cui pugnalavano romani o ebrei collaborazionisti in mezzo alla folla, specialmente a Gerusalemme.
·        Giuda il Galileo e la "Quarta Filosofia": Nel 6 d.C., in occasione del censimento di Quirino, Giuda il Galileo incitò alla rivolta armata contro le tasse romane, fondando il movimento che portò alla nascita del radicalismo zelota.
·        Banditi/Rivoluzionari: Storici come Giuseppe Flavio documentano una costante presenza di bande armate (chiamate lestai dai romani) che operavano soprattutto nelle zone montuose della Galilea e della Giudea.
Tattiche di Guerriglia:
·        Assassinati mirati: I Sicarii colpivano funzionari romani, collaborazionisti e aristocratici ebraici, per poi dileguarsi tra la folla.
·        Sabotaggio e imboscate: Le bande di ribelli attaccavano piccole guarnigioni romane o rifornimenti.
·        Propaganda del terrore: Le azioni violente erano pensate per spaventare i collaborazionisti e incitare alla ribellione aperta.
Il contesto del tempo di Gesù:
 La resistenza anti-romana non era un fenomeno isolato, ma una costante tensione che esplose con la Prima Guerra Giudaica (66-73 d.C.), culminata con la distruzione del Tempio di Gerusalemme. Anche se i vangeli non si concentrano su questo aspetto, il fatto che uno dei discepoli di Gesù fosse "Simone lo Zelota" (Luca 6:15) testimonia quanto la guerriglia fosse parte del tessuto sociale e politico dell'epoca. Gesù stesso fu percepito come un potenziale rischio per la sicurezza da parte delle autorità romane, proprio per la sua popolarità in un clima così instabile."


Dunque, questa era la situazione in Palestina ai tempi del Cristo.
I romani presero la tragica decisione di compiere quello che fu un vero e proprio holocaustum minor, di proporzioni estremamente minori rispetto a quello avvenuto nel secolo scorso in Europa centrale, ma ugualmente si trattò di un atto di straordinaria violenza, lo sterminio e dispersione quasi totale della popolazione ebraica di Palestina. Tale evento non ebbe molte ripercussioni nel mondo di allora, nemmeno tra le tante comunità ebraiche sparse dappertutto, dato soprattutto che non esistevano le facili telecomunicazioni odierne.  È importante anche ricordare che la parte più colta e ricca della popolazione ebraica militava faziosamente a favore di Roma, e ciò perfino nella stessa Palestina: ad esempio, anche il tanto citato dagli esegeti cristiani Flavio Giuseppe era schierato nettamente a favore di Roma.  Questa appena descritta era la situazione in cui un presunto salvatore decise di incarnarsi per compiere la sua incomprensibile missione.
Il luogo e il momento storico scelto non pare tra i migliori, a meno che non sia stato scelto apposta per avere gli effetti più dirompenti con il minimo sforzo, tanto che si può adombrare perfino che non sarebbe stato neppure necessario darsi tanta pena a sacrificarsi e morire sia pure solo per tre giorni, dato che una situazione così localmente esplosiva non poteva in ogni caso non avere conseguenze. 
La tragedia ebraica del 70 d.C., trionfalmente istoriata nell'Arco di Tito, pur non avendo avuto gran ripercussione tra i popoli di quel tempo, e nemmeno tra gli ebrei stessi dispersi pacificamente ovunque, generò però un nugolo di sopravvissuti terrorizzati e inferociti, che erano quasi i soli a sapere quale cosa terribile era accaduto alla loro terra e al proprio popolo.
Sembrerebbe proprio che questi sopravvissuti disperati in qualche modo siano poi riusciti a escogitate il modo di vendicarsi. 
Intanto a Roma l'impero non poteva non sorvegliare quel distretto così estremisticamente ribelle che aveva spinto i romani a compiere un atto per loro inconsueto come un eccidio di massa.  I servizi segreti romani, che ovviamente esistevano anche allora,  sia prima che dopo l'eccidio programmato, non potevano smettere di attenzionare le varie comunità ebraiche dell'Impero, poiché, pur essendo pacifiche, potevano comunque avere parentele o comunque  connessioni coi ribelli riusciti a sfuggire al massacro.  La società globale ellenistica assorbì apparentemente senza contraccolpi quanto si era verificato in Palestina. Però più nervosa era la situazione a Roma: ai "servizi" non poté sfuggire, nei decenni precedenti  all'eccidio, la strana attrazione verso Roma di una nuova comunità mista costituita da ebrei e non ebrei mescolati insieme secondo nuove ritualità.  Quando Roma decise di compiere l'eccidio nell'anno 70 d.C., divenne massima l'attenzione dei responsabili militari romani verso questa strana nuova comunanza formatasi da parte di alcuni ebrei con alcuni non ebrei.    Interrompo bruscamente qui, altrimenti mi viene fuori un romanzo :)
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