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Messaggi - Eutidemo

#4036
Citazione di: anthonyi il 29 Marzo 2021, 14:21:34 PM
Citazione di: Eutidemo il 29 Marzo 2021, 13:56:06 PM
Ciao Anthony. :)
Come ormai riconosciuto dal WHO (OMS), il  "gambling desorder" ("disturbo da gioco d'azzardo") è ormai considerata una vera e propria "malattia", così come l'alcolismo.
https://www.who.int/health-topics/addictive-behaviours#tab=tab_1
***
Tuttavia, così come bere vino ai pasti non significa essere degli alcolisti, allo stesso modo farsi ogni tanto una partitina a poker con gli amici non significa essere affetti da "gambling desorder"; e nemmeno giocare alla "roulette", purchè non si esageri (e, soprattutto, purchè non si tratti di quella "russa").
Comunque, io, ormai, ho smesso da tempo!
***
Se non ci fossero limiti alle giocate, avendo un capitale adeguato e giocando al raddoppio, sarebbe estremamente facile vincere "sempre"; è matematico!
Però, impiegando capitali enormi, si vincerebbero solo pochi soldi ogni volta; cioè quelli corrispondenti alla "puntata differenziale".
Non ne varebbe la pena e non sarebbe affatto divertente!
***
E' vero che chi vince molto viene posto sotto stretta osservazione perché il rischio di una truffa ai danni del casino c'è sempre; ma, come giustamente dici tu, questo c'entra poco con il calcolo delle probabilità che è comunque sempre a favore del casino.
Un caso particolare riguarda chi conta le carte al "black jack", pratica che, in sè, non è affatto proibita dalla legge; a meno che, ovviamente, non si configuri, in concreto la fattispecie di cui all'art.640 c.p..
Tuttavia non è una pratica molto consigliabile; almeno per chi ci tiene a mantenere integro l'uso delle proprie gambe.
***
Quella della giocata dell'ambo al lotto, nel regno di Napoli, invece, mi mancava.
Ma sei proprio sicuro?
***
Un saluto :)
***
Re Ferdinando diceva che si trattava di una cosa fatta per aiutare il popolino di Napoli, una sorta di misura dai contenuti populisti.

Comunque è molto pericoloso "credere" di poter guadagnare con il gioco d'azzardo, ho visto qualcuno rovinarsi la vita proprio con questa convinzione.


Oltre che "pericoloso", direi "impossibile"; salvo, forse, nel caso dei giocatori di "poker" professionisti, perchè, in tal caso, entrano in gioco altri fattori.
Ma non è certo una bella vita!
#4037
Ciao Niko. :)
Hai ragione, ma, purtroppo, meglio di così la tabella non viene; il problema, secondo me, è nell'"upload", perchè io ho dato il massimo di definizione all'immagine e la vedo benissimo prima di caricarla online.
Adesso riprovo riducendo il numero di puntate a 9 (6 + 3), ma non ho idea del risultato.
https://cdn-thumbs.imagevenue.com/ed/e3/69/ME1367NJ_t.jpg
***
Come giustamente scrivi tu "il caso non ha memoria", per cui ogni giocata è come se fosse nuova; il motivo per cui giocando al raddoppio (poco e per poco tempo) "in genere" si vince qualche soldino, è perchè la legge delle probabilità, nel caso di opzioni binarie, tende al cosiddetto "livellamento" delle frequenze verso il 50%.
***
Cioè, ad esempio, salvo che tu non usi una moneta truccata, lanciandola in aria, la probabilità che esca testa (o croce), la prima volta, è del 50% secco.
Giusto?
Quindi più tu lanci in aria quella moneta, più la "media" di tutte le "uscite" deve necessariamente avvicinarsi sempre di più al 50%;  penalizzando, quindi, la faccia che è "uscita" più spesso, a favore di quella che è uscita di meno (se uscisse "troppo" spesso una faccia, infatti, non ti insospettiresti?).
E la stessa cosa accade per la "roulette".
***
Quindi:
- se esce rosso una prima volta, quella successiva (in teoria) la probabilità che esca ancora rosso si riduce al 25%;
- se esce ancora rosso, la probabilità che esca rosso una terza volta si riduce ulteriormente al 12,5%;
- se esce ancora rosso, la probabilità che esca rosso una quarta volta si riduce ulteriormente al 6,25%;
e così via.
Ma, ovviamente, non è affatto una legge, perchè può continuare ad uscire ancora il rosso!
***
Però, più si allunga la sequenza di rossi, più aumenta la probabilità che, alla fine, esca il nero; ed è per questo che, almeno secondo me, conviene aspettare almeno cinque o sei uscite consecutive di un colore, per cominciare a puntare al raddoppio sull'altro.
Ovviamente, puoi aspettarne di meno e rischiare di più, oppure aspettarne di più e rischiare di meno; dipende dalle scelte personali.
Aspettare una sequenza troppo lunga potrebbe diventare noioso (anche se c'è un metodo per aggirare il problema)
***
Però attenzione!
Ed infatti, ponendo che tu cominci  il gioco al raddoppio dopo 6 fino a 9, tieni presente che, prima o poi, diventa sempre più statisticamente probabile che ti capiti una sequenza continuativa di 9 uscite dello stesso colore; ed infatti sarebbe "impossibile" che non capitasse mai una sequenza continuativa di 9 uscite, ed "improbabile" se tardasse troppo oltre la sua frequenza statistica (mi pari che capiti una volta su 512)!
Fermo restando che puoi restare fregato anche al tuo primo tentativo; ma è raro.
***
In ogni caso, per curiosità, puoi fare tu stesso la prova gratis su una demo di roulette; ma ti sconsiglio vivamente di giocarci soldi veri!
***
Un saluto! :)
***
P.S.

Dimenticavo di precisare che il difetto maggiore del "montante semplice", è che ogni volta rischi l'intero capitale investito, solo per guadagnare qualche spicciolo.
#4038
Ciao Anthony. :)
Come ormai riconosciuto dal WHO (OMS), il  "gambling desorder" ("disturbo da gioco d'azzardo") è ormai considerata una vera e propria "malattia", così come l'alcolismo.
https://www.who.int/health-topics/addictive-behaviours#tab=tab_1
***
Tuttavia, così come bere vino ai pasti non significa essere degli alcolisti, allo stesso modo farsi ogni tanto una partitina a poker con gli amici non significa essere affetti da "gambling desorder"; e nemmeno giocare alla "roulette", purchè non si esageri (e, soprattutto, purchè non si tratti di quella "russa").
Comunque, io, ormai, ho smesso da tempo!
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Se non ci fossero limiti alle giocate, avendo un capitale adeguato e giocando al raddoppio, sarebbe estremamente facile vincere "sempre"; è matematico!
Però, impiegando capitali enormi, si vincerebbero solo pochi soldi ogni volta; cioè quelli corrispondenti alla "puntata differenziale".
Non ne varebbe la pena e non sarebbe affatto divertente!
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E' vero che chi vince molto viene posto sotto stretta osservazione perché il rischio di una truffa ai danni del casino c'è sempre; ma, come giustamente dici tu, questo c'entra poco con il calcolo delle probabilità che è comunque sempre a favore del casino.
Un caso particolare riguarda chi conta le carte al "black jack", pratica che, in sè, non è affatto proibita dalla legge; a meno che, ovviamente, non si configuri, in concreto la fattispecie di cui all'art.640 c.p..
Tuttavia non è una pratica molto consigliabile; almeno per chi ci tiene a mantenere integro l'uso delle proprie gambe.
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Quella della giocata dell'ambo al lotto, nel regno di Napoli, invece, mi mancava.
Ma sei proprio sicuro?
***
Un saluto :)
***
#4039
Vi siete mai chiesti come si calcola "l'efficacia" percentuale di un vaccino?
Non è tanto facile rispondere, in quanto, a differenza degli altri "farmaci", la cui "efficacia" si calcola in base al numero di "malati" che una determinata medicina ha guarito, l'"efficacia" dei vaccini, invece, si calcola in base al numero di "persone sane" che, grazie a un determinato vaccino,  non si sono ammalate; il che è molto diverso concettualmente, ed alquanto più complicato da calcolare in pratica.
***
Per cui, che cosa si intende quando si dice che un vaccino ha un'efficacia del 95%?
Significa che 95 persone su 100 non si ammaleranno?
Assolutamente no!
***
Per stabilire tale percentuale, bisogna partire dal concetto di "rischio statistico"; e, cioè, dalla "probabilità" che un evento negativo si possa verificare.
Come è stato calcolato tale "rischio statistico" in fase di sperimentazione?
***
Prendiamo il caso della sperimentazione del  vaccino "Pfizer-BioNTech", nel quale ambito:
- a un gruppo di 17.411 persone è stato somministrato il vaccino, 8 delle quali, nonostante il vaccino, si sono successivamente prese lo stesso il covid19;
-  a un altro gruppo di 17.511 persone, invece, è stato somministrato un "placebo", cioè una sostanza priva di "principio attivo", 162 delle quali si sono successivamente  prese il covid19.
***
Delle 34.922 che, complessivamente, hanno partecipato a tale sperimentazione, essendo essa avvenuta con il metodo "in doppio cieco":
- nessuna di esse sapeva se aveva ricevuto il vaccino o il "placebo" (non lo sapevano neanche gli infermieri che hanno praticato loro l'iniezione);
- tutte, però, sapevano benissimo che avevano circa un 50% circa di probabilità di aver ricevuto o l'uno o l'altro.
In questo caso, infatti, a prescindere dalle informazioni fornite loro dagli sperimentatori, pure ormai tutti sanno benissimo come avvengono le sperimentazioni "in doppio cieco" .
Tenete ben presente questo aspetto, perchè è partendo da questo che, più avanti, trarrò le mie "personali" considerazioni conclusive.
***
Ciò premesso, è matematicamente risultato che il rischio di beccarsi il covid19 è stato:
- tra quelli che avevano preso il vaccino dello 0,046% (8/17411*100),
- tra quelli che non avevano preso il vaccino, bensì il "placebo" , dello 0,925% (162/17511*100).
Per cui:
a)
In "termini assoluti",  gli sperimentatori, hanno fatto una semplice sottrazione tra le due percentuali, ottenendo la percentuale dello 0,879%; e, cioè, la percentuale di persone che "non" hanno contratto la malattia e sviluppato sintomi dopo la somministrazione del vaccino, ma che, invece, sarebbero risultate infette senza vaccino.
b)
In "termini relativi", invece, gli sperimentatori hanno diviso la riduzione assoluta del rischio per il rischio esistente in partenza, cioè senza l'introduzione del vaccino (quello del gruppo che aveva ricevuto il "placebo"); per cui essa è risulta essere del 95% (0,879/0,925).
***
Tirando le somme, cioè, il vaccino Pfizer-BioNTech, almeno a livello sperimentale,  ha manifestato:
- una "riduzione assoluta" del rischio pari a 0,879%;
- una "riduzione relativa" del "95%", che è stata quella divulgata al pubblico.
***
                                   CONSIDERAZIONI PERSONALI
Prendendo per buoni i dati forniti dalla Pfizer, nonchè la correttezza delle sperimentazioni da cui sono emersi (analoghe a quelle delle altre ditte), secondo me si possono fare due considerazioni circa tale percentuale di efficacia del 95%, di cui la prima ovvia, mentre, la seconda, un po' meno.
1)
La percentuale del 95% è stata riscontrata su un campione di 34.922 americani, per cui non può essere estrapolata "tout court", se non in via meramente indicativa, ad una popolazione USA di 330.000.000 di persone, di cui costituisce solo lo 0,001%; per non parlare del resto della popolazione mondiale, ed anche considerando i diversi contesti socio-culturali.
E, in particolare, tenendo conto dell'"efficienza" dei diversi sistemi sanitari; che è una cosa diversa dall'"efficacia" del vaccino, e che può "esaltarla", oppure "deprimerla".
2)
Inoltre, a quanto sono riuscito a capire, gli esiti dell'esperimento non sono dipesi esclusivamente dall'efficacia "vaccino" in sè e per sè, bensì anche dal "comportamento" che hanno tenuto i partecipanti alla sperimentazione, dopo essere stati "vaccinati" e "placebizzati".
Ed infatti, se l'esperimento fosse stato condotto dal Dott. Rudolf Mengele, costui, dopo aver "vaccinati" e "placebizzati" i quasi 35 mila soggetti, li avrebbe rinchiusi tutti in un lager di massima sicurezza; dopodichè, passate due o tre settimane per dar modo al vaccino di fare effetto dopo il richiamo, li avrebbe giornalmente sottoposti tutti ad inalazioni di "aerosol virale" in apposite camere a gas, e, dopo un simile trattamento protratto per circa un mese, avrebbe potuto molto più proficuamente effettuare i calcoli di cui sopra.
Ma, poichè, per fortuna, si spera che i medici americani abbiano seguito metodi un tantino diversi e più "liberali" da quelli che avrebbe  adottato il Dott. Mengele, suppongo che, dopo essere stati "vaccinati" e "placebizzati", i soggetti dell'esperimento siano stati lasciati liberi di tornare alla loro normale vita sociale; sebbene, questo è ovvio, sotto il continuo monitoraggio e controllo degli sperimentatori.
***
Orbene.
Se così stanno le cose, è ovvio, come dicevo sopra, che gli esiti dell'esperimento non sono dipesi esclusivamente dall'efficacia "vaccino" in sè e per sè, bensì anche dal "comportamento" che hanno tenuto i partecipanti alla sperimentazione, dopo essere stati "vaccinati" e "placebizzati"; ed infatti ci sarà stato chi di loro si sarà comportato con maggiore prudenza (continuando ad attenersi a tutte le altre cautele anticovid), e chi, invece, si sarà comportato con minore prudenza.
Ed infatti:
- se si fossero dati tutti alla pazza gioia, recandosi a ballare ogni sera in discoteca, i contagiati sarebbero stati probabilmente  molti di più di 8 tra i "vaccinati", e molti di più di 162 tra i "placebizzati";
- se, invece, si fossero chiusi tutti in casa adottando le massime cautele, non ci sarebbe stato sicuramente nessun contagiato, nè tra i "vaccinati", nè tra i "placebizzati".
Ma quello che è veramente accaduto non lo sapremo mai; questo perchè, parlando "metaforicamente", siamo di fronte, per così dire, ad una "equazione" in cui appare una "costante" nota (il vaccino), e una "variabile" del tutto ignota (il comportamento sociale che hanno avuto le persone che hanno partecipato alla sperimentazione).
***
Quello che, invece, secondo me possiamo logicamente "prevedere" (non certo sapere), è che le percentuali di "efficacia" dei vaccini, così come ricavate in sede sperimentale, tenderanno inevitabilmente a ridursi un po' quando verranno vaccinate intere popolazioni.
Ed infatti facendo "metaforicamente" riferimento alla "Teoria dei Giochi" (che, come il riferimento all'equazione, non è però del tutto corretto):
- le persone che hanno partecipato alla sperimentazione sapevano benissimo che la probabilità di essere state vaccinate sul serio era solo del 50%, in quanto ignoravano se fosse stato loro inoculato un vero vaccino oppure un semplice placebo, per cui, almeno se non erano completamente stupide, presumo che siano state indotte a comportarsi con una maggior cautela;
- le persone che partecipano alla campagna vaccinale, invece, sanno che la probabilità di essere state vaccinate sul serio è sicuramente del 100%, per cui potrebbero essere indotte a comportarsi con minore cautela rispetto a coloro che hanno partecipato alla sperimentazione.
Però, ovviamente, tutto questo non ha niente a che vedere con l'efficacia del vaccino in sè e per sè, bensì solo con le modalità sin qui adottate per calcolarne astrattamente l'efficacia.
***
Tuttavia, comunque, due dati sono certi:
a)
Nessuno dei 17.411 soggetti ai quali è stato somministrato il vaccino ha avuto gravi effetti collaterali o è morto;   per cui, sotto tale profilo, la "sicurezza" del vaccino Pfizer è risultata essere pari al 100% (e la stessa cosa vale per tutti gli altri vaccini, compreso il tanto vituperato Astrazeneca).
b)
Nessuno degli 8 contagiati che si erano vaccinati è morto o si è aggravato gravemente di Covid19; per cui, almeno sotto tale più limitato profilo, l'"efficacia" del vaccino Pfizer è risultata essere pari al 100% (e la stessa cosa vale per tutti gli altri vaccini, compreso il tanto vituperato Astrazeneca).
***
Ovviamente, quando saranno state vaccinate miliardi di persone, per la legge delle probabilità, ritengo inevitabile che tale confortante percentuale sarà destinata a ridursi un po'; ed infatti, è "possibile", ma alquanto "improbabile", che in una singola serata al casinò esca per 16 volte di fila uno stesso colore, mentre invece, non solo è "possibile", ma anzi è addirittura "probabile", che questo accada considerando le giocate di tutti i casinò del mondo per un anno intero.
Però, se non verrà superata la soglia dello "0,00...", non ritengo la cosa risulterà particolarmente preoccupante per nessuno, tranne, ovviamente, che per i novax e i paranoici; questo, anche se si dovesse riscontrare qualche effettivo nesso causale tra vaccino e danni collaterali (come penso che prima o poi accadrà).
***
Perchè affermo questo?
Perchè, anche qualora, prima o poi, si riscontrasse un effetto collaterale gravemente dannoso del vaccino anticovid (cosa che ritengo molto probabile), se si vuol restare razionali, occorre considerare che:
- se la frequenza di tali casi si mantenesse molto bassa, ad esempio, inferiore a quella che abbiamo di essere investiti da un auto mentre attraversiamo la strada, non vedo perchè mai dovremmo preoccuparci di correre un rischio così ridicolmente esiguo, e che, in diverse circostanze, affrontiamo a cuor leggero ogni giorno;
- se, invece, la frequenza di tali casi  superasse una certa soglia di rischiosità, sarebbe comunque necessario effettuare un rapporto tra la percentuale di rischio che corriamo facendo il vaccino, e la percentuale di rischio che corriamo non facendolo (cioè, il rischio di beccarci la malattia da cui il vaccino ci protegge).
E, poichè storicamente non è mai accaduto che la prima percentuale di rischio superasse la seconda, è altamente improbabile che questo accada ora, con il vaccino anticovid.
Vi invito a riflettere lucidamente su tali aspetti.
***
#4040
Ciao Ipazia. :)
"Fake news" è spacciare i tuoi indimostrati "pregiudizi" come se fossero dei "giudizi"; ed infatti, a parte le tue vuote "chiacchiere", dove diamine sarebbero sono le tue "prove" che la sperimentazione non è stata rispettosa dei passaggi canonici per quanto riguarda i tempi e la sicurezza?
E' sicuramente "possibile" che qualche passaggio non sia stato effettuato a regola d'arte (e, a dire il vero, lo penso anch'io), però:
- finora non esistono ricerche e studi seri che abbiano dimostrato la cosa, tanto è vero che i vaccini in questione sono stati accettati dalla commissioni di validazione di più di cento paesi del mondo (di diverso orientamento politico e ideologico);
- in ogni caso, anche se prima o poi venissero alla luce ricerche e studi "seri" che dimostrassero la cosa, bisognerebbe vedere se le irregolarità commesse siano state davvero così gravi da rendere pericoloso l'uso del vaccino.
Mi segui?
***
Quanto al fatto che ci sono stati morti e correlazioni trombotiche "accertate",  questo è assolutamente "falso"; non ti illudere che ripetendo una bugia questa possa diventare vera.
Le "sospensioni "di AZ sono state meramente cautelative; altrimenti il vaccino non sarebbe stato sospeso, ma bloccato.
***
Comunque, anche qualora, prima o poi, si riscontrasse un effetto collaterale gravemente dannoso del vaccino anticovid (cosa che ritengo molto probabile), se si vuol essere razionali, occorre considerare che:
- se la frequenza di tali casi si mantenesse molto bassa, ad esempio, inferiore a quella che abbiamo di essere investiti da un auto mentre attraversiamo la strada, non vedo perchè mai dovremmo preoccuparci di correre un rischio così ridicolmente esiguo, e che, in diverse circostanze, affrontiamo a cuor leggero ogni giorno;
- se, invece, la frequenza di tali casi  superasse una certa soglia di rischiosità, sarebbe comunque necessario effettuare un rapporto tra la percentuale di rischio che corriamo facendo il vaccino, e la percentuale di rischio che corriamo non facendolo (cioè, il rischio di beccarci la malattia da cui il vaccino ci protegge).
E, poichè storicamente non è mai accaduto che la prima percentuale di rischio superasse la seconda, è altamente improbabile che questo accada ora, con il vaccino anticovid.
***
Riesci a comprendere i due passaggi del mio ragionamento "logico", o sono troppo ardui per il tuo arroccamento "ideologico"!
Temo che lo siano, perchè, anche nel caso di una persona intelligente come te, quando uno si irrigidisce per puntiglio, non c'è niente da fare; neanche se cerchi di convincerla che due più due fa quattro.
Sono stupido io ad insistere, perdonami!
***
Quanto al numero di personale sanitario non vaccinato "dichiarato" dalle loro stesse associazioni sindacali, si tratta di "rilevazioni numeriche" (non certo dai kapò), non di mere "dichiarazioni".
Però, in questo caso, almeno sei stata intellettualmente onesta, perchè in questo caso non hai dichiarato il falso, ma ti sei limitata a "scommettere" su percentuali a due cifre di non vaccinati; e "scommettere"  è sempre lecito, anche sui cavalli dati per perdenti!
***
Un saluto :)
***
#4041
Ciao Viator. :)
Purtroppo l'allegato non sono riuscito ad aprirlo, ma non nutro dubbi circa la (relativa) efficacia del tuo metodo; anche io, molti anni fa, ne studiai qualcuno, pur non essendo affatto un matematico.
Ed infatti, come ho vanamente cercato di spiegare a Niko, non è affatto impossibile "realizzare un certo gruzzolo dando un preciso limite alle perdite sopportabili, sulla base del principio "dopo ogni perdita ripunta quanto perduto più un qualcosa di extra" senza rischiare la rovina definitiva".
Quello che, invece, è impossibile, è "battere il banco", perchè i Casinò, essendo perfettamente a conoscenza dei vari sistemi per vincere alla "roulette", hanno previsto delle ferree regole che lo rendono tecnicamente "impossibile".
Le principali sono:
- la "tassa dello zero";
- il "limite di giocata".
***
L'unica cosa che si può dire, è che i sistemi di gioco più complessi e matematicamente corretti permettono di minimizzare gli errori e quindi fare in modo che il margine teorico del banco sia il più basso possibile; ma niente di più!
Puntando alla roulette con un metodo valido è quindi "possibile" rendere "probabile" il vincere "poco" e per "poco tempo" (se si ha fortuna); ma non è assolutamente "possibile" farlo con certezza matematica in modo reiterato e prolungato nel tempo.
***
Un saluto! :)
***
#4042
Ciao Ipazia e Niko. :)
Ritengo inutile tentare spiegare nuovamente ciò che ritengo di aver già spiegato più che a sufficienza ("lippis et tonsoribus");  ed infatti, chi è irrazionalmente prevenuto a livello ideologico (in senso lato) è inesorabilmente impermeabile a qualsiasi ragionamento logico. ::)
Come diceva Shakespeare: "Time wasted trying to polish the ice!"
Buona fortuna! :)
#4043
Ciao Niko. :)
Lo so benissimo che "il caso non ha memoria" (nel mio topic iniziale, lo avevo scritto chiaramente); per cui, quanto alla "roulette", è assolutamente esatto dire che, in "teoria" anche un ritardo di 16 volte di un colore, essendo uscito l'altro 16 volte consecutive, è assolutamente "possibile"...però, non è affatto "probabile".
Per questo insistevo tanto sulla differenza tra i due concetti: "possibile"/"probabile".
Ed infatti, statisticamente, un "ritardo" di un colore alla roulette per ben sedici giri, ha una probabilità di verificarsi pari allo 0,0015%: ovvero, una probabilità di 1 su 65.536.
***
Per cui, nel caso di "combinazioni semplici", dette pure "opzioni binarie" (rouge/noir, pair/impair, passe/manque), queste sono le "probabilità statistiche" di ritardo :
https://cdn-thumbs.imagevenue.com/a7/f4/9a/ME135ZB5_t.jpg"
(spero che si legga, ma meglio di così non riesco a definire l'immagine)
***
Quanto alla "pratica", un tempo alla "roulette" ci ho giocato parecchio; quindi lo so benissimo che, che per cominciare a giocare al raddoppio sulle "opzioni binarie" (rouge/noir, pair/impair, passe/manque), non serve affatto aspettare che sia uscito sei volte di seguito un colore, ovvero un'altra cosa. Si può cominciare senz'altro da subito!
***
Però, se aspetti che sia uscito cinque o sei volte di seguito un colore (ovvero qualsiasi altra opzione binaria), giocando al raddoppio contro tale colore, aumenti le "probabilità" di vincere entro i seguenti tre giri della pallina (vedi tabella); il che non toglie che puoi restare fregato subito, perchè il colore contro il quale hai giocato <<può>> benissimo uscire nove volte di seguito...o anche mille, se preferisce!
"Fisicamente", infatti, non glielo impedisce nessuno;  sebbene, in casi estremi, a rischiare "fisicamente" sarebbe il "croupier"!
***
Tuttavia:
- se ti limiti a fare il giochetto in questione per poche volte, per un po', "in genere", continui a vincere (sebbene solo quattro soldi);
- se, invece, insisti troppo, aumenta sempre di più la probabilità di restare "solato", perchè tutti Casinò fissano un limite massimo alle puntate.
Il che dimostra che il sistema, in sè, (nei suoi limiti) funziona; altrimenti i Casinò non fisserebbero un limite massimo alle giocate al raddoppio.
***
Se non ci credi, prova tu direttamente su una delle tante "demo" gratuite di roulette online; provare per credere!
***
Col sistema Garcia, ed altri metodi più evoluti, ti puoi procurare vincite maggiori per più tempo (se sei fortunato); ma se non ti fermi al momento giusto, resti fregato egualmente!
***
Però sia ben chiaro che non esistono sistemi di scommessa alla roulette che possano dare un effettivo vantaggio al giocatore sul banco; chi dice di averne scoperto uno, sta mentendo (la tassa dello zero non lo consentirebbe mai, per non parlare delle altre regole leonine).
L'unica cosa che si può dire, è che i sistemi di gioco più complessi e matematicamente corretti permettono soltanto di minimizzare gli errori e quindi fare in modo che il margine teorico del banco sia il più basso possibile; ma niente di più!
Puntando alla roulette con qualsiasi metodo è quindi "probabile" vincere "poco" e per "poco tempo" (se si ha fortuna); ma non è "possibile" farlo con certezza matematica in modo reiterato e prolungato nel tempo.
***
Un saluto! :)
***
#4044
Ciao Iano :)
Hai perfettamente ragione nello scrivere: "i motivi del rifiuto non sono certamente razionali, temo quindi che fare appello alla ragione non funzioni."
Ed infatti, nel mio "thread" "Goya e i "novax", avevo scritto sostanzialmente scritto le stesse cose, e, cioè: "...a voler essere "realisti", e, appunto, "razionali", la colpa è un po' anche dei "provax"; i quali, come me, si illudono di poter risvegliare le vittime del "sonno della ragione" con argomenti di carattere strettamente razionale: ed infatti, più si spiega loro, più li si informa, più si mostrano loro meta-analisi o studi longitudinali, più loro si arroccanno nelle loro idee."
Qualcuno, in questo Forum, ne è la prova concreta!
***
Sarei senz'altro d'accordo con te  anche sul fatto che: "Non si dovrebbe mancare di lodare chi, potendolo fare, privilegi l'isolarsi come soluzione cautelativa, mostrando comunque responsabilità."
Ma non posso certo lodare me stesso!
;)
***
Quanto ad Ipazia, la quale è sicuramente in buona fede, preferirei senz'altro non entrare in polemica con lei; ed infatti, per altri aspetti è molto simpatica, colta, e intelligente.
Ma quando sparge il seme di una "letale" disinformazione sui vaccini, mi sento in dovere di contrastarla; vorrei evitarlo, perchè a volte temo di essere troppo brusco, ma, di fronte a certe affermazioni prive fondamento, e che potrebbero senza ragione spaventare chi si accinge a vaccinarsi, non posso farne a meno.
***
Un saluto! :)
***
#4045
Ciao Alexander. :)
Per fortuna, da una statistica effettuata dal maggiore sindacato dei medici ospedalieri, l'Anaao-Assomed e dalla Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), risulta che i medici e gli infermieri che rifiutano di farsi vaccinare sono pochissimi, e, cioè:
- pari all''1-2% dei medici ospedalieri, ovvero tra i 1.140 e i 2.280 su un totale di 114.000 attivi.
- pari ad un centinaio di infermieri su un totale di 254mila.
***
Secondo me, se il S.S.N. se disfacesse, ne trarremmo tutti un grandissimo vantaggio; ed infatti, a mio parere, persone che hanno una così scarsa competenza in materia sanitaria, farebbero meglio a cambiare mestiere.
D'altronde, anche se, come spero, venissero tutti obbligati a vaccinarsi, io non vorrei lo stesso avere niente a che fare con loro; ed infatti non nutrirei la benchè minima fiducia nella loro "arte medica"!
***
Se poi è vero, come tu dici, che questo personale sanitario non è genericamente "no-vax", bensì, semplicemente, non vuole essere sottoposto all'inoculazione del vaccino AZ, allora il discorso cambia completamente.
In tal caso, secondo me,  il detto personale sanitario, è riprovevole sotto un altro aspetto; ed infatti, vista la penuria di fiale e la necessità di vaccinare il prima possibile la maggioranza della popolazione, non si può andare tanto per il sottile, e pretendere di scegliersi il vaccino che si preferisce, come se si fosse al supermercato.
***
Io, infatti, dopodomami, senza alcuna protesta, mi farò vaccinare con l'AZ che mi hanno assegnato; ma, se l'infermiere che me lo inocula dovesse avere la "faccia di cuoio" di dirmi che lui non l'ha voluto, dopo che mi ha vaccinato la siringa gliela infilo nel naso!
***
Quanto al fatto che, mentre prima si andava di settimana in settimana, adesso si è deciso che si sta bloccati per tutto il mese d'Aprile, per me Draghi ha fatto benissimo; ed infatti, a mio parere, non si tratta affatto di "restrizioni alle libertà", bensì di  "restrizioni alle stupidaggini".
Ed infatti, se uno sta male, continua a prendere le medicine del caso fino a che non è definitivamente guarito; non è che, appena la febbre cala appena sotto i 38 gradi, smette di prenderle...e così la febbre risale subito.
Si smette di prendere le medicine quando, per almeno uno o due giorni, la febbre è scesa sotto i 37 gradi; o, almeno, così si regolava con me mio padre, che era medico, quando io ero bambino.
Per cui, secondo me, viste le migliaia di contagi e le centinaia di morti giornalieri, chiudere il più possibile ad Aprile, costituisce il "minimo sindacale".
***
Un saluto! :)
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#4046
Ciao Ipazia.
Tutti hanno il diritto di avere una propria "opinione", ma tutti hanno il dovere di avercela "informata"; tanto più se si pretende di trasmetterla anche agli altri.
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Ed invece, quando tu parli di una "sperimentazione non dichiarata in corso" con "vaccini raffazzonati" approvati in fretta e furia la cui sicurezza è basata sulla "statistica" e "non sulla certezza scientifica", tu stai trasmettendo informazioni oggettivamente "false",  e mistifichi la realtà dei fatti traendo in errore chi ti legge.
Ed infatti, a parte il fatto che anche la  "statistica" è una "scienza" (prendine nota) tu ignori "completamente" le varie fasi di realizzazione dei vaccini anticovid, che sono state tutte rispettate  e verificate a livello internazionale.
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Fase prima
Inizialmente si effettuano studi sperimentali in vitro, in base ai quali è possibile stabilire quale sia la composizione qualitativa e quantitativa ideale di un vaccino; cioè, la tipologia e la quantità della componente attiva e di tutte le altre sostanze previste.
Fase seconda
Una volta definito questo aspetto, il potenziale vaccino viene sottoposto alla "sperimentazione pre-clinica" che include studi in vitro e su "modelli animali" (quelle sono state le vere "cavie", non certo noi) attraverso i quali si definiscono il meccanismo d'azione, il profilo tossicologico e le prime evidenze di "efficacia" e di "sicurezza" su un organismo vivente complesso.
Fase terza
A questo punto, il vaccino entra nel percorso di "sperimentazione clinica" su campioni sempre più ampi di esseri umani,  la quale può a sua volta realizzarsi a sua volta in altre "quattro fasi": le prime "tre" delle quali precedono l'autorizzazione all'immissione in commercio e la "quarta" viene condotta quando il vaccino è già disponibile sul mercato.
Quindi è una "fake news" parlare di "sperimentazione non dichiarata in corso".
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Durante le prime tre fasi, viene progressivamente aumentata la popolazione trattata con il vaccino, definita la posologia (numero di dosi per l'immunizzazione primaria ed eventuale richiamo) e caratterizzata l'efficacia del vaccino o immunogenicità (la capacità di stimolare nell'uomo una risposta anticorpale specifica e sufficiente contro le componenti del vaccino) e la sicurezza o reattogenicità (il tipo e la frequenza con cui si manifestano eventuali reazioni avverse).
Infine, gli studi di fase quarta (o studi post-autorizzativi) vengono condotti dopo la commercializzazione e hanno l'obiettivo di verificare l'efficacia e la sicurezza del vaccino nelle sue reali condizioni d'uso, di valutarne l'utilizzo in particolari sottogruppi di popolazioni e condizioni patologiche (per esempio in corso di malattie del sistema immunitario che potrebbero modificare l'efficacia e la sicurezza del vaccino) e il rapporto costo-beneficio rispetto alla malattia e/o ad altri vaccini.
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Quindi, parlare di una "sperimentazione non dichiarata in corso" con "vaccini raffazzonati" approvati in fretta e furia la cui sicurezza è basata sulla statistica e non sulla certezza scientifica, costituisce una COLOSSALE PANZANA, che merita la massima riprovazione; anche perchè, se c'è qualche fesso che se la beve, e, quindi, non si vaccina, corre il rischio di lasciarci davvero la pelle.
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Ed infatti è OVVIO che anche quella in corso è una "fase sperimentale" (la quarta), la quale "necessariamente" deve investire tutta la popolazione, dopo che è stata regolarmente  preceduta da tre "fasi sperimentali" su un campione ridotto di popolazione; altrimenti, secondo te, quante altre fasi sperimentali dovrebbero precedere la campagna vaccinale generale, mentre centinaia di persone muoiono di covid19 ogni giorno?
Cerca di essere onesta e razionale, e poi rispondi!
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Quanto agli infermieri e ai medici che, secondo te, "conoscono benissimo le tecniche per non contagiare nessuno e non farsi contagiare, senza necessariamente farsi vaccinare", leggiti, uno per uno, i nomi di quelli morti a causa dell'epidemia, i quali, non esistendo ancora il vaccino, sono morti sul campo (sebbene protetti da guanti e mascherine).
https://portale.fnomceo.it/elenco-dei-medici-caduti-nel-corso-dellepidemia-di-covid-19/
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Quanto alla tua terza aberrante considerazione, e, cioè, "che infermieri e medici sanno pure che vi sono già esempi di contagio da parte di soggetti vaccinati", hai scoperto l'acqua calda; ma cerca di non limitarti agli  "slogan" e cerca di andare un po' più avanti col ragionamento!
Ed infatti
- tutti gli esperti in materia (virologi ed epidemiologi) sono assolutamente concordi nel ritenere che il vaccino non immunizzi affatto al 100% chi lo riceve, il che comporta, ovviamente, la concreta, sia pur minima, "possibilità" di poter prendere lo stesso il virus e di poter contagiare altre persone, anche dopo essersi vaccinati;
- tutti gli esperti in materia, però (virologi ed epidemiologi), sono assolutamente concordi nel ritenere che, nei "rarissimi" casi nei quali i vaccinati vengono infettati,  l'eventualità da parte loro di contagiare anche altre persone è estremamente "improbabile", perchè si sommano due elevatissime ipotesi di "improbabilità" (cioè, di beccarsi il covid, e, poi, pure quella di di trasmetterlo ad altri).
Inoltre, il Dott. Massimo Andreoni, primario del reparto di Malattie infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma, ha spiegato che può capitare, molto raramente, che una persona che è stata vaccinata risulti positiva al test; però ha anche spiegato che il fatto che possa contagiare le altre persone è ancora più altamente improbabile, perché per diventare contagiosi è necessario che il virus si replichi un certo numero di volte, e, se si è vaccinati, questo non accade, anche si si dovesse -in rarissimi casi- contrarre nuovamente il virus.
Per cui, è ovvio che il personale sanitario deve essere tutto vaccinato, in quanto, soprattutto se tale cautela si aggiunge alle altre cautele (mascherine ecc.), questo rende ancora più "difficile" la diffusione del virus.
Non è che ci voglia un genio per capire una cosa così ovvia!
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In conclusione, secondo me, fare una irresponsabile e disinformata propaganda,  basata sul nulla, contro la "campagna vaccinale", la quale ha  notoriamente contribuito a far crollare il contagio in paesi come Israele, UK ed altri, significa essere complici del covid19 e delle centinaia di morti che, ogni giorno, tale virus provoca in Italia.
Cos'è che non ti ha convinto riguardo al crollo del contagio e dei decessi nei Paesi più avanti di noi nella campagna vaccinale?
Cerca di essere onesta e razionale, e poi rispondi!
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Un saluto! :)
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#4047
Ciao Niko. :)
Hai ragione!
In effetti anche io ero in dubbio se inserire questo "thread" in "filosofia"; ed infatti, forse, come dici tu, sarebbe stato meglio inserirlo in "cultura e società" o in "attualità".
Ma ormai è fatta!
::)
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Per quanto invece riguarda la roulette:
a)
Solo un pazzo giocherebbe al raddoppio sul rosso dopo che il rosso è uscito sei volte di seguito; semmai, dopo che il rosso è uscito sei volte di seguito, si comincia a giocare al raddoppio sul nero (se continua ad uscire il rosso).
b)
In ogni caso, dopo che il rosso è uscito sei volte di seguito, si comincia a giocare al raddoppio sul nero al massimo per due o tre volte, non certo per sei, in quanto si finirebbe per "splafonare" il limite massimo di giocata fissato dai Casinò;  se non ci fosse tale limite, infatti, è ovvio che giocando indefinitamente al raddoppio, alla fine si vincerebbe "per forza" (sebbene una somma ridicola, e dopo aver impiegato un capitale sproporzionato).
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Giocando al raddoppio al massimo per tre volte (detto "mini martingale"), e ripetendo tale metodo per pochissime volte di seguito, la probabilità di vincere è elevatissima; però si vincono somme ridicole, e non si può continuare a lungo a farlo, altrimenti, visto il limite di giocata, si rischia di perdere l'intero capitale investito.
Non a caso viene chiamato il "sistema del pidocchio", è serve solo per poter raccontare agli amici: "Sono stato al Casinò e ho vinto!!!".
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Poi ci sono sistemi più "performanti", come quello del "montante tronco" di Garcia; ma non è certo questo il luogo per illustrarli.
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Il sistema migliore di tutti, però, resta indubbiamente quello scoperto dal grande matematico Einstein, il quale lo rivelò al mondo prima di morire: "L'unico modo per battere la roulette consiste nel rubare le 'fiches' mentre il croupier non guarda!" (la citazione è autentica)
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In ogni caso, parlando seriamente, considerata la "tassa dello zero", salvo che non ci si accontenti di qualche piccola vincita e poi si smetta subito, l'unico modo per vincere "veramente" alla Roulette, è quello di "non giocare"!
;)
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Un saluto! :)
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#4048
Ciao Iano. :)
A parte il fatto che testa o croce escono con la moneta, e non con i dadi, il tuo ragionamento è indubbiamente interessante e intrigante; però i sondaggi non si fanno così, perchè il campione deve essere scelto con la dovuta accuratezza, e la percentuale delle risposte deve essere calcolata all'interno del campione.
Quello che la gente scrive su INTERNET, non fa statistica, perchè è meramente casuale e non quantificabile in modo scientifico.
Per quanto concerne noi italiani comprendo le cautele di Ipazia a livello dell'"efficienza" della campagna vaccinale (soprattutto in certe regioni), ma non riguardo alla "sicurezza" e all'"efficacia" dei vaccini in se stessi.
Un saluto :)
#4049
Ciao Alexander e Sapa. :)
Io e Ipazia intendevamo dire che non ci sono "certezze" a livello "epistemologico" (e, in un certo senso, neanche a livello "gnoseologico"); a livello meramente "fenomenologico", invece, è ovvio che alcune cose siano indubbiamente "certe", come, appunto, la morte!
Però ti sconsiglio, per scaramanzia, di dare per "certo" il fatto di invecchiare, cosa che non è affatto sicura; semmai è certo che, superata una certa età, si muore da vecchi (se ci si arriva)
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Hai invece ragione nel dire che, per convincere la "maggior parte" delle persone a vaccinarsi, bisognerebbe passare da una narrazione statistica ad una narrazione basata sul racconto personale; di cui tu fornisci alcuni esempi.
Con me, però, è un sistema che non funzionerebbe affatto, ma, anzi, finirebbe per irritarmi; ed infatti, se qualche medico mi dicesse che ha una paziente della mia stessa età che si è appena vaccinata e sta benissimo, non lo troverei affatto un argomento convincente.
Ed infatti non lo è per niente!
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Però mi rendo conto che non tutti i cervelli reagiscono allo stesso modo, soprattutto considerando che ciascuno di noi ne ha ben tre:
1)
Il "cervello rettile", che è il più antico, e che risiede nell'ipotalamo e nel tronco encefalico, e che è precipuamente governato dagli istinti più arcaici ed automatici della territorialità, fuga-aggressione, nutrimento e sesso.
2)
Il "cervello mammifero", che è più recente, e che risiede nel talamo, nell'ippocampo e nell'amigdala,  il quale vive precipuamente di emozioni, sia positive come negative: amore, odio, ira ecc.
3)
Il "cervello sapiens",  che è il più recente di tutti, e che si è evoluto nella "neocorteccia" la parte più estesa della corteccia con ben 6 strati corticali. Questo cervello è una peculiarità umana ed è il motivo perché siamo sopravvissuti come specie e abbiamo prosperato nel mondo su tutti gli altri animali; è il cervello della ragione, del pensiero critico e ipotetico, di quello astratto, ci fa vivere oltre nel qui e ora, anche nel là e nel futuro. La neocorteccia è la sede del linguaggio, e di quei comportamenti basati sul "problem solving" (tanto per usare anche io un anglicismo, qualche volta).
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Però, attenzione!
Tutti e tre i cervelli sono egualmente importanti, anzi, essenziali, in un essere umano, e, se qualcuno di essi fosse troppo deficitario, ne risentirebbe l'intera personalità dell'individuo; il che, però, non toglie che, a seconda dei diversi tipi di personalità, può tendere a prevalere  uno o due dei tre cervelli.
Il che è perfettamente normale.
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A parte questo, la cosa migliore è che, in ciascuno di noi, si attivi il cervello più adatto alle circostanze che ci troviamo ad affrontare.
Ad esempio:
- nel caso di una aggressione improvvisa e inaspettata, salvo il caso di uno specifico addestramento alla lotta, il cervello più adatto a reagire è quello "rettile" (le "emozioni" o la "ragione" ci sarebbero di intralcio).
- nel caso della scelta del coniuge, il cervello più adatto a reagire è quello "mammifero" ed emotivo  (l'istinto meramente "sessuale" o le considerazioni di carattere strettamente "razionale", potrebbero spingerci ad un matrimonio sbagliato).
- nel caso della scelta se vaccinarsi o meno, invece, secondo me il cervello più adatto a reagire è quello "sapiens" (l'istinto di fuga o le emozioni, potrebbero indurci fatalmente in errore).
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Secondo me, sebbene possa risultare "politicamente" e "commercialmente" più efficace, è un grave errore far leva sui cervelli più arcaici per convincere le persone a fare una scelta, che, invece, dovrebbe essere precipuamente di carattere razionale;  il che, secondo me, vale anche in un campo come quello "vaccinale", il quale richiede che sia faccia appello alla neocorteccia (cioè, al cervello "sapiens").
Comunque, non essendo io nè un "politico" nè un "pubblicitario", non posso fare diversamente...perchè non ne sarei capace.
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Quanto all'obbligo di vaccinazione per il personale sanitario, non nutro alcun dubbio in proposito, in quanto:
- "Salus populi suprema lex esto", e quindi non è assolutamente concepibile che, proprio chi dovrebbe tutelare la salute pubblica, la metta invece a rischio;
- in ogni caso, poichè, per fortuna si tratta soltanto di pochi fessi, che si dovrebbero vergognare di chiamarsi medici o infermieri, non vedo il rischio di insurrezioni popolari al riguardo.

Ovviamente "nemo ad factum cogi potest", per cui, chi si rifiuta, non può essere certo legato ad una sedia e vaccinato a forza; è sufficiente licenziarlo e/o radiarlo dell'Albo dei medici, dei quali è indegno di indossare il candido camice.
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Un saluto :)
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#4050
Ho notato che la maggior parte delle persone è convinta di avere ben chiara in mente la differenza tra i due concetti; il che sarà anche vero, in "teoria", però ho potuto constatare che, in "pratica", si fa spesso una grandissima confusione tra le due cose.
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Che cos'è la possibilità?
La possibilità consiste nella eventualità che qualcosa possa esistere, realizzarsi, avvenire; e, a differenza di quanti molti credono, non è misurabile.
Ed infatti, o è una cosa possibile, oppure è una cosa impossibile; come, ad esempio, un figlio non generato da una madre.
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Che cosè la probabilità?
E' il grado di prevedibilità con la quale un evento "possibile" può verificarsi.
Ed infatti, essendo indubbiamente "possibile" che una donna partorisca due gemelli, questo risulta "probabile" nella misura di circa l'1,65% delle gravidanze.
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In parole povere:
- un evento è "possibile" se può accadere;
-un evento è "probabile" se è più prevedibile che accada piuttosto che non che non accada.
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A livello statistico, il termine "possibilità" non esiste, perché è un qualcosa con un'accezione prettamente "qualitativa"; e, quindi, è inutile.
Ed infatti, stando alla "teoria della probabilità", ogni evento ha una probabilità, che può essere calcolata; tecnicamente persino gli eventi con probabilità 0,000..., detti "quasi impossibili", come gli eventi collaterali dannosi di certi farmaci, come i vaccini, sono tuttavia  "possibili".
"Impossibili" sono sono soltanto i quadrati rotondi, i quadrupedi bipedi e cose del genere.
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Nel linguaggio comune, invece, e, purtroppo, anche a livello concettuale, si fa spesso una grandissima confusione tra eventi "probabili" e "possibili"; a volte provocando ingiustificate speranze o timori.
Spesso, a dire il vero, anche io uso il termine "possibile" in luogo di "probabile", e viceversa; a livello lessicale, infatti, può essere tollerato, ma non a livello concettuale.
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Al riguardo proporrò due esempi in un ambito molto attuale, cioè quello dei vaccini; sia in generale, sia in relazione al covid19.

1)
Molte persone, anche dotate di notevole intelligenza, si preoccupano riguardo alla eventualità di poter subire gravi danni collaterali in conseguenza del vaccino anticovid.
E, secondo me, per quanto attiene al profilo della "possibilità", costoro hanno perfettamente ragione; ed infatti la circostanza che finora non si sia ancora riscontrato alcun "nesso causale" tra i decessi recentemente avvenuti, e l'inoculazione del vaccino, non esclude affatto la "possibilità" che tale nesso possa essere accertato in altri casi futuri.
Anzi, personalmente, ritengo che la cosa sia estremamente "probabile", perchè, storicamente non si è mai dato il caso di farmaci, vaccini compresi, che non abbiano mai provocato danni collaterali, anche gravissimi e, a volte, letali.
"Ma come!" esclamerà qualcuno "Tu non sei forse a favore della campagna vaccinale?".
Certo che sì, ma, vi prego di seguire con "molta attenzione" quanto scriverò qui di seguito; perche alcune distinzioni sono molto "sottili".
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Jakob Bernoulli scriveva: "Probabilitas enim est gradus certitudinis et ab hac differt ut pars a toto" ("Ars conjectandi" Basileæ, 1715); il che può essere tradotto, più o meno, con la frase: ""La probabilità infatti è il grado della certezza e da questa differisce come la parte (differisce) dal tutto".
Fu lui a formulare il primo "teorema centrale del limite", comunemente noto come la "legge dei grandi numeri"; la quale, in estrema sintesi, afferma che, per un numero di ripetizioni identiche dello stesso esperimento, che tende all'infinito, la "probabilità" di un determinato evento tende a coincidere con la sua frequenza.
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Attenzione, però, perchè la "legge dei grandi numeri" non dice affatto, come molti ingenuamente credono,  che un numero ritardatario su una ruota del lotto abbia più probabilità di uscire di altri numeri; ed infatti essa dice soltanto che, analogamente al caso del dado, più estrazioni vengono eseguite, più le frequenze relative ai vari numeri tendono a livellarsi su una stessa percentuale.
In altre parole, se statisticamente si verifica "un incidente su mille" nel volo Roma New York, non è affatto detto che, se io salgo sul millesimo volo, la probabilità che il mio aereo precipiti sia più elevata del normale.
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Tornando al nostro esempio sui vaccini, premesso che non si è mai dato il caso di farmaci, vaccini compresi, che non abbiano "mai" provocato -in nessun caso- danni collaterali, anche gravissimi e, a volte, letali, è prevedibile che, più vaccini si faranno, più aumenteranno le probabilità che tali danni prima o poi si verificheranno per qualcuno; ed infatti è statisticamente dimostrato che anche gli eventi più "improbabili", è "necessario"  che prima o poi debbano per forza verificarsi.
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L'ho appreso giocando alla "roulette"!
Ed infatti, cominciando a giocare al raddoppio sul "rouge", dopo sei volte che è uscito il "noire", di solito, per un po' va bene; ma, se si insiste troppo a lungo con questo giochetto del "montante semplice", è inevitabile che, prima o poi, si resti fregati dal "noire" che esce per la settima volta (con il sistema del "montante tronco", di Garcia, le cose vanno un po' meglio, ma fino a un certo punto).
Sembra che il record di uscite dello stesso colore alla roulette sia avvenuta nel 1943 in un casinò americano, quando uscì per ben 32 volte di fila il colore rosso; si tratta di un evento estremamente "improbabile", il quale, però, secondo la "legge dei grandi numeri", è invece estremamente "probabile" che prima o poi, nei prossimi trecento anni, si debba verificare ancora (nei prossimi tremila è quasi inevitabile).
Tutto dipende, però, più che dal tempo, dal numero di giocate!
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Cosa vuol dire questo?
Vuol dire che, anche qualora, prima o poi, si riscontrasse un effetto collaterale gravemente dannoso del vaccino anticovid (cosa che ritengo molto probabile), se si vuol essere razionali, occorre considerare che:
- se la frequenza di tali casi si mantenesse molto bassa, ad esempio, inferiore a quella che abbiamo di essere investiti da un auto mentre attraversiamo la strada, non vedo perchè mai dovremmo preoccuparci di correre un rischio così ridicolmente esiguo, e che, in diverse circostanze, affrontiamo a cuor leggero ogni giorno;
- se, invece, la frequenza di tali casi  superasse una certa soglia di rischiosità, sarebbe comunque necessario effettuare un rapporto tra la percentuale di rischio che corriamo facendo il vaccino, e la percentuale di rischio che corriamo non facendolo (cioè, il rischio di beccarci la malattia da cui il vaccino ci protegge).
E, poichè storicamente non è mai accaduto che la prima percentuale di rischio superasse la seconda, è altamente improbabile che questo accada ora, con il vaccino anticovid.
Vi invito a riflettere lucidamente su tali aspetti.
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Ovviamente, occorre considerare anche alcuni aspetti di carattere "non storico" e "non statistico"; ad esempio, qualcuno osserva che gli attuali vaccini anticovid sono più pericolosi dei vecchi vaccini, perchè sono stati realizzati con eccessiva "fretta".
Al che, però, si può facilmente obiettare  che sono stati realizzati più "velocemente" dei precedenti, perchè la scienza e la tecnologia sono oggi più avanzate rispetto al passato; tanto è vero che, proprio per tale ragione, storicamente, i passati vaccini sono sempre stati realizzati progressivamente in modo molto più veloce dei precedenti...ed hanno sempre funzionato benissimo!
Se poi vogliamo dire che nessun vaccino è perfetto, questo è ovvio; perchè nessuna realizzazione umana può mai essere perfetta!
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Peraltro si potrebbe anche fare il seguente "molto italico" ragionamento: "Va bene, ma perchè correre il sia pur minimo rischio adesso, quando posso attendere che il vaccino se lo facciano prima tutti gli altri, e, poi, se, non ci sono stati grossi problemi, farmelo anch'io?"
A mio parere, a parte il fatto che  lo trovo un ragionamento estremamente "vile", se ognuno ragionasse così, finirebbe che non si vaccinerebbe nessuno; e, così, resterebbro fregati tutti!
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E' invece corretto ritenere che, nel caso di determinate patologie, a seconda del tipo di farmaco che si deve assumere (vaccini compresi), possono esserci delle specifiche controindicazioni; ma a questo ci pensa il medico in sede "anamnestica", come per qualunque altro "trattamento sanitario".
Non a caso per acquistare dei medicinali in farmacia, serve la ricetta medica, no?
Anzi, possono esserci delle controindicazioni anche in dei casi assolutamente "fisiologici"; ad esempio le donne incinte non possono e non devono vaccinarsi con l'"astrazeneca" (circa gli altri vaccini, non saprei dire, perchè non sono un medico).
Ma tutto questo non ha niente a che vedere con la "rischiosità" del vaccino in generale!
Ed infatti, è ovvio che, per un cieco, è alquanto pericoloso mettersi alla guida di un automobile; ma questo non significa che, in generale, sia particolarmente pericoloso guidare (sebbene statisticamente sia molto più pericoloso di farsi vaccinare, anche per chi guida vedendoci benissimo).

2)
Sempre restando a considerazioni circa il "probabilistico", in  secondo luogo, molte persone, anche dotate di notevole intelligenza, si preoccupano riguardo alla eventualità di poter essere di nuovo contagiate dopo aver assunto il vaccino; e, addirittura, ritengono di poter ancora contagiare altre persone.
Tra l'altro, in questa ed in altre circostanze, costoro ritengono che ci sia un contrasto tra  quanto viene dichiarato dai "virologi" (che parlano prevalentemente di "possibilità"), e quanto viene dichiarato dagli "epidemiologi" (che, invece, parlano prevalentemente di "probabilità").
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Ed invece non sussiste il benchè minimo contrasto tra gli uni e gli altri, in quanto:
- tutti gli esperti in materia (virologi ed epidemiologi) sono assolutamente concordi nel ritenere che il vaccino non immunizzi affatto al 100% chi lo riceve, il che comporta, ovviamente, la concreta, sia pur minima, "possibilità" di poter prendere lo stesso il virus e di poter contagiare altre persone, anche dopo essersi vaccinati;
- tutti gli esperti in materia, però (virologi ed epidemiologi), sono assolutamente concordi nel ritenere che, nei "rarissimi" casi nei quali i vaccinati vengono infettati,  l'eventualità da parte loro di contagiare anche altre persone è estremamente "improbabile", perchè si sommano due elevatissime ipotesi di "improbabilità" (cioè, di beccarsi il covid, e, poi, pure quella di di trasmetterlo ad altri).
Inoltre, il Dott. Massimo Andreoni, primario del reparto di Malattie infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma, ha spiegato che può capitare, molto raramente, che una persona che è stata vaccinata risulti positiva al test; però ha anche spiegato che il fatto che possa contagiare le altre persone è ancora più altamente improbabile, perché per diventare contagiosi è necessario che il virus si replichi un certo numero di volte, e, se si è vaccinati, questo non accade, anche si si dovesse -in rarissimi casi- contrarre nuovamente il virus.
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La confusione concettuale tra "possibile" e "probabile", quindi, in questo caso (come in molti altri), conduce a conclusioni "logicamente" aberranti; e, questo, a prescindere dalle diverse ideologie,  alle quali ciascuno fa diverso riferimento a seconda delle sue propensioni.
Ed infatti, per esempio, è ovvio che il personale sanitario deve essere tutto vaccinato; ciò in quanto, soprattutto se tale cautela si aggiunge alle altre cautele (mascherine ecc.), questo rende ancora più "improbabile" la diffusione del virus.
Non la rende certo "impossibile", questo è parimenti ovvio; ma noi possiamo agire soltanto in base alle "probabilità" più favorevoli, perchè, purtroppo, nella vita, l'unica "certezza" è la morte.
Quella non la possiamo certo evitare con i vaccini; però i vaccini possono contribuire quantomeno a "rinviarla" di un po'.
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Forse è possibile che io abbia convinto qualcuno che prima non lo era...ma lo ritengo molto improbabile!
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