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Vecchio 12-03-2004, 21.48.13   #1
Vi@nne
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Un angelo alla mia tavola

Un ricordo di Janet Frame

È morta, dopo una lunga battaglia contro la leucemia, la scrittrice neozelandese Janet Frame, una donna dalla vita tormentata che aveva trovato nelle letteratura la chiave della sopravvivenza psicologica.
La graziosa ragazza ritratta nelle sue fotografie giovanili, con quella caratteristica massa di capelli ricci, aveva scelto originariamente di intraprendere la professione di insegnante. Ma ben presto un crollo psicologico, dovuto anche a gravi motivi familiari, e la diagnosi sbagliata di schizofrenia, l'avevano relegata in una clinica psichiatrica e sottoposta all'elettroshock. Questa drammatica esperienza non poteva non segnare tutto il successivo lavoro di scrittrice, un vero salvagente che le ha impedito di affogare nella drammatica realtà di strutture inadeguate e di sperimentazioni mediche spaventose.
Il primo libro (The Lagoon) scritto mentre la Frame era in lista d'attesa per una terribile operazione in cui il cervello doveva venire perforato con un grosso ago di ghiaccio a scopo curativo, vinse il premio letterario Hubert Church e l'operazione non si fece più. Sul sito della Citizens Commission on Human Rights all'interno della scheda dedicata al "caso" Janet Frame, viene riportato il dialogo (interessante e allucinante al tempo stesso) tra lei e il suo medico curante che le comunicava la vittoria e la sua cancellazione dalla lista per la leucotomia.
Scampata alla clinica psichiatrica scelse di raccontare questa esperienza, unita ai temi della solitudine e alla "visione mitica" della cultura dei Maori (come scrive oggi Claudio Gorlier su La Stampa), attraverso romanzi autobiografici e non. Dalla celebre trilogia Jane Campion ha tratto il suo splendido film, Un angelo alla mia tavola, il cui titolo si rifà a quello (perfetto) del secondo volume.
Janet Frame era stata candidata più volte (l'ultima nel 2003) al Premio Nobel per la letteratura, era stata insignita nel 1983 dell'Order of the British Empire e nel 1990 aveva ricevuto il massimo riconoscimento neozelandese diventando Member of the Order of New Zealand.
La sua opera completa consiste in 11 romanzi, 5 raccolte di racconti, una antologia poetica e la trilogia autobiografica.
Vi@nne is offline  
Vecchio 13-03-2004, 15.48.32   #2
loren
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Il film è bellissimo... vien da pensare ad Alda MeRini.
loren is offline  
Vecchio 13-03-2004, 16.06.11   #3
Vi@nne
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Data registrazione: 14-09-2003
Messaggi: 299
Sì, hanno molte analogie la Frame e la Merini.
Vite nella fossa dei leoni.
Chi ha letto Mario Tobino forse capisce cosa vuol dire manicomio.
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