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Vecchio 25-02-2006, 16.58.35   #1
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
il poetese

Qual è il senso della poesia? Dovrebbe far vedere il mondo con occhi diversi, giocando con le parole e la loro polisemanticità, esprimere emozioni, sogni, ricordi, fantasie, desideri, ecc. ; creare immagini tra realtà e fantasia.
A volte mette a contatto il reale con il nostro inconscio, ed a sua volta può agire su quello altrui. Certe intuizioni poetiche furono ammirate dai professionisti della psiche, perfino da Freud.
Deve raccontare o rivelare situazioni esistenziali condivise, con essenzialità, colpire con un’espressione. Si può creare sorpresa anche con un solo verso, ad es. con gli haiku giapponesi. In ogni caso deve nascere da un’emozione o esperienza diretta: anche modesta cosa purchè sia nostra, e va distinta da un pur abile montaggio di parole.

E’ ancora possibile oggi la poesia, essendo rari i necessari momenti di solitudine riflessiva? Credo che la grande poesia del ‘900 non avrà epigoni, né forse sarebbe apprezzata dal gusto condizionato dalle tendenze attuali. Sono ben diverse le poesie che imperversano nei salotti, nelle rubriche, nei concorsi, in Internet. C’è il rischio di un linguaggio convenzionalmente poetico, omologato, fatto di sentimentalismi, di nature sublimi, di buonismi, di termini preziosi giustapposti senza un vero senso, per ottenere suggestioni, ecc. mentre la poesia è innovazione continua.
Il successo anche della poesia nella società di massa ricade nel concetto di kitsch, termine tedesco sinonimo di “cattivo gusto”, che indica per lo più imitazioni artistiche banalizzanti che non turbano le aspettative più ovvie dei fruitori, ottenendo così un ampio consenso. Provate ad osservare con occhio critico le poesie che in genere risultano vincitrici.
Forse autentici critici letterari saprebbero discernere tra artificio e ciò che vale per ispirazione e tecnica, ma anche questa è una razza in estinzione.

Dove va la poesia? Esistono perfino programmi che mescolano espressioni dei grandi sullo stesso argomento, e così nasce un verso “inedito”

Io non sono un poeta, anche se a volte mi diverto a giocare con qualche rima più che altro per sdrammatizzare situazioni della vita reale.
arsenio is offline  
Vecchio 25-02-2006, 17.36.54   #2
oizirbaf
Ospite abituale
 
 
Data registrazione: 11-01-2005
Messaggi: 168
Re: il poetese

Citazione:
Messaggio originale inviato da arsenio
...un solo verso, ad es. con gli haiku giapponesi.

Dove va la poesia?

... e chi lo sa, caro arsenio? ... boh. Non me ne sono mai interessato.

Dove andiamo noi? ...ero forse distratto da quest'interrogativo.

Unica preccisazione: l'haiku ha 3 versi. Eccone un mio misero esempio invernale:

bianco silenzio-
bucaneve in fiore,
profuma di te



Anch'io gioco, riposandomi ogni tanto (hai ragione, "i momenti di solitudine riflessiva" son sempre più rari) dalla quotidiana fatica di vivere. ciauzzzz!
oizirbaf is offline  
Vecchio 27-02-2006, 18.26.37   #3
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
Re: Re: il poetese

Citazione:
Messaggio originale inviato da oizirbaf
... e chi lo sa, caro arsenio? ... boh. Non me ne sono mai interessato.

Dove andiamo noi? ...ero forse distratto da quest'interrogativo.

Unica preccisazione: l'haiku ha 3 versi. Eccone un mio misero esempio invernale:

bianco silenzio-
bucaneve in fiore,
profuma di te



Anch'io gioco, riposandomi ogni tanto (hai ragione, "i momenti di solitudine riflessiva" son sempre più rari) dalla quotidiana fatica di vivere. ciauzzzz!

Mi vuoi sempre prendere in castagna?
Lo sapevo che i versi sono tre, e questo è quasi un haiku:

La vita è sbaglio?

Tira la freccia

traccia il bersaglio

arsenio is offline  
Vecchio 27-02-2006, 21.52.43   #4
oizirbaf
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Data registrazione: 11-01-2005
Messaggi: 168
HAIKU e castagne...

Citazione:
Messaggio originale inviato da arsenio
Mi vuoi sempre prendere in castagna? ... questo è quasi un haiku:

... ma dai, arsenio; non pensarlo nemmeno. Le castagne poi, son meglio arrosto, una volta colte. Mica penserai che voglia arrostirti!
Apprezzo anzi la fine ironia dei tuoi componimenti. Sulla modestia dei miei non vale nemmeno la pena soffermarsi.

Non era dunque per te la chiosa: ovvio fosse una svista!

Anche il mio quasi haiku può darci lo spunto per accennare al kigo (riferimento alla stagione) ed alla metrica tradizionale che regola in 5-7-5 la quantità delle sillabe dei 3 versi: il mio secondo verso infatti ne ha una in meno a causa della "sinalefe", unione di due sillabe vicine che ne formano una sola).
Naturalmente l'haiku può benissimo rifiutare le forme tradizionali sia metriche (haiku libero) che espressive: basti pensare al rinnovamento svolto dalla rivista giapponese "Hototogisu", fondata nel 1899 da Masaoka Shiki. Questa riforma dell'haiku passava infatti attraverso lo "shasei", il ritratto della vita reale come perno della complessità contemporanea.

Infine un libro per cominciare ad apprezzare questa forma di espressione imparentata con la pittura giapponese e lo Zen:

HAIKU, il fiore della poesia giapponese da Basho all'Ottocento - Oscar Mondadori (Euro 6,40)
scheda libro


... è tutto, mi pare, quindi t'abbraccio! arsenioiz
oizirbaf is offline  
Vecchio 01-03-2006, 10.33.14   #5
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
Re: HAIKU e castagne...

Citazione:
Messaggio originale inviato da oizirbaf
... ma dai, arsenio; non pensarlo nemmeno. Le castagne poi, son meglio arrosto, una volta colte. Mica penserai che voglia arrostirti!
Apprezzo anzi la fine ironia dei tuoi componimenti. Sulla modestia dei miei non vale nemmeno la pena soffermarsi.

Non era dunque per te la chiosa: ovvio fosse una svista!

Anche il mio quasi haiku può darci lo spunto per accennare al kigo (riferimento alla stagione) ed alla metrica tradizionale che regola in 5-7-5 la quantità delle sillabe dei 3 versi: il mio secondo verso infatti ne ha una in meno a causa della "sinalefe", unione di due sillabe vicine che ne formano una sola).
Naturalmente l'haiku può benissimo rifiutare le forme tradizionali sia metriche (haiku libero) che espressive: basti pensare al rinnovamento svolto dalla rivista giapponese "Hototogisu", fondata nel 1899 da Masaoka Shiki. Questa riforma dell'haiku passava infatti attraverso lo "shasei", il ritratto della vita reale come perno della complessità contemporanea.

Infine un libro per cominciare ad apprezzare questa forma di espressione imparentata con la pittura giapponese e lo Zen:

HAIKU, il fiore della poesia giapponese da Basho all'Ottocento - Oscar Mondadori (Euro 6,40)
scheda libro


... è tutto, mi pare, quindi t'abbraccio! arsenioiz

Vuoi provare con un limerick?

Un prete di Trieste

Una volta un prete di Trieste
ad una suora sollevar volle la veste
la monaca si ribellò
e fu lei che la tonaca levò
a quell'impertinente prete di Trieste

arsenio

arsenio is offline  
Vecchio 01-03-2006, 13.48.03   #6
oizirbaf
Ospite abituale
 
 
Data registrazione: 11-01-2005
Messaggi: 168
WHATS LIMERICK?

I limerick raccontano piccole storie buffe, che, se non ridere, devono ...almeno far sorridere. Sono piccoli componimenti, buffi e surreali, inventati nella cittadina irlandese di Limerick.


Regole ferree di composizione: cinque versi, tre endecasillabi e due settenari; struttura delle rime è: AABBA; i due settenari (BB) devono venire dopo i primi due endecasillabi. Il primo verso deve comprendere il protagonista del limerick, un aggettivo che lo qualifichi e il paese dove si svolge l'azione (è bene che il paese sia insolito, ma deve esistere davvero).


da: http://www.giampierorselli.it/limeric2.htm

Ultima modifica di oizirbaf : 01-03-2006 alle ore 13.54.05.
oizirbaf is offline  
Vecchio 01-03-2006, 15.37.00   #7
oizirbaf
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Data registrazione: 11-01-2005
Messaggi: 168
LIMERICKs

Citazione:
Messaggio originale inviato da arsenio
Vuoi provare con un limerick?

... per ora troppo difficile metricamente (limericks liberi? no, eh? ok, ok!). Per chi ci riesce subito sarebbe divertente leggervi: poi mi aggregherò; voi avviatevi!

Intanto un classico dai "limericks satanici":


Un fascista impavido a Loano
cantava "Vinceremo!" a tutto spiano.
Un giovine studente
pensò timidamente:
"Che sia un vecchio successo di Reitano?".
oizirbaf is offline  
Vecchio 01-03-2006, 20.14.51   #8
Guccia
ad maiora
 
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Data registrazione: 02-01-2005
Messaggi: 275
Si possono aggiungere Limerick di invenzione? Se sì eccone uno mio (tutti i nomi sono di invenzione)

Pinco Palla, un vecchio preside cantonese,
discese l'Altopiano Cinese
E girovagò per tutto il territorio giapponese.
In vecchiaia è giunto a Stella,
Dove finalmente ha trovato la sua scuola più bella,
Per gli alunni una latrina,
Per lui di geni una vetrina
A vecchiaia inoltrata è giunto e di vita scolastica gli resta ancora qualche mese,
A quel vecchio preside cantonese.

Ultima modifica di Guccia : 01-03-2006 alle ore 20.16.33.
Guccia is offline  
Vecchio 01-03-2006, 21.34.16   #9
oizirbaf
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Messaggi: 168
Citazione:
Messaggio originale inviato da Guccia
Si possono aggiungere Limerick di invenzione?

... quello è un ottimo valerick libero di 9 versi.
Ecco un limerick di 5 versi (di 11-11-7-7-11 sillabe, con sinalefe) che però ...non fa sorridere manco me!

Then Tsiao Ping gioca a ping-pong con un ratto
per mostrare al gatto come fregare
il topo, ma veloce
il sorcio vince il set
e il vecchio Then si ritira nel jet-set!



... meglio che arsenio ci tolga dai guai!
oizirbaf is offline  
Vecchio 02-03-2006, 12.28.20   #10
Lucio Musto
Rudello
 
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Data registrazione: 08-01-2006
Messaggi: 943
Re: il poetese

Citazione:
Messaggio originale inviato da arsenio
Qual è il senso della poesia? Dovrebbe far vedere il mondo con occhi diversi, giocando con le parole........

Cercando un verso


Ho conosciuto un tempo una ragazza
digiuna affatto di metrica e di rima.
E se l’endecasillabo spregiava,
“privilegiato” lei diceva “e a torto”,
per la trifide armonia che si concede
(rubata od usurpata chissà dove),
il martelliano poi le stava lungo,
e l’ottonario stretto, ed ogni rima
le sembrava banale e neghittosa.

Poi si fermava, e d’improvviso queta,
scriveva sul quaderno della spesa
alcune righe storte e senza grazia
con qualche punto, o virgola, a casaccio.

Me lo porgeva, col sorriso strano
di quando già sapeva che avrei pianto
su quel suo verso puro e melodioso
buttato là come una pera marcia.

Solo vent’anni avevo, allora,
e già la mia poesia scappava via.

Rudello 2 marzo 2006 parole 112
..........


Abbiate pazienza... in ogni realtà c'è una pecora nera!...
Lucio Musto is offline  

 



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