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Vecchio 06-06-2006, 17.00.04   #1
pierogo
Ospite
 
Data registrazione: 06-06-2006
Messaggi: 39
saluto tutti...

...E pongo una questione, altrimenti rischio sùbito di mettermi in cattiva luce di fronte ai moderatori...

Prima di tutto CIAO!
secondo: complimenti, finalmente un forum!

Riflessione...

L'arte viene dirottata verso le nostre abitazioni. Sempre di più, tramite l'aggeggio che uso in questo momento. La contemplazione della foto, dell'opera cinematografica, di quella musicale ed artistica in genere, avviene nei nostri salotti e nelle nostre camere da letto.

Fu vera arte?

Mi spiego: se l'interiorizzare un'opera è sempre operazione personale, è pur vero che la facilità con cui oggi si reperisce un'opera, la solitudine in cui essa viene assimilata, la modalità informatica come tramite tra noi e l'arte, porta a svilire questo stesso concetto. Fatto anche di ricerca e "corporalità tangibile". Quanti reading di poesia si ascoltano mediamente in una città?
Perché un film visto sul Pc mi risulta indigesto?
Avere 1000giga di musica equivale a non ascoltare?
Perché esiste il libro informatico? A che serve?


Credo che l'arte, assimilata senza sudore, con la stessa difficoltà che si riscontra nel comprare le sigarette al duty free, sia inesorabilmente destinata a diventare suppellettile delle nostre esistenze. Quindi a non aver più la funzione che le spetta...
pierogo is offline  
Vecchio 06-06-2006, 22.11.34   #2
cannella
Ospite abituale
 
L'avatar di cannella
 
Data registrazione: 21-09-2003
Messaggi: 611
E' una riflessione interessante la tua: la riproducibilità facile di ascolto e visione svilisce l'opera stessa...
L'oggetto e i suoi cloni, identici e fruibili, come tanti fratelli gemelli, presenti a comando.

Credo che tu abbia ragione: a prescindere dal valore dell'oggetto, è anche l'attesa e la difficoltà neel reperirlo a renderlo prezioso.

In fondo è quello che dona valore agli oggetti da collezione.

Rimane comunque importante la distinzione fra l'opera e i suoi cloni, per quanto simili, e la dimostrazione è il successo ad esempio di grandi mostre o di concerti: dal vivo è sempre un'altra cosa, un'emozione in diretta.

Ho saputo del successo di una mostra alle Scuderie del Quirinale a Roma, protagonista Antonello da Messina, dove per la prima volta sono riunite molte delle opere di questo artista:
http://www.mostraantonellodamessina.i t/
cannella is offline  
Vecchio 07-06-2006, 01.42.29   #3
pierogo
Ospite
 
Data registrazione: 06-06-2006
Messaggi: 39
Canalizzando il discorso sulla musica.... si può dire che anche il passaggio dal vinile al cd ha creato dei dubbi.... quindi sarebbe normale averne ora....e probabilmente mp3 e affini saranno sotituito da......chessò dei piccoli musicanti digitalizzati che appaiono su un...coso.....e suonano....uao t'immagini il tuo gruppo preferito....in tasca? Da vedere per esempio sul palmo della mano in miniatura? brrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

Smettendola con le stupidaggini, anche il cd creò una rottura.

Il vinile infatti, non era "infinito".... una volta ascoltato 25 volte perdeva la qualità...

Il cd tuttavia, superò questo limite e perse il confronto coi 45 giri soltanto sul piano dell'estetica.... ora c'è "tutta la musica che vuoi in 8 centimetri di oggetto"!

Ammettendo anche che la musica è musica...e quindi comunque arte, a prescindere dal mezzo....

....Vogliamo considerare la perdita di sentimenti che scatenano le nuove tecnologie? es. concreto:

Interrail spagna quattro anni fa: parto solo e porto con me un walkman a cassetta con cinque, dico cinque nastri sgarrupati...Ricordo un disco delle Breeders, neanche bellissimo, che però sarà sempre associato al viaggio e a situazioni annesse e connesse: quel disco, "Last splash" significherà sempre qualcosa per me.....beh con un ipod non sarebbe stato lo stesso...o no?
pierogo is offline  
Vecchio 13-06-2006, 01.22.06   #4
cannella
Ospite abituale
 
L'avatar di cannella
 
Data registrazione: 21-09-2003
Messaggi: 611
Forse siamo ancora legati al mezzo, all'oggetto che fa da tramite fra noi e il suono.

Anch'io penso che la puntina che si abbassava sul disco in vinile e la possibilità meccanica di variare i giri avevano un fascino particolare e inoltre ci davano la possibilità di sentirci un po' registi della scena.

Ma francamente per quanto riguarda in particolare la musica, la qualità del suono è importante; ricordo un 45 giri di mio padre, originale del 1932 di Petrolini, il famoso "Gastone"; sulla copertina c'era scritto qualcosa come: evitare di elettrizzare il microsolco...
cannella is offline  

 



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