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Vecchio 31-08-2007, 10.58.29   #1
Alessandro D'Angelo
dnamercurio
 
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Data registrazione: 14-11-2004
Messaggi: 563
Italia: assenza di una legge penale sul Mobbing

Gentili amici,
è interessante avere un vostro parere sulla sentenza della Corte di Cassazione in mertito ad un chiarimento legislativo sul MOBBING .
Infatti, nel nostro Codice penale non esiste una precisa «figura incriminatrice»
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La Cassazione:
«Il mobbing non è reato»
Respinto il ricorso di una insegnante campana contro il preside. Se non si prova la reiterazione della persecuzione, niente condanna
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ROMA - Il mobbing non è reato: il lavoratore, per difendersi dalle vessazioni del datore o dei colleghi, può chiedere il risarcimento del danno in un processo civile o fare una denuncia per maltrattamenti in sede penale. In quest’ultimo caso, tuttavia, dovrà provare la reiterazione della persecuzione e della discriminazione, altrimenti niente condanna. Insomma, nel nostro Codice penale, non esiste una precisa figura incriminatrice per punire il cosiddetto mobbing. È quanto affermato dalla quinta sezione penale della Corte di cassazione che, con la sentenza 33624, ha respinto il ricorso della Procura di Santa Maria Capua Vetere e di un insegnante che aveva denunciato il presidente per mobbing contro la sentenza di non luogo a procedere emessa dal Gup.
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FIGURA ASSENTE NEL CODICE - Sia la professoressa sia la pubblica accusa avevano parlato negli atti processuali di mobbing, figura però assente nel nostro Codice penale. Infatti, hanno chiarito i giudici di legittimità, «la difficoltà di inquadrare la fattispecie in una precisa figura incriminatrice, mancando in seno al Codice penale questa tipicizzazione, deriva dalla erronea contestazione del reato da parte del pubblico ministero. Infatti, l’atto di incolpazione è assolutamente incapace di descrivere i tratti dell’azione censurata. La condotta di mobbing - spiega ancora il Collegio - suppone non tanto un singolo atto lesivo, ma una mirata reiterazione di una pluralità di atteggiamenti, anche se non singolarmente connotati da rilevanza penale, convergenti sia nell’esprimere l’ostilità del soggetto attivo verso la vittima sia nell’efficace capacità di mortificare e di isolare il dipendente nell’ambiente di lavoro».
IL CASO PARTICOLARE - Nel caso specifico, inoltre, il pm non aveva contestato azioni reiterate e continuative ma solo casi di diffamazione, ingiuria e una pluralità di gesti ostili non specificati; azioni prive in sé, secondo la Corte, di potenzialità direttamente lesive dell'integrità della vittima o di riscontri obiettivamente dimostrabili.
MALTRATTAMENTI - Al più il preside avrebbe potuto essere condannato per maltrattamenti, ma l’insegnante non è riuscita a provare la continuità nel tempo delle vessazioni subite e la correlazione con la patologia lamentata. Infatti, «la figura di reato maggiormente prossima ai connotati caratterizzanti il cosiddetto mobbing è quella descritta dall’articolo 572 c.p. (maltrattamenti, ndr) commessa da persona dotata di autorità per l’esercizio di una professione».
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ULTIMI IN EUROPA - L'Italia è fanalino di coda nella lotta al mobbing tra i Paesi europei. «È l'unico Paese europeo che non ha una legge sul mobbing e che dunque non lo prevede come reato - denuncia Fabio Massimo Gallo, presidente della prima sezione lavoro del tribunale di Roma, ed esperto della materia -. Eppure, c'è una delibera del Consiglio d'Europa del 2000 che vincola tutti i Paesi a dotarsi di una normativa antimobbing».
dal Corriere della Sera del 30 agosto 2007
Alessandro D'Angelo is offline  
Vecchio 31-08-2007, 16.31.25   #2
wilhelmina frederika
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Data registrazione: 02-02-2004
Messaggi: 154
Riferimento: Italia: assenza di una legge penale sul Mobbing

Già abbiamo il problema degli contratti di lavoro a progetto.Ora anche il mobbing non esiste per questa nazione che ha leggi fasciste,che fa ancora rispettare,ma non aggiorna la sua legislatura al mondo reale.
Dove il mobbing esiste in ogni azienda.
Quando si fa un lavoro precario,la prepotenza e sopraffazione,su chi è l'ultimo anello nella catena lavorativa,da parte di capi e capocci,aumenteranno sempre di più.
Che schifo!!!
wilhelmina frederika is offline  
Vecchio 08-09-2007, 01.32.48   #3
toby
Ospite
 
Data registrazione: 07-09-2007
Messaggi: 3
Riferimento: Italia: assenza di una legge penale sul Mobbing

Gli amici mi hanno detto che in una sentenza della Cassazione il mobbing non è reato da penale.
Nel cercare la sentenza in questione e leggerla capisco i giudizi del giudice,mi spiace per la professoressa che non è riuscita a dimostrare che il suo danno psichico è dovuto al preside, ma Il mobbing consiste in atti o comportamenti che per il loro carattere persecutorio e vessatorio protratti nel tempo finiscono per danneggiare la personalità del lavoratore. Esso è causa di danno psicofisico che, per effetto di una diminuita autostima, si traduce in forma depressiva o ansiosa con profondi riflessi sulla capacità lavorativa o di relazione.
• Marginalizzazione dalla attività lavorativa;
• Svuotamento delle mansioni;
• Mancata assegnazione dei compiti lavorativi, con inattività forzata,
• Ripetuti trasferimenti ingiustificati;
• Prolungata attribuzione di compiti esorbitanti o eccessivi anche in relazione a eventuali condizioni di handicap psico-fisici;
• Impedimento sistematico e strutturale all’accesso a notizie;
• Inadeguatezza strutturale e sistematica delle informazioni inerenti l’ordinaria attività di lavoro;
• Esclusione reiterata del lavoratore rispetto ad iniziative formative, di riqualificazione e aggiornamento professionale;
• Esercizio esasperato ed eccessivo di forme di controllo.
Io purtroppo sto pagando sulla mia pelle il mobbing. Non ti accorgi quando comincia, forse se avessi liberato la mia mente da un episodio di ingiustizia lavorativa avrei evitato danni alla mia salute. L'azienda con le sue persecuzioni e vessazioni non è riuscita nel suo intento di farmi dare le dimissioni, licenziandomi illegittimamente,perchè ho avuto il coraggio di denunciarli, il mio caso da quanto è eclatante sono finito sul giornale di livorno, in più la provincia si è attivata contro l'azienda per cui lavoro.
Il mobbing quando è dimostrato rientra nei vari art. del penale della 626/94
della legge300/70 nella costituzione, il mio legale mi ha rassicurato che il mio persecutore pagherà. In Italia manca una legge apposita per il mobbing, legge che la Comunità Europea impone agli stati membri di averla.
Il mobbing mi ha procurato una sindrome correlata con Disturbo BipolareII e Disturbi di Panico certificata dal Centro Disattamento Lavorativo(centro antimobbing)di Pisa,dopo tre anni mi è ritornata la voglia di lottare per la vita anche se sono costretto a assumere 1000mg di psicofarmaci,e non vi sto a elencare la sintomizzazioni che ho.Sono io la vittima o il persecutore
Mi viene frequentemente posta la seguente domanda dalle persone che mi conoscano e che sono venute a conoscenza del mio caso:Come è possibile che a un lavoratore come te con la professionalità che hai e la dedizione al lavoro che tieni possa essere successo questo?Io rispondo è vero sono vittima,ma la vera vittima è il mio persecutore. La mia risposta lascia non poche incredulità a chi l’ha ricevuta e allora gli spiego il perché. Io sono vittima perché non vivo di alibi,di sotterfugi,non creo situazioni per evitare il lavoro,mi identifico come uno che fa crescere l’azienda(basta vedere il mio curriculum lavorativo),quindi sono vittima perché ho una altissima dignità del lavoro,quella dignità che il mio persecutore non ha. Il mio persecutore è meno competente di me, ciononostante è riuscito a conquistare il potere. Non dispone di predisposizioni personali per amore, gioia, gioco, creatività, non riesce a dare e a condividere. A lui si sono unite persone deboli e insicure. Si identificano con l’aggressore, temendo di non diventare loro stesse le vittime. Attraverso il mobbing, il mio persecutore nasconde l’impotenza in un’altra sfera della sua vita. Il mio persecutore, intorno a se,ha creato un gruppo, nel quale può manifestare il suo potere e il proprio valore personale. Il mio persecutore soffre di inferiorità (dietro ogni prepotenza sta un’impotenza). Esercitando il mobbing, ha cercato di proteggere la propria posizione dominante, cercando di eliminare colui che sta sulla strada del suo successo(vedi vertenza sindacale, ma sono convinto che gli brucia più la denuncia per lesioni colpose che ho fatto per negligenza alla M/n…….).Sono molto convinto che si comporta in questo modo per la paura di non essere apprezzato abbastanza. Il mio persecutore ha creato situazioni in maniera cosciente, con l’intenzione di danneggiarmi,avendo come scopo quello di farmi abbandonare il posto di lavoro. Questo è il suo tipico modo di comportamento perché si sente minacciato (la sua carriera a rischio). Il mobbing, lo ha incominciato in maniera incosciente, perché il mio persecutore semplicemente NON CONOSCE UN ALTRO MODO DI COMPORTAMENTO. Sono stato scelto come "capro espiatorio" (essendo il promotore di una delle tante vertenze che l’azienda ha) per offrire l’occasione a tutti gli altri di dimostrare quanto è forte e competente.
La vittima sono io, ma lo è di più il mio persecutore.
A fronte della mia esperienza devo dare un consiglio a tutti quei lavoratori.Se nella vostra mente resta un pensiero ossessivo di un episodio lavorativo che vi ha colpito liberatelo non portatelo dentro eviterete di pagarne a livello di salute.

Alessandro
toby is offline  
Vecchio 08-09-2007, 09.52.37   #4
Patri15
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Data registrazione: 06-08-2005
Messaggi: 822
Riferimento: Italia: assenza di una legge penale sul Mobbing

Benvenuto Toby e complimenti per il tuo bellissimo scritto.

Hai spiegato perfettamente cosa sia il mobbing e anche quanto sia difficile per le persone costrette a subirlo - lavorare serenamente.

Nonostante tu dica che la vera Vittima è il Carnefice, rimane da dire che è troppo tempo che il lavoratore subisce senza che una legge lo tuteli.

Il mobbing è un fenomeno che - mi sembra - nella lingua italiana non ha neppure un termine per tradurlo, ma solo una somma di parole, in compenso causa danni psicologici immensi.

E l'assurdo è che quasi sempre viene usato contro le persone che lavorano meglio all'interno di un' Azienda.

So che esistono associazioni anti-mobbing un po' in tutta Italia, e mi piacerebbe sapere, se qualcuno del forum ne è al corrente, come e se funzionano.

Ciao a tutti e Buon Proseguimento Toby!
Patri15 is offline  
Vecchio 08-09-2007, 13.28.50   #5
toby
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Riferimento: Italia: assenza di una legge penale sul Mobbing

Ciao patri 15

Il lavoro precario ha aumentato le persecuzioni dei lavoratori costretti a subire in silenzio ciò che gli capita, e mi immagino cosa devono subire per non perdere il lavoro.
Le associazioni ci sono, io mi sono messo in contatto con loro, le quali mi mettevano a dispozioni qualsiasi sostegno, ma non ho potuto avere il loro aiuto in quanto lontane. Sarebbe idoneo che ci fosse in ogni città una associazione antimobbing. Il bello Patri15 che in ogni città abbiamo un associazione che ci può dare sostegno, IL SINDACATO.
Il sindacato è il primo che si deve attivare per tutelare i lavoratori dal mobbing.
Quando ho mostrato i miei documenti al mio legale le domande più frequenti che venivo chiamato a rispondere erano ma il sindacato di fronte a questo documento che ha fatto? NIENTE.
Mi spiace fare questa denuncia ma il Sindacalista provinciale a cui ho chiesto aiuto non ha fatto il suo dovere ,questioni di carriera.Sperando che nelle altre città non sia cosi.
Ho rifiutato aiuto da amici che mi volevano portare dalla destra, e ti giuro che ne avrei avuto bisogno.Ho rifiutato l'aiuto dalla destra in quanto avrei vittimizzato il mio persecutore in quanto è stato messo in azienda tramite i DS.
Essendo lavoratore mi sembrava più che giusto che fossi tutelato dalla sinistra, sinistra che ne faccio parte.Aiuto che ho trovato nella consigliera Provinciale della Margherita, e nella Consigliera Provinciale di Rifondazione Comunista.
Quello che ho subito lo devo a un uomo di sinistra, per questo mi vergogno del mio persecutore.
A prescindire il danno alla mia salute, il direttore ha un conto in sospeso con me, quello che ha subito la mia famiglia, conto che riscuoterò personalmente.
toby is offline  
Vecchio 08-09-2007, 22.15.10   #6
Patri15
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Riferimento: Italia: assenza di una legge penale sul Mobbing

Citazione:
Originalmente inviato da toby
Ciao patri 15

Il lavoro precario ha aumentato le persecuzioni dei lavoratori costretti a subire in silenzio ciò che gli capita, e mi immagino cosa devono subire per non perdere il lavoro.
Le associazioni ci sono, io mi sono messo in contatto con loro, le quali mi mettevano a dispozioni qualsiasi sostegno, ma non ho potuto avere il loro aiuto in quanto lontane. Sarebbe idoneo che ci fosse in ogni città una associazione antimobbing. Il bello Patri15 che in ogni città abbiamo un associazione che ci può dare sostegno, IL SINDACATO.
Il sindacato è il primo che si deve attivare per tutelare i lavoratori dal mobbing.
Quando ho mostrato i miei documenti al mio legale le domande più frequenti che venivo chiamato a rispondere erano ma il sindacato di fronte a questo documento che ha fatto? NIENTE.
Mi spiace fare questa denuncia ma il Sindacalista provinciale a cui ho chiesto aiuto non ha fatto il suo dovere ,questioni di carriera.Sperando che nelle altre città non sia cosi.
Ho rifiutato aiuto da amici che mi volevano portare dalla destra, e ti giuro che ne avrei avuto bisogno.Ho rifiutato l'aiuto dalla destra in quanto avrei vittimizzato il mio persecutore in quanto è stato messo in azienda tramite i DS.
Essendo lavoratore mi sembrava più che giusto che fossi tutelato dalla sinistra, sinistra che ne faccio parte.Aiuto che ho trovato nella consigliera Provinciale della Margherita, e nella Consigliera Provinciale di Rifondazione Comunista.
Quello che ho subito lo devo a un uomo di sinistra, per questo mi vergogno del mio persecutore.
A prescindire il danno alla mia salute, il direttore ha un conto in sospeso con me, quello che ha subito la mia famiglia, conto che riscuoterò personalmente.

Il SINDACATO non esiste più, Toby: ne è rimasto il nome, null'altro.

E' angosciante quello che scrivi e che riecheggia dentro di me con dolore.

I lavoratori da chi sono tutelati ora? Destra, Sinistra - non cambia nulla.

Io sono sempre stata orgogliosa di sentirmi ed essere di Sinistra, ma ora siamo dentro ad un vuoto politico, e soprattutto ideologico.
Intanto paghiamo con gli interessi il diritto-dovere di lavorare.

E' una enorme vergogna e non sappiamo che pesci pigliare.

Ti auguro ogni bene, Toby.

Spero che altri rispondano a questo topic.

Ciao
Patri15 is offline  
Vecchio 09-09-2007, 15.49.14   #7
Lucio Musto
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Riferimento: Italia: assenza di una legge penale sul Mobbing

Citazione:
Originalmente inviato da toby
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...ma Il mobbing consiste in atti o comportamenti che per il loro carattere persecutorio e vessatorio protratti nel tempo finiscono per danneggiare la personalità del lavoratore. Esso è causa di danno psicofisico che, per effetto di una diminuita autostima, si traduce in forma depressiva o ansiosa con profondi riflessi sulla capacità lavorativa o di relazione.
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A fronte della mia esperienza devo dare un consiglio a tutti quei lavoratori.Se nella vostra mente resta un pensiero ossessivo di un episodio lavorativo che vi ha colpito liberatelo non portatelo dentro eviterete di pagarne a livello di salute.

Alessandro

Solo e nient’altro che una riflessione, per non sentirmi di nuovo bacchettare: «Se non sei esperto, che intervieni a fare?».

Leggo il tuo pregevole scritto e mi pongo il dubbio (i periodi che ho quotato):
Ma qui, per giudicare un caso di “mobbing” non c’è bisogno di un giudice, ma di un professionista laureato in medicina e specializzato in psichiatria e psicologia!
Solo lui infatti potrà sottoscrivere che i “danneggiamenti alla personalità” siano dovuti a certe cause, e così per la “diminuita autostima” eccetera eccetera.
Un magistrato, vivaddio, opera su concetti concreti, su “fatti obiettivi” che si sono verificati, che sono riscontrabili e che sono esattamente descritti nella legge!...
Ed in base a precisi elementi verificabili da chiunque deciderà se l’omicidio è stato “preterintenzionale” o “volontario”, se il furto “con scasso” o “di destrezza” e dovrà rendere conto della sua decisione codici e definizioni alla mano!

E questo non mi sembra esista in un delitto di “mobbing”. E me ne dà conferma l’altro tuo periodo che ho quotato, dove tu parli di un “pensiero ossessivo di cui liberarsi” e non di un “fatto da denunciare!

E’ possibile, mi chiedo, che si stia confondendo fra arte e scienza?
Perché l’artista fa “tendenza” ed è giusto che la faccia, ma guai a trasformare l’intuizione in legge!

Grazie
Lucio Musto is offline  
Vecchio 09-09-2007, 19.40.16   #8
Mary
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Originalmente inviato da toby
Ciao patri 15

Il lavoro precario ha aumentato le persecuzioni dei lavoratori costretti a subire in silenzio ciò che gli capita, e mi immagino cosa devono subire per non perdere il lavoro.
Le associazioni ci sono, io mi sono messo in contatto con loro, le quali mi mettevano a dispozioni qualsiasi sostegno, ma non ho potuto avere il loro aiuto in quanto lontane. Sarebbe idoneo che ci fosse in ogni città una associazione antimobbing. Il bello Patri15 che in ogni città abbiamo un associazione che ci può dare sostegno, IL SINDACATO.
Il sindacato è il primo che si deve attivare per tutelare i lavoratori dal mobbing.
Quando ho mostrato i miei documenti al mio legale le domande più frequenti che venivo chiamato a rispondere erano ma il sindacato di fronte a questo documento che ha fatto? NIENTE.
Mi spiace fare questa denuncia ma il Sindacalista provinciale a cui ho chiesto aiuto non ha fatto il suo dovere ,questioni di carriera.Sperando che nelle altre città non sia cosi.
Ho rifiutato aiuto da amici che mi volevano portare dalla destra, e ti giuro che ne avrei avuto bisogno.Ho rifiutato l'aiuto dalla destra in quanto avrei vittimizzato il mio persecutore in quanto è stato messo in azienda tramite i DS.
Essendo lavoratore mi sembrava più che giusto che fossi tutelato dalla sinistra, sinistra che ne faccio parte.Aiuto che ho trovato nella consigliera Provinciale della Margherita, e nella Consigliera Provinciale di Rifondazione Comunista.
Quello che ho subito lo devo a un uomo di sinistra, per questo mi vergogno del mio persecutore.
A prescindire il danno alla mia salute, il direttore ha un conto in sospeso con me, quello che ha subito la mia famiglia, conto che riscuoterò personalmente.

purtroppo ho avuto modo di assistere ad un caso simile, un personaggio di sinistra che umiliava in modo immorale e schifoso un suo superiore solo perchè spalleggiato da forti poteri di sinistra. Per questo io non voterò più nessuno fino a che non cambi qualcosa. Mi sono vergognata tanto, ANCHE con il mio voto stava facendo quella cosa ignobile.

Il vero guaio è che non esiste lavoro sicuro, possibilità di scelta del lavoro.

Se non ci fossero raccomandazioni di nessun genere, ma solo la meritocrazia e possibilità di cambiare lavoro quando si vuole non sarebbe così come avviene oggi.

Non credo in alcun modo che manchino le risorse, solo che le risorse sono in mano di pochi.

Casini ha violentemente criticato Grillo per aver "offeso" Biagi. Ma quel poveretto credo che si stia rivoltando nella tomba senza trovare pace.

Il danno che è stato fatto con il suo contributo è stato troppo grande.

Pace ai morti, ma i danni fatti non possono essere dimenticati.

L'instabilità ed insicurezza ad altissimi livelli, questa la sua eredità.

Ovviamente è più colpevole chi ha messo in atto un simile modello di sfruttamento, ma se Nobel fu talmente scosso dall'uso che si poteva fare della dinamite creando il Nobel, Biagi, se fosse stato in vita, come avrebbe fatto ad istituire un altro premio chiamandolo "premio Biagi"?

Quando riusciremo a toccare il fondo e a tentare di risalire?

Il mobbing c'è per tante ragioni, ma non è con la semplice penalizzazione che si risolve il problema. I danni fisici, psicologici, economici difficilmente possono essere dimenticati. E troppe volte è difficile da dimostrare.

Meritocrazia e sicurezza lavorativa con possibilità di mobilità ecco una possibile soluzione preventiva.

Spero tanto che il povero Biagi preghi Dio di porre rimedio ai suoi errori.
Mary is offline  
Vecchio 09-09-2007, 22.01.16   #9
Lucio Musto
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Citazione:
Originalmente inviato da Patri15
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I lavoratori da chi sono tutelati ora? Destra, Sinistra - non cambia nulla.

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Spero che altri rispondano a questo topic.

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Eccomi pronto al tuo invito, amica Patri15.

Io non sono più nel mondo del lavoro e quindi (forse?) non faccio più testo. Ma se ci fossi mi piacerebbe che si condannasse e punisse severamente il mobbing. Nell'interesse della persona umana, della sua dignità, della morale pubblica e privata..., e negli interessi dell'azienda.

Pregiudizialmente quindi:

- Che si definisse bene che cos'è il "mobbing"

- Che si stabilissero quali siano azioni ed atteggiamenti sconvenienti (vessazioni, angherie, persecuzione (sul posto di lavoro), o anche ostracizzazione [fonte Wikipedia]) per distinguerli da altri da individuare come semplici, leciti e corretti incitamenti ad una maggior efficienza e produttività.

- Che si indicassero pene, modi, tempi e competenze da adottare in difesa del lavoratore vessato.

Perché vedi, amica mia, la mia esperienza mi insegna che a fronte di una moltitudine di lavoratori onesti, coscienziosi, probi ed in buona fede, ce ne è una sparuta minoranza che invece è in mala fede, approfittatrice, malversatrice e ladra...

E come sanno tutti, è la mela marcia a guastare il paniere e non il paniere buono a salvare la marcia!

Ed agli imprenditori... dà fastidio proprio quella marcia!... e quelle che subiscono il contagio!
Lucio Musto is offline  
Vecchio 10-09-2007, 08.26.40   #10
wilhelmina frederika
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Che si subisce mobbing,o vessazioni da parte di un altro dipendente come te...è terribilmente difficile da dimostrare.
Anzitutto l'azienda ha quasi sempre uno strano attegiamento...cerca di liberarsi non da chi lo fa il mobbing,ma da chi lo subisce.
Mia figlia era stata presa di mira da un dipendente più anziana...e lei gli disse chiaro e tondo,che le tue avance non erano graditi...tra parentesi il tizio poteva essere suo padre....era sposato e nonno(pazzie di vecchiaia??).Questo le fece trovare chiodi infilzati nelle gomme dalla macchina(era un falegname,mia figlia lavorava in un mobilificio).
Poi lei faceva l'arredatrice,e aveva una bottiglia d'acqua dove beveva,perchè era sempre in giro per il mobilificio,e non voleva andare in cerca di un bicchiere d'acqua.Il tizio in questione sputo nella bottiglia.Nel suo armadio personale,le fece trovare la divisa lavorativa inzuppata di inchiostro.Per non parlare della difficoltà che lei aveva,quando doveva prendere obbligatoriamente l'ascensore,perchè spostava mobili o oggetti.Sempre pronto lui,per infilarsi nell'ascensore.E lei non sempre trovava qualcuno che la poteva accompagnare,per proteggerla.
C'era anche che lei veniva subito dopo di lui,ad aprire il mobilifici,gli commessi venivano 30 minuti dopo.
La legge dice(secondo il sindacalista)che il datore del lavoro è responsabile verso i suoi dipendenti.Lei andava sempre a reclamare,unico cambiamento possibile,era la possibilità di entrare insieme ai commessi...non più 30 minuti prima.
Ma a forza di andare a reclamare,lei era malvista...eppure non era colpa sua.
Ma lei era una donna...e sopravive la mentalità radicata in questi ambienti maschilistici,che la donna è preda e il maschio cacciatore!!!
Finche mio marito con un amico,andarono a parlare col tizio...ma non si potevano permettere molto,perchè il mobilificio è un locale pubblico,e il tizio era in retrobottega...sul luogo di lavoro.
Ma non cambiò nulla...il tizio era troppo invaghito(in maniera "malata" però)di lei.
L'azienda allora cercò tramite un nuovo responsabile del personale di renderla la vità impossibile,con delle pretese assurde...in modo che lei si licenzava.
Ma noi le dicevamo "Tieni duro,che se non ti voglio più,loro ti devono licenzare"!!
Poi dopo 1 anno e mezzo.la ditta chiuse "di facciata".Perchè era una società di 2 sorelle +1 fratello.Per questioni fiscali,la ditta passò dal fratello alla sorella...tutti gli dipendenti vennerò di nuovo assunti,meno mia figlia.
Ecco come la legge è sempre dalla parte del più forte.Fare causa,i soldi non c'erano,e mia figlia aveva persa la sua autostima.era psicologicamente a terra.
Ma dopo tanta forza di volontà,oggi(dopo 5 anni)si è brevettata istruttrice di nuoto 1°-2° livello,bagnina di salvamento,istruttrice di acquaspin/gym,e sta per diventare capovasca della piscina.
Ma aveva dietro di se,una famiglia unita,e una grande volontà di uscirne.
Sono orgogliosa di lei.
wilhelmina frederika is offline  

 



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