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Vecchio 20-11-2007, 18.26.43   #1
theadviser
no perditempo
 
Data registrazione: 31-01-2007
Messaggi: 48
Che succederà, diventeremo una colonia?

Cari amici di questo forum invio in calce un tratto del codice civile che regola i requisiti per il possesso della cosidetta carta d'identità da parte di un cittadino italiano.


III - CARTA DI IDENTITA’: REQUISITI


Secondo quanto previsto dall’Art. 3 del T.U.L.P.S. la Carta di Identità è rilasciata dal Sindaco “alle persone di età superiore agli anni quindici aventi nel Comune la loro residenza o la loro dimora, quando ne facciano richiesta” secondo il modello stabilito dal Ministero dell'interno.

La carta di identità ha durata di cinque anni, deve essere munita della fotografia a mezzo busto, senza cappello della persona a cui si riferisce; deve contenere il numero progressivo, il timbro a secco, la data di scadenza, la firma, l’indicazione delle generalità e dei connotati, i contrassegni salienti del titolare.E’ rilasciata unicamente su esemplari forniti ai comuni dall'Istituto Poligrafico dello Stato; le eventuali modificazioni al modello sono apportate con decreto del ministro dell'interno. E’ vietato di apporre sulla carta di identità indicazioni diverse o in aggiunta a quelle previste per legge; L'apposizione della impronta digitale è facoltativa. Gli esemplari forniti devono essere conservati con particolare riservatezza sotto la responsabilità dei proprietari. La carta d'identità deve essere rilasciata dopo rigorosi accertamenti sull'identità della persona richiedente, da eseguirsi, ove sia necessario, a mezzo degli organi di polizia. Quando la carta è richiesta da stranieri, deve essere indicata la cittadinanza del richiedente. (Art. 289 - Regio Decreto 6 Maggio 1940, N. 635)

La Carta di Identità inoltre, è un titolo valido per l'espatrio, anche per motivi di lavoro, negli Stati membri dell’Unione Europea ed in quelli coi quali sono in vigore

accordi internazionali.

ORA:
La mia cartà d'identità è scaduta e ora dovrò rifarla.

Nel frattempo però le mie credenze religiose sono cambiate,amo il mio Dio delle montagne, ed egli in maniera teocratica mi impone di indossare sempre un passamontagna.

Se andrò con un legale a farmi rinnovare la cartà d'identità cosa succederà? Terranno conto delle mie tendenze e inclinazioni religiose, rispetteranno il mio credo o dovrò sentirmi offeso e discriminato nel caso mi venisse VIETATO di apporre sul documento tale foto in cui indosso un passamontagna.
Se il mio legale certificherà la cosa e dovessi sporgere denuncia (e nel caso perdessi la causa come sicuramente accadrà), questa sentenza creerà un precedente per altri giudici o no? Avrà effetto retroattivo o no? O la libertà di culto vale solo quando chi dovrebbe far rispettare le leggi e la costituzione ha paura e non ha un'identità da difendere..
Quindi nascondendosi dietro la laicità sovrana, permette a chi invece crede nella propria identità fino a difenderla con la vita, di arringarsi della prerogativa di dettare legge in un paese e in una cultura che lo ospita.

Ma sopratutto queste persone preposte a dover far rispettare le leggi e che sanno che il vittimismo è un'arma tra le più raffinate, capiranno che io sono incivile e che non essendo civile come i paesi occidentali ho DIRITTO ad essere capito e accontentato ed integrato?

Ma sopratutto ci chiediamo mai noi chi siamo? Cosa vogliamo per i nostri figli?
Desideriamo trasmetterlgli quei valori che i nostri genitori e i nostri nonni hanno trasmesso a loro volta a loro?

O vogliamo diventare una colonia,, in cui nessuno ha più il coraggio di difendere la propria identità, ed in nome del laicismo, della tolleranza, degli interessi economici e politici, vogliamo chinarci e accontentare ogni pretesa che chiunque si senta offeso dai nostri costumi e dalle nostre credenze, ci inganna con il vittimismo, con il solo intento non di integrarsi ma di prevaricarci?

in fede, the adviser
theadviser is offline  
Vecchio 21-11-2007, 11.19.20   #2
nexus6
like nonsoche in rain...
 
L'avatar di nexus6
 
Data registrazione: 22-09-2005
Messaggi: 1,770
Riferimento: Che succederà, diventeremo una colonia?

Citazione:
Originalmente inviato da theadviser
permette a chi invece crede nella propria identità fino a difenderla con la vita, di arringarsi della prerogativa di dettare legge in un paese e in una cultura che lo ospita..
All’inizio non avevo compreso il senso del tuo post, sarà che mi sono svegliato da poco, stavo per scriverti che se non volevi la carta d’identità ti potevi dichiarare apolide, pensa un po’!

Io credo, caro adviser, che il problema stia tutto qui... in quel tuo “lo ospita”... e vogliamo trasmettere questo buio valore di separazione e divisione ai nostri figli, sbandierandolo ed urlandolo? Questo valore che mi porta a vedere l’uomo come un piccolo incosciente fanciullo che gioca con un’atomica in mano? Cos’è cambiato dal medioevo o dall’età della pietra? Solo il fatto che ora abbiamo la possibilità di ritornarvi in un baleno.

No, grazie, nel modo più assoluto, cristallino ed imprescindibile vorrei che i miei figli non assorbissero quest’aria asfittica che vede nell’altro, nello “straniero”, un marziano da guardare con diffidenza e da trattare con violenza.

Non conosco la definizione giuridica di “colonia”, ma ad istinto direi che siamo già una colonia: degli Stati Uniti d’America; ci proteggeranno loro dal diavolo arabo che vorrebbe mettere le sue laide mani sull’Europa intera.

Mi chiedo chi faccia la "vittima", Adviser.


Con fiducia, Nexus6


p.s. i caratteri molto grandi penso siano fonte di difficoltà alla lettura per la mente... e per il cuore...
nexus6 is offline  
Vecchio 21-11-2007, 21.21.32   #3
S.B.
Ospite abituale
 
Data registrazione: 24-04-2006
Messaggi: 486
Riferimento: Che succederà, diventeremo una colonia?

La laicità non è in contrasto con la religiosità, sono su due piani distinti, difendere la nostra tradizione significa sapere che la cultura cristiana è parte di noi, del nostro modo di pensare, l'avvertire la carità come qualcosa di positivo, sentire fortemente il senso del peccato.

Ti invito a distinguere tra la cultura cristiana e la religione omonima, anche il cristianesimo ha colonizzato i luoghi dei vecchi culti pagani, ha modificato radicalmente la mentalità.

Se il contatto con una nuova cultura portasse innovazioni positive non potremmo che esserne tutti felici, questo non vuol dire avere un timore reverenziale verso di loro, anzi il dialogo deve svolgersi entro certe regole.

Dalla nostra parte la cosa fondamentale è non dimenticare chi siamo.

C'è una grande differenza tra togliere un crocifisso per una battaglia generale a favore della laicità e toglierlo per il capriccio di uno straniero, in questa differenza sta il giusto rapporto con lo straniero, almeno secondo me, un dialogo entro regole comuni, non da posizioni uguali, ma con reciproco riconoscimento.
S.B. is offline  
Vecchio 21-11-2007, 23.13.57   #4
Mary
Ospite abituale
 
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 2,624
Riferimento: Che succederà, diventeremo una colonia?

mi incuriosisce molto il tuo post, perchè da cittadina al di sotto della media intelletiva non ho capito quel che vuoi dire.

Se ti riferisci a voler una carta d'identità con il passamontagna perchè la tua religione te lo impone, la mia perplessità aumenta perchè come cittadina italiana penso di poter dire che il burka e il passamontagna (imposta da un dio) sono segno di regressione e non evoluzione.
Dio, secondo il mio punto di vista ci ha creati come siamo. Ci vestiamo per proteggerci dagli eventi climatici ma coprirci il viso, se fuori non ci son trenta gradi sotto zero, mi sembra incomprensibile (almeno per me).

Se proprio uno ci tiene ad avere una carta d'identità con passamontagna deve andare in uno Stato i cui cittadini indossano tutti un passamontagna e burka. Lì potrà usufruire della libertà di indossare questo passamontagna e lottare, anche con la propria vita, per il diritto di farne uso.

In quanto al colonialismo siamo già tutte colonie del "progresso" teconologico, demenziale globalizzato. Scolonizzarsi è molto arduo.

Alle future generazioni mi piacerebbe poter lasciare la capacità di riconoscere la libertà, quella vera. Principalmente quella dell'anima, dello spirito che è premessa necessaria alla libertà politica.

Se poi, (il mio cervello elabora troppo lentamente) era solo un modo per dire che i mussulmani vogliono dettar legge in Italia allora sfondi una porta aperta: se vogliono fare come a casa loro se ne tornino a casa loro.

L'ospitalità è sacra, ma anche colui che è ospitato deve rispettare l'ospite.

Se così non è, colui che è entrato in una casa non sua deve uscirsene in buon ordine e senza tante storie.

Io non sono contro gli islamici o altre religioni, sono contro coloro che vogliono imporre le leggi dei paesi d'origine al paese ospite.

Quando i nostri emigranti andavano a lavorare in Germania col cavolo! che facevano quel che volevano. Se trasgredivano appena appena una legge tedesca li sbattevano fuori senza tante storie.

Credo che dovremmo anche pensare che non è gente in cerca di lavoro ma sono veri e propri invasori, e di quelli tosti, e non mi riferisco solo agli islamici.

Mia madre diceva sempre: "il troppo storpia"
Mary is offline  
Vecchio 21-11-2007, 23.37.39   #5
m.85
Ospite
 
Data registrazione: 03-11-2007
Messaggi: 26
Riferimento: Che succederà, diventeremo una colonia?

Caro theadviser, se il problema che vuoi evidenziare è quello che in Italia si è un po troppo disposti a mettere in secondo piano i nostri ideali, i nostri valori, le nostre leggi in favore di chi pretende di vivere nel nostro Paese secondo i costumi della sua terra d'origine, e sappiamo tutti a chi ci riferiamo, condivido questo tuo intervento. Siamo deboli. Per il quieto vivere siamo disposti ad accettare che siano gli ospiti a dettar legge in casa nostra. Questo è sbagliato, perchè si va oltre la tolleranza e si va oltre l'ospitalità. E può essere una scelta pericolosa, di cui forse noi non potremo vedere tutte le conseguenze, ma forse tra tre generazioni saremo noi stranieri in casa nostra.
m.85 is offline  

 



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