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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 12-02-2004, 10.17.46   #1
David45
Ospite
 
Data registrazione: 26-01-2004
Messaggi: 27
“Essere madre nell’epoca della riproducibilità tecnica dell’uomo”.

“Essere madre nell’epoca della riproducibilità tecnica dell’uomo”.




La legge sulla procreazione assistita, dimostra al cosiddetto "mondo evoluto tecnologico" quel residuo di grande senso di rispetto per la vita che il nostro Paese ancora riesce a tutelare distinguendosi con grande responsabilità dalle altre culture occidentali.
Dal punto di vista etico,le norme approvate in merito ad essa, hanno lo stesso valore sul dover comminare o meno la pena di morte ad un criminale; anche qui,infatti, si tratta di decidere sulla vita.

Il grande fermento che ha caratterizzato il varo di questa legge, che solo apparentemente
è complessa, è dovuto al fatto che l'uomo si è trovato a dover scegliere "tecnicamente" sul diritto alla vita e sul diritto di possedere, manipolandola e pilotandola tecnologicamente, la vita stessa.
Sul banco degli imputati, il Legislatore si è trovato a dover decidere se affidare ancora l'uomo alle millenarie regole della natura o relegare queste alla tecnologia e al proprio arbitrio.
Non è poco,e secondo un enfasi clericale, effettivamente in questa occasione si trattava veramente di sostituirsi o meno a Dio.
Un compito molto difficile e "anomalo" quindi per un Parlamento abituato a legiferare su questioni politiche e sociali che mai hanno manifestato in modo così perentorio la loro istanza etica come in questa occasione.

Questa legge rappresenta una vera "Rosa nel letamaio" nell'ambito di quello smarrimento delle coscienze, in cui l'uomo sta sempre più sostituendo la convalidata e sperimentata natura col processo sperimentale tecnologico che, in quanto tale, non possiede come garanzia la convalida-nel-tempo di se stesso, ma solo l’incognita del mero divenire sperimentale.

Questa occasione da adito ad un'altra ineludibile questione etica, e questa volta è chiamata a decidere non la legge, bensì in prima persona la donna, a cui rivolgo i seguenti quesiti:
si ha diritto di possedere una vita altrui?
Cosa significa "nell'epoca della riproducibilità tecnica dell'uomo" essere madre?
A chi appartiene il diritto alla vita?

Cordialmente, David.
David45 is offline  
Vecchio 12-02-2004, 11.50.34   #2
ariella
Ospite
 
Data registrazione: 15-01-2004
Messaggi: 18
Questa legge è “una rosa nel letamaio”?!?
In quattro parole due giudizi perentori …hai le idee molto chiare, caro david, beato te …io su questa questione non le ho affatto, continuo a rifletterci, è un tema infinitamente delicato. Forse perché sono donna, e su questo tema ti assicuro che fa la differenza.
Proprio alle donne infatti hai posto la seguente domanda “si ha diritto di possedere la vita altrui?” …mi sembra una domanda tendenziosa.
E’ singolare che, in relazione alla maternità, utilizzi il termine “possesso” …che dirti,? che attendere un figlio è l’evento più “miracoloso” che possa accadere ad una donna? Un evento così “sconvolgente”, rispetto al quale le reazioni, le aspettative, i sentimenti possono essere molteplici, vasti e profondi … comunque mai banali.
La discussione a riguardo può quindi essere differenziata, vasta e profonda …ma non può e non deve essere banale!
Come invece mi sembra questa legge, e soprattutto tutte le convinzioni incrollabili che politici, filosofi e teologi sono andati ad urlare in televisione. Possiamo tirare in ballo dio, la scienza e la tecnologia, lo smarrimento delle coscienze, tutto quello vuoi …ma la maternità rimane comunque principalmente, anche se non esclusivamente, un fatto tra una donna e suo figlio. Un fatto incommensurabile, indicibile …
Fatta questa premessa, poi se ne può discutere, magari con toni più “delicati”, ma qui mi fermo in attesa di leggere interventi sicuramente più interessanti del mio.
Ciao
ariella is offline  
Vecchio 12-02-2004, 14.40.57   #3
David45
Ospite
 
Data registrazione: 26-01-2004
Messaggi: 27
Per Ariella.
Ti allego un post di risposta da me condiviso.

Il testo di questa legge è sicuramente di difficile lettura e di altrettanto ardua comprensione.
Mi è chiaro solo in parte ciò che consente o che non consente di fare e tantomeno non comprendo del tutto le implicazioni e le complicazioni che si porta appresso.

Non mi piace questa legge, come non mi è piaciuto il dibattito che si è sviluppato, in ambiente politico e giornalistico, sulla questione.
Però tutte le volte che sento parlare di fecondazione artificiale o assistita, embrioni, clonazione ecc. ecc. sento un rivolo di sudore freddo lungo la schiena.

Premetto che le mie posizioni non sono condizionate ne’ da ideologie religiose (ateo? agnostico? boh, fate voi), ne’ da ideologie politiche definite (‘chè Carletto Marx aveva altri ***** a cui pensare).

Parto da una considerazione semplice semplice? Perché una donna vuole avere figli?
Perché è nella sua natura.

E se la natura (stronza!) le nega questa possibilità?
E’ necessario essere madri a tutti i costi? E’ necessario per una coppia, a tutti i costi, avere un figlio proprio (cioè con legame di sangue)?

La filosofia che non accetto di questa società è proprio il voler qualsiasi cosa, a qualunque prezzo.
Avete presente quella pubblicità che recita, più o meno, “io voglio perché io posso”?
Ributtante, molto più di qualche culo nudo o qualche parolaccia in tv.

Mi pare che questa voglia di figlio proprio sia assolutamente allineata alla delirante filosofia del voglio-posso comunque e sempre.
Non l’accetto! Non riesco ad accettarla.

Mi pare poi che esista una evidente contraddizione:
siamo tutti, o quasi, convinti che tra le priorità nel mondo ci sia la salvaguardia dell’ambiente, dalla protezione della selvaggina di passo al no alla cementificazione delle coste, dall’intervento di salvaguardia per prevenire il dissesto idrogeologico al no ai cibi geneticamente modificati, sino alla salvaguardia delle biodiversità e delle sementi rare (peraltro lautamente finanziata da apposito regolamento della Comunità Europea).

Siamo perplessi di fronte alla pecora clonata e non la faremo mai arrosto, però il figlio a tutti i costi sì, lo vogliamo.

Vuoi un figlio a 60 anni? Se trovi qualcuno che ti tromba e riesci a rimenere incita bene; altrimenti se la natura ti nega questo piacere iscriviti all’università della terza età.

Vuoi avere un figlio attraverso il seme congelato del tuo compagno deceduto? Capperi, mi dispiace per quello che ti è successo. Ma, cazzo, prova a rifarti una vita invece che vivere nella nostalgia del passato.

Coppia gay? Affari tuoi. E’ giusto che voi abbiate pari dignità nel mondo. E’ giusto anche che possiate in qualche modo istituzionalizzare la vostra situazione (almeno per avere pari diritti in caso di malattia, reversibilità della pensione, diritti ereditari).
Ma avete scelto una formula di coppia che non prevede la possibilità di riproduzione, quindi lasciate perdere.

Può essere considerato semplicistico il mio modo di pensare; però ritengo che “fare un figlio” o scegliere di “avere un figlio” dovrebbe essere un atto di amore verso di lui, non la soddisfazione di una esigenza o di un desiderio del genitore che è un atto d’amore verso se’ stessi.

Sono contrario ai piselli OGM nel piatto; sono contrario alla bistecca sintetica; non voglio un figlio OGM nella culla.

Firmato W.
David45 is offline  
Vecchio 12-02-2004, 15.31.28   #4
ariella
Ospite
 
Data registrazione: 15-01-2004
Messaggi: 18
Il messaggio che hai riportato david, pone anche degli spunti condivisibili, ma è grossolano.
Fosse anche solo per la terminologia.
Firmato w …non so per quale nome stia ..ma l’autore è sicuramente un uomo.
Un uomo che, sapendola lunga sulla maternità, non risparmia le proprie convinzioni, naturalmente con parole garbate e di grande tatto, alle 60 enni, ai gay, alle vedove, alle coppie che non riescono ad avere figli.
Una parola buona per tutti, insomma.
Ti dirò, david ..io personalmente credo che non ricorrerei alla procreazione assistita nel caso non riuscissi ad avere figli. Questo per dirti quale sia la mia personale posizione.
Ma la materia è delicata, ammetterai. Non varrebbe la pena abbassare un po’ i toni parlando di questi argomenti che sono causa di enormi sofferenze per le persone coinvolte? Non varrebbe la pena ascoltare le esigenze, le motivazioni, i conflitti interiori di queste persone, invece che ostentare le proprie convinzioni? Questo non significa, sia chiaro, che non se ne debba parlare, che non ci si possa confrontare o che non ci fosse la necessità di legiferare…ma con altri toni …semplicemente più rispettosi, più umani.
E nell’essere solo ed esclusivamente schierata per il diritto alla vita dell’embrione, questa legge secondo me ha assunto caratteristiche non solo disumane ma sostanzialmente miopi e sbilanciate: la vita è legata alla maternità e coinvolge due soggetti, una madre e suo figlio. La scienza, fortunatamente io dico, sta facendo progressi enormi, in tutti i campi. E’ probabile che, assumendo risvolti etici, sempre più genererà “conflitti e questioni di coscienza”, che potranno essere affrontati solo con l’umiltà dell’ascolto, non con l’arroganza delle convinzioni personali o religiose. Solo così, forse, la scienza potrà rappresentare un progresso, non per le ideologie (a qualunque parte appartengano) ma per gli esseri umani.
ciao
ariella is offline  
Vecchio 12-02-2004, 17.55.53   #5
David45
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Data registrazione: 26-01-2004
Messaggi: 27
Trovo un pò strano il tuo modo di parlare di "unità madre-figlio": da un lato, e giustamente, la simbiosi è giusta di per sè; ma non lo è più quando la madre si scinde da questa unità per POSSEDERE egoisticamente la vita di UN ESSERE UMANO.
Solo se si considera la maternità come un EVENTO e non come una convalida ad un BISOGNO PROCREATIVO si è in grado di AMARE veramente un figlio e la VITA.
Non c'è amore senza rispetto e ORDINARE ad una vita di nascere per forza è violenza, non rispetto.

Ecco, mi hai costretto a scrivere; ma come vedi cambia il tono, non il significato del discorso.

Cordialmente, David.
David45 is offline  
Vecchio 12-02-2004, 18.47.00   #6
ariella
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Data registrazione: 15-01-2004
Messaggi: 18
la maternità può essere sì un “evento”, come tu l’hai definito.
Secondo me è però più auspicabile che sia una scelta. Ponderata. Consapevole. Consapevole di tutte le responsabilità che ci si assume nel mettere al mondo un figlio.
Si sceglie, anche quando si praticano metodi anticoncezionali.
Si sceglie, con modalità opposta, quando si ricorre all’interruzione di gravidanza.
Si sceglie anche con la procreazione assistita.
Scelte, lo ricordo, individuali, che non vengono imposte a nessuno …ad un cattolico o a chi non condivide questi metodi, nessuno imporrà mai l’aborto o gli anticoncezionali o la procreazione assistita. L’inverso purtroppo non vale, almeno nelle intenzioni (sinora).
Scelte che, nella stragrande maggioranza dei casi, significano consapevolezza, maturità, rispetto per le esigenze della nuova vita, amore per la nuova vita. Non possesso od egoismo.
E scegliere spesso è doloroso, profondamente, non dimenticarlo, non deriderlo, non giudicarlo.
Era necessario legiferare, lo penso anch’io, e ho molti dubbi e “crisi di coscienza” su questa materia, l’ho dichiarato fin dall’inizio della nostra discussione … possibile che tu non ne abbia alcuno?
Ciao
P.s: non sei “costretto” a rispondermi, però mi farebbe piacere

ariella is offline  
Vecchio 12-02-2004, 18.58.18   #7
David45
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Data registrazione: 26-01-2004
Messaggi: 27
Per Ariella:

Stavolta ti allego un post di una donna.

Per quanto riguarda la mia prudenza in merito al thread non ho dubbi: la vita è sacra.

p.s. Non sono religioso, ma so che Dio esiste e mi basta.


Gl:


La mia idea su chi vuole assolutamente un figlio è molto severa. Credo che nasconda delle turbe psichiche. Una coppia unita può sopravvivere anche senza figli.
Anche sull’adozione sono piuttosto critica. Dovrebbe essere fatta a favore del bambino, per toglierlo da una situazione disperata, e non per trastullare il desiderio di maternità. Ammiro molto le coppie con figli, che ne adottano altri.

Poi, la legge in effetti sono due: la fecondazione assistita, da una parte, e la ricerca sugli embrioni, dall’altra. Con implicazioni diverse. Quindi, meriterebbero due discussioni diverse.

Io ho avuto l’impressione che il mondo medico-scientifico e intellettuale sia interessato soprattutto al secondo aspetto, a favore della ricerca volta alla soluzione di malattie gravissime.

Risp.

Le tue considerazioni sono un monumento alla giustizia e all'amore.
Credo che tutte le donne dovrebbero veramente prendere in seria considerazione il loro ruolo di MADRE, che è ben diverso da quello di DONNA.
Una discussione del genere si fece tempo fa al M.C.S., vi partecipò anche Sandra Mondaini, che con dichiarazioni simili alle tue, diede un vero esempio di MADRE e di AMORE ALTRUISTICO raccontando delle sue ADOZIONI.
Tra l'altro ebbe anche la grande obiettività di dichiarare che aveva preso i suoi ragazzi filippini per un SUO bisogno.
Da parte mia non posso che ammirarla per la grande maturità e rispetto verso quelle vite a cui, serenamente e senza IPOCRISIA, ha dato molto di più di una sedicente "madre".
Persino quell'"egoismo" da lei sottinteso, non può che essere oscurato dal grande dono della sua SINCERITA'; verso se stessa e verso i suoi figli, con i quali non poteva che avere un PULITO e LEALE sentimento d'AMORE.

Grazie a Sandra e a tutte le Madri che sanno ancora RINUNCIARE al proprio egoismo nel nome dell'amore per la VITA.

Un abbraccio... mammà!
David.


Gala:


La mia idea su chi vuole assolutamente un figlio è molto severa. Credo che nasconda delle turbe psichiche. Una coppia unita può sopravvivere anche senza figli.
Anche sull’adozione sono piuttosto critica. Dovrebbe essere fatta a favore del bambino, per toglierlo da una situazione disperata, e non per trastullare il desiderio di maternità. Ammiro molto le coppie con figli, che ne adottano altri.

Poi, la legge in effetti sono due: la fecondazione assistita, da una parte, e la ricerca sugli embrioni, dall’altra. Con implicazioni diverse. Quindi, meriterebbero due discussioni diverse.

Io ho avuto l’impressione che il mondo medico-scientifico e intellettuale sia interessato soprattutto al secondo aspetto, a favore della ricerca volta alla soluzione di malattie gravissime.

Risp.

Le tue considerazioni sono un monumento alla giustizia e all'amore.
Credo che tutte le donne dovrebbero veramente prendere in seria considerazione il loro ruolo di MADRE, che è ben diverso da quello di DONNA.
Una discussione del genere si fece tempo fa al M.C.S., vi partecipò anche Sandra Mondaini, che con dichiarazioni simili alle tue, diede un vero esempio di MADRE e di AMORE ALTRUISTICO raccontando delle sue ADOZIONI.
Tra l'altro ebbe anche la grande obiettività di dichiarare che aveva preso i suoi ragazzi filippini per un SUO bisogno.
Da parte mia non posso che ammirarla per la grande maturità e rispetto verso quelle vite a cui, serenamente e senza IPOCRISIA, ha dato molto di più di una sedicente "madre".
Persino quell'"egoismo" da lei sottinteso, non può che essere oscurato dal grande dono della sua SINCERITA'; verso se stessa e verso i suoi figli, con i quali non poteva che avere un PULITO e LEALE sentimento d'AMORE.

Grazie a Sandra e a tutte le Madri che sanno ancora RINUNCIARE al proprio egoismo nel nome dell'amore per la VITA.

Un abbraccio... mammà!
David.



puff-nghèè...puff-nghèèè...
David45 is offline  
Vecchio 12-02-2004, 19.16.11   #8
CHIARA
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Messaggi: 99
In effetti l’argomento è delicato… Non ho figli (per adesso) ma ci stiamo pensando.
Attualmente credo che non ricorrerei alla procreazione assistita nel caso non riuscissimo ad avere figli, penso che ci sono altre strade per soddisfare il desiderio di genitorialità. Però ritengo che certe situazioni bisogna viverle, ovvero, in linea di massima sono per l’adozione ma può darsi che –davanti alla concreta situazione di infertilità– reagisca diversamente…
Ho detto “può darsi”, anche perché –secondo me– non è giusto che sia io la sola a decidere, di sicuro coinvolgerei pure mio marito. Onestamente non riesco a immaginare –adesso- le motivazioni che spingono a volere a tutti i costi un figlio proprio e non uno adottato. Io non vedo differenze, si tratta sempre di un bimbo in attesa del nostro amore, che poi abbia i nostri tratti somatici o meno, mi sembra di secondaria importanza.

Per rispondere a David45, non penso che abbiamo diritto di “possedere” la vita altrui e –adesso lo so, mi tirerò addosso un sacco di critiche e fischi, qualcuno mi considererà ipocrita, ecc. ma è quello che penso e quindi lo confesso- secondo me il diritto alla vita appartiene a Dio soltanto.
Recentemente una mia amica (che da poco è mamma) mi ha raccontato che non è stato facile restare incinta e questa esperienza le ha fatto capire che “la vita dipende da Dio” e che non bisogna considerare un figlio come un possesso esclusivo bensì come un progetto che ci è stato affidato, non un dominio ma una “cura”. Dal momento che credo in Dio, quanto riferitomi dalla mia amica mi ha piacevolmente colpito.
Ma adesso è meglio se smetto, anche perché so già che pioveranno critiche da tutte le parti... Se avete voglia ne parliamo… (non litighiamo!)
Chiara*
CHIARA is offline  
Vecchio 12-02-2004, 19.46.58   #9
David45
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Per Chiara:

... intanto ti mando un abbraccio.

Ciao, David.
David45 is offline  
Vecchio 12-02-2004, 21.27.09   #10
dana
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Messaggio originale inviato da CHIARA
“la vita dipende da Dio” e che non bisogna considerare un figlio come un possesso esclusivo bensì come un progetto che ci è stato affidato, non un dominio ma una “cura”.



Non condivido invece il pensiero di Ariella "la maternità rimane comunque principalmente, anche se non esclusivamente, un fatto tra una donna e suo figlio." E il padre?

Penso che il desiderio di maternità e di paternità può essere forte, proprio perchè dipende dall'istinto e prima o poi arriva per tutti il momento del desiderio o del rimpianto per non averlo avuto. Personalmente penso che non mi sarei rivolta alla tecnologia per diventare mamma, ma piuttosto all'affidamento o all'adozione, oppure all'accettazione della mia situazione.

ciao
dana is offline  

 



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