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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 30-12-2004, 18.05.44   #1
AM3
Ospite abituale
 
Data registrazione: 28-12-2004
Messaggi: 75
L'indifferenza

Non pensate che uno dei veri problemi di questi ultimi anni sia l'indifferenza che penetra tutto e tutti , senza eccezioni.
Quanti di noi hanno visto scene come il barbone in difficoltà evitato dai passanti o di una signora che presa da un malore non viene soccorsa da nessuno .
Allora io mi chiedo umilmente : Come abbiamo fatto a ridurci così ?.
L'indifferenza cari miei è una vera e propria malattia di cui tutti , chi più chi meno siamo affetti .
è la colpa io non credo sia dei mass-media , ma di un rapporto fra le persone sempre più difficile e precario , soggetti sempre meno capaci di pensare e parlare con il prossimo vivono tutti i giorni in un precario stadio paranoico da cui non sanno tirarsi fuori .
La risposta non penso che sia quella sola di parlarsi , ma credo che ognuno di noi debba anche solo una volta al giorno fermarsi e guardarsi attorno , senza vergognarsi di sembrare sciocco o patatico per rendersi conto veramente della situazione che ci circonda tutti i giorni .

Saluti
AM3 is offline  
Vecchio 30-12-2004, 22.42.58   #2
VanLag
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
Re: L'indifferenza

Citazione:
Messaggio originale inviato da AM3
Non pensate che uno dei veri problemi di questi ultimi anni sia l'indifferenza che penetra tutto e tutti , senza eccezioni.
Hai mai pensato che esistono tavoli fatti di legno intarsiato o il cui colore, forma e lucentezza hanno un qualche cosa di particolare e di unico?
Probabilmente no, perché un tavolo, per te, come per tutti noi, ormai è solo un piano, per appoggiare fogli, che servono per disbrigare pratiche, che servono a comprare una casa, che tu pensi possa farti stare bene. Quando sarai in quella casa scoprirai di non stare bene e ti rimetterai ad un altro tavolo, con altre carte, per altre cose.
E’ solo un esempio, forse un po’ sciocco, per dire, come ormai tutti quanti siamo immersi in una eterna corsa in cerca del “Valore” che però non raggiungiamo mai. In quella corsa abbiamo perso non solo la gioia di parlarci ma la gioia stessa di vivere, e più stiamo male e più dobbiamo correre per raggiungere il nostro obbiettivo, che appunto è il “valore” virgolettato ed inteso in senso generale. Il Valore, ciò che ci fa stare bene.

Sfortunatamente per noi non lo raggiungeremo mai quel valore, perché il pensiero umano, le religioni, le filosofie, lo hanno fatto diventare ideale. Prima è nata la persona ideale, (il santo, il messia, l’illuminato, l’avatar) ed a seguito dell’affrancarsi dell’ideale identificato in una modello personale tutto è diventato ideale.
La casa ideale, la vacanza ideale, il lavoro ideale, il partner ideale. Ma l’ideale è solo un’idea, e l’ideale non esiste proprio come io potrò essere meglio o peggio del Budda ma mai come il Budda……

Lo so e lo capisco, ma devo correre, e nella corsa non vedo più chi mi muore accanto, ma non solo quello…. Non vedo più i fiori, i tramonti, le nuvole, la pioggia, i visi degli amici, le scampagnate in buona compagnia…… ed anche i tavoli, si perché se capiamo di quanto ci ha defraudato quell’ideale anche i tavoli tornano ad essere non solo belli ma meravigliosi……

Scritto un po’ di corsa e senza rileggere….. ma spero che il concetto arrivi……

VanLag is offline  
Vecchio 31-12-2004, 02.29.59   #3
leibnicht
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 06-09-2003
Messaggi: 486
Caro AM3,

Inizia tu.
Non è una provocazione, ma una semplice esortazione.
Non è vera questa tua impressione di sorda indifferenza: si tratta solo di pavidità, di timore, di spirito gregario.
Spezzalo tu l'incanto, vedrai quanti ti seguiranno...
Avvicinati alla persona colta da malore, o che vaneggia, agitando fantasmi, in mezzo alla calca: prenditi cura per primo, e vedrai che molti si fermeranno.
leibnicht is offline  
Vecchio 31-12-2004, 08.10.32   #4
La_viandante
stella danzante
 
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Data registrazione: 05-08-2004
Messaggi: 1,751
Citazione:
Quanti di noi hanno visto scene come il barbone in difficoltà evitato dai passanti


mi hai fatto tornare in mente una delle prime volte che prendevo la metropolitana a milano, un clochard al centro della metro, prima si e' messo a piangere, poi e' piombato giu' a terra, malore forse e... la signora, seduta accanto a me in metro mi fa..."ma hai sentito come puzza?"
nn e' una barzelletta e' vero, poi vista l'okkiataccia ke le ho dato ha cambiato solfa, dicendo ke ce n'e' tanti cosi, poverini, cmq qualcuno di buon cuore piu' vicino a lui lo ha rialzato
non aveva avuto un malore, recitava, era costretto a recitare qella parte per attirare l'attenzione;
sono rimasta naturalmente scioccata, ma dopo il secondo il terzo il decimo il 30esimo vederli tt i giorni mi ha creato assuefazione
e' quello ke fa tt i giorni anche la tv, una sola delle notizie ke da tt i giorni, dovrebbe lasciarci male e in una sofferenza, invece ne sentiamo 10, 20 e siamo cinici, perche' non saremmo capaci di sopportare tt il dolore che c viene propinato, sfido kiunque d voi a ascoltare il tg a ora d pranzo e a non continuare a masticare e ingoiare mentre passano le scene d feriti e di guerra,
il cinismo e' un' autodifesa, nn potremmo stare sempre dietro i problemi e le tragedie d tutti e provarne sempre dolore, e' inumano
La_viandante is offline  
Vecchio 31-12-2004, 12.25.33   #5
herzog
Ospite abituale
 
Data registrazione: 15-12-2004
Messaggi: 404
Talking indifferenza e umanità

Caro AM, penso che quello che tu dici sia in parte vero (e anche la provocazione di leib non è affatto sbagliata, perché penso sia una esortazione a quella che può essere l'unica soluzione al problema che hai posto: FARE...)...io vorrei aggiungere una considerazione (che estende, in parte, quanto già detto da un altro che è intervenuto e di cui non ricordo il nome - me ne scuso)...penso che tutto nasca dal rifiuto della propria "umanità", delle proprie istanze più intime, più vere (proprio) perché più umane...la ricerca della perfezione ci rende disumani e ci costringe a rifiutare l'umano che vediamo riflesso in queste persone più "sfortunate"...essere più umani vuol dire essere meno perfetti e, così, maggiormente soggetti alla riprovazione di quelli, e sono la maggioranza, che invece non vogliono abbandonare quell'ideale di perfezione tanto oggi in voga (leggi: conformismo)...
Il problema è che è difficile rinunciare ad essere (melius, ad avere l'illusione di essere...qui sta la fregatura) integrati, ci vuol molto più coraggio a sfidare tutto questo, essere veramente sé stessi, nella propria umile umanità...viviamo in una società che rifiuta l'essere umani, visto come modello perdente, infimo, fastidioso, mediocre, preferendo ad esso un uomo di "plastica"...
La nostra indifferenza verso gli altri deriva, a mio giudizio, dalla nostra incapacità di accettarci per quello che siamo, per le nostre piccolezze, per i nostri difetti e dalla conseguente nostra incapacità di proporci agli altri in tal modo...
Ci costruiamo un altro da noi, pubblicamente più accettabile (o, almeno, così speriamo o pensiamo), che lascia a casa sentimenti ed emozioni e costruisce rapporti in realtà "freddi", emotivamente insignificanti perché non provenienti dalla nostra vera natura, che, alla fine, ci lasciano solo un (MERITATO) senso di vuoto...
L'alternativa, come penso suggerisca leib, è: svegliati e datti da fare...io aggiungo (a meno che anche leib non la pensi così): SII TE STESSO e avrai molta indifferenza da un lato (da chi non lo sa essere) e pochi rapporti veri dall'altro (da chi VIVE, NON SOLO PENSA, come te), ma tu non sarai più capace di provare INDIFFERENZA...
Scusate la lunghezza e, temo, la poca chiarezza
Herzog
herzog is offline  
Vecchio 31-12-2004, 12.28.11   #6
trounoir
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-12-2004
Messaggi: 40
La cosa che fa + rabbia è che tutti sono bravi a parlare d'indifferenza di fronte ai problemi che ci assillano ma poi nessuno fa niente!!!!
Di moralisti ce ne sono fin troppi, poi le cose rimangono guarda caso sempre le stesse...
Si può cominciare dal volontariato che purtroppo non è preso molto in considerazione.
Anche il servizio militare in definitiva non serva a nulla se pensiamo invece al grandie aiuto che può dare un obiettore di coscienza.
Quante persone rimangono lì a poltrire di fronte alla Tv o ai videogiochi mentre fuori il mondo crolla!!!
Poi le stesse persone si lamentano che il mondo è pieno di ingiustizie, di problemi, di corruzzione, ecc!!!
Non siamo ipocriti!!!!!!
trounoir is offline  
Vecchio 31-12-2004, 12.34.59   #7
AM3
Ospite abituale
 
Data registrazione: 28-12-2004
Messaggi: 75
D'accordo con Vanlag , leibnicht , la viandante e herzog , tutti i post sono utili , Fare penso che sia l'unica strada pe migliorare noi e gli altri , anche se purtroppo soffriremo sempre vedendo certe scene , è disumano , ma è realtà per gente ancora sensibile a certe cose .
Però ritengo che sia fondamentale rallentare il ritmo della vita , per riuscire a vedere veramente certe cose .

Saluti a tutti e auguri
AM3 is offline  
Vecchio 31-12-2004, 12.38.46   #8
AM3
Ospite abituale
 
Data registrazione: 28-12-2004
Messaggi: 75
Caro trounoir , per quanto mi riguarda posso condividere la tua posizione , ma va anche detto francamente che chi fà qualcosa per migliorare alcune situazioni limite ( non per vento , ma qualcosina la faccio anch'io nel mio piccolo con il volontariato ) è costantemente solo davanti a certe visioni .
La tua rabbia è ben compresa , ma penso che ognun di noi si debba per forza porre una domanda : Cosa faccio io per gli altri , in concreto ? .
Io ho provato umilmente a rispondere , ora tocca agli altri .

Saluti
AM3 is offline  
Vecchio 31-12-2004, 12.50.17   #9
herzog
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Messaggi: 404
Talking testimoniare...

Per me, fare vuol dire essere sé stessi, con rigore, con onestà, con amore, ciascuno nel proprio campo, nel proprio lavoro, sì da "contaminare" gli altri con la propria testimonianza...e non pensiate che sia poco (a scanso di equivoci ed inutili discussioni: faccio volontariato, ho un'adozione a distanza e sto mollando il mio, remunerativo, lavoro perché i requisiti di cui sopra, nel mio campo, te li scordi...)...penso che tutto quanto sopra sia molto "infettante" e, per questo, ai più molto sgradito...ci vuole coraggio, ma non vedo serie alternative...altrimenti, si passerà la vita a compatirsi (mi permetto di consigliare al riguardo, ne avevo già fatto menzione in altro post, l'ultimo dei racconti di The dead" di Joyce e il film che Huston ne aveva tratto: illuminante, a mio giudizio, al riguardo; oppure, più immediato e semplice nel messaggio: "L'attimo fuggente": ricordate in quest'ultimo film chi era l'unico a morire?..... )....
Con gratitudine per i vostri contributi e auguri...(adesso devo staccare, ci risentiamo l'anno prossimo... )
Herzog
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Vecchio 31-12-2004, 13.17.12   #10
VanLag
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Messaggio originale inviato da trounoir
La cosa che fa + rabbia è che tutti sono bravi a parlare d'indifferenza di fronte ai problemi che ci assillano ma poi nessuno fa niente!!!!
Premesso che non sempre chi fa qualche cosa per gli altri è desideroso di raccontarlo, secondo te la goccia del volontariato nell’oceano dell’indifferenza, come la goccia dei missionari nella miseria del terzo mondo, servono a lenire in qualche modo i mali di questo mondo?
A me sembra che fare quello, con compiacimento, serve solo a mettersi in pace la coscienza e quella si è la vera ipocrisia.

Viceversa, lamentarsi, parlarne, urlare la propria rabbia ed il proprio dolore, può anche esprimere l'intento di evidenziare l’ingiustizia. Può voler dire sottolineare sempre e comunque il male, la sopraffazione, le prevaricazioni, finché la sensibilità sui problemi del mondo si allarghi a sempre più gente e ne nasca una risposta che non sia, un tiepido gesto di carità, ma un reale volontà di bene, capace di incidere e cambiare veramente.
Un bene che non sia solo il mio bene, ma che riguardi tutti gli esseri viventi e forse non solo quelli.

Ultima modifica di VanLag : 31-12-2004 alle ore 13.24.33.
VanLag is offline  

 



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