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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 30-03-2006, 12.05.24   #1
cerimonioso
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cosa deciderà delle elezioni

Secondo me altre da quelle che si sentono nei dibattiti televisivi dovrebbero essere le questioni sul piatto: la pagnotta da portare a casa è ben più importante di ogni altra cosa e vedrete che anche stavolta come sempre sarà la pagnotta a decidere l'esito delle elezioni. Nel 2001 mi ricordo che Iva Zanicchi partecipando a una trasmissione di Santoro si rivolse all'elettorato chiedendo: " I pensionati hanno una pensione più pesante o leggera nel 2001 rispetto al 96, insegnanti, operai, impiegati hanno avuto dei benefici dalle politiche del centrosinistra? Insomma gli italiani si sentono più ricchi o più poveri? Se si sentono più ricchi seguiteranno a votare l'Ulivo, se si sentono più poveri daranno il voto a Berlusconi".
Sarà pure demagogia, ma anche nel 2006, come nel 2001 e come per ogni altra elezione, sarà questa la questione determinante: "gli italiani si sentono più ricchi o più poveri?" Rovesciando il ragionamento della Zanicchi, se gli italiani riterranno di essersi arricchiti grazie a Berlusconi, lo voteranno di nuovo, in caso contrario cambieranno cavallo. Che piaccia o no, questa è la democrazia, baby!
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Vecchio 30-03-2006, 13.16.05   #2
VanLag
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Re: cosa deciderà delle elezioni

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Messaggio originale inviato da cerimonioso
Sarà pure demagogia, ma anche nel 2006, come nel 2001 e come per ogni altra elezione, sarà questa la questione determinante: "gli italiani si sentono più ricchi o più poveri?" Rovesciando il ragionamento della Zanicchi, se gli italiani riterranno di essersi arricchiti grazie a Berlusconi, lo voteranno di nuovo, in caso contrario cambieranno cavallo. Che piaccia o no, questa è la democrazia, baby!
E’ vero che l’italiano si lascia ingannare su tutto tranne che sul suo “borsino” (portafoglio), come si diceva dalle mie parti e se la massa della gente vede che si è impoverita, girerà le spalle all’attuale governo…… Ma…. ci sono diversi “ma” che io considererei.

Primo è la paura della delinquenza che è sempre in aumento e su questo l’attuale governo promette di più che la sinistra, (anche se in pratica ciò che hanno fatto è stato di dirci di difenderci da soli).
Secondo è la paura dell’invasione extracomunitaria che è molto sentita nei piccoli paesi ed anche qui la destra promette più della sinistra, (anche se secondo me non ha fatto assolutamente nulla tranne la legge Bossi/Fini, che per altro non ha influito sulla realtà).
Terzo è che Berlusconi possiede una pletora di mezzi di comunicazione tra telegiornali e televisioni e, coi media, si può fare credere a molta gente che c’è il sole, anche se fuori piove.
Quarto è che la chiesa, tramite le parole di Ruini, che ha detto di votare i candidati che sono contro l’eutanasia e che difendono la famiglia, si è praticamente schierata con la destra.

Inoltre tu sai che, a fronte dell’aumento del costo della vita soprattutto seguito all’euro, un negoziante, un libero professionista, un imprenditore, un artigiano, hanno ritoccato qualche prezzo delle merci di qua, qualche costo delle prestazioni di là e, bene o male, hanno salvaguardato il loro tenore di vita, mentre il dipendente è pressoché fermo al suo salario di anni fa, quando l’euro non c’era ancora e la destra non è certo sensibile ai problemi dei lavoratori dipendenti. Ora se nonostante questo, tu senti lavoratori dipendenti che dicono che voteranno Berlusconi, la cosa non mi fa sperare bene.

Per contro ci sono imprenditori che sceglieranno la sinistra in quanto disgustati da un sistema assolutamente privo di etica e clientelare di gestire gli affari. Un sistema nel quale non vince quello che produce la merce migliore, ma vince quello che ha meno scrupoli. Ci sono liberi professionisti che amano la legalità ed il diritto e che mal si adattano al clima di illegalità che si è creato. Commercianti che hanno capito che se la gente è povera non compra più niente. Artigiani disgustati dall’approssimazione e dall’imbarbarimento del modo di lavorare. Ci sono intellettuali e galantuomini che dicono no, ad un governo decisionista che taglia fuori la dialettica polittica.

Insomma…… le cose sono più complesse di quanto si pensi ed io spero che molti italiani nel scegliere usino bene la ragione.

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Vecchio 30-03-2006, 13.28.28   #3
Spaceboy
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...io sono più ricco del 2001...

...ma il mio voto lo darò alla sinistra, senza la minima esitazione...

...i soldi non sono tutto, e quando voto mi rifaccio più ai principi e alle idee di chi si propone di governare...

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Vecchio 30-03-2006, 13.31.24   #4
odissea
torna catalessi...
 
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...io sono più ricco del 2001...

...ma il mio voto lo darò alla sinistra, senza la minima esitazione...

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che uomo!

ce ne fossero di più!
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Vecchio 30-03-2006, 14.09.15   #5
Mr. Bean
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io invece percepisco uno stipendio che è circa la metà di quello del 2001, per par condicio dovrei votare ugualmente Berlusconi? No, invece, fermo restando che se, una volta eletto il centrosinistra, non dovesse rispondere alle aspettative, la prossima volta gli farei le corna, oppure per par condicio.... andrei in vacanza, anziché votare...
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Vecchio 30-03-2006, 14.15.26   #6
odissea
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io invece percepisco uno stipendio che è circa la metà di quello del 2001, per par condicio dovrei votare ugualmente Berlusconi? No, invece, fermo restando che se, una volta eletto il centrosinistra, non dovesse rispondere alle aspettative, la prossima volta gli farei le corna, oppure per par condicio.... andrei in vacanza, anziché votare...

la metà???ma scherzi? è molto grave questa cosa. posso chiederti in che ambito lavori? se sono indiscreta lascia pure strae.

Anche nel sociale ci sono stati tagli mica da ridere; molte comunità hanno chiuso i battenti perchè i contributi statali sono diminuiti. Anche io ho il mio conflitto di interesse, altro che par condicio, si va a sinistra e speremo ben!
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Vecchio 30-03-2006, 14.41.00   #7
Mr. Bean
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la metà???ma scherzi? è molto grave questa cosa. posso chiederti in che ambito lavori? se sono indiscreta lascia pure strae.

Anche nel sociale ci sono stati tagli mica da ridere; molte comunità hanno chiuso i battenti perchè i contributi statali sono diminuiti. Anche io ho il mio conflitto di interesse, altro che par condicio, si va a sinistra e speremo ben!

nel 2001 lavoravo nel settore petrolchimico, con uno stipendop medioalto a contratto full time a tempo indeterminato. Poi, a causa dello spostamento dell'azienda presso cui lavoravo e varie vicissitudini che ho già raccontato, passai da un'azienda ad un'altra (nel solo 2002 mi licenziai da 3 posti ), arrivai nel 2003 in una multinazionale del commercio, con contratto part-time. Non ho diritto ad assegno di invalidità, nè accompagnamento o altra indennità. Lavora anche mia moglie, anche lei con difficoltà motorie come me, anche lei pare non aver diritto a nulla. Se consideriamo che ci mettiamo 3 o 4 ore la settimana per la palestra (oltre al relativo costo) e che paghiamo di tasca nostra una donna delle pulizie (alla faccia della Costituzione)... beh, si capisce forse perché io non sia poi così entusiasta di sapere chi vincerà le prossime elezioni.
Se solo fossimo in Francia, per esempio, pagheremmo meno sulle bollette enel...
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Vecchio 30-03-2006, 23.53.55   #8
Weyl
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Dolcissima

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che uomo!

ce ne fossero di più!


Mai letti gli aforismi di Oscar Wilde?
Contengono molte amare verità...

Detto ciò: contesto il fatto che, oggi come oggi, si esprima il proprio voto in funzione del maggiore o minore arricchimento reso possibile dalle politiche di questo e quel governo.
Se guardiamo, dal di dentro, il paese "reale", credo che tutti siamo concordi su di un fatto, semplice, ma incontestabile.
Oggi, anno 2006, siamo tutti, mediamente, un po' più poveri che nel 2001.
Ma nel 2001 eravamo, tutti, un po' più poveri che nel 1996.
Infine, nel 1996 eravamo tutti alquanto più poveri che nel 1991.
Con le dovute e luminose eccezioni di un certo numero, variato nel tempo, di "beneficiati" dalla sorte e dal genio, sono circa vent'anni che assistiamo ad un inesorabile declino del tenore di vita del Paese, delle speranze di lavoro, delle speranze progettuali rivolte al futuro.

Come generazione, quella degli attuali quarantenni, è una generazione che non può che, per esperienza, giocare "al ribasso".
Nel pieno della vita, essa ha vissuto anche l'apogeo socioeconomico del suo Paese, ma poi, col declinare della propria vita, il declinare, parallelo, delle condizioni di vita della società in cui è vissuto.

Risultato: si scommette sulla minor perdita, oppure, se si vuole, sul prolungamento dell'agonia.
Questo è il senso della scelta elettorale, dal punto di vista pratico.

Sotto un profilo ideologico, permettetemi di dire che trovo piuttosto anacronistico fondare su "principi" la scelta politica.
Il mondo non lo si cambia più, per lo meno, non nello spazio breve delle generazioni attualmente presenti su questo pianeta.
"Altra" è la scelta ideologica oppure idealistica, la quale va percepita come deposizione, come testimonianza vivente che ciascuno di noi ha il dovere di portare alle generazioni future attraverso il suo pensiero, il suo agire e il suo sentire.
"Altra", totalmente, la partecipazione ad una "Cosa Pubblica" che si muove dentro le regole di un sistema che, giusto o sbagliato che sia, appare solido come il marmo dentro la cattedrale del pianeta.

Dunque, animo: scelgano i portafogli, poichè, dentro gli orientamenti liberisti, l'istanza metafisica della "mano invisibile" di Adam Smith, opera effettivamente!
Weyl is offline  

 



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