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Vecchio 23-05-2006, 10.15.11   #1
Mr. Bean
eternità incarnata
 
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Data registrazione: 23-01-2005
Messaggi: 2,566
il diritto/dovere di informare

sul sito dell'ordine dei giornalisti di Milano (www.odg.mi.it ) c'è un'importante sentenza della Cassazione riguardante il diritto/dovere dei media di informare.


FORTE MONITO DEI GIUDICI SUPREMI AL MONDO GIORNALISTICO ITALIANO

Anche la Cassazione afferma che il giornalismo deve osservare le regole fissate per legge. Non esiste la libertà di scrivere quel che si vuole o di pubblicare le generalità e le foto di persone che hanno subito violenze e che hanno anche patito gravi lesioni alla loro dignità personale.
Una lezione di civiltà per coloro che in questi giorni predicano un giornalismo senza vincoli in contrasto con il dettato dell'articolo 21 della Costituzione che, al comma 6, pone il limite del "buon costume" alla libertà di manifestazione del pensiero. Il "buon costume" coincide con il rispetto della dignità della persona (sentenza 293/2000 della Corte costituzionale).

"Sul n. 9/2000 del settimanale "Panorama", diretto da Roberto Briglia, veniva pubblicato - a firma di Marcella Andreoli - un articolo dal titolo "Il sacco, la carota e altre storie di nonni", nel quale veniva raccontata con dovizia di particolari una vicenda di angherie e violenze subita da un giovane aviere in una caserma del Padovano. A seguito di un esposto della famiglia dell'aviere, che lamentava la pubblicazione del nome e cognome e di altri particolari personali della vittima degli episodi di "nonnismo", sì da consentirne la "diretta ed esplicita identificazione", il Consiglio regionale dell'Ordine dei Giornalisti della Lombardia, con delibera 17 luglio 2000, ritenuta sussistente la violazione del Codice di deontologia sulla privacy e del dovere di attenersi alla verità sostanziale dei fatti, ha irrogato alla Andreoli la sanzione della sospensione della professione per due mesi ed al Briglia quella della censura". Successivamente il Consiglio nazionale ha, invece, ridotto la sanzione a quella dell'avvertimento per entrambi i giornalisti, confermato l'impianto accusatorio. La decisione è stata ribadita dal Tribunale, dalla Corte d'Appello di Milano e dalla Corte suprema con la sentenza 7607/2006.., Nel luglio del 2000 i direttori dei grandi giornali italiani lanciarono insulti contro la linea "calvinista" dell'Ordine di Milano....che, invece, in quell'occasione aveva difeso ancora una volta la legalità deontologica della professione di giornalista....

Si legge nella sentenza 293/2000 della Corte costituzionale:
Con riguardo all'art. 21, sesto comma, della Costituzione, questa Corte non può non ricordare che tale articolo - nel vietare le pubblicazioni contrarie al buon costume - demanda alla legge la predisposizione di meccanismi e strumenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni del precetto costituzionale.
L'art. 15 della legge sulla stampa del 1948, esteso anche al sistema radiotelevisivo pubblico e privato dall'art. 30, comma 2, della legge 6 agosto 1990, n. 223, non intende andare al di là del tenore letterale della formula quando vieta gli stampati idonei a "turbare il comune sentimento della morale". Vale a dire, non soltanto ciò che è comune alle diverse morali del nostro tempo, ma anche alla pluralità delle concezioni etiche che convivono nella società contemporanea. Tale contenuto minimo altro non è se non il rispetto della persona umana, valore che anima l'art. 2 della Costituzione, alla luce del quale va letta la previsione incriminatrice denunciata.
Solo quando la soglia dell'attenzione della comunità civile è colpita negativamente, e offesa, dalle pubblicazioni di scritti o immagini con particolari impressionanti o raccapriccianti, lesivi della dignità di ogni essere umano, e perciò avvertibili dall'intera collettività, scatta la reazione dell'ordinamento. E a spiegare e a dar ragione dell'uso prudente dello strumento punitivo è proprio la necessità di un'attenta valutazione dei fatti da parte dei differenti organi giudiziari, che non possono ignorare il valore cardine della libertà di manifestazione del pensiero. Non per questo la libertà di pensiero è tale da inficiare la norma sotto il profilo della legittimità costituzionale, poiché essa è qui concepita come presidio del bene fondamentale della dignità umana.
Così intesa la figura delittuosa, si possono superare anche le residue censure.
La descrizione dell'elemento materiale del fatto-reato, indubbiamente caratterizzato dal riferimento a concetti elastici, trova nella tutela della dignità umana il suo limite, sì che appare escluso il pericolo di arbitrarie dilatazioni della fattispecie, risultando quindi infondate le censure di genericità e indeterminatezza.
Quello della dignità della persona umana è, infatti, valore costituzionale che permea di sé il diritto positivo e deve dunque incidere sull'interpretazione di quella parte della disposizione in esame che evoca il comune sentimento della morale. Nella stessa chiave interpretativa si dissolvono i dubbi sul fondamento della previsione incriminatrice. Onde non v'è lesione degli artt. 3, 21 e 25 della Costituzione".

Voi cosa ne pensate?
Mr. Bean is offline  
Vecchio 23-05-2006, 12.51.41   #2
SebastianoTV83
Utente bannato
 
Data registrazione: 11-05-2005
Messaggi: 639
dico semplicemente che la questione della dignità umana è tenuta volutamente confusa e non se ne dà una definizione chiara. se dobbiamo stare attenti a non pubblicare qualcosa che vada contro una qualsiasi forma di morale, non dovremmo pubblicare nulla perchè per alcuni anche la stessa stampa è un atto di ribellione contro Dio, così come internet, certi tipi di musica ecc.

La dignità umana sta nelle peculiarità della nostra specie e nella realizzazione di queste. La comunicazione dev'essere libera, non lesiva nei confronti di privati, critica nei confronti di tutti i personaggi pubblici. inoltre, non deve fondarsi sul sensazionalismo ma su una sana informazione. i casi del tipo Cogne debbono avere il loro spazio (limitato) e non tormentarci per mesi, la rubrica sul cagnolino cresciuto col gattino e la vecchia tartaruga con l'ippopotamo lasciamole a riviste e trasmissioni specializzate, a pagamento. il calcio e lo sport non mi invada i quotidiani distogliendomi dalla vera informazione. al massimo si moltiplichino le pubblicazioni specializzate. tanto i mediocri che comperano il giornale per il calcio sono in molti.
SebastianoTV83 is offline  

 



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