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Vecchio 16-10-2006, 07.47.40   #1
acquario69
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Data registrazione: 10-04-2006
Messaggi: 1,444
l'ennesimo scandalo, l'ennesima copertura..

l'onorevole sniffata

Caos politico per il test antidroga a cui le Iene di Italia1 hanno sottoposto, a loro insaputa, cinquanta deputati, dal quale uno su tre è risultato positivo.
Caustico è stato Daniele Capezzone dei Radicali, da sempre schierato a favore della liberalizzazione delle droghe: “Io l’ho sempre detto”.
Più forcaiola Alessandra Mussolini, che ha invitato a fare i nomi, mentre Italo Bocchino (An), negativo al test, ha annunciato vie legali.
Casini ha parlato di una pessima trovata pubblicitaria.
Piero Fassino invece ha ironizzato: “Può darsi che così si faccia più in fretta a cambiare la legge Fini sulle tossicodipendenze”.

Ma passiamo ai fatti: una Iena in borghese, nei giorni scorsi, ha avvicinato i politici e con il pretesto di un’intervista sulla Finanziaria ha fatto tamponare la loro fronte da una finta truccatrice.
Risultato: 16 onorevoli positivi sui 50 del campione analizzato.
Di questi, 12 avevano assunto cannabis e quattro cocaina.

Con questo scoop della iena Matteo Viviani (nel servizio comunque si sarebbe garantito l’anonimato ai politici coinvolti dalla singolare inchiesta), ieri sera, si sarebbe dovuta aprire la decima edizione del programma cult le Iene show, che è tornato in prima serata su Italia 1 con Cristina Chiabotto, Luca e Paolo.
Ma il Garante per la Privacy ha deciso di bloccare il servizio e ieri sera i politici hanno potuto dormire sonni tranquilli.

E la decisione del Garante per la Privacy ha scatenato le ire di Davide Parenti, ideatore e autore della famosa trasmissione: “Andiamo in onda da dieci anni rispettando la privacy di tutti, perfino dei guaritori filippini e dei ladri di motorini, figuriamoci quella dei deputati: protesto con amarezza. Abbiamo fatto decine di servizi in questi anni, cancellando sempre i volti delle persone coinvolte. Una delle nostre prime inchieste era sul mercato dei motorini rubati: ebbene, abbiamo trovato un ladro che vendeva un motorino quasi nuovo, ovviamente rubato, e perfino quello aveva il volto schermato. Per non parlare dei guaritori filippini, dal mio punto di vista veri gangster che speculano sul cancro, la paura della morte e la buonafede: neanche loro erano riconoscibili. Potrei continuare con le patenti false e gli infermieri che vendevano i morti alle agenzie di pompe funebri. E per finire con gli esempi, Amedeo Goria che fa le sue avances era stato schermato e la sua voce contraffatta. Poi si è scoperto, ma non a causa nostra. Ovviamente, anche questo servizio era stato costruito senza violare la privacy di nessuno. Pazienza”.

Evidentemente in Italia esiste una privacy di serie A per i parlamentari ed una, diversa, per tutti gli altri.
Il vero problema non è però quello della privacy, ma un altro, ben più grave e serio.
Coloro che in Italia detengono il potere legislativo in misura preoccupante violano le stesse leggi che magari hanno contribuito a far approvare.
Qui non deve esistere divisione tra proibizionisti e antiproibizionisti: ogni parlamentare ha diritto di operare secondo le proprie convinzioni, ma dovrebbe farlo nel rispetto della legge.

E soprattutto non dovrebbe esercitare il suo mandato parlamentare sotto i fumi della droga.
Un personaggio pubblico gode di molti privilegi, ma deve pure accettare qualche regola in più e comunque non può far piacere agli italiani sapere che parte dello stipendio dorato di questi signori finisce speso in droga, quando tante famiglie non arrivano alla fine del mese.

Non è poi giusto vedere tanta rigorosa difesa della privacy in questo caso mentre spesso la condizione di tossicodipendenza viene dichiarata e considerata aggravante per tanti piccoli “delinquenti”.
No, non va bene.
Un Calissano che si presenta la domenica pomeriggio in Tv per dire che ha abbandonato la droga viene accolto come un eroe, ma tanti ragazzi qualsiasi devono affrontare lo stesso percorso e, spesso da soli, lo devono fare con maggior eroismo. Non sentiamo alcuna mancanza della nuova figura del parlamentare disintossicato.


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acquario69 is offline  
Vecchio 16-10-2006, 17.05.30   #2
dany83
Ospite abituale
 
Data registrazione: 18-09-2006
Messaggi: 618
Riferimento: l'ennesimo scandalo, l'ennesima copertura..

ora ho scoperto come mai fanno certe leggi...con tutto quello che sniffano!
dany83 is offline  
Vecchio 16-10-2006, 23.26.17   #3
Alessandro D'Angelo
dnamercurio
 
L'avatar di Alessandro D'Angelo
 
Data registrazione: 14-11-2004
Messaggi: 563
Dalla "Camera del Buco" allo sniffare per legiferare

il 14 giugno 2006, la stampa riportava l’ipotesi del Ministro Ferrero di aprire anche in Italia le “CAMERE DEL BUCO” scatenando una polemica in seno all’Unione mentre l’onorevole Renzo Lusetti della Margherita affermava: <<E’ una strada che in altri paesi non ha dato risultati… Dopo la bioetica, rischiamo di avere idee diverse anche sulla droga>>
gIORNI FA l’ex Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini ha proposto di fare un test obbligatorio per tutti i parlamentari al fine di dimostrare una loro dipendenza alle droghe. Questa proposta deve essere realizzata, solo all’interno di un parlamento “civile” ed atipico come quello italiano? credo che ciò sia utile per ravvisare una trasparenza politica che legittimi la giusta figura di importanti cariche dello stato presso gli organi parlamentari. Una riflessione sorge spontanea: "I cittadini sono pronti a pagare la costosa droga ai “Rappresentanti del popolo” che si sono conferiti stipendi più che elevati? Forse sniffando riescono a legiferare meglio?"
Saluti a Tutti
Alessandro D'Angelo is offline  
Vecchio 08-11-2006, 22.22.02   #4
padulo
Ospite abituale
 
Data registrazione: 17-10-2006
Messaggi: 64
Riferimento: Dalla "Camera del Buco" allo sniffare per legiferare

Citazione:
Originalmente inviato da Alessandro D'Angelo
il 14 giugno 2006, la stampa riportava l’ipotesi del Ministro Ferrero di aprire anche in Italia le “CAMERE DEL BUCO” scatenando una polemica in seno all’Unione mentre l’onorevole Renzo Lusetti della Margherita affermava: <<E’ una strada che in altri paesi non ha dato risultati… Dopo la bioetica, rischiamo di avere idee diverse anche sulla droga>>
gIORNI FA l’ex Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini ha proposto di fare un test obbligatorio per tutti i parlamentari al fine di dimostrare una loro dipendenza alle droghe. Questa proposta deve essere realizzata, solo all’interno di un parlamento “civile” ed atipico come quello italiano? credo che ciò sia utile per ravvisare una trasparenza politica che legittimi la giusta figura di importanti cariche dello stato presso gli organi parlamentari. Una riflessione sorge spontanea: "I cittadini sono pronti a pagare la costosa droga ai “Rappresentanti del popolo” che si sono conferiti stipendi più che elevati? Forse sniffando riescono a legiferare meglio?"
Saluti a Tutti

La cosa che più mi sconforta è che noi siamo in mano a questa gente.....questi sono i nostri governanti che hanno in mano i nostri destini!!!
padulo is offline  

 



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