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Vecchio 03-05-2008, 15.06.49   #1
zanna
Ospite
 
Data registrazione: 19-06-2007
Messaggi: 25
Pascal e l'uomo infelice

trascurando la possibilità di una vita oltre la morte l uomo è destinato ad essere infelice?
L uomo nn fa altro che inseguire la felicità totale anche essendo consapevole che gli è irraggiungibile
<< tutti gli uomini ,nessuno accettuato cercano di essere felicier quantoimpieghino mezzi diversi ,tutti tendono a questo fine...La volontà nn fa mai il minimo passo se non verso quest' oggetto .E' il movente di tutte le azioni ditutti gli uomini ,anche di quelli che si impiccano >>
Nonostante la società tenti di inculcare l idea dello star bene e del piacere
<<Non occorre un anima molto elevata per comprendere che quaggiù nn ci sono soddisfazioni veraci e durature ;che tutti i nostri piaceri sono vani e i nostri mali senza numero>>
<<Tutti si lamentano rincipi ,sudditi ,nobili,plebei, vecchi,giovani,forti, deboli ,dotti ignoranti ,sani , infermi,di tutti i paesi, di tutti i tempi di tutte le età e condizioni>>
che ne pensate???'
zanna is offline  
Vecchio 03-05-2008, 20.25.41   #2
natopigro
Ospite
 
Data registrazione: 01-05-2008
Messaggi: 7
Riferimento: Pascal e l'uomo infelice

Non ho mai studiato approfonditamente Pascal, ma per quanto rigaurda la sua "scommessa" non mi sembra un acuto pensatore, almeno alcuni filosofi greci sono attuali ancora oggi, Pascal no.

Queste idee che ha esposto qui non mi sembrano nulla di che, è un già detto. Il pessimismo cosmico, esistenziale è proprio di molti filosofi, e in molti hanno detto cose più interessanti e acute di quello che ha detto pascal...
natopigro is offline  
Vecchio 03-05-2008, 21.24.49   #3
Koli
Moderatore
 
Data registrazione: 17-11-2007
Messaggi: 405
Riferimento: Pascal e l'uomo infelice

Citazione:
Originalmente inviato da zanna
L uomo nn fa altro che inseguire la felicità totale anche essendo consapevole che gli è irraggiungibile
<< tutti gli uomini ,nessuno accettuato cercano di essere felicier quantoimpieghino mezzi diversi ,tutti tendono a questo fine...La volontà nn fa mai il minimo passo se non verso quest' oggetto .E' il movente di tutte le azioni ditutti gli uomini ,anche di quelli che si impiccano >>
Nonostante la società tenti di inculcare l idea dello star bene e del piacere
<<Non occorre un anima molto elevata per comprendere che quaggiù nn ci sono soddisfazioni veraci e durature ;che tutti i nostri piaceri sono vani e i nostri mali senza numero>>
<<Tutti si lamentano rincipi ,sudditi ,nobili,plebei, vecchi,giovani,forti, deboli ,dotti ignoranti ,sani , infermi,di tutti i paesi, di tutti i tempi di tutte le età e condizioni>>
che ne pensate???'


Ricordo che Pascal mi era piaciuto al liceo in quanto descriveva lucidamente quello che si prova a quell'età; (ma non solo).
Mi sembra assodato che tutti aspiriamo alla felicità o più realisticamente al benessere (psichico). Non sono sicuro tuttavia, che solo gli uomini possano vantare un auto-coscienza. Non mi stupirei infatti, se qualche specie animale "pensasse" se stessa. Al di là di questo ipotesi comunque, il "problema della nostra infelicità consiste nel possedere la facoltà razionale" come sembra dire lo stesso Pascal. Intendo dire (molto banalmente) che la frustrazione consiste nel rapporto (a volte inversamente proporzionale) fra volere e potere. La volonta può non conoscere limiti ( se non quelli della facoltà immaginativa stessa) mentre le probabilità reali di raggiungere una metà possono essere molto più scarse.
Nasce quendi il desiderio frustrato (termine di Blasie). Questo desiderio è notevolmente aumentato nella nostra epoca in quanto siamo molto più soggetti rispetto al passato, a una esposizione di messaggi esterni che ci fanno capire che per essere felici bisogna avere x.
La soluzione di Pascal la sapete.

Citazione:
Originalmente inviato da zanna
trascurando la possibilità di una vita oltre la morte l uomo è destinato ad essere infelice?
Non necessariamente chi non crede è infelice. La felicità la possiamo costruire pur non credendo nel suo carattere universale o assoluto.

Citazione:
Originalmente inviato da natopigro
Queste idee che ha esposto qui non mi sembrano nulla di che, è un già detto

Può essere considerato un già detto se non si tiene conto che Pascal ha preceduto cronologicamente oltre che influenzato, Foscolo, Leopardi, Kierkegaard, Nietzsche oltre ovviamente l'esistenzialismo del Novecento.
Koli is offline  
Vecchio 03-05-2008, 23.59.02   #4
Majeroni
Ospite
 
Data registrazione: 02-05-2008
Messaggi: 5
Riferimento: Pascal e l'uomo infelice

Vi porrò una domanda la cui risposta empirica mi ha un po' condizionato.
"Qual'è l'unica emozione che non si può provare sognando?"
Majeroni is offline  
Vecchio 04-05-2008, 08.24.50   #5
Noor
Ospite di se stesso
 
L'avatar di Noor
 
Data registrazione: 29-03-2007
Messaggi: 2,064
Riferimento: Pascal e l'uomo infelice

Bene-male,amore-odio,libertà-destino,felicità-infelicità..
Sinquando perseguiremo un’estremo di queste polarità,troveremo l’altra..è una lotta perenne della mente contro se stessa,visto che anche il mondo che questa vede è una sua errata lettura..
Accettando ciò che accade alla superficie del sé,senza attaccarsi a questa o quell’altra emozione enon cercando altro da sé,accederemo ad una visione più profonda al di là degli opposti oscillanti:qui vi è da sempre ad aspettarci, ogni momento,la Pace,il Silenzio che non ha opposti.Lo Stato Naturale.
Noor is offline  
Vecchio 04-05-2008, 17.45.26   #6
Nottesilente
Ospite
 
Data registrazione: 11-02-2005
Messaggi: 14
Riferimento: Pascal e l'uomo infelice

Citazione:
Originalmente inviato da zanna
trascurando la possibilità di una vita oltre la morte l uomo è destinato ad essere infelice?
L uomo nn fa altro che inseguire la felicità totale anche essendo consapevole che gli è irraggiungibile
<< tutti gli uomini ,nessuno accettuato cercano di essere felicier quantoimpieghino mezzi diversi ,tutti tendono a questo fine...La volontà nn fa mai il minimo passo se non verso quest' oggetto .E' il movente di tutte le azioni ditutti gli uomini ,anche di quelli che si impiccano >>
Nonostante la società tenti di inculcare l idea dello star bene e del piacere
<<Non occorre un anima molto elevata per comprendere che quaggiù nn ci sono soddisfazioni veraci e durature ;che tutti i nostri piaceri sono vani e i nostri mali senza numero>>
<<Tutti si lamentano rincipi ,sudditi ,nobili,plebei, vecchi,giovani,forti, deboli ,dotti ignoranti ,sani , infermi,di tutti i paesi, di tutti i tempi di tutte le età e condizioni>>
che ne pensate???'


Amavo molto Pascal quando ero al liceo. Ora ammetto che il suo pessimismo cosmico mi sta stretto. Sinceramente non credo che l'uomo sia condannato ad essere infelice senza possibilità alcuna di riscattarsi. Facendo leva sul buon senso, ritengo che la felicità in assoluto non esista, così come l'infelicità assoluta. La felicità è fatta di momenti, seppur brevi; bisogna saper apprezzare tutto quanto di bello la vita ci offre. Possono sembrare parole banali le mie, me ne rendo conto, ma credo fermamente in quanto ho scritto. Inoltre ritengo non si possa essere infelici per tutta la vita: ci saranno attimi di gioia, seppure effimeri! Avere un atteggiamento aperto e pronto a "ricevere" le cose belle è un ottimo punto di partenza. Consiglio la lettura di un breve saggio di C. André, intitolato "Dell'arte della felicità": l'autore esamina 25 quadri di pittori famosi e costruisce un percorso a tappe verso la felicità (posso assicurare che non si tratta di un manualetto banale di auto-aiuto Inoltre contiene fotografie stupende!).
Una buona domenica a tutti!
Nottesilente is offline  
Vecchio 05-05-2008, 16.00.24   #7
zanna
Ospite
 
Data registrazione: 19-06-2007
Messaggi: 25
Riferimento: Pascal e l'uomo infelice

spero che nn sia un manuale in realtà non sono di mio gusto cose del genere cmq credo che ascolterò il tuo consiglio.
Tornando in topic Nottesilente tu non senti in te una forte insoddisfazione nn senti come me un qualcosa che ti dice di poter trovare più della gioia effimera delle piccole cose della vità di trovare la Felicità
Io personalmente spesso sento un profondo vuoto dentro che nn posso colmare con la fede in dio perchè sarebbe un prendermi in giro nn si può mentire a se stessi..bha...
zanna is offline  
Vecchio 06-05-2008, 08.34.26   #8
emmeci
Ospite abituale
 
L'avatar di emmeci
 
Data registrazione: 10-06-2007
Messaggi: 1,272
Riferimento: Pascal e l'uomo infelice

Nell’argomento intitolato “La tragedia dell’edonismo”, aperto da Socrate78, mi sono industriato a cercare una parola che sostituisse la parola piacere, quasi per poter indicare di esso una versione moralmente più sana e – alla fine - un più accettabile “stato di grazia”: e ho proposto la parola gioia, anche per l’ampiezza dei suoi significati, che mi parevano allargarsi ben al di là della parola piacere, fin quasi a portarsi agli estremi dell’universo, arrivando a comprendere la gioia dell’angelo e quella del diavolo evocando quell’armonia o quel magico incanto, che secondo la leggenda doveva regnare prima della caduta luciferina.
Ora però zanna mi fa capire, coll’argomento che si richiama a Pascal, che anche la gioia può essere un’illusione e che la felicità è realmente un fantasma, anche se tutti, nessuno eccettuato, la cercano e, come dice Pascal, essa è il movente di tutte le azioni e di tutti gli uomini, “anche di quelli che si impiccano”.
Una dichiarazione terribile – e forse neanche esatta, considerata non solo la beatitudine espressa dal volto dei santi, ma anche la semplice soddisfazione di un filosofo che – come lo stesso Pascal – ne avrà ben gustato almeno una stilla al momento di scrivere quei trattati sulle coniche, sul vuoto e sul calcolo infinitesimale, se non quegli splendidi pensieri in cui ha espresso per tutti i secoli avvenire la sua tragica verità. Ma insomma, per tornare al punto nevralgico della questione, ci sono o non ci sono esseri felici?
A me pare, da ciò che ho letto e sperimentato, che la felicità non è un nome vano, solo che nel momento che c’è non la si conosce, ed esiste quando non c’è più.
emmeci is offline  
Vecchio 07-05-2008, 10.25.38   #9
Nottesilente
Ospite
 
Data registrazione: 11-02-2005
Messaggi: 14
Riferimento: Pascal e l'uomo infelice

Citazione:
Originalmente inviato da zanna
spero che nn sia un manuale in realtà non sono di mio gusto cose del genere cmq credo che ascolterò il tuo consiglio.
Tornando in topic Nottesilente tu non senti in te una forte insoddisfazione nn senti come me un qualcosa che ti dice di poter trovare più della gioia effimera delle piccole cose della vità di trovare la Felicità
Io personalmente spesso sento un profondo vuoto dentro che nn posso colmare con la fede in dio perchè sarebbe un prendermi in giro nn si può mentire a se stessi..bha...


Non è assolutamente un manuale! E' un libro davvero interessante che applica la psicologia alla storia dell'arte, interpretando vari quadri famosi.
Il vuoto profondo che dici di avvertire in te non dovrebbe diventare un "rifugio", però! In teoria dovrebbe servire da sprone per metterci in moto ed apportare significativi cambiamenti ad un'esistenza insoddisfacente, con o senza l'aiuto di Dio (infatti non ho mai parlato di Dio!).
Nottesilente is offline  

 



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