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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 04-11-2008, 13.42.41   #1
arsenio
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invito alla filosofia

Per chi sente l'esigenza di chiedersi quale senso dare alla propria vita individuale e con lo scopo di renderla degna di essere vissuta. Se è sensibile ai valori formativi, non pago di ciò che è è vuole imparare a vivere misurandosi con la quotidianità.
L'esistere del singolo che ciascuno è, individuo segnato dal tempo dell'ansia, ispira la filosofia e la letteratura del '900.
L'antica saggezza, e non un ibrido ed arbitrario filosofeggiare, fornisce spunti pure alle attuali psicoterapie. Oggi anche i fedeli sono de-spiritualizzati: né il confessionale del prete né il divano dell'analista sono più efficaci a lenire le insostenibili frustrazioni, la solitudine, l'angoscia per la morte, come suppose Freud. E a Camus, che si chiese se la vita valesse la pena e essere vissuta, pure oggi risponderebbe : “La vita come ci è imposta è troppo dura per noi , ci reca troppi dolori,disinganni, compiti impossibili da risolvere”. (Il disagio della civiltà) Il rimedio ? Per la massa proprio le vie di fuga a cui ricorre: compensazioni anestetiche e distrazioni futili.
La forma mentis della filosofia è uno scetticismo illuminato, altrimenti non è filosofia. Consapevoli che si può affermare una cosa e il suo contrario ed essere plausibili. La ragionevolezza ha preso il posto della ragione e si riconosce che un'unica verità impoverisce la vita sociale. Tutto è relativo e criticabile, scienza, etica, politica, metafisica. Sono solo congetture fallibili ( Popper). Non si può prevedere l'estrema mutevolezza delle cose. Non ci sono verità fisse e immutabili; pantha rhei. (Eraclito) tutto scorre. Si ritorna ai classici: Platone contrappose il pensiero alla vita; l'essere astratto e generico dimentica la differenza tra l'essere e gli enti singoli.
Socrate disse che si dedicava a ricerche su se stesso e sugli altri. Perchè una vita che non faccia di cotali ricerche non è degna di essere vissuta (Apologia di Socrate,Platone).
Aristotele distinse tra la logica analitica che parte da premesse vere e procede per deduzioni e la dialettica che si avvia da premesse probabili.
Il sapere risente degli orientamenti del tempo e il pensiero è storicamente determinato. Già la ragione cartesiana, il soggetto trascendentale kantiano, la ragione assoluta hegeliana sono superati. E l'ipotesi di un inconscio ha reinquadrato molte concezioni filosofiche.
Il pensiero attuale è debole (Severino, Cacciari, Vattimo) e possibilista. Dubita su opinioni e simboli culturali e confida nella perfettibilità della conoscenza,la filosofia teoretica è entrata nelle università.
Ma oggi, che “il mondo vero è diventato una favola” (Nietzsche) quale diffusione filosofica si può pretendere? La conoscenza mediata dai monitor è la più grave barriera al contatto con la realtà e se va male sul piano relazionale, va peggio su quello culturale. Internet disorienta con sterili percorsi da link a link che portano al thrash e all'arretratezza del pensiero. Rintronati da un'enorme mole d' informazioni, desensibilizzati e torpidi nella mente. Si evitano approfondimenti che riguardano la nostra vita e i rapporti con gli altri. Anche nei siti dove la scrittura potrebbe essere vittoriosa le riflessioni analitiche sono impedite da un iperattivo smanettare la tastiera per controllare stress e depressioni e non già per un'avventura delle idee.
Con la spiritualità va ancor peggio: si è teologi di se stessi, avvizziti nelle emozioni,narcotizzati nei sentimenti, si consuma in acquisizioni ipertrofiche e si attendono felicità celestiali ma si preferisce autoannullarsi con discipline orientaleggianti.
La politica è istrionica ,arrogante, semplificativa. Sprezzante di regole e istituzioni, narcisistica e autoreferenziale.
Quale rapporto con la realtà si può aspettarsi? C' è qualcuno che non è sicuro di aver ragione? I forum virtuali che conosco no sono certo un laboratorio di idee per un proficuo e pluralistico confronto. Spesso a banalità amplificate si alternano vaniloqui incomprensibili per problemi insolubili.
Cosa resta a chi vuole intraprendere un tragitto per conoscere se stesso e le proprie possibilità? Non a torto si indica quale esempio la mente greca colorata e flessibile. Il nuovo Ulisse per virtute e conoscenza viaggia all'interno confrontandosi con l'altro in una realtà quotidiana che si mostra in ogni sua diversità. Per condividere conoscenze con gli altri. Per una rigorosa discussione sulla realtà poliedrica nei suoi svariati punti di vista..
E per trovare una causa: un incontro, un amore, un'occasione di crescita, la relazione con qualcosa diverso da sé.
arsenio is offline  
Vecchio 04-11-2008, 17.24.39   #2
Noor
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Prima o poi bisogna pur smettere di farsi tutte queste domande ed uscire definitivamente dal sogno,da quella bella favola già preannunciata da Nietzsche.
La mente non ha scampo,è un loop infinito verso tutte le direzioni ,dettato da un meccanismo improduttivo senza possibilità di scelta..
Uscire dal sogno è smontare l'ego dalle sue infinite previsioni,idee,supposizioni,p aure,incertezze...
Non vi sono soluzioni all'interno della mente,e ciò che ad essa sembra troppo semplificato,futile,impossibil e,ridicolo è solo una banale e semplice verità,che se solo fosse possibile trasmettere a parole sarebbe già fatta...Il punto è solo "Chi" ascolta..(intendo dire non la persona ma l'Essere) mai ciò che si può dire,perchè le parole non potranno mai bastare,mai essere sufficienti a soddisfare le richieste della mente:
poichè la risposta è sempre contenuta nella stessa domanda :questo l'unico segreto da disvelare,l'unico Incantesimo da rompere,l'unica ipnosi da cui magicamente uscire una volta per tutte.
A fine corsa poi,forse il treno (la mente) si ferma da sè..
per inerzia,senza che nessuno la forzi.
Dunque:o si accetta ciò , o andremo a cercarci ulteriori protesi (pensieri) per proteggere quel loop che non vogliamo fermare perchè non sappiamo riconoscerlo come tale o perchè
filtrate da altre illusioni lette per verità,nel frattempo costruite.
Invece non c'è nulla da costruire,quanto da smontare per riscoprire il nudo Essere che lì attende.

Non c'è nessuna verità che non sia già qui.

Ultima modifica di Noor : 04-11-2008 alle ore 21.25.37.
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Vecchio 06-11-2008, 11.15.14   #3
espert37
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Per chi sente l'esigenza di chiedersi quale senso dare alla propria vita individuale e con lo scopo di renderla degna di essere vissuta. Se è sensibile ai valori formativi, non pago di ciò che è è vuole imparare a vivere misurandosi con la quotidianità.
L'esistere del singolo che ciascuno è, individuo segnato dal tempo dell'ansia, ispira la filosofia e la letteratura del '900.
L'antica saggezza, e non un ibrido ed arbitrario filosofeggiare, fornisce spunti pure alle attuali psicoterapie. Oggi anche i fedeli sono de-spiritualizzati: né il confessionale del prete né il divano dell'analista sono più efficaci a lenire le insostenibili frustrazioni, la solitudine, l'angoscia per la morte, come suppose Freud. E a Camus, che si chiese se la vita valesse la pena e essere vissuta, pure oggi risponderebbe : “La vita come ci è imposta è troppo dura per noi , ci reca troppi dolori,disinganni, compiti impossibili da risolvere”. (Il disagio della civiltà) Il rimedio ? Per la massa proprio le vie di fuga a cui ricorre: compensazioni anestetiche e distrazioni futili.
La forma mentis della filosofia è uno scetticismo illuminato, altrimenti non è filosofia. Consapevoli che si può affermare una cosa e il suo contrario ed essere plausibili. La ragionevolezza ha preso il posto della ragione e si riconosce che un'unica verità impoverisce la vita sociale. Tutto è relativo e criticabile, scienza, etica, politica, metafisica. Sono solo congetture fallibili ( Popper). Non si può prevedere l'estrema mutevolezza delle cose. Non ci sono verità fisse e immutabili; pantha rhei. (Eraclito) tutto scorre. Si ritorna ai classici: Platone contrappose il pensiero alla vita; l'essere astratto e generico dimentica la differenza tra l'essere e gli enti singoli.
Socrate disse che si dedicava a ricerche su se stesso e sugli altri. Perchè una vita che non faccia di cotali ricerche non è degna di essere vissuta (Apologia di Socrate,Platone).
Aristotele distinse tra la logica analitica che parte da premesse vere e procede per deduzioni e la dialettica che si avvia da premesse probabili.
Il sapere risente degli orientamenti del tempo e il pensiero è storicamente determinato. Già la ragione cartesiana, il soggetto trascendentale kantiano, la ragione assoluta hegeliana sono superati. E l'ipotesi di un inconscio ha reinquadrato molte concezioni filosofiche.
Il pensiero attuale è debole (Severino, Cacciari, Vattimo) e possibilista. Dubita su opinioni e simboli culturali e confida nella perfettibilità della conoscenza,la filosofia teoretica è entrata nelle università.
Ma oggi, che “il mondo vero è diventato una favola” (Nietzsche) quale diffusione filosofica si può pretendere? La conoscenza mediata dai monitor è la più grave barriera al contatto con la realtà e se va male sul piano relazionale, va peggio su quello culturale. Internet disorienta con sterili percorsi da link a link che portano al thrash e all'arretratezza del pensiero. Rintronati da un'enorme mole d' informazioni, desensibilizzati e torpidi nella mente. Si evitano approfondimenti che riguardano la nostra vita e i rapporti con gli altri. Anche nei siti dove la scrittura potrebbe essere vittoriosa le riflessioni analitiche sono impedite da un iperattivo smanettare la tastiera per controllare stress e depressioni e non già per un'avventura delle idee.
Con la spiritualità va ancor peggio: si è teologi di se stessi, avvizziti nelle emozioni,narcotizzati nei sentimenti, si consuma in acquisizioni ipertrofiche e si attendono felicità celestiali ma si preferisce autoannullarsi con discipline orientaleggianti.
La politica è istrionica ,arrogante, semplificativa. Sprezzante di regole e istituzioni, narcisistica e autoreferenziale.
Quale rapporto con la realtà si può aspettarsi? C' è qualcuno che non è sicuro di aver ragione? I forum virtuali che conosco no sono certo un laboratorio di idee per un proficuo e pluralistico confronto. Spesso a banalità amplificate si alternano vaniloqui incomprensibili per problemi insolubili.
Cosa resta a chi vuole intraprendere un tragitto per conoscere se stesso e le proprie possibilità? Non a torto si indica quale esempio la mente greca colorata e flessibile. Il nuovo Ulisse per virtute e conoscenza viaggia all'interno confrontandosi con l'altro in una realtà quotidiana che si mostra in ogni sua diversità. Per condividere conoscenze con gli altri. Per una rigorosa discussione sulla realtà poliedrica nei suoi svariati punti di vista..
E per trovare una causa: un incontro, un amore, un'occasione di crescita, la relazione con qualcosa diverso da sé.

Carissimo Arsenio, ho letto più vplte quanto hai espresso quì sopra,quindi ho voluto fermarmi un attimo a rifletterci per poter dare una eventuale concreta risposta;Intendiamoci,sempre limitatamente alle mie capacità interpretative.
Innanzi tutto comprendo e condivido le tue perplessità, le ombre e la delusione da tè denunciate per le scarse possibilità di poter intrapprendere una buona e sana discussione costruttiva e migliorante il pensiero degli interlocutori, nonchè la possibilità di riuscire a portarla a termine.
Premetto: Non sono un filosofo,ma credo che il compito che si sono prefissati tutti i filosofi sia quello di migliorare lo stato della esistenza umana, esprimendo le personali idee e confrontandole con quelle di altri per migliorarle e proporle poi nella realtà sociale.
A mio avviso,per poter armoniosamente e costruttivamente colloquiare, è essenziale avere dei punti in comune, basi fondamentali anche di quella Verità unica, massima e dall'umano irraggiungibile che tutti ci accomuna.E' mia ferma convinzione che fino a quando ogni interlocutore, "per profondo che sia " condurrà una discussione basandosi sulla propria verità individuale si rimarrà sempre nel caos più conpleto con i risultati da tè stesso denunciati.
Per potermi meglio far capire, io paragono un qualsiasi viaggio discutivo ad un viaggio in automobile: Per poter analizzare e ricercare il tragitto migliore,dobbiamo essenzialmente avere in comune quanto meno,il punto di partenza ed il punto di arrivo. Ebbene,esistenzialmente e filosoficamente il punto di partenza in comune è l'EGO,perchè per noi due,e per tutti gli individui che compongono l'umanita tutti i problemi e tutto l'universo esistono relativamente alla propria esistenza,se noi non esistessimo esisterebbe nulla per noi. La meta è la felicità,la beatitudine,o il paradiso "quì ed ora". Questi sono,a mio avviso i due punti essenziali che accomunano tutta l'umanità.
Quindi,la ricerca comune del tragitto meno arduo per raggiungere questa meta,risulterà molto più facile con risultati più soddisfacenti.

Una ulteriore mia piccola osservazione: quando prendiamo spunti dalle idee dei tanti filosofi del passato, come Nietzsche,Freud ecc.dobbiamo farlo con beneficio di inventario, perchè sono direttamente rapportabili al loro periodo vissuto,ma sopratutto a ciò che hanno esperito nella loro esistenza,in special modo giovanile. Inoltre mi risulta strano notare che troppo raramente,in queste problematiche si porta ad esempio ciò che ci è stato lasciato da personaggi come:S.Francesco, S.Tommaso, Paolo di Tarso,S.Agostino. Anche loro facenti parte della compagine filosofica,e che molto probabilmente potrebbero sollevate qualcuno dall'attuale malessere,trasmettendoci un qualcosa di maggiormente positivo.
Un amichevole saluto espert 37
espert37 is offline  
Vecchio 06-11-2008, 14.03.54   #4
arsenio
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Carissimo Arsenio, ho letto più vplte quanto hai espresso quì sopra,quindi ho voluto fermarmi un attimo a rifletterci per poter dare una eventuale concreta risposta;Intendiamoci,sempre limitatamente alle mie capacità interpretative.
Innanzi tutto comprendo e condivido le tue perplessità, le ombre e la delusione da tè denunciate per le scarse possibilità di poter intrapprendere una buona e sana discussione costruttiva e migliorante il pensiero degli interlocutori, nonchè la possibilità di riuscire a portarla a termine.
Premetto: Non sono un filosofo,ma credo che il compito che si sono prefissati tutti i filosofi sia quello di migliorare lo stato della esistenza umana, esprimendo le personali idee e confrontandole con quelle di altri per migliorarle e proporle poi nella realtà sociale.
A mio avviso,per poter armoniosamente e costruttivamente colloquiare, è essenziale avere dei punti in comune, basi fondamentali anche di quella Verità unica, massima e dall'umano irraggiungibile che tutti ci accomuna.E' mia ferma convinzione che fino a quando ogni interlocutore, "per profondo che sia " condurrà una discussione basandosi sulla propria verità individuale si rimarrà sempre nel caos più conpleto con i risultati da tè stesso denunciati.
Per potermi meglio far capire, io paragono un qualsiasi viaggio discutivo ad un viaggio in automobile: Per poter analizzare e ricercare il tragitto migliore,dobbiamo essenzialmente avere in comune quanto meno,il punto di partenza ed il punto di arrivo. Ebbene,esistenzialmente e filosoficamente il punto di partenza in comune è l'EGO,perchè per noi due,e per tutti gli individui che compongono l'umanita tutti i problemi e tutto l'universo esistono relativamente alla propria esistenza,se noi non esistessimo esisterebbe nulla per noi. La meta è la felicità,la beatitudine,o il paradiso "quì ed ora". Questi sono,a mio avviso i due punti essenziali che accomunano tutta l'umanità.
Quindi,la ricerca comune del tragitto meno arduo per raggiungere questa meta,risulterà molto più facile con risultati più soddisfacenti.

Una ulteriore mia piccola osservazione: quando prendiamo spunti dalle idee dei tanti filosofi del passato, come Nietzsche,Freud ecc.dobbiamo farlo con beneficio di inventario, perchè sono direttamente rapportabili al loro periodo vissuto,ma sopratutto a ciò che hanno esperito nella loro esistenza,in special modo giovanile. Inoltre mi risulta strano notare che troppo raramente,in queste problematiche si porta ad esempio ciò che ci è stato lasciato da personaggi come:S.Francesco, S.Tommaso, Paolo di Tarso,S.Agostino. Anche loro facenti parte della compagine filosofica,e che molto probabilmente potrebbero sollevate qualcuno dall'attuale malessere,trasmettendoci un qualcosa di maggiormente positivo.
Un amichevole saluto espert 37


Caro expert , è vero,non noto nei forum in genere un abitus mentis filosofico e non parlo di conoscenze professionali,ma del “filosofare” di Kant, che non è solo un parlare di filosofia. A volte si tratta di chiacchiere piuttosto anarchiche.
I filosofi che citi, eccetto S. Agostino che ho spesso citato anche in psicologia, come santi o padri della chiesa, non li conosco molto per l'impronta dei miei temi, essendo orientato più alla consulenza filosofica dove sono in primo piano i filosofi-pensatori, come Nietzsche, Schopenhauer, Pascal, Freud, Iung, Jasper ecc. per un discorso interdisciplinare, gli ellenistici, ecc.
ricambio i saluti.
arsenio is offline  
Vecchio 07-11-2008, 09.04.23   #5
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Caro expert , è vero,non noto nei forum in genere un abitus mentis filosofico e non parlo di conoscenze professionali,ma del “filosofare” di Kant, che non è solo un parlare di filosofia. A volte si tratta di chiacchiere piuttosto anarchiche.
I filosofi che citi, eccetto S. Agostino che ho spesso citato anche in psicologia, come santi o padri della chiesa, non li conosco molto per l'impronta dei miei temi, essendo orientato più alla consulenza filosofica dove sono in primo piano i filosofi-pensatori, come Nietzsche, Schopenhauer, Pascal, Freud, Iung, Jasper ecc. per un discorso interdisciplinare, gli ellenistici, ecc.
ricambio i saluti.

Caro Arsenio, comprendo quanto esprimi e condivido, ma siccome i tuoi interventi,sin da quando lessi il primo qualche anno fà, hanno sempre destato in me molto interesse e curiosità facendo maturare nei tuoi confronti una notevole stima,ti sarei grato se mi potresti dare una tua opinione su quanto
ho espresso nel mio ultimo post circa le basi fondamentali per poter intavolare
un costruttivo colloquio al fine di portare a soluzione moltissime tamatiche e se il tutto può essere da tè condiviso. In caso contrario potermene descrivere i motivi. Una tua opinione mi farebbe molto piacere.
Auguro una buona giornata, con stima. espert 37
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Vecchio 07-11-2008, 13.23.04   #6
arsenio
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Originalmente inviato da espert37
Caro Arsenio, comprendo quanto esprimi e condivido, ma siccome i tuoi interventi,sin da quando lessi il primo qualche anno fà, hanno sempre destato in me molto interesse e curiosità facendo maturare nei tuoi confronti una notevole stima,ti sarei grato se mi potresti dare una tua opinione su quanto
ho espresso nel mio ultimo post circa le basi fondamentali per poter intavolare
un costruttivo colloquio al fine di portare a soluzione moltissime tamatiche e se il tutto può essere da tè condiviso. In caso contrario potermene descrivere i motivi. Una tua opinione mi farebbe molto piacere.
Auguro una buona giornata, con stima. espert 37


Gentile expert esponi corretti fondamenti filosofici, ma devo aggiungere altro. In un forum non c'è l'esigenza di essere esperti in una disciplina per discuterla. Anche perchè sarebbe non impossibile ma abbastanza improbabile che professionisti o docenti attivi accettassero di impiegare parte del loro tempo in un'attività non da sottovalutare, ma che esula dai loro obiettivi. A meno che non si tratti di ricerche sugli stili e orientamenti delle scritture internettiane nei forum culturali, per forme e contenuti, come spia di un divenire storico della cultura. Tuttavia, a mio avviso, ogni dissertazione che si situa in un determinato contesto tematico, richiederebbe alcune basi lessicali e storia de suoi termini chiave, anche secondo scuole e autore, ma anche l'abito mentale, lo “spirito” previsto e richiesto per dialogare su certi argomenti di un certo settore delle scienze umane.
Come sai mi sono un po' dilettato di conversare a Psicologia - riflessioni, ma certamente con un orientamento mentale diverso. Non solo perchè lo stesso termine cambia di senso a seconda del suo contesto ( la psicologia è figlia della filosofia, ma certe parole concettuali sono storicamente mutate),ma perche pur essendo entrambe scienze umane dello spirito, anche se la psicologia ha pretese di scientificità sperimentale, richiedono una diversità di approccio. Per esempio, se ci riferiamo ai derivati new age, ogni parola può significare qualunque cosa uno voglia far loro significare. Tu ceto non fai parte di chi adatta, da inconsapevole alcune “teorie ingenue” a un tema di filosofia, non rendendosi conto che in tal modo il dialogo è oltremodo difficoltoso, a meno che entrambi non ci si accordi di parlare a ruota libera o meglio di chiacchierare. Ma non sarebbe questo l'obiettivo di un forum a settore definito, e nemmeno di un contenitore onnicomprensivo come le chat dove non si dovrebbe parlare a vanvera come spesso succede nella strana galassia del ciberspazio. Oltre a tutto continue precisazioni richiedono tempo e sono inutili perchè come ti sarai reso conto, si può discorrere all'infinito ma ognuno, se ha concetti radicati e solo quelli, se ne è arroccato e non li abbandona, se sono troppo dissonanti con ciò che afferma l'interlocutore. Inoltre in un forum virtuale non succede quasi mai che vengano ammessi fraintendimenti o lacune, si tenta in ogni modo di far ammettere all'altro, con citazioni,estrapolazioni, creando caos verbalistico, ecc. che sì, ha sbagliato lui, che certe cose è lui a non saperle: fa parte del “gioco da forum”. Io stesso evito argomenti nei quali potrei anche parlare, ma non ho la sicurezza per controbattere con cognizione di causa. Ovviamente se ad alcuni va bene così, nessuna obiezione, ma spero di averti fatto comprendere con questa premessa, come concepisco le dissertazioni filosofiche. Il discorso sarebbe incompiuto e se vuoi possiamo parlarne ancora. Per ora ti ringrazio per la tua pacatezza che già conosco e per aver iniziato un tipo di discorso che, confesso, mi piacerebbe continuare con maggiori dati, possibilmente testimonianze oggettive, analisi del discorso, ecc.

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Vecchio 08-11-2008, 23.42.06   #7
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Gentile expert esponi corretti fondamenti filosofici, ma devo aggiungere altro. In un forum non c'è l'esigenza di essere esperti in una disciplina per discuterla. Anche perchè sarebbe non impossibile ma abbastanza improbabile che professionisti o docenti attivi accettassero di impiegare parte del loro tempo in un'attività non da sottovalutare, ma che esula dai loro obiettivi. A meno che non si tratti di ricerche sugli stili e orientamenti delle scritture internettiane nei forum culturali, per forme e contenuti, come spia di un divenire storico della cultura. Tuttavia, a mio avviso, ogni dissertazione che si situa in un determinato contesto tematico, richiederebbe alcune basi lessicali e storia de suoi termini chiave, anche secondo scuole e autore, ma anche l'abito mentale, lo “spirito” previsto e richiesto per dialogare su certi argomenti di un certo settore delle scienze umane.
Come sai mi sono un po' dilettato di conversare a Psicologia - riflessioni, ma certamente con un orientamento mentale diverso. Non solo perchè lo stesso termine cambia di senso a seconda del suo contesto ( la psicologia è figlia della filosofia, ma certe parole concettuali sono storicamente mutate),ma perche pur essendo entrambe scienze umane dello spirito, anche se la psicologia ha pretese di scientificità sperimentale, richiedono una diversità di approccio. Per esempio, se ci riferiamo ai derivati new age, ogni parola può significare qualunque cosa uno voglia far loro significare. Tu ceto non fai parte di chi adatta, da inconsapevole alcune “teorie ingenue” a un tema di filosofia, non rendendosi conto che in tal modo il dialogo è oltremodo difficoltoso, a meno che entrambi non ci si accordi di parlare a ruota libera o meglio di chiacchierare. Ma non sarebbe questo l'obiettivo di un forum a settore definito, e nemmeno di un contenitore onnicomprensivo come le chat dove non si dovrebbe parlare a vanvera come spesso succede nella strana galassia del ciberspazio. Oltre a tutto continue precisazioni richiedono tempo e sono inutili perchè come ti sarai reso conto, si può discorrere all'infinito ma ognuno, se ha concetti radicati e solo quelli, se ne è arroccato e non li abbandona, se sono troppo dissonanti con ciò che afferma l'interlocutore. Inoltre in un forum virtuale non succede quasi mai che vengano ammessi fraintendimenti o lacune, si tenta in ogni modo di far ammettere all'altro, con citazioni,estrapolazioni, creando caos verbalistico, ecc. che sì, ha sbagliato lui, che certe cose è lui a non saperle: fa parte del “gioco da forum”. Io stesso evito argomenti nei quali potrei anche parlare, ma non ho la sicurezza per controbattere con cognizione di causa. Ovviamente se ad alcuni va bene così, nessuna obiezione, ma spero di averti fatto comprendere con questa premessa, come concepisco le dissertazioni filosofiche. Il discorso sarebbe incompiuto e se vuoi possiamo parlarne ancora. Per ora ti ringrazio per la tua pacatezza che già conosco e per aver iniziato un tipo di discorso che, confesso, mi piacerebbe continuare con maggiori dati, possibilmente testimonianze oggettive, analisi del discorso, ecc.


Carissimo Arsenio, ti ringrazio per questa tua esaustiva spiegazione,attraverso la quale mi sembra capire che,causa la mia elementare dialettica,e la scarsa conoscenza di basilari norme filosofiche è meglio che io mi astenga dal partecipare a queste argomentazioni per non rompere le scatole ai partecipanti più addentrati nella materia. La spinta a partecipare è alimentata dal desiderio di conoscenza, di migliorarmi e migliorare,ma molto probabilmente sto peccando di presunzione. Io parteciperei volentieri anche senza alcuna aspettetiva.
Mi puoi tù dare un consiglio chiaro e sincero da amico? Grazie. espert37
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Vecchio 09-11-2008, 01.02.17   #8
odos
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Quale rapporto con la realtà si può aspettarsi? C' è qualcuno che non è sicuro di aver ragione? I forum virtuali che conosco no sono certo un laboratorio di idee per un proficuo e pluralistico confronto. Spesso a banalità amplificate si alternano vaniloqui incomprensibili per problemi insolubili.

Io spesso sono sicuro di non avere ragione, e per questo pongo domande e provoco attendendo speranzoso critiche convincenti, e unicamente a questo fine.

Questo forum in particolare ha dato prova di sè in passato di essere all'altezza dell'idea di un progetto comune portato avanti da più persone, e gli elogi che ne sono stati fatti lo testimoniano.

Non condivido questo disfattismo, e io credo, opinione personalissima, che sia conseguenza del fatto che si cerchi dalla filosofia la formuletta magica che risolva tutto. La filosofia è fatica e non è fatta per sentenze finali. Essa è a disposizione di tutti quelli che vi si vogliono dedicare, anche di Espert, il quale, checchè lui pensi di sè stesso, porta avanti le proprie argomentazioni con un intento onesto e genuino.

E' questa fatica che la filosofia richiede che ci impone di concepire questo spazio come un luogo di collaborazione comune e non un campo di battaglia. Quest'ultimo non è come tu sostieni connaturato alla filosofia stessa, ma al contrario è un segno evidente che non ci troviamo in presenza di essa.
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Vecchio 09-11-2008, 12.03.47   #9
albert
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Citazione:
Originalmente inviato da odos
Questo forum in particolare ha dato prova di sè in passato di essere all'altezza dell'idea di un progetto comune portato avanti da più persone, e gli elogi che ne sono stati fatti lo testimoniano.

Anche secondo me, pur con tutte le sue pecche, questo forum non è male. Chiunque continui a parteciparvi, tra l'altro, in qualche modo sottoscrive questa idea, se no si rivolgerebbe altrove ...

Citazione:
Originalmente inviato da odos
... concepire questo spazio come un luogo di collaborazione comune e non un campo di battaglia. Quest'ultimo non è come tu sostieni connaturato alla filosofia stessa, ma al contrario è un segno evidente che non ci troviamo in presenza di essa.

beh, un po' di vivacità penso sia insita nella natura stessa della filosofia ... basta guardarne la storia. L'importante, per quanto riguarda questo forum, è avere comunque la volontà di collaborare e non trascendere ...
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Vecchio 24-11-2008, 09.40.22   #10
emmeci
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Albert, se penso all’immagine della Torre che, come sai, ho posto a emblema della filosofia, direi che l’aspirazione dell’uomo è quella di trascendere….ma di trascendere servendosi di mattoni che vengono dalla creta, da cui è venuto lui stesso, e di un progetto nato dalla sua testa. Trascendere, fino a scorgere la verità assoluta, quella che potrà dispiegarsi davanti a colui che salirà fino alla cima della Torre, senza paura che la colpisca il fulmine di un Dio o che essa crolli nella varietà babelica delle lingue.
emmeci is offline  

 



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