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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 21-01-2009, 23.48.10   #11
Noor
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Riferimento: Disumanità del cristianesimo?

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Originalmente inviato da Franco
che cos'è quella cosa con cui dici che "Dio" è comunque disumano e non regge ai ragionamenti? I ragionamenti su "Dio" non sono qualcosa che possa esser-utile, che possa servire a qualcosa. Li sì è.
Qualsiasi cosa s'intenda con Dio,non può essere una proiezione-desiderio dei ragionamenti umani (da qui la disumanità,nel senso di essere oltre le categorie umane di buono-cattivo,bene-male),e se mai fosse solo questo,diventerebbe comunque gratuito il discuterne.
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Vecchio 22-01-2009, 09.01.48   #12
Franco
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Riferimento: Disumanità del cristianesimo?

Citazione:
Originalmente inviato da Noor
Qualsiasi cosa s'intenda con Dio,non può essere una proiezione-desiderio dei ragionamenti umani (da qui la disumanità,nel senso di essere oltre le categorie umane di buono-cattivo,bene-male),e se mai fosse solo questo,diventerebbe comunque gratuito il discuterne.

Noor,

perchè questo non dovrebbe valere anche per te? Perchè chi pone il problema della dis-umanità di "Dio" erra, ed invece tu no? Gli altri ragionano e proiettano e tu no?

In discussione in questo thread è la dis-umanità del Cristianesimo. Il problema di socrate78 è la difficoltà di conciliare una deterrminazione fondamentale attribuita al "Dio" della tradizione giudaico-cristiana con il tipo di morte del "Cristo". Ora la posizione di emmeci non è così lontana dalla mia. Come ho già scritto, ciò che entro una prospettiva di fede è e rimane mistero, diviene evidenza entro una prospettiva antropologico-storica. E' necessario e sufficiente considerare il tipo d'uomo, d'umanità in gioco. E' per questo che emmeci può dire che : "La disumanità della religione cristiana non sarebbe poi inconcepibile".

A ciò replichi come segue:" Ciò che è disumano è figlio di ciò che è umano:dunque più che concepibile dall'uomo..
Dio è comunque disumano,non regge ai ragionamenti,ai calcoli,alle utilità dell'ego umano:dunque che serve farli?"


Come fai a dire che "Dio" è comunque dis-umano e non regge ai ragionamenti dell-uomo, se tu stesso fai uso di un ragionamento? Tu stesso Noor, hai fatto e fai uso di un calcolo. Non solo, ma attraverso di esso predichi il divino come ti pare. Lo giudichi così e cosà, dis-umano, non reggente ai calcoli dell'uomo e via dicendo e non t'accorgi che per compiere la tua breve "apologia" fai uso di categorie umane, ancora e sempre umane.

Per evitare sterili fraintendimenti ti chiedo inoltre se il "Dio" cui ti riferisci è proprio quello della tradizione di cui sopra. In caso affermativo t'inviterei a ripetere la riflessione sul dato di fatto per il quale un tale "Dio" si sarebbe rivelato come sistema etico. Nel momento stesso in cui "Dio" si "rivela" non può non "abbassarsi" al livello dell'uomo e delle sue categorie.

Franco

Ultima modifica di Franco : 22-01-2009 alle ore 11.11.47.
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Vecchio 22-01-2009, 11.29.29   #13
Noor
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Riferimento: Disumanità del cristianesimo?

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Originalmente inviato da Franco
Lo giudichi così e cosà, dis-umano, non reggente ai calcoli dell'uomo e via dicendo e non t'accorgi che per compiere la tua breve "apologia" fai uso di categorie umane, ancora e sempre umane.

Nel momento stesso in cui "Dio" si "rivela" non può non "abbassarsi" al livello dell'uomo e delle sue categorie.

Dire cosa non è,non è affermare ciò che E'.
Nel RivelarSi ,non vi sono categorie.
E’ il Dogma che poi le crea ..
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Vecchio 22-01-2009, 14.31.36   #14
Franco
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Riferimento: Disumanità del cristianesimo?

Citazione:
Originalmente inviato da Noor
Dire cosa non è,non è affermare ciò che E'.
Nel RivelarSi ,non vi sono categorie.
E’ il Dogma che poi le crea ..


Noor,

il mio ultimo intervento è ben più articolato di quanto da te quotato. Hai evidentmente ripreso solo ciò che ti fa più comodo e tentato di scavalcare i miei rilievi. Ciò non giova ad un dialogo autentico . In questa maniera si può dire qualsiasi cosa.

In un forum di filosofia che si rispetti, non possono non vigere le leggi fondamentali del pensiero. Tra queste ve n'è una chiamata principio di non contraddizione. In base ad esso ti chiedo: " sei stato tu ad affermare - riferendoti a "Dio" che esso " E’ vita trasfigurata dalla Vita" ?. Spero che nella tua possibile replica tu non venga a dirmi che anche questo è opinabile. Dire di "Dio" che esso è Vita trasfigurata nella vita, significa non solo realizzare un ragionamento - cosa che tu contesti ad altri che non siano te stesso - ma anche fare uso di categorie umane. Non solo dunque hai nominato "Dio - hai detto proprio "Dio" caratterizzandolo grammaticalmente- ma lo hai anche entizzato, gli hai dato la determinazione essenzialissima dell'essere. Dicendo "Dio" dici anche ed irrecusabilmente che esso è. Che l'ente cui ti riferisci sia è indiscutibile. Ma non ti sei accontentato di ciò, determinandolo addirittura come vita a specificando questa stessa vita come trasfigurazione. Come chiami tutto ciò, Noor?

Il solo fatto di dire che Dio è, signifca fare un'affermazione su di "Lui".

"Dire cosa non è,non è affermare ciò che E'."

Nella misura in cui anche il "Dio" cui ti rifereisci è, fare delle affermazioni negative su di esso implica farne delle positive ed infatti anche tu ne fai. Dell'ente in quanto tale non è possibilie dire il non-essere senza dire l'essere.

"Nel rivelarsi non vi sono categorie."

Non so a cosa tu ti rifersica con il termine "categoria" . Ed è anche difficile impostare un dialogo fecondo se non mi chiarisci la tua adesione o meno al "Dio" di Abramo e di Giacobbe, di Mosè e di Cristo, di Paolo di Tarso ed Agostino d'Ippona, di Tommaso d'Aquino ed Hegel. Quel Dio nel rivelarsi non si è rivelato ad un uomo dal cranio vuoto, e non continua a "parlare " ad uomini dal cranio vuoto. Nel momento stesso in cui si "rivela" deve scendere a con-promessi con la capacità umana di accoglierlo. O forse intendi dire che tra l'atto della rivelazione di "Dio" ed il sistema dei dogmi non ci sia stata soluzione di continuità?


Franco

Ultima modifica di Franco : 22-01-2009 alle ore 16.18.43.
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Vecchio 22-01-2009, 16.24.38   #15
Noor
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Riferimento: Disumanità del cristianesimo?

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Originalmente inviato da Franco
In un forum di filosofia che si rispetti, non possono non vigere le leggi fondamentali del pensiero.

Il solo fatto di dire che Dio è, signifca fare un'affermazione su di "Lui".

Dell'ente in quanto tale non è possibilie dire il non-essere senza dire l'essere.


Nel momento stesso in cui si "rivela" deve scendere a con-promessi con la capacità umana di accoglierlo. O forse intendi dire che tra l'atto della rivelazione di "Dio" ed il sistema dei dogmi non c'è stata soluzione di continuiità?
Non hai torto Franco…
per ciò di cui parlo non vigono le leggi della filosofia (principio di non contraddizione,logica,dialetti ca..)
ed io non c’entro molto con questo forum,in verità..
ogni tanto passo e gioco un pò..
Ma il punto è che non abbiamo che il linguaggio per comunicare qui e ,le sue leggi..
e ciò vale anche per i compromessi legati al Dogma, di qualsiasi tipologia esso sia.
Dunque la tua seconda e terza affermazione,validissime in campo filosofico,non servono molto invece
quando si passa dalla speculazione filosofica , alla pratica,all’esperienza di cui parlo.
Spero di aver risposto a tutto ciò che mi hai richiesto.
Grazie per l’attenzione.
Ciao
Noor is offline  
Vecchio 22-01-2009, 17.08.16   #16
Socrate78
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Riferimento: Disumanità del cristianesimo?

Io comunque credo che ogni persona ( e ogni popolo) abbia il supremo diritto di raggiungere l'Assoluto nei modi più liberi e spontanei e anche di concepire Dio nelle maniere più svariate. Infatti,siccome si tratta di realtà che superano la ragione, l'intelligenza umana non può arrogarsi il diritto di decidere quale rappresentazione di Dio o dell'oltretomba sia la migliore. Gli islamici,ad esempio, hanno un'idea tutta particolare del Paradiso, inteso come luogo visto in maniera assolutamente terrena;eppure, per quanto certe concezioni possano sembrare strane, non possiamo dire che siano errate, semplicemente perchè non conosciamo.
Dio può essere teoricamente tutto:Energia primordiale, forza cieca, luce, calore, può essere visto in svariate forme e tutte sono per me legittime.
Socrate78 is offline  
Vecchio 24-01-2009, 22.43.22   #17
Franco
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Messaggi: 508
Riferimento: Disumanità del cristianesimo?

Citazione:
Originalmente inviato da Noor
Non hai torto Franco…
per ciò di cui parlo non vigono le leggi della filosofia (principio di non contraddizione,logica,dialetti ca..)
ed io non c’entro molto con questo forum,in verità..
ogni tanto passo e gioco un pò..
Ma il punto è che non abbiamo che il linguaggio per comunicare qui e ,le sue leggi..
e ciò vale anche per i compromessi legati al Dogma, di qualsiasi tipologia esso sia.
Dunque la tua seconda e terza affermazione,validissime in campo filosofico,non servono molto invece
quando si passa dalla speculazione filosofica , alla pratica,all’esperienza di cui parlo.
Spero di aver risposto a tutto ciò che mi hai richiesto.
Grazie per l’attenzione.
Ciao

Noor,

ecco bene, continuiamo a fare ordine. Per me tanto il forum di Riflessioni quanto l'esperienza filosofica sono cosa serie. Dal momento che qui vigono le leggi della logica non ti restano che due possibilità per comunicarmi la tua esperienza : o comunicarmela in un incontro nella realtà o discuterne qui nel rispetto di quelle leggi. Nel secondo caso andremmo molto probabilmente off topic. Il tuo ultimo rilievo è un altro gioco. Mi limito a porlo ma non a discuterlo.

Vorrei inoltre approfondire ulteriormente la proposta di discussione di Socrate78
Sulla base della propettiva antropologico-storica già menzionata, la morte del "Cristo" può essere intesa come in linea con l'essenza dell'esperienza religiosa in quanto esperienza sacrificale. L'uomo che salva l'intera umanità, che la libera dal peccato, è lo stesso che viene dato in pasto alla strapotente divinità. Questo il prezzo per la purificazione, la salvezza e la vita eterna: il massimo sacrificio immaginabile. Non più vitelli ed agnelli, ma l'uomo stesso.

Franco
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Vecchio 25-01-2009, 11.30.29   #18
Noor
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Riferimento: Disumanità del cristianesimo?

Citazione:
Originalmente inviato da Franco
Per me tanto il forum di Riflessioni quanto l'esperienza filosofica sono cosa serie. Dal momento che qui vigono le leggi della logica non ti restano che due possibilità per comunicarmi la tua esperienza : o comunicarmela in un incontro nella realtà o discuterne qui nel rispetto di quelle leggi. Nel secondo caso andremmo molto probabilmente off topic. Il tuo ultimo rilievo è un altro gioco. Mi limito a porlo ma non a discuterlo.

Vorrei inoltre approfondire ulteriormente la proposta di discussione di Socrate78
Sulla base della propettiva antropologico-storica già menzionata, la morte del "Cristo" può essere intesa come in linea con l'essenza dell'esperienza religiosa in quanto esperienza sacrificale. L'uomo che salva l'intera umanità, che la libera dal peccato, è lo stesso che viene dato in pasto alla strapotente divinità. Questo il prezzo per la purificazione, la salvezza e la vita eterna: il massimo sacrificio immaginabile. Non più vitelli ed agnelli, ma l'uomo stesso.

Franco
Giocare non esclude l’essere seri,comunque..non era questo il senso Franco..
Sono sempre serio,nel senso che non sto a scrivere cavolate,ma non lo faccio nel rispetto delle “ leggi” e magari vado OT,tutto qui..
Per il resto ..credo che un approfondimento unicamente storico-antropologico e che quindi non sia ermeneutico ,esulando dalla dimensione atemporale del Cristo (“Prima di Abramo,Io Sono”) non ha alcun senso,poiché non possiamo identificare Gesù ( corpo che nasce e che muore)con Cristo.
Altro dunque il senso da dare alla Morte e alla Risurrezione,ma non sono argomenti filosofici ove cioè possono vigere le "leggi filosofiche"..
Un filosofo che non faccia esperienza,che non viva il mistero,non può parlarne,poiché rimane alla buccia,ma non conosce la mela. E’ argomento mal posto,che può offrire solo risposte più che parziali,secondo me..
Noor is offline  
Vecchio 25-01-2009, 16.24.21   #19
Giorgiosan
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Riferimento: Disumanità del cristianesimo?

Ha scritto Feyerabend:

“Il cristianesimo è la religione assetata del sangue dei fratelli”

Sì, i cristiani sono e dovrebbero essere assetati del sangue dei fratelli.

Gesù Cristo ha compiuto un gesto ed ha pronunciato delle parole (stando ai Sinottici) che invitavano, coloro che avevano partecipato, alla cena d'addio, a nutrirsi della sua carne e del suo sangue ed a reiterare, essi stessi, quel sacrificio di sé a vantaggio dei fratelli... ed anche i fratelli, ovviamente, erano invitati a compiere lo stesso sacrificio.... ecc. ecc.
Ed è questo il suo testamento "sintetico" ... ma non una novità, perché in altre occasioni, aveva invitato a dare la vita per i fratelli ( sempre secondo i Vangeli)

Quel dare "sangue e carne" è, secondo la mia interpretazione, l'offerta dei sacrifici di tutta la sua vita e di quanto era sul punto di accadere.

Si può interpretare in tanti altri modi, ed ognuno dei credenti accoglierà quella
che gli è più congeniale e l'interpretazione che risulterà dal suo personale "circolo ermeneutico".

Vi sono dei genitori, non necessariamente credenti, che fanno lo stesso per i figli.

Si potrebbe dire che quei figli sono assetati del sangue e della carne dei loro genitori.

Si sarebbe autorizzati a dire, riguardo a questo punto di vista, che il cristianesimo è disumano?

Secondo me, sì!

Il cristianesimo, infatti, è disumano perchè è divino.

Ciao a tutti

Ultima modifica di Giorgiosan : 25-01-2009 alle ore 16.55.38.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 25-01-2009, 16.34.33   #20
Noor
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Riferimento: Disumanità del cristianesimo?

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Originalmente inviato da Giorgiosan
Il cristianesimo, infatti, è disumano perchè è divino.
Io direi che il Divino è disumano,Gesù Cristo lo ha reso Umano,il Cristianesimo lo ha umanizzato..
Noor is offline  

 



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