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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 11-08-2010, 07.40.41   #1
viracocha
Ospite
 
Data registrazione: 09-08-2010
Messaggi: 11
metafisica

Metafisica, dal greco metà tà physikà, "oltre le cose sensibili (fisiche)". La metafisica è la disciplina che intende studiare le cause e il "perché" di ogni cosa, andando oltre la semplice considerazione dei dati empirici ed epistemologici, per indagare i principi primi che generano e determinano le cose esistenti.
La metafisica, secondo Aristotele, è la scienza prima, poiché essa si rivolge allo studio non di un determinato ente, ma allo studio di ogni ente in quanto ente, ovvero lo studio delle qualità generali e comuni ad ogni ente (cosa esistente).
La valutazione metafisica dell'ente "Uomo" rivela che il suo interno è percorso da "astrazioni", concetti che avranno, forse, in futuro applicazioni sul piano fisico, ma che al momento rimangono,appunto, concetti senza una parvenza di sostanza reale (..se non quella dei sogni...).
Dette astrazioni, però hanno una valenza incredibile in campo comportamentale. Esse sono individuali, potenti, inconscie, e quindi difficilmente identificabili e soprattutto, nei casi pericolosi, pressochè impossibili da combattere, in quanto intimamante legati alla stessa essenza di quel dato "ente uomo".
Io chiamo questo aspetto umano "Bisogno".
La differenza tra bisogno e necessità.
Per necessità si intendono tutti quei processi da concludersi affinchè l'essere soddisfi le impellenze legate al proseguimento della propria esistenza.
E' un processo fisico, la cui mancata soddisfazione causa la morte del soggetto.
Il bisogno è invece un aspetto legato alla metafisica,( che come ricordo, è quel principio che valuta l'azione di enti "oltre la fisica" , come appena detto,
ed il mancato soddisfacimento di questo aspetto comporta non tanto l'estinzione dell'essere quanto più un cedimento psicologico,inadeguatezza, insoddisfazione fino ad arrivare alla frustrazione.
Sono aspetti diversi e solo il secondo è tipicamente umano, nel senso più complesso e quindi tratterò in questa sede solo l'impatto di questa mia idea nel confronto degli uomini e delle donne.
Il modo in cui si interagisce col mondo esterno sotto l'effetto della necesità è un aspetto legato alla sopravvivenza temporanea, la necessità ha termine quando essa viene soddisfatta ma essa si ripresenterà dopo un breve lasso di tempo, peraltro quantificabile ed oggettivo.
Il bisogno è tipico, cercando di mantenere un contesto più prosaico, ad aspetti più legati al singolo ed a valori per il quale essi hanno importanza.
Già qui si presenta un dato interessante...le necessità sono universali, i bisogni sono molto più personali e soggettivi, essi sono introspettivi ed inscindibili, in teoria ognuno di noi può crearsi una scala di bisogni completamente diversa da quella di chiunque altro....
La necessità gode di atarassia e di aponia, è inerte, non è nè bene nè male, è semplicemente istinto di autoconservazione.
Il bisogno invece gode di uno status particolare, esso è bene e male, tant'è che già la Chiesa aveva racchiuso molti dei suoi peggiori aspetti nei sette peccati capitali ( Accidia, Superbia, Avarizia, Gola, Invidia, Ira e Lussuria) ed i suoi migliori nelle sette virtù (Fede, Speranza, Carità, Giustizia, Fortezza, Temperanza,e l'Auriga virtutum cioè la Prudenza,la capacità di discernere il vero bene)
In un'altro scritto considerai, proprio studiando la piramide dei bisogni di Maslow quanto segue, tenendo persente che la suddivisione tra bisogno e nesessità sopra esposta è seguenta questo scritto, anzi ne ha creato i prodromi.
"...(...)...Per una maggiore chiarezza nel discorso “bisogni” che si è notato molto personale, vi espongo quello che e la mia convinzione , lasciando Maslow e la sua “teoria dei bisogni” a casa!
Bisogni: Definizione. Stato di ricerca del “qualcosa” in grado di compensare una nostre carenze sia fisica, stato primario(Necessità),sia psicologica, sia sociale che spirituale.
Carattere dei bisogni:
Bisogni primari o funzionali, associabili al cervello rettile, altrimenti detto cervelletto. La funzione principale di questo cervello e quella di assicurare il soddisfacimento dei bisogni di base (fame, sete, sonno., istinto di procreazione, e di sopravvivenza ecc....), la salvaguardia dell'individuo e della specie, nonché di gestire il pericolo (fuga o aggressività) ... .Si tratta di necessità, più che di semplici bisogni, in grado di focalizzare l’attenzione totale verso il proprio soddisfacimento.(...)
Considerazione personale: i generi di sopravvivenza , perché rimangano tali non possono essere oggetto di forme di controllo da parte di persone, organismi oppure Stati , in quanto negherebbero l’idea stessa di soddisfacimento del bisogno primario.
Niente etica, solo istinto.
Bisogni secondari, oggettivi o interpersonali ,dati dal cervello limbico. Tutti i meccanismi di motivazione, punizione e ricompensa.
Tutto ciò che ha attinenza con il piacere e il dispiacere .i nostri sentimenti: gioia, paura, collera, tristezza. le convinzioni, le usanze, i nostri valori, le emozioni, l'affettività la territorialità. (...)
L’etica dell’istinto
Bisogni terziari , cerebrali o soggettivi dati dalla corteccia. Quando questa zona è attivata, preferiamo guardare tutto nei dettagli e riflettere utilizzando un ragionamento logico, iniziative razionali, arte…
Avere intuizione essere proiettati nell’avvenire, creare , immaginare.
Questo nell’accezione positiva, poiché da qui in avanti si instaura un processo di scelta consapevole in grado di creare due distinte realtà.
La dicotomia dell’etica.
In quella negativa, prevaricazione, egoismo, illogicità, invidia, superbia, ecc…(...)
La somma delle tre capacità crea il bisogno di trascendenza, spiritualità e religiosità, in questo si concretizza perfettamente l’idea solistica “dell’Uno più dell’Uno”. qui la distanza tra il bene ed il male è abissale e delineata, così da creare sulla stessa terra quasi nello stesso momento Hitler e Madre Teresa.
Un esempio.
Bisogno fisico.
Primario: mangiare.
Secondario: mangiare un panino al prosciutto
cerebrale : mangiare caviale o ecc…
Unus negativo, affamare gli altri
Unus positivo, sfamare gli altri......"
Da ciò si capisce che il bisogno altro non è che l'esasperazione di una necessità, ad esempio, nessuno può negare che nutrirsi sia una necessità universale, ma ecco che la sua esasperazione egoistica diventa il peccato di gola, quella altruistica la virtù di carità nel dividere il proprio pasto con i più bisognosi.
L'"essere" è bisogno.
Non solamente "necessità",legata alla sfera fisica ma al bisogno come ente che entra prepotente in ogni cosa, vivente o meno.
Anche l'essere più potente, quello supremo, la divinità, è affetto dal bisogno, quello prepotente di fedeli, non esiste nessun dio senza adepti, ha lo stesso bisogno di loro che loro hanno di lui.
Il bisogno è quello di una fede, spirituale o meno, non quella di una religione o di una ideologia, questo spiega perchè le masse che distruggono un credo in qualcosa subito lo sostituiscono con un'altro, anche se diametralmente opposto al primo, è per lor un bisogno insopprimibile.
L'uomo può entrare in politica per due bisogni, il primo, molto nobile, è quello di aiutare le persone contribuendo a ciò facendo seriamente il proprio mestiere, il
secondo è quello, molto meno nobile, di utilizzare la politica come strumento per accreditarsi un alto potere per un tornaconto personale.
Due bisogni diversi, ma pur sempre due bisogni.
La necessità per un breve periodo di tempo la si può domare, il bisogno è molto più invasivo, vive nel tuo cervello e ragiona al tuo posto, ti fa credere che sia tu a prendere le decisioni, mentre questo sono già prese dall'inconscio, e molto difficilmente gli si può sfuggire.
I bisogni sono diversi da persona a persona, come dimostrato, ma anche da etnia ad etnia e da razza e razza.
Le implicazioni di questa teoria sono infinite, come considerare un drogato un essere umano in preda ad un bisogno e non ad una necessità, con tutto ciò che ne consegue, ma non è questo il tempo ed il posto.
Ho solamente, per ovvie ragioni di spazio, condensato un poco un concetto incredibilmente più ampio, scusate l'ossimoro, ed aspetto risposte per allargarlo ulteriormente, se lo riterrete opportuno.
viracocha is offline  
Vecchio 17-08-2010, 20.27.31   #2
inside76
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L'avatar di inside76
 
Data registrazione: 23-04-2010
Messaggi: 15
Riferimento: metafisica

Quindi , per riassumere, tu chiami i bisogni primari di Maslow( mangiare, bere..) NECESSITA'. Sono quei bisogni necessari alla nostra sopravvivenza, ma a cui riusciamo a rinunciare per un periodo limitato di tempo. Quelli che per te sono BISOGNI, invece, (es. bisogno di mangiare qualcosa di dolce...giusto?), sono qualcosa di più superfluo, non necessari alla nostra sopravvivenza, direi piuttosto al nostro benessere..il loro soddisfacimento o meno ci può portare gioia, tristezza, dolore, delusione, piacere. Ma dal tuo punto di vista,dei bisogni non riusciamo a farne a meno. Sono perplessa solo dal tuo affermare che ogni divinità abbia BISOGNO di adepti..quando si parla di Dio, un qualunque Dio, attribuire tali caratteristiche con questa sicurezza per me non sarebbe possibile( e poi allora perchè in questo caso BISOGNO e non NECESSITA'?)
Ho capito qualcosa di ciò che intendevi o ho frainteso tutto?Argomento interessante, comunque..
inside76 is offline  
Vecchio 19-08-2010, 13.47.01   #3
viracocha
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Data registrazione: 09-08-2010
Messaggi: 11
Riferimento: metafisica

Cara inside76...mea culpa.
Cercando di condensare il discorso mi sono, in alcuni punti, discostato dallo stesso; comunque la tua considerazione allo stato attuale dello scritto è particolarmente lucida, complimenti.
Cerco quindi di esprimermi meglio,anche se a questo punto il concetto prende una strana piega.
Se la divinità creata dall'uomo perde i suoi fedeli quel che rimane è solamente un uomo.
Mi spiego, un Dio, un vero Dio non avrebbe necessità di fedeli, esisterebbe a prescindere, e non avendo appunto necessità di credenti si disinteresserebbe alla loro sorte.
Le divinità che l'uomo ha creato partendo, invero, da uomini straordinari, ma pur sempre uomini (Gesù, Maometto, Zoroastro, Mitra,Buddha,Viracocha,Ercole ecc...) senza il sostegno, il bisogno di credenti tornerebbero ad essere semplicemente esseri umani, per quanto straordinari.
Come esprime Nietzsche col suo famoso aforisma "Dio è morto" è necessario togliere le sovrastrutture create dall'uomo intorno a questi "dei" per ripristinare ed apprezzare l'uomo nella sua complessità e perfezione, del suo essere "Ente artefice principale della creazione di se stesso".
Per avere questo è necessaria una "singolarità", una presa di coscienza dell'umanità.
La prima è avvenuta circa 2.500 anni fa nell'antica Grecia ed oggi una seconda nell'epoca della singolarità tecnologica.
viracocha is offline  
Vecchio 20-08-2010, 01.29.23   #4
inside76
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Messaggi: 15
Riferimento: metafisica

Data l'ora tarda, non so se le mie parole ti appariranno così lucide stavolta..interessante l'astrazione connessa al bisogno, così come l'uomo come artefice di se stesso...sai proprio stasera, a cena con amici si è parlato di come in tutte le religioni, Dio sia stato "appesantito" (mi si passi il termine)di sovrastrutture, che se tolte, ci fanno ritrovare un Dio comune a tutti...forse un uomo.e, al mio rientro leggo la tua risposta.in questo periodo mi sto ponendo molte domande...credo comuni a tutti noi...altrimenti non avremmo mai cercato e trovato un forum simile..

Citazione:
Originalmente inviato da viracocha
Cara inside76...mea culpa.
Cercando di condensare il discorso mi sono, in alcuni punti, discostato dallo stesso; comunque la tua considerazione allo stato attuale dello scritto è particolarmente lucida, complimenti.
Cerco quindi di esprimermi meglio,anche se a questo punto il concetto prende una strana piega.
Se la divinità creata dall'uomo perde i suoi fedeli quel che rimane è solamente un uomo.
Mi spiego, un Dio, un vero Dio non avrebbe necessità di fedeli, esisterebbe a prescindere, e non avendo appunto necessità di credenti si disinteresserebbe alla loro sorte.
Le divinità che l'uomo ha creato partendo, invero, da uomini straordinari, ma pur sempre uomini (Gesù, Maometto, Zoroastro, Mitra,Buddha,Viracocha,Ercole ecc...) senza il sostegno, il bisogno di credenti tornerebbero ad essere semplicemente esseri umani, per quanto straordinari.
Come esprime Nietzsche col suo famoso aforisma "Dio è morto" è necessario togliere le sovrastrutture create dall'uomo intorno a questi "dei" per ripristinare ed apprezzare l'uomo nella sua complessità e perfezione, del suo essere "Ente artefice principale della creazione di se stesso".
Per avere questo è necessaria una "singolarità", una presa di coscienza dell'umanità.
La prima è avvenuta circa 2.500 anni fa nell'antica Grecia ed oggi una seconda nell'epoca della singolarità tecnologica.
inside76 is offline  
Vecchio 20-08-2010, 12.21.47   #5
lightly
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Data registrazione: 07-04-2010
Messaggi: 38
Riferimento: metafisica

Citazione:
Originalmente inviato da viracocha
.............................. ..
La valutazione metafisica dell'ente "Uomo" ...................



Dalla lettura del post deduco che la necessità nell'uomo corrisponde ai "bisogni primari o funzionali, associabili al cervello rettile".
Diciamo, allora, che è la fase iniziale o animale dell'evoluzione culturare della specie umana ed in cui l'etica è istintuale, perchè legata ad una sola possibilità di scelta: vita o morte.
Non solo vita e morte in senso fisico ma, anche, psichico, in quanto l'uomo, anche nello stadio animale, a differenza degli animale, ha una mente/psiche ricca di infinite potenzialità, cioè non è solo istinto.
L'assenza di etica è conseguenziale, il bene è identificato con la vita e il male con la morte.
Il codice morale ha una sola regola: vivere con ogni mezzo possibile.
L'etica nasce solo quando ci si pone il problema non solo del fine, ma, anche e principalmente, dei mezzi che si usano per il conseguimento del fine.
In questa fase la soddisfazione o meno della necessità di vita e, in particolare, le modalità di soddisfacimento della necessità, determineranno la natura e la tipologia dei bisogni secondari e terziari.
Partendo dal principio che l'essere umano ha maggiore tendenza a notare e memorizzare ciò che non ha, ciò di cui è privo.
Una necessità negata o soddisfatta con modalità insoddisfacenti rappresenterà, nella vita di ciascuno, il capitano/l'inconscio che decide la rotta, anche se il timoniere/l'io cosciente ha la libertà di scelta tra eseguire passivamente gli ordini o discuterli o non seguirli.
In ogni caso al timoniere occorrerà molta energia psichica.
lightly is offline  
Vecchio 20-08-2010, 17.54.37   #6
viracocha
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Data registrazione: 09-08-2010
Messaggi: 11
Riferimento: metafisica

Capisco che sia un discorso molto più lungo di quello abbozzato fin'ora e sto continuando a scrivere,pure in consessi diversi, su questo argomento, tirando in ballo anche altri ambiti, quindi è probabile che mi toccherà soddisfare il vostro bisogno di curiosità ed anche quello di avversità strada facendo...sono a vostra disposizione.
Riguardo al bisogno primario, alla possibilità del cervello rettile umano, caro/a lightly, di possedere una psiche superiore a quella degli altri animali il discorso è controverso e riporta al significato di coscienza collettiva di kantiana memoria, cioè se l'essere umano porta già, all'interno del suo bagaglio che definire "genetico" trovo riduttivo,( in quanto si possono intendere anche imprinting metafisici, da cui il titolo del post...) i prodromi di quella che sarà la sua futura "forma mentis", allora in questo il distinguersi dagli altri animali è lapalissiano, specie diverse, conoscenze collettive diverse.
Anatomicamente parlando, invece il cervello rettile risulta essere la parte primeva del nostro cervello, ereditata, se uno crede nella teoria darwiniana da quella branca di sauri che poi si sarebbe evoluta nei mammiferi, quindi una parte estremamente selvaggia, emotivamente inerte, consolidata in milioni di anni.
In questo, nella differenza del valore tra coscienza collettiva e genetica che, a mio parere si nasconde il "fattore uomo", quel quid che ci fa quello che siamo e non quello che dovremmo essere, il fattore "divino" dentro ognuno di noi.
Questo vasto prolegomeno si può condensare in pochi aforismi, ma il principale, a mio avviso e per questo discorso , è questo "Spesso si abbandona un bisogno solo quando questo combatte una necessità, si chiama istinto di sopravvivenza..."
viracocha is offline  

 



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