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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 20-11-2004, 22.04.11   #1
VanLag
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
Lo scontro epico tra Dio e Verità.

Leggiamo Kant, Nietzsche, Shopenauer, Russel .... Leggiamo maestri orientali ed occidentali ma non ci prendiamo la briga di cercare di capire com'è che questo bipede, che si è auto definito, homo due volte sapiens, sia finito in questo gorgo di contraddizioni nel quale ora rischia, non solo di fare del male a se stesso, ma anche di fare del male al pianeta ed a tutte le specie viventi.
Ci sono degli snodi cruciali dall'inizio della storia scritta ad oggi che si possono evidenziare indicando chiaramente i passaggi che ci hanno condotto al mondo attuale. Questo breve estratto, sintetico fino all’inverosimile, per esigenze di copione, parla di uno di questi scivoloni.

Vado?

Si Vado!


Mentre i filosofi ionici si scannavano per trovare un accordo sul "principio eterno", sviluppando il pensiero che si concretizzo in quella Verità assoluta e dialetticamente perseguibile, frutto della sintesi di Socrate/Platone. In Asia pigliava sempre più piede il concetto del Dio unico. Il Dio ebraico, perdeva le caratteristiche degli dei mitologici, le cui peculiarità erano simili agli umani e si impregnava di caratteristiche trascendenti e misteriche quali onnipotenza, onniscienza etc.

L'uomo stava uscendo dalla sua infanzia ed iniziava a mostrare voglia dell'eterno.

La nostra storia, che non copre l'intero globo, ma solo la storia d'occidente, inizia con queste due grandi scuole di pensiero. Da una parte quella di un assoluto indicato in un Dio ultraterreno, scuola che potremmo chiamare esoterica o romantica, di derivazione asiatica. Dall'altra quella di un assoluto indicato in una Verità perseguibile, che potremmo chiamare scuola del positivismo o della ragione, di derivazione occidentale.

Per ripercorrere bene i passaggi e rivedere come in flash back la nostra storia occorre spostarsi nel tempo e considerare altri due fattori cruciali e precisamente, l'impero romano e la nascita di Gesù di Nazareth. L'impero romano eredita le filosofie greche. Gesù di Nazareth crea una delle tante sette in seno all'ebraismo, (probabilmente legata alla setta degli esseni, (vedi anche manoscritti del Qumram)) e per l'intermediazione di Paolo di Tarso, il suo pensiero, (il cristianesimo), approda a Roma.

Quello che c'era a Roma era il prodotto della Verità di Socrate che con Aristotele era diventata la via del positivismo scientifico. A Roma vi era tanta opulenza, tanto sfoggio di potere e di ricchezza, (sembra l'America?) ma un vuoto totale di valori umani. Roma soffriva il frutto di un positivismo aberrante visto che la logica e la ragione, da tempo e memoria, negano la sfera emotiva dell'uomo. Ai cittadini romani, nauseati dal vuoto esistenziale, non sembrò vero scoprire il messaggio di Gesù così vicino all'uomo e supportato dalla forza del Dio misterico.

Sembra tutto come nei libri di storia vero?

Peccato che l’incontro di quelle due scuole di pensiero generò di fatto lo scontro tra due assoluti, Verità e Dio e si dovette trovare il sistema di stabilire una nuova gerarchia, che salvasse capra e cavoli. C’era in gioco il possesso del pensiero umano per i secoli a venire, ed i “cervelli” di quei tempi si trovarono a dover operare delle equazioni alchemiche, (di dubbia onestà intellettuale), per salvare entrambi. I due assoluti uscirono malconci dall’operazione infatti, la Verità dialetticamente perseguibile perse le sue peculiarità di "vero" mischiandosi ai concetti misterici della religione, mentre dall'altra parte il Dio unico assunse la caratteristica della Verità di essere dialetticamente perseguibile, e venne abbassato al livello della ragione.

Non è una facile battuta ma non è un caso se oggi si pensa che potremo raggiungere Dio con l’intelligenza e si pensa che la Verità è una parola vuota di cui dubitiamo pure se esista o no.
VanLag is offline  
Vecchio 21-11-2004, 18.45.17   #2
kantaishi
Utente bannato
 
Data registrazione: 15-05-2004
Messaggi: 1,885
Dove mettiamo l'anima?

Sayonara,
nell'inconscio collettivo attuale è concesso credere in Dio ma non nell'anima.Inoltre è concesso credere in Dio ma non nella vita eterna dell'anima.La morale comune pretende di dire che si vive una volta sola ma Dio esiste.Ciò è assurdo.
Dio ha senso solo se esiste la reincarnazione o comunque se io sono eterno come anima e,ogni tanto,divento un corpo che poi butto via quando è vecchio.
La vecchia religione Hindù è perfettamente logica e coerente in quanto esiste sì Brahman,il Dio assoluto,ma io non sono diverso da lui.
Lui è il Mahatma cioè la grande anima e la mia anima è partecipe della Sua anima infinita.Non c'è pertanto separazione fra me e Brahman.E questo Brahman è"Uno senza secondo"cioè è tutto ciò che esiste e pertanto Dio è visibilissimo:tutto l'Universo è un aspetto del mahatma e io sono parte dell'Universo che è Mahatma Brahman.
E tutto questo è eresia per le religioni occidentali,perchè,se tutti ragionassero così,crollerebbero Cristianesimo,Ebraismo e Islam.
Queste tre religioni associano a Dio il potere politico e pertanto un Cristiano crede di credere in Dio ma,in realtà crede nel Papa e non in Dio.Crede nel potere del denaro e delle armi,potere divinizzato.Così era durante il sacro romano impero e così è oggi perchè nulla mai cambia nell'inconscio collettivo umano.
Invece di pregare Gesù,prova a pregare Shiva e ascolta cosa succede dentro di te.Prova a pregare Iside o Horus e ascolta come l'inconscio si spaventa in quanto tradisci il Dio Nazionale e cioè il potere politico-religioso della tua nazione.

"Oh!Iside Faria(1)fiore solitario
dell'ultimo scoglio.
Anche le onde ritornano al silenzio
quando spenta è la Tua luce.
Oh!Santa Iside Faria!
Sii a me benigna
e concedimi la libertà."

Prova a pregare così e vedrai come l'inconscio si scatena contro di te.
(1)Faria voleva dire protettrice del faro di Alessandria d'Egitto.

Saluti.

Kantaishi ,l'eretico integrale.
kantaishi is offline  
Vecchio 21-11-2004, 20.25.09   #3
VanLag
Ospite abituale
 
L'avatar di VanLag
 
Data registrazione: 08-04-2002
Messaggi: 2,959
Re: Dove mettiamo l'anima?

Citazione:
Messaggio originale inviato da kantaishi
nell'inconscio collettivo attuale è concesso credere in Dio ma non nell'anima.Inoltre è concesso credere in Dio ma non nella vita eterna dell'anima.La morale comune pretende di dire che si vive una volta sola ma Dio esiste.Ciò è assurdo...........
Tutto molto Interessante..........
Come l’ebraismo è il padre delle religione monoteiste, (Cristianesimo, Islam), così l’Induismo è il padre del Buddismo, del Lamaismo e dello Zen. Infatti è nel seno delle due principali religioni (ebraismo ed Induismo), che si sono sviluppate le altre. Infatti avevo specificato che lo scritto riguardava l’occidente.
Avevo pronto anche una simile analisi sull’Induismo che magari metterò in seguito a questo 3d o in un altro 3d, dipende dall’interesse che ci può essere.

Citazione:
Messaggio originale inviato da kantaishi
Prova a pregare così e vedrai come l'inconscio si scatena contro di te.

In merito a pregare come suggerisci, personalmente non ho nessun problema, nessuna resistenza si alza in me. Probabilmente, avendo meno cervello della media, non ho inconscio. (la natura non mi ha dotato di quella parte). Deve essere così, visto che non è la prima volta che mi scontro con sta cosa.

VanLag is offline  
Vecchio 28-01-2005, 00.24.09   #4
Fredric
Ospite abituale
 
Data registrazione: 25-01-2005
Messaggi: 22
Mi intrometto nella questione pechè è perfettamente quello che io stesso mi chiedo in questi giorni,che cos'è la verità per noi occidentali?MI sono da poco accostato ad uno studio uno di seguito all'altro di tre filosofi che proprio proprio di questo parlano,vvero Nietzche,Heidegger e Gadamer,che cronologicamente nella filosofia sono posti uno di seguito l'altro.
A questi tre autori vorrei comparare per ogniuno un testo,La volonta di potenza,Essere e tempo e Verità e metodo.Ora.Sappiamo che con N. la metafisica di platone giunge a compimento,quinadi da lui in poi le cose,o meglio la verità cambierà aspetto.Dopo di lui infatti la verità dell'essere inizia ad essere considerata diversamente in concomitanza, a io avviso con un cambiamento radicale della stessa coscienza umana dell'esserci.Bene.
Dopo la seconda guerra mondiale l'essenza più profonda dell'uomo è stata sconvolta.Ricordate la trasvalutazione di tutti i valori di N.?Bè Secondo me sta inaziando.Mi spiego meglio.Oggi ogni essere sa che vive su un globo esteso sul quale ogni altro essere agisce,è cosciente del fatto che non è solo ed unico a vivere in un modo,ma che non lontano da lui esiste una realtà diversa,che comunque è una realtà di vita.Sa.Sa tutto e spesso nel suo profondo sa che la propria vita vale come un'altra.Ciò nell'evoluzione dell'uomo ha fatto si che lui stesso in lungo processo potesse giungere all'estenzione della propria verita dell'essere ente ad una totale presa di coscienza di appartenere tutti quanti ad una stessa cosa,la Terra-l'Ente-perciò noi tutti siamo una stessa cosa.L'uomo è la Terra stessa,mentre fa del male ad essa fa del male a se stesso.La coscienza dell'essere estesa alla totalità degli esseri giungerebbe così ad un ente,io sono,come noi tutti siamo,in quanto uomo-ente-Sistema Terra-.
Tutto perciò è necessario,il resto che verrà dopo dipende dal fatto che in quanto l'essere per volontà non vuol cessare di esserci cerca un modo per seguitare per arrivare poi forse a superare i propri confini lasciando la stessa casa....ma questo è comunque un altro discorso.
Fredric is offline  

 



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