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Vecchio 14-05-2005, 11.23.16   #1
AM3
Ospite abituale
 
Data registrazione: 28-12-2004
Messaggi: 75
Aimone : il Duplicismo del Bivio

Probabilmente il signor Aimone non si sognava minimamente di finire in un libro di filosofia , anche se probabilmente ne avrebbe avuto tutte le ragioni .
Nella vita prima o poi tutti noi arriviamo a dei bivi , che molto spesso ci mettono in difficoltà e che alle volte ci segnano per la vita , a causa della decisione che abbiamo preso .
Ebbene , il dottissimo signor Aimone , che dopo l'arrivo dell'anno mille insegnava le materie del trivio e del quadrivio nella Università di Napoli , decise di dare una svolta alle sue idee e probabilmente anche a quelle di molti altri suoi conoscenti .
Disse in poche parole così : " la nostra vita è decisa dai bivi e a seconda della strada che decidiamo di prendere , saremo in un dato modo . Il futuro è incerto e la strada giusta o quella sbagliata verranno decise solamente da noi e tutto ciò ci porta ad avere a seconda delle occasioni un Dio , che però l'altra strada contesterà . Quindi abbiamo sicuramente due Dei ." .
L'affermazione non è da poco !! .
Insomma , noi decidiamo di credere in un Dio o onesto ( Dio ) oppure maligno ( Satana , Il Demonio o fate voi ) e quindi intraprendiamo una ben decisa strada .
Ma è innegabile che è stata una decisione con due opzioni e che quindi esiste anche un'altra via e che è innegabile e presente nella vita di tutti i giorni ( chi non ha un amico bastardo o non conosce un delinquente ) .
Ebbene , tutto questo discorso si congiunge in un punto di pensiero : non abbiamo una religione monoteista , ma ben sì politeista che prevede la figura di Dio ( con il suo figlio Gesù Cristo ) e del Demonio ( teoria chiamata dal protagonista : del Duplicismo ) .
Questa teoria costò al signor Aimone scomuniche ( essendo egli un monaco ) minacce e infine l'oblio sui libri di filosofia e di teologia .
Per fortuna il nostro protagonista era ben messo ( era più alto di 1.90 ) .
A parte battute e considerazioni semi serie , la questione è pesante e molto tesa .
Possibile che dobbiamo considerare le teorie del signor Aimone come possibili verità ? .
Io non sono un filosofo , ma la teoria nel modo in cui è stata presentata è decisamente covincente e necessita di essere valiata .
Dio è un punto fisso e nessuno osa toccarlo .
Ma l'altra opzione , denigrata e sconsigliata giustamente dal mondo ecclesiastico , è comunque presente nella vita di tutti i giorni ( anzi , penso che le figure maligne siano in maggioranza ) e come si fà a non vederla ? .
La vita è piena di bivi ( è questa è una teoria sacrosanta ) , ma la nostra scelta non deve tapparci gli occhi sull'altra via , giusta o sbagliata che sia .
Se vi sono due opzioni , vuol dire che vi sono due mete e quindi due vite diverse .
Come la mettiamo con l'altra strada ? .
Nella mia infinita ignoranza da non filosofo , ci penserò perchè forse il signor Aimone da Salerno non aveva del tutto torto .
Come in un quadro di Paul Klee ,dove i due occhi di un volto si storcono nel tentativo di guardare tutte le soluzioni possibili , consapevoli che verrà prima o poi il momento della scelta .

Saluti
Alessio
AM3 is offline  
Vecchio 14-05-2005, 16.27.44   #2
epicurus
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per ora ho da farti 2 domande:

1)perche` - se e` quello che scrivi - abbiamo solo la scelta di 2 strade possibili?

2)perche` metti in evidenza solo le biforcazioni di ordine morale? tu concepisci la scelta come mera scelta morale?


epicurus
epicurus is offline  
Vecchio 15-05-2005, 10.23.45   #3
AM3
Ospite abituale
 
Data registrazione: 28-12-2004
Messaggi: 75
Hai ragione , i bivi possono essere svariati e non è detto che siano per forza solo due .
Per il resto devo dire , che la scelta è morale per quanto riguarda il bene e il male , ma diventa religiosa nel momento in cui si è deciso di intraprendere una determinata strada , senza ripensamenti .
In fondo pensandoci bene , molto spesso si presenta la doppia strada come una specie di sfida fra bene e male , da una parte la luce , dall'altra le tenebre .
La morale forse colpisce proprio questo duo manicheo .
Poi la morale si trasforma in religione , ma il procedimento è lungo e complesso a mio parere .

Saluti
Alessio
AM3 is offline  
Vecchio 15-05-2005, 23.45.44   #4
epicurus
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Re: Aimone : il Duplicismo del Bivio

Citazione:
Messaggio originale inviato da AM3
il dottissimo signor Aimone [...] disse in poche parole così: "la nostra vita è decisa dai bivi e a seconda della strada che decidiamo di prendere , saremo in un dato modo . Il futuro è incerto e la strada giusta o quella sbagliata verranno decise solamente da noi e tutto ciò ci porta ad avere a seconda delle occasioni un Dio , che però l'altra strada contesterà . Quindi abbiamo sicuramente due Dei."

non sono molto convinto di quanto quotato qui sopra.
se si parla di oggetti esistendi, allora che io scelga una strada o meno non provera` ne l'esistenza dell'obiettivo della mia strada (es: Dio), ne l'obiettivo dell'altra strada non scelta (es: Satana).

ma voglio ribadire che non esistono solo scelte morali. se io devo scegliere tra la torta di mele o quella di lamponi, o vestirmi in un modo o in un altro, queste sono scelte ma - in generale - scelte non morali.
epicurus is offline  
Vecchio 18-05-2005, 12.21.51   #5
AM3
Ospite abituale
 
Data registrazione: 28-12-2004
Messaggi: 75
Io ritengo che Aimone ci abbia voluto dire più o meno così ( ovviamente a interpretazione personale ) :
all'interno del cristianesimo abbiamo due strade possibili .
Le vie sono dettate dalla nostra morale , che inevitabilmente si andrà prima o poi a congiungere in un pensiero religioso .
A seconda della strada che noi andiamo a intraprendere , avremo due mete possibili , che però possiamo anche non raggiungere , fermandoci in un nostro stadio mentale che ci appaghi .
Ma la causa di questo duplicismo , ci impone di pensare a due mete , che corrispondono a due presunti dei ( o affini ) .
Se decidiamo di fermarci per strada possiamo però intraprendere anche una nostra nuova via , inventandola e cercandola con il nostro intelletto .
Così facendo le strade aumentano , a vantaggio anche degli altri .
Ovviamente , con l'aumento delle strade , si rischia di non rimanere più all'interno della sfera cristiana .

Un saluto a te
Alessio
AM3 is offline  
Vecchio 18-05-2005, 14.36.53   #6
nonimportachi
Utente bannato
 
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Messaggi: 1,010
Da ignorante in filosofia, il "bivio" di cui parla l'Aimone, lo vedo in ogni singola azione che è riconducibile a due opzioni possibili:

A) Faccio quel che la religione indica
B) Faccio quel che preferisco

Il bivio che vedo non è quindi nell'esito della scelta che potrebbe anche coincidere. Ma nella decisione di "credere" o "non credere".
Se è vero che Dio (come raccontato dal cattolicesimo) impone la sua autorità su tutto, è altrettanto vero che lo stesso cattolicesimo introduce il dono del "libero arbitrio" da parte di Dio. Il libero arbitrio non occorre per seguire una religione dogmatica, poichè non è richiesto un arbitraggio libero, ma è richiesto un arbitraggio secondo la volontà di Dio, seguendo quindi tutti i precetti che il dogma impone. Dio offre la facoltà di non seguirlo, ma se uno lo segue, deve fare come dice lui (altrimenti va all'inferno...).
E' un po' come Adamo davanti alla mela. Non la tocco perchè Dio mi ha detto di non farlo e mi fido di lui, oppure la assaggio perchè con questo gesto non riconosco la sua autorità in favore della mia (serpente: "se mangi la mela diventerai come Dio"), ovvero io sono il più titolato ad arbitrare le mie azioni.
Ecco in che modo vedo l'aspetto "maligno" della scelta, non tanto nel merito della scelta quanto nell'atteggiamento mentale di rifiutare l'autorità divina in favore della propria.

Inzomma, dov'è la malvagità nel serpente che suggerisce di mangiare una mela? di quali mali è causa questo morso epocale? sbaglio o l'unico neo in queste azioni è stato di disobbedire all'autorità?
nonimportachi is offline  
Vecchio 22-05-2005, 18.50.23   #7
SebastianoTV83
Utente bannato
 
Data registrazione: 11-05-2005
Messaggi: 639
Affermo che le scelte sono tutte di natura morale, considerando la morale come un sistema che regola i rapporti tra sé e altro (inteso anche come contesto sociale, ambiente etc.) una scelta può essere rilevante o irrilevante ma rimane morale anche se scelgo tra torta di mele o di pere. In ambito di abiti: se vado nudo o in tuta fuori casa, non mi devo attenere comunque ad una scelta di ordine morale?
Comunque, ci si trova sempre e solo di fronte a un bivio. Citando trainspotting: "Choose life, choose a job, choose a carreer [...] ma si può scegliere anche di non scegliere per cui. O scegli o non scegli. Ecco il bivio.
SebastianoTV83 is offline  

 



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