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Vecchio 17-05-2006, 01.34.58   #1
Weyl
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 23-02-2005
Messaggi: 728
Quando?

La questione è la seguente:
"Sono consapevole di ciò che sto ora scrivendo?"
In altri termini: eseguo un ordine in qualche modo "precedente" all'operare letterarmente la stesura delle parole che vado ora disponendo, oppure, tale "ordine" coincide con l'"operare"?
Di conseguenza: chi scrive, in quanto esecutore, non ha alcuna consapevolezza del senso di ciò che va operando, poichè semplicemente "manipola" engrammi di memoria sedimentati e precipitati come sali in una soluzione satura da precedenti esperienze di apprendimento consapevole.
Oppure, in realtà. il suo "operare" è tutt'uno con l'impartire l'"intenzione" in forma di "ordine" esecutivo, per cui non vi è alcuno iato temporale tra il primo ed il secondo, in quanto semplicemente rinominantisi, e tale "dissociazione" è giudicata tale per un illusionale gioco di specchi di pensiero "a valle" del loro stesso prodursi.

Ma, se è vera la prima ipotesi, "dove" sta la mia intenzione se essa precede ogni parola ed ogni gesto grafico, e "come" essa può coordinarne l'esecuzione se, in tempo reale, essa "precede" del tutto la stesura diffusa in termini e connessioni logiche con cui, in nessun modo, essa coincide?
Weyl is offline  
Vecchio 18-05-2006, 08.19.25   #2
cincin
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-05-2006
Messaggi: 185
Re: Quando?

Citazione:
Messaggio originale inviato da Weyl
La questione è la seguente:
"Sono consapevole di ciò che sto ora scrivendo?"
Nò.
Citazione:
In altri termini: eseguo un ordine in qualche modo "precedente" all'operare letterarmente la stesura delle parole che vado ora disponendo, oppure, tale "ordine" coincide con l'"operare"?
E' vera la prima perchè le parole che vai componendo già sono pronte nella mente e quindi tu esegui un ordine della mente; ed è vera la seconda perchè essendo le parole già pronte, l'ordine e l'operare diventa un tutt'uno.
Citazione:
Di conseguenza: chi scrive, in quanto esecutore, non ha alcuna consapevolezza del senso di ciò che va operando, poichè semplicemente "manipola" engrammi di memoria sedimentati e precipitati come sali in una soluzione satura da precedenti esperienze di apprendimento consapevole.
Esatto.
Quello che esprimiamo attraverso il pensiero e poi attraverso la parola o lo scritto, è la memoria accumulata, e quando ci si esprime attraverso la memoria, attraverso l'acquisito, non c'è consapevolezza di quello che si esprime.
Citazione:
Oppure, in realtà. il suo "operare" è tutt'uno con l'impartire l'"intenzione" in forma di "ordine" esecutivo, per cui non vi è alcuno iato temporale tra il primo ed il secondo, in quanto semplicemente rinominantisi, e tale "dissociazione" è giudicata tale per un illusionale gioco di specchi di pensiero "a valle" del loro stesso prodursi.
L'operare è pressochè coincidente con l'ordine di esecuzione, perchè, quando tutto è già "confezionato" nella mente, basta esporlo.
Citazione:
Ma, se è vera la prima ipotesi, "dove" sta la mia intenzione se essa precede ogni parola ed ogni gesto grafico, e "come" essa può coordinarne l'esecuzione se, in tempo reale, essa "precede" del tutto la stesura diffusa in termini e connessioni logiche con cui, in nessun modo, essa coincide?
L'intenzione è un illusione, in questo caso, nel senso che noi crediamo che quello che scriviamo sia farina del nostro sacco, e invece è tutta la memoria accumulata, e la memoria è una cosa esterna a noi.
Solo la consapevolezza (l'espressione non contaminata dalla memoria), è la vera intenzione.
cincin is offline  
Vecchio 18-05-2006, 09.45.42   #3
Yam
Sii cio' che Sei....
 
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Data registrazione: 02-11-2004
Messaggi: 4,124
Re: Re: Quando?

Citazione:
Messaggio originale inviato da cincin

Solo la consapevolezza (l'espressione non contaminata dalla memoria), è la vera intenzione.

E in questo caso cosa sono le singole lettere e come vengono combinate per formare parole?

Gli antichi le chiamavano Ragioni Seminali (Logoi spermatikoi, Rationes Seminales, Bija....Ali Kali in sanscrito sono vocali e consonanti, le prime femminili, le seconde maschili).
Chi crea la Realta'?
Dire che e' tutta un illusione, come i sogni che facciamo di notte...non e' propriamente corretto.
Perche'?
La Consapevolezza (o Logos) che cosa e'?
C'e' qualcosa oltre la CONSAPEVOLEZZA (prima?)
Yam is offline  
Vecchio 20-05-2006, 16.38.57   #4
z4nz4r0
weird dreams
 
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Data registrazione: 22-05-2005
Messaggi: 483
Re: Quando?

È curioso come gli argomenti che richiedano attenzione immediata siano poco frequentati..

Citazione:
Weyl
La questione è la seguente:

Ecco, da cosa segue una questione?

A meno che la precedente sia non retorica, questa affermazione risponde alla domanda successiva.


Citazione:
"Sono consapevole di ciò che sto ora scrivendo?"

..vogliamo provare a stiracchiare il discorso, con cautela, sperando che non si strappi?
z4nz4r0 is offline  
Vecchio 21-05-2006, 13.52.41   #5
gyta
______
 
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Data registrazione: 02-02-2003
Messaggi: 2,614
Re: Quando?

Citazione:
Messaggio originale inviato da Weyl
..Ma, se è vera la prima ipotesi, "dove" sta la mia intenzione se essa precede ogni parola ed ogni gesto grafico, e "come" essa può coordinarne l'esecuzione se, in tempo reale, essa "precede" del tutto la stesura diffusa in termini e connessioni logiche con cui, in nessun modo, essa coincide?

Fammè capì.. Stai tentando una scappatoia al fine di dimostrare..
d'essere incapace di intendere e di volere??

Vedi la distribuzione nei tempi
tra il pensare e il corrispondente agire
suppongo sia nata proprio per volere (esigenza)
di una plausibile meditazione (mediazione) dei possibili risultati!



Gyta
gyta is offline  
Vecchio 22-05-2006, 15.33.45   #6
z4nz4r0
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Messaggi: 483
Vagalamente

Il caso in cui la domanda “da cosa segue una questione” sia (prevalentemente) non retorica, implica più lo slittamento della consapevolezza al formulare, piuttosto che una sperabile estensione (o comprensione).
Diciamo, infatti, “quanto più il movente è vicino al fuoco della coscienza” (
quanto più il ricordo del passato è intenso, la memoria dilatata o ancora, quanto più lungamente è marcata la traccia che segue l’“impulso vitale” fino al centro del campo cosciente)* (o ancora quanto minore è il ritardo tra movente e cosciente o causa ed effetto riconosciuti (insomma, quanto più si tende alla densità del continuo)) tanto più si è vicini alla comprensione del necessario denominata libertà (si pensi anche alla suggestività dei sogni lucidi).

*a titolo di esempio ci si immagini dentro una camera buia, sulla parete che abbiamo innanzi vi è appeso un foglio fosforescente
e dalla qualità omogenea, siamo anche muniti di un laser a luce viola e dall’intensità costante (e quindi tale da eccitare la sostanza fosforescente). Immaginiamo ora di far scorrere il fascio di luce del laser in modo perpendicolare e linearmente** lungo il foglio: l’intensità di luminescenza dei vari “punti” della traccia sarà direttamente proporzionale alla distanza dal “punto” ove collide il fascio laser,
mentre la differenza d’intensità tra due “punti” qualsiasi della traccia sarà inversamente proporzionale alla velocità con cui (
nella nostra immaginazione) faremo scorrere il fascio laser.

**possiamo anche considerare diverse inclinazioni del fascio laser, irregolarità dell’intensità, irregolarità della velocità di scorrimento sul foglio, irregolarità del percorso tracciato, irregolarità nella qualità del foglio fosforescente.. Per avere un quadro più complesso.***

***possiamo anche immaginarci davanti ad un cubo fosforescente e semitrasparente
o anche trasparente col ripieno di gas fosforescente e muniti di una fonte di luce di cui possiamo regolare la distanza del punto di fuoco all’interno del cubo per realizzare effimeri disegni tridimensionali (dette sculture)…****

****possiamo anche immaginare che non ci sia limite di misura e dimensioni, seppure in tal verso se ne và dileguando la “vividità” (
per distribuzione (della potenza immaginaria nelle varie dimensioni)) (“sovraccarico”).
z4nz4r0 is offline  
Vecchio 22-05-2006, 18.24.22   #7
z4nz4r0
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Data registrazione: 22-05-2005
Messaggi: 483
Re: Re: Quando?

Citazione:
Messaggio originale inviato da gyta

Vedi la distribuzione nei tempi
tra il pensare e il corrispondente agire
suppongo sia nata proprio per volere (esigenza)
di una plausibile meditazione (mediazione) dei possibili risultati!

Suggestivo ..pofferbacco
z4nz4r0 is offline  
Vecchio 02-06-2006, 15.41.24   #8
SebastianoTV83
Utente bannato
 
Data registrazione: 11-05-2005
Messaggi: 639
d'accordo, si manipolano engrammi di memoria sedimentati. Chi ha però la facoltà di manipolare? Non è che un vuoto non esistente possa manipolare tali engrammi di memoria. Dev'esserci sempre un'unità indivisibile e presente sotto strati di memoria ecc. a compiere una selezione di quali engrammi usare in una data situazione.

Scusa, comunque per quale motivo scrivi? Qual'è lo scopo? Esprimere un qualcosa? Allora un qualcuno decide di esprimere un qualcosa che ha sperimentato. La stesura di un racconto non è causale, ma segue un logos. Chi costruisce le connessioni logiche? Chi decide quale schema intraprendere? Gli schemi sono sempre strumenti descrittivi, dev'esserci dunque un osservatore e un osservato sul quale è costruito lo schema, in base alle conoscenze dell'osservatore. Quindi, l'elemento selezionatore c'è. Non sperate di sgravarvi dalla facoltà di scelta, dalla sua libertà e dalla responsabilità che comporta.

Tra parentesi, il Logos è la ragione. La noesis è più adatta a descrivere la consapevolezza.
SebastianoTV83 is offline  

 



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