Forum di Riflessioni.it
ATTENZIONE Forum in modalità solo lettura
Nuovo forum di Riflessioni.it >>> LOGOS

Torna indietro   Forum di Riflessioni.it > Forum > Psicologia
Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
>>> Sezione attiva sul forum LOGOS: Percorsi ed Esperienze
Vecchio 27-02-2007, 11.08.11   #1
catoblepa
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-06-2006
Messaggi: 282
Il dolore ovvero: la vita è bella "a prescindere"?

Anziché intervenire in un argomento già sviluppato (il topic "l'insofferenza") , preferisco aprirne uno appositamente, preché credo sia un argomento da sviluppare a parte.
Si dice che il dolore fa parte della vita, e che è importante per capire le gioie; io personalmente non attribuisco alcun valore positivo al dolore.
Se già sono venuto al mondo senza chiederlo, perché devo avere la mia dose di sofferenze fisiche e psichiche, di delusioni, di amarezze; perché deve per forza esserci qualcosa che deve provocarmi malessere?
E' notorio che a sviluppare il fisico e l'intelligenza è il principio del piacere, e questo avviene soprattutto in tenera età, ma anche da grandi ci muoviamo secondo questo principio, che si scontra poi col cosiddetto principio di realtà.
A mio avviso, proprio per la presenza del dolore, non si può dire che la vita sia bella a prescindere, a meno che non si dica per fare coraggio a qualcuno che si sente giù, e allora è comprensibile.
In sostanza: invece di insistere su questo luogo comune che la vita è bella comunque, non sarebbe meglio definire la vita come una scatola vuota, che col tempo si riempie di cose belle e brutte, e che solo alla fine della vita si potrà, come in un bilancio, dire che si è vissuta una bella o una brutta vita?
Grazie in anticipo a chi vorrà intervenire.
catoblepa is offline  
Vecchio 27-02-2007, 16.24.16   #2
falbala48
Ospite abituale
 
L'avatar di falbala48
 
Data registrazione: 18-09-2006
Messaggi: 110
Riferimento: Il dolore ovvero: la vita è bella "a prescindere"?

Citazione:
Originalmente inviato da catoblepa
Anziché intervenire in un argomento già sviluppato (il topic "l'insofferenza") , preferisco aprirne uno appositamente, preché credo sia un argomento da sviluppare a parte.
Si dice che il dolore fa parte della vita, e che è importante per capire le gioie; io personalmente non attribuisco alcun valore positivo al dolore.
Se già sono venuto al mondo senza chiederlo, perché devo avere la mia dose di sofferenze fisiche e psichiche, di delusioni, di amarezze; perché deve per forza esserci qualcosa che deve provocarmi malessere?
E' notorio che a sviluppare il fisico e l'intelligenza è il principio del piacere, e questo avviene soprattutto in tenera età, ma anche da grandi ci muoviamo secondo questo principio, che si scontra poi col cosiddetto principio di realtà.
A mio avviso, proprio per la presenza del dolore, non si può dire che la vita sia bella a prescindere, a meno che non si dica per fare coraggio a qualcuno che si sente giù, e allora è comprensibile.
In sostanza: invece di insistere su questo luogo comune che la vita è bella comunque, non sarebbe meglio definire la vita come una scatola vuota, che col tempo si riempie di cose belle e brutte, e che solo alla fine della vita si potrà, come in un bilancio, dire che si è vissuta una bella o una brutta vita?
Grazie in anticipo a chi vorrà intervenire.

…la vita come una scatola vuota, che col tempo si riempie di cose belle e brutte, e che solo alla fine della vita si potrà, come in un bilancio, dire che si è vissuta una bella o una brutta vita? …….. Non è un po’ triste? Devo aspettare la fine per dire se è stata bella o brutta? E se verso la fine sono…rinco…. e sragiono e non ricordo nulla? Per cosa ho vissuto? Se muoio all’improvviso? Non so , io direi che la vita va vissuta , va goduta, va maledetta, istante per istante, dico così perché la mia vita non è mai stata facile se non che per brevi periodi, ma credo che proprio per questo ho imparato a gioire di tutte quelle cose che per me sono importanti, già dico per me ,perché per un altro potrebbero essere considerate stupide o potrebbero essere altre le cose importanti, come al solito dipende sempre da ognuno di noi, dalle nostre esperienze che ci portano a vedere appunto …la vita…in un modo piuttosto che iu un altro.
falbala48 is offline  
Vecchio 27-02-2007, 16.31.31   #3
petalo
Ospite
 
Data registrazione: 23-01-2007
Messaggi: 26
Riferimento: Il dolore ovvero: la vita è bella "a prescindere"?

Ho scritto anche nel topic "L'insofferenza" in particolare: "Troppo dolore a volte scuote l’anima in modo così profondo che per non so quale motivo si comincia a diventare più forti, si capisce il vero senso della vita e la si ama ancora di più", almeno lo è stato per me. Certo si vivrebbe meglio senza dolore ma purtroppo nel pacco della vita c'è anche questo. Non dico che dobbiamo rassegnarci ma cercare solo di prenderlo come un qualcosa di crescita personale, vedendo anche l'aspetto positivo di esso. Non è che "la vita è bella a prescindere", la vità è sempre bella! Siamo noi che troppo spesso ci facciamo travolgere dai fatti "negativi" e riusciamo a vedere poco di positivo. Perchè vivere pensando che solo alla fine della vita si potrà, come in un bilancio, dire che si è vissuta una bella o una brutta vita? Non sarebbe molto meglio vivere cercando di cogliere tutto ciò che di positivo c'è senza perdere tempo a distruggerci con le cose negative?

petalo is offline  
Vecchio 27-02-2007, 16.49.04   #4
klee
Ospite abituale
 
L'avatar di klee
 
Data registrazione: 04-01-2005
Messaggi: 0
Riferimento: Il dolore ovvero: la vita è bella "a prescindere"?

Nella nella Via della nostra Vita Qualcuno ci dà degli strumenti per costruire
la nave nella quale navigheremo durante la nostra esistenza.

Dal dolore nasce il bene...dopo il bene arriva il dolore..è una catena..è tutto un cerchio..

Il dolore e il stare bene si danno la mano..Quando stai bene vuoi stare bene perchè sai cosa vuole dire soffrire e vice versa.

Prima di tutto Accettare il Dolore..piano piano il dolore passa e arrivano altre emozioni..

Viviamo di emozioni...basta sapere convivere bene con esse..
klee is offline  
Vecchio 27-02-2007, 19.58.43   #5
odissea
torna catalessi...
 
L'avatar di odissea
 
Data registrazione: 30-08-2005
Messaggi: 899
Riferimento: Il dolore ovvero: la vita è bella "a prescindere"?

Citazione:
Originalmente inviato da catoblepa
Anziché intervenire in un argomento già sviluppato (il topic "l'insofferenza") , preferisco aprirne uno appositamente, preché credo sia un argomento da sviluppare a parte.
Si dice che il dolore fa parte della vita, e che è importante per capire le gioie; io personalmente non attribuisco alcun valore positivo al dolore.
Se già sono venuto al mondo senza chiederlo, perché devo avere la mia dose di sofferenze fisiche e psichiche, di delusioni, di amarezze; perché deve per forza esserci qualcosa che deve provocarmi malessere?
E' notorio che a sviluppare il fisico e l'intelligenza è il principio del piacere, e questo avviene soprattutto in tenera età, ma anche da grandi ci muoviamo secondo questo principio, che si scontra poi col cosiddetto principio di realtà.
A mio avviso, proprio per la presenza del dolore, non si può dire che la vita sia bella a prescindere, a meno che non si dica per fare coraggio a qualcuno che si sente giù, e allora è comprensibile.
In sostanza: invece di insistere su questo luogo comune che la vita è bella comunque, non sarebbe meglio definire la vita come una scatola vuota, che col tempo si riempie di cose belle e brutte, e che solo alla fine della vita si potrà, come in un bilancio, dire che si è vissuta una bella o una brutta vita?
Grazie in anticipo a chi vorrà intervenire.

Credo che in fondo ognuno di noi tira un bilancio della propria vita ogni singolo giorno, non alla fine. Purtroppo non ci è dato di vivere senza avere questo giudizio interno che ci spinge a non accontentarci e a farci desiderare qualcosa di più, e per il quale ci manca sempre almeno un particolare per essere pienamente felici.
La felicità pura, perfetta, bella rotonda e levigata come una sfera, non è di questa terra, non appartiene agli esseri umani: prendere o lasciare.
La vita, almeno a mio parere, è una battaglia: le rogne non finiscono mai. Tra l'altro anche quando non ne abbiamo di grosse riusciamo a prendercela anche per i contrattempi più banali, quelli che dopo, col senno di poi, capiamo essere stati insignificanti.
Il dolore fa parte del pacchetto: nasciamo e moriamo nel dolore; ci cresciamo pure, e ci viviamo senz'altro. Non ci resta che prenderne atto, serenamente, e fare meglio che si può...in fondo, dopo, avremo tutto il tempo che vorremo per essere morti: andiamo avanti, se non altro per curiosità, per vedere "come va a finire".

Non so se la vita sia come una scatola vuota da riempire; se è così allora mi viene da pensare che spesso questa scatola la riempiamo di sciocchezze e di superficialità. Io sento che, almeno per me, stringi stringi, quello che conta davvero e quello che resta, sono gli affetti e l'amore che abbiamo dato. Anche ricevuto, ma soprattutto dato. Non c'è altro di fondamentale, non c'è altro che in fin dei conti mi dia qualcosa per cui "valga la pena". Siamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo restare uniti. Forse tutti insieme ci scapperà qualche bella risata e allora per un attimo penseremo che la vita è bella...e tireremo avanti.
odissea is offline  
Vecchio 27-02-2007, 22.43.12   #6
feng qi
Ospite abituale
 
L'avatar di feng qi
 
Data registrazione: 15-10-2005
Messaggi: 560
Riferimento: Il dolore ovvero: la vita è bella "a prescindere"?

...Si dice che il dolore fa parte della vita, e che è importante per capire le gioie; io personalmente non attribuisco alcun valore positivo al dolore.
-------------------------------------------

Ok.
Noi possiamo star qui a chiaccherare sul senso del dolore e se la vita sia bella a prescindere, perché bene o male abbiamo delle vie di uscita, degli strumenti che ci fanno considerare le cose da altre angolazioni , e in questo modo indorarci la pillola che dobbiamo per forza ingoiare: il dolore in questa vita esiste. Punto.

Per dire: io soffro di attacchi dolorossissimi spiritualmente, di panico (ipotesi).
Però la vita è bella perché bene o male riesco a contenere questo dolore, oppure perché ho amici, oppure perché non é la fine del mondo.

In questo e altri centomila casi si può dire che il dolore ci potrebbe aiutare a capire la vita, noi stessi, il senso profondo di tante cose. E questo va bene.

Ma ci sono delle situazioni di sofferenza così grandi, nelle quali non ci si può permettere tanto facilmente di dire:" ah, bé, in fondo mi sta facendo crescere!"

Prendiamo i profughi, i senza tetto, i malati terminali e mille altre categorie di individui per i quali é impensabile usare queste belle parole.

Per loro sono solo parole.

Andiamo a dire a chi non ha nulla di cercare Dio dentro di sé, a chi ha freddo e fame di dirci dove sta Dio.

Oh certo motli di loro saprebbero rispondere meglio di noi benestanti a questa domanda ma la verità é che come dici tu non é facile attribuire sempre un valore al dolore.

E dirò di più.
Che la scatola vuota mi piace.
Mi piace proprio perché tutta la nostra vita deve essere un continuo riempirci e riempire la vita degli altri, con esperienze, azioni, decisioni, movimenti.

Se consideri quel vuoto come la possibilità di contenervi il Tutto, allora la vita nostra edegli altri può migliorare perché ognuno spinge avanti con le proprie forze, e ci si spinge a vicenda e si progredisce un po' tutti, pian piano.

Se invece la scatola é piena, non ci può star più niente dentro, se non il nostro ego enorme e ingombrante.

complimenti! Bella riflessione la tua.
Ci voglia rimurginare ancora un po' su e spero di non averti frainteso.

feng qi
feng qi is offline  
Vecchio 27-02-2007, 23.41.56   #7
Mary
Ospite abituale
 
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 2,624
Riferimento: Il dolore ovvero: la vita è bella "a prescindere"?

La vita è come un viaggio in un continente inesplorato.

Religioni, libri, tradizioni ci parlano di questo continente. Chi bene, chi male, chi ci detta regole chi ci fornisce mappe. Ma quel continente può essere esplorato solo di persona. Le mappe, le regole, i racconti che ascoltiamo sono veritieri e allo stesso tempo non lo sono.

Le mappe andavano bene per un tempo, mentre viaggi tu forse il paesaggio è cambiato e potresti provare disorientamento e sconforto nel dubbio di essere stata ingannata.

Il dolore è solo una componente del viaggio, ne fa parte ma non è il viaggio. Non è come ci hanno fatto credere che la sofferenza è il biglietto per il paradiso. Sono solo stupidaggini per controllarci meglio.

E questo lo capisci quando getti via mappe e libri e dimentichi quello che ti è stato detto e cerchi tu la tua strada, e cerchi tu di disegnare una nuova mappa e guardi con i tuoi occhi e cammini con i tuoi piedi, e decidi tu quel che è bello e quel che non lo è, quel che è giusto o sbagliato.

La vita non è bella a prescindere, ma non è neppure brutta a prescindere.

La vita è mistero e ricerca ed esplorazione ed esperienza.

Non so da dove vengo e non so dove sto andando, ma so di essere qui in questo momento. In questo preciso istante. So della paura terribile che mi stringe il cuore, a volte. So della straordinaria sensazione di ascoltare il mio cuore che batte e le vene che pulsano.

So di non sapere domani cosa mi aspetta, prove terribili o emozioni profonde e dolcissime? o "le solite cose" che non sono mai solite perchè restano sempre uniche ed io non sempre me ne rendo conto.

Ci sono prove da affrontare e speranze per superarle.

C'è il non conosciuto, l'imprevisto, l'imprevedibile che ogni giorno si para davanti. E noi siamo sempre altrove con la mente mentre il corpo vive con i suoi sensi una vita che non ci aspetta, che imperturbabile segna il passo.

Non sai quanti istanti ti sono stati concessi, allora perchè restare impantanati in un dolore che è solo una esperienza come tutto il resto?

Oggi guardavo il tramonto, nuvole nere, nuvole arancione, meraviglioso, ma ad ogni istante le nuvole si spostavano i colori cambiavano, ed io non potevo fermarli. Allo stesso modo procede la nostra vita. Non possiamo trattenere niente, ma proprio niente. Possiamo solo vivere istante dopo istante nella piena consapevolezza di quel momento.

Le religioni ci hanno imbrogliato per migliaia di anni, forse era necessario. Ci offrivano il paradiso per sottometterci e sottrarci la nostra vita. E siamo sull'orlo della distruzione globale.

Se ci avessero insegnato a gioire a vivere pienamente la vita e affrontare il dolore come semplicemente l'altra faccia della gioia, forse saremmo più spirituali, più gioiosi, più felici, più altruisti, più solidali, più tolleranti verso noi stessi e il mondo intero.
Mary is offline  
Vecchio 27-02-2007, 23.47.20   #8
Attila288
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 27-02-2007
Messaggi: 2
Riferimento: Il dolore ovvero: la vita è bella "a prescindere"?

Citazione:
Originalmente inviato da catoblepa
Anziché intervenire in un argomento già sviluppato (il topic "l'insofferenza") , preferisco aprirne uno appositamente, preché credo sia un argomento da sviluppare a parte.
Si dice che il dolore fa parte della vita, e che è importante per capire le gioie; io personalmente non attribuisco alcun valore positivo al dolore.
Se già sono venuto al mondo senza chiederlo, perché devo avere la mia dose di sofferenze fisiche e psichiche, di delusioni, di amarezze; perché deve per forza esserci qualcosa che deve provocarmi malessere?
E' notorio che a sviluppare il fisico e l'intelligenza è il principio del piacere, e questo avviene soprattutto in tenera età, ma anche da grandi ci muoviamo secondo questo principio, che si scontra poi col cosiddetto principio di realtà.
A mio avviso, proprio per la presenza del dolore, non si può dire che la vita sia bella a prescindere, a meno che non si dica per fare coraggio a qualcuno che si sente giù, e allora è comprensibile.
In sostanza: invece di insistere su questo luogo comune che la vita è bella comunque, non sarebbe meglio definire la vita come una scatola vuota, che col tempo si riempie di cose belle e brutte, e che solo alla fine della vita si potrà, come in un bilancio, dire che si è vissuta una bella o una brutta vita?
Grazie in anticipo a chi vorrà intervenire.
bhe... io credo che nel corso della nostra vita, le sofferenze siano presenti per farci capire ciò che di veramente bello può accadere nel corso di quest' ultima. In quanto, io sono convinto che una persona per quanto possa essere sfortunata e star male, ogni volta che supera questi momenti, scopra (o riscopra) qualcosa di meraviglioso che magari era già presente all' interno della sua vita ma che non poteva apprezzare, o che semplicemente non voleva guardare. Quindi, secondo me i dolori che ci si presentano durante la nostra esistenza, esistano per farci capire e apprezzare ciò che ci circonda, perchè altrimenti se tutto fosse piacevole e gradevole nella vita, non co sarebbe il BELLO di vivere, perchè senza dolori e, chiamiamoli così, controdolori la nostra vita sarebbe un qualcosa di monotono.
Attila288 is offline  
Vecchio 28-02-2007, 02.37.16   #9
Lucio Musto
Rudello
 
L'avatar di Lucio Musto
 
Data registrazione: 08-01-2006
Messaggi: 943
Riferimento: Il dolore ovvero: la vita è bella "a prescindere"?

Citazione:
Originalmente inviato da catoblepa
Anziché intervenire in un argomento già sviluppato (il topic "l'insofferenza") , preferisco aprirne uno appositamente, preché credo sia un argomento da sviluppare a parte.
Si dice che il dolore fa parte della vita, e che è importante per capire le gioie; io personalmente non attribuisco alcun valore positivo al dolore.
Se già sono venuto al mondo senza chiederlo, perché devo avere la mia dose di sofferenze fisiche e psichiche, di delusioni, di amarezze; perché deve per forza esserci qualcosa che deve provocarmi malessere?
E' notorio che a sviluppare il fisico e l'intelligenza è il principio del piacere, e questo avviene soprattutto in tenera età, ma anche da grandi ci muoviamo secondo questo principio, che si scontra poi col cosiddetto principio di realtà.
A mio avviso, proprio per la presenza del dolore, non si può dire che la vita sia bella a prescindere, a meno che non si dica per fare coraggio a qualcuno che si sente giù, e allora è comprensibile.
In sostanza: invece di insistere su questo luogo comune che la vita è bella comunque, non sarebbe meglio definire la vita come una scatola vuota, che col tempo si riempie di cose belle e brutte, e che solo alla fine della vita si potrà, come in un bilancio, dire che si è vissuta una bella o una brutta vita?
Grazie in anticipo a chi vorrà intervenire.


Bello-brutto, luce-buio, dolore-piacere eccetera, pare che non possano esistere separatamente, perché l'uno elemento della dualità spiega l'altro...

Non lo diceva già Socrate, il un dialogo di Platone?... il "Fedone", forse?... quando deve prendere la cicuta e gli tolgono la catena che gli stringeva la caviglia?...

Mi sa che mi sto arrugginendo!
Lucio Musto is offline  
Vecchio 28-02-2007, 08.32.47   #10
cielosereno52
Ospite abituale
 
L'avatar di cielosereno52
 
Data registrazione: 21-05-2006
Messaggi: 211
Riferimento: Il dolore ovvero: la vita è bella "a prescindere"?

Citazione:
Originalmente inviato da catoblepa
Anziché intervenire in un argomento già sviluppato (il topic "l'insofferenza") , preferisco aprirne uno appositamente, preché credo sia un argomento da sviluppare a parte.
Si dice che il dolore fa parte della vita, e che è importante per capire le gioie; io personalmente non attribuisco alcun valore positivo al dolore.
Se già sono venuto al mondo senza chiederlo, perché devo avere la mia dose di sofferenze fisiche e psichiche, di delusioni, di amarezze; perché deve per forza esserci qualcosa che deve provocarmi malessere?
E' notorio che a sviluppare il fisico e l'intelligenza è il principio del piacere, e questo avviene soprattutto in tenera età, ma anche da grandi ci muoviamo secondo questo principio, che si scontra poi col cosiddetto principio di realtà.
A mio avviso, proprio per la presenza del dolore, non si può dire che la vita sia bella a prescindere, a meno che non si dica per fare coraggio a qualcuno che si sente giù, e allora è comprensibile.
In sostanza: invece di insistere su questo luogo comune che la vita è bella comunque, non sarebbe meglio definire la vita come una scatola vuota, che col tempo si riempie di cose belle e brutte, e che solo alla fine della vita si potrà, come in un bilancio, dire che si è vissuta una bella o una brutta vita?
Grazie in anticipo a chi vorrà intervenire.

Il dolore.. forse è solo un segnale di strade sbagliate..
A un certo punto della mia vita, ho provato un dolore fortissimo..quasi fossi
giunto nella mia "via Finale...".
Pregando e facendomi coraggio sono andato avanti...
Ciò risale a molti anni fà..altre esperienze si sono succedute, non di quella portata, per fortuna...che cmq mi hanno suggerito di intraprendere una
migliore conoscenza delle mie emozioni negative.

Il cielo non è infatti sempre sereno... inevitabile trovare nuvole nere sul proprio cammino, nuvole che portano pioggia... lacrime che lavano.
Una certa accettazione di questo può essere una piccola parziale risposta nel spiegare il dolore...nell'accettarlo con minore impatto.
Credo poi che essere al mondo significhi far parte di una grande anima universale, e di poterlo percepire solo staccandoci da essa con la nascita.

La strada della vita è una ricerca , un modo per ricondurci verso il tempo
dove non vi è tempo..
In questo...spero di avere ancora tempo , di incontrare ancora
tante persone che migliorano il cammino
cielosereno52 is offline  

 



Note Legali - Diritti d'autore - Privacy e Cookies
Forum attivo dal 1 aprile 2002 al 29 febbraio 2016 - Per i contenuti Copyright © Riflessioni.it