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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 21-12-2007, 10.23.50   #1
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
Ma cosa s'intende oggi per "passione"?

Oggi prevalgono le “passioni tristi”,altro fortunato saggio nell'attuale tendenza dei moti dell'anima.,e sui diffusi disagi della psiche delle generazioni più giovani. Si cerca di contrastare il male di vivere con palliativi materiali ed apparenze, quali succedanei di sentimenti genuini Sono ormai le chiacchiere a dominare incontrastate,che non sono condivisione dialogica dove ci si propone reciprocamente di ascoltare con intenzione vigile reciprocamente, per interpretare e poter rispondere con pertinenza alle parole dell'altro. Senza controbattere forzosamente o divagare con personale verbosità a ruota libera e artificio su ciò che non si conosce bene. Si riesce a farsi l'idea di una persona anche attraverso la sua visione del mondo espressa dal suo pensiero discorsivo.
Con la tastiera si possono digitare anche futilità non pertinenti o post confusi e banali, parodistiche pretese culturali, eludendo l'essenza di temi esistenziali per un proficuo dialogo collaborativo. La parola può veicolare emozioni positive ma anche negative e frustranti.
A me sembra che stia scomparendo pure l'ironia,l'autoironia, l'humour, il gioco delle parole che non siano improvvisazioni arbitrarie. E la poesia sta diventando vuoto esercitarsi per miscugli di parole preziose o per trite retoriche buonistiche.
I maschi che hanno fruito di un precoce ambiente educativo che ha loro elargito una ricchezza di affetti, a loro volta da restituire, sono rari. Si dovrebbe imparare a riconoscerli , discernendoli da quelli che celano una sostanziale e sovente occultata aridità. Per non farsi coinvolgere in legami fallimentari sotto ogni aspetto.

Mi è stato chiesto, con pertinenza,cosa s' intenda per ”passione”. La filosofia s'interessò più all'amore in senso astratto e universale. Vide la passione in senso piuttosto negativo e irrazionale. Fu il Romanticismo che la rivalutò come moti dell'animo pur difficili da gestire. Spesso travolgono le facoltà volontaristiche e razionali. Le principali sono il desiderio, la gioia, la tristezza, l'amore , l'odio. Un amore può rendere schiavi e ciechi anche verso lo stesso proprio oggetto che lo suscita., può tramutarsi in stati nevrotici e forme di follia. Infatti l'innamoramento per le continue stimolazioni a cui sottopone, può condurre ai citati disturbi della psiche. Eppure è un bisogno fondamentale dell'uomo , che comporta emozioni sia positive che negative, spesso compresenti. Si possono provare interesse, dolore, rabbia, gioia, noia; si alternano stati di tensione a stati di una serenità rilassata.

L'amore-passione romantico è di tradizione cortese occidentale. Prevalse la spiritualità che addirittura prescindeva dalla presenza concreta dell'amato. Era l'assenza tormentosa che lo contraddistingueva. Era lontano sia dalla nostra concezione dell'eros che dalla dedizione altruistica. Se non nel permanere di una tragicità nelle nostre storie d'amore letterario e filmico, che non susciterebbero interesse se vi prevalesse un amore che fila liscio fino alla happy hand. Il desiderio sessuale veniva spiritualizzato, come esemplifica il mito di Tristano e Isotta. L'oggetto dell'amore fatale era l'amore stesso che si nutriva dell'ostacolo per poter tendere a qualcosa impossibile da raggiungere, se non con la morte, quale dissoluzione per una idealizzata unione di anime e corpi. Passione cerebrale più che corporea; ostacolata più che trasgressiva nel senso che diamo oggi alla concupiscenza erotica accesa dal senso di proibizione.

Tutti ambiremo a un amore assoluto che sfidi il tempo. Oggi incompatibile con la libertà sessuale nega esplicitamente un possesso assoluto e duraturo nel tempo. Le donne sognano un grande amore, ma poi capita loro di andare a letto con il primo che capita. Comunque sono sempre loro che scandagliano le passioni contrastate e problematiche, proprio così irrequiete se vogliamo definirle “passioni”.Anche attraverso letture di romanzi,visioni di film, ecc. ignorati dai maschi, per tradizione orientati ad altri interessi.

Finora la psicologia,la sociologia, ecc. si sono disinteressate allo studio dei sentimenti. Al contrario di romanzieri e poeti o eventualmente qualche analista interessato alle pulsioni di varia origine e alla conflittualità tra spiritualità e concupiscenza. Secondo Freud è proprio il desiderio passionale che conduce all'amore stabile di tipo affettivo e non viceversa.

Oggi si parla d'amore,più raramente delle proprie situazioni d'innamoramento. Passione e amore coniugale sono antitetici. A un certo punto ci si accorge che il rapporto non è più quello di prima. Se il desiderio porta al sentimento di tipo più altruistico, il percorso reversibile in senso contrario è molto più difficile . Riaccendere il desiderio, una volta spento, anche se permane impegno e amicizia.

La passione erotica in tale moderno contesto del rapporto di coppia, s'intende non tanto nel senso romantico di tradizione occidentale, quanto come attrazione, eccitamento,sessuale,e ancora, nostalgia, angoscia, irrequietezza, bramosia. Che possono essere placate dalla vicinanza dell'oggetto. La lontananza,l'assenza non è più il fine stesso , ma eventuale mezzo per rinfocolare l'incontro che non dovrebbe scadere nell'abitudine routinesca.

La passione richiede inoltre di essere dimostrata concretamente attraverso un linguaggio espressivo. Ma non basta dichiararsi romantici e passionali; bisogna esserlo dimostrandolo con i fatti.

Oggi è d'obbligo un cenno sulle “passioni virtuali”. Esistono? Sotto quale forma?



Se nascono amori da suggestioni virtuali, assomigliano a infatuazioni di tipo astratto-letterario. Sorte dall'assenza, dalla fantasia, dal sogno. Non intendo tanto gl' incontri progettati a priori, in quei siti specifici dove si chatta in vista di fugaci incontri dal vivo.

Certe amicizie amorose non dovrebbero uscire dalla dimensione virtuale, alimentandosi di un amore incompiuto che vive di proiezioni immaginarie. Tuttavia se l'incontro è indovinato possiamo arricchire le nostre capacità relazionali, e di riflesso ravvivare pure amicizie ed amori esplicitati fuori Rete.

Si amano sempre, comunque ed ovunque, nostre creazioni e non chi ci sta davanti. Immagini e passioni nate dentro noi stessi, che la realtà spesso smentisce bruscamente,ridimensionandole in nostalgici desideri. E l'incorporeità della parola non distratta da una presenza reale, può ancor più rafforzare tali fantasticherie.

Anche quando termina un amore della vita concreta si può insegnare ad elaborare il lutto per la fine del sogno che ha rappresentato, e non per la perdita della persona in se stessa che lo ha evocato.

Le cyber storie non consentono di guardarsi negli occhi. Devono sostenersi su qualche affinità condivisa oppure su reciproche e gradite complementarità , come nella vita. Possono suscitare qualche emozione, difficilmente un autentico sentimento.

Spesso si è consapevoli che l'incontro fisico potrebbe rompere l'incantesimo dell'immaginario. Anche perchè il contesto induce a barare? Perchè qualsiasi relazione nata da uno scambio testuale è per sua nature conflittuale con un riscontro faccia a faccia? Perchè s'idealizzano sconosciuti e il vis-a vis delude? Molti nel dubbio non si avventurano oltre un accettato e tacito accordo di non uscire dal limbo illusorio dell'immaginario.
arsenio is offline  

 



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