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Scienze - Ciò che è, e ciò che non è spiegato dalla scienza.
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Vecchio 13-03-2008, 11.25.38   #1
La_viandante
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Scienza e tecnologia

Riprendo qui l’intervento di Visechi al quale mi preme rispondere.
Spesso si addita la scienza per la sua cattiva utilizzazione, la tecnologia è infatti l’utilizzo delle scoperte scientifiche così come la medicina ed è indubbio che molte di queste utilizzazioni asserviscono l’uomo, rendendolo schiavo del consumismo, o comunque creano tutta una serie di realtà artificiali che alienano l’uomo dalla sua essenza di individuo.
Se comunque esistono delle fondate ragioni per accusare la tecnologia di rendere schiavo ad essa l’uomo, piuttosto che porsi essa al suo servizio non si possono negare nemmeno i grandi salti in avanti che sempre la stessa tecnologia ha fatto fare alle cure di malattie anche soltanto permettendone la diagnosi attraverso apparecchiature sofisticatissime, come si potrebbe scoprire ad esempio per tempo un tumore senza l’ausilio della tomografia assiale?
Allora io andrei più cauta nel denigrare tanta di quella tecnologia con il rischio di danneggiarne anche la parte sana e veramente utile al benessere.
Ovviamente come nelle migliori cose, oggi per poter fare una tac bisogna mettersi in una lista di attesa talmente lunga che nel caso vi fosse un problema grave avrebbe tutto il tempo di aggravarsi ulteriormente e mandare a farsi benedire la prevenzione.
Così come ogni altro ambito, dall’uso del cellulare che è a volte addirittura uno strumento per potersi salvare se ci si trova in un posto sperduto e in pericolo di vita. Ma diventa una schiavitù quando non se ne riesce a fare a meno e lo si deve portare magari in triplice copia con tre schede di gestori diversi.
O se non ci si può sottrarre alla gara continua a chi ha la suoneria più nuova fino al modello che fa talmente tante di quelle cose che telefonare diventa uso improprio. Ma a parte questo esistono molti fondati motivi di preoccupazione e sono quelli che per il profitto non guardano alla ricerca onesta ma ne muovono le fila per portarla la dove è più remunerativo portarla attraverso i finanziamenti. Oggi i maggiori finanziamenti vengono dal privato, dalle industrie, siano farmaceutiche (ne esistono anche di proprietà di enti religiosi) o dal settore dell’industria tecnologica.
Ma tutto questo non può essere impedito in nessun modo, non si può vietare ai privati di finanziare la ricerca, si può rendere invece più conveniente porre la ricerca al servizio del bene comune stanziando finanziamenti maggiori dal settore pubblico, rendendo possibile quindi l’affrancamento della ricerca da quelle industrie che ne vorrebbero dettare l’ambito di studio e i risultati.
Questo è possibile sempre e solo con un utilizzo oculato dei contributi ed una loro gestione che taglia gli sprechi.
Una finanziaria che ad esempio invece di togliere gli sprechi va ad intaccare ancora le scarse risorse per le cose utili per continuare a garantire gli sprechi o in alternativa cose che fanno comunque avere dei profitti ma solo all’interno sempre delle solite caste saranno sempre alla base del problema della tecnocrazia.
Qualcosa di cui oramai possiamo fare a meno, perché è veramente inutile alla popolazione è il finanziamento statale delle scuole private. Queste scuole godono già di entrate altissime grazie alle rette elevate decise dai privati. Lo stato non può accollarsi spese così gravose quando deve essere presente per i bisogni della classe meno abbiente.
Ancora non si può esentare dal pagare le tasse sugli immobili tutte le strutture religiose a scopo di lucro, queste producono un utile che deve essere tassato, oltretutto i vari immobili dai ristoranti, agli alberghi alle case ed appartamento che vengono affittate, alle strutture sanitarie di proprietà religiosa ce ne sono troppe, la quantità è enorme, oltre a quelle che non hanno scopo di lucro, e che già hanno il loro peso sulle tasse degli italiani.
Questi finanziamenti statali, oltre a venir meno alle regole di corretta concorrenza sono un enorme spreco di utili che potrebbero venire impiegati in maniera migliore, sia per rendere gratuiti dei servizi sanitari, sia per indirizzare la ricerca verso cure migliori.
Pensate a chi ha un ristorante a gestione famigliare accanto ad uno di padre pio di proprietà di preti. Quello a conduzione famigliare dovrà accollarsi le spese delle tasse anche per conto di quello di fianco che potrà quindi vendere i suoi prodotti ad un costo nettamente inferiore e proprio grazie ai contributi di un povero padre di famiglia soffiargli i clienti da sotto al naso, e costringerlo al fallimento.
Pensate ancora all’assurdo di avere strutture sanitarie di proprietà della chiesa cattolica che ha esenzioni fiscali grazie alle tasse di tutti i cittadini ma che non prestano i servizi ai quali gli stessi cittadini hanno diritto (aborto, pillola del giorno dopo etc.).
Tra le altre cose nella ricerca vi sono infiltrazioni simil-mafiose di persone dei circoli di scienza e vita che tralasciano completamente la ricerca scientifica per far passare precetti della loro fede come risultato scientifico.
Ancora emergono notizie inquietanti sul conto di Maiani, il professore firmatario della lettera contro il papa alla Sapienza, ancora questa persona viene attaccata dal mondo politico perchè ritenuta (per reati d‘opinione), non adatta a ricoprire un ruolo di direzione, magari il mondo politico ci vedrebbe bene per quel posto una persona completamente ignorante nel campo scientifico ma con buone capacità di far passare i precetti di fede come fossero scienza.
Allora credo che non si possa additare la scienza per il pessimo uso che ne fanno chiese e industria, ma bisogna lavorare affinché la scienza ritorni libera, si affranchi e questo si può fare solo attraverso un impegno politico di migliore gestione del denaro pubblico perché se il comitato scienza e vita può veramente tanto lo deve certamente alla sua possibilità economica di infiltrarsi dappertutto e questo lo può fare grazie al finanziamento statale, a ben guardare quindi è il finanziamento alle strutture e associazioni religiosi che danneggia la scienza e ci porta ad additarla come ne fosse questa la responsabile del marciume delle religioni.

occhio anche all'Aerica alla quale piace guardare sempre da parte dei politici nostrani, i finanziamenti pubblici vengono dati alla ricerca sul "disegno intelligente" occhio eh? non tarderemo ad importarlo anche qui da noi
La_viandante is offline  
Vecchio 13-03-2008, 16.27.27   #2
visechi
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Riferimento: Scienza e tecnologia

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Originalmente inviato da La_viandante
Riprendo qui l’intervento di Visechi al quale mi preme rispondere.
Spesso si addita la scienza per la sua cattiva utilizzazione, la tecnologia è infatti l’utilizzo delle scoperte scientifiche così come la medicina ed è indubbio che molte di queste utilizzazioni asserviscono l’uomo, rendendolo schiavo del consumismo, o comunque creano tutta una serie di realtà artificiali che alienano l’uomo dalla sua essenza di individuo.
Se comunque esistono delle fondate ragioni per accusare la tecnologia di rendere schiavo ad essa l’uomo, piuttosto che porsi essa al suo servizio non si possono negare nemmeno i grandi salti in avanti che sempre la stessa tecnologia ha fatto fare alle cure di malattie anche soltanto permettendone la diagnosi attraverso apparecchiature sofisticatissime, come si potrebbe scoprire ad esempio per tempo un tumore senza l’ausilio della tomografia assiale?

Quella da te citata è proprio la tecnologia al servizio della scienza. Ovvero, quella tecnologia che serve per analizzare meglio il problema che si vuole affrontare – posto che si tratti di un problema reale e non costruito in laboratorio -. Quella che contesto io è la tecnologia al servizio di se stessa, quella che è alimentata sulla scorta delle progressive scoperte e che serve solo per innalzare la soglia dei desideri umani, già abbastanza elevata di per sé. La sofisticazione tecnologica ha condotto spesso ad un’involuzione del prodotto; involuzione che meglio risponde alle esigenze consumistiche e del mercato che proprio nulla hanno a che vedere con la soddisfazione delle reali esigenze umane. Non è un caso, per esempio, che alcuni elettrodomestici moderni siano oggi tecnologicamente più avanzati, ma sicuramente meno duraturi, avendo provveduto la tecnologia a fare in modo che si rovinino più velocemente degli omologhi prodotti meno sofisticati di qualche decennio fa… è una cosa risaputa. Come è altrettanto risaputo che delle potenzialità – spesso solo declamate dai media – di un prodotto tecnologico, utilizziamo – perché questa sì rispondente alle esigenze – solo una minima parte, il resto è quasi sempre un di più utile a blandire il nostro inconscio che si conforma supinamente all’illusione di un’esigenza che in realtà proprio non esiste. La pubblicità è, in questo caso, strumento della tecnologia (quella non utile) che, diversamente, non avrebbe alcuna ragione d’essere e d’esistere, quindi di trovare sfoghi commerciali. La sofisticazione tecnologica precede i bisogni, la pubblicità li rende solo evidenti, li suscita. Da quest’evidenza emerge un altro elemento: la tecnologia sovente segue una strada che prescinde totalmente dalle urgenze del suo utilizzatore umano, imponendogli un’opzione d’utilizzo altrimenti non avvertita e comunque raramente utilizzata. Dal che deriva che non è più l’uomo, in queste circostanze, ad utilizzare la tecnologia, ma è giustappunto il contrario. L’uomo si trasforma da promotore della tecnologia a suo mezzo e fine; conseguentemente viene a determinarsi un’alienazione dalle esigenze umane naturali, non più avvertite tali come effettivamente sono, ma instaurate attraverso attenti studi condotti nei laboratori di ricerca.

Ciao
visechi is offline  
Vecchio 15-05-2008, 09.20.04   #3
ilduca
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a mio avviso il problema trattato, che certamente esiste, non dipende né dalla scienza né dalla tecnologia, ma da scelte etiche-morali, attuate dalla politica. volendo poi, si potrebbe portare tutto su di un piano filosofico, perché distinguere il male dal bene non è così facile, soprattutto in intervalli di tempo limitati. ad esempio, se non ci fossero state le sanguinose guerre (costante che accompagna l'umanità), non ci sarebbero state la maggior parte delle invenzioni attuali, che hanno avuto ricadute benefiche (forse), ovvero saremmo più "arretrati" tecnologicamente. staremmo peggio o meglio? difficile dirlo, dipende molto dal punto di vista della faccenda.
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Vecchio 15-05-2008, 10.46.15   #4
chlobbygarl
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Originalmente inviato da La_viandante
Ma tutto questo non può essere impedito in nessun modo, non si può vietare ai privati di finanziare la ricerca, si può rendere invece più conveniente porre la ricerca al servizio del bene comune stanziando finanziamenti maggiori dal settore pubblico, rendendo possibile quindi l’affrancamento della ricerca da quelle industrie che ne vorrebbero dettare l’ambito di studio e i risultati.
Questo è possibile sempre e solo con un utilizzo oculato dei contributi ed una loro gestione che taglia gli sprechi.
Una finanziaria che ad esempio invece di togliere gli sprechi va ad intaccare ancora le scarse risorse per le cose utili per continuare a garantire gli sprechi o in alternativa cose che fanno comunque avere dei profitti ma solo all’interno sempre delle solite caste saranno sempre alla base del problema della tecnocrazia.
Qualcosa di cui oramai possiamo fare a meno, perché è veramente inutile alla popolazione è il finanziamento statale delle scuole private. Queste scuole godono già di entrate altissime grazie alle rette elevate decise dai privati. Lo stato non può accollarsi spese così gravose quando deve essere presente per i bisogni della classe meno abbiente.
Ancora non si può esentare dal pagare le tasse sugli immobili tutte le strutture religiose a scopo di lucro, queste producono un utile che deve essere tassato, oltretutto i vari immobili dai ristoranti, agli alberghi alle case ed appartamento che vengono affittate, alle strutture sanitarie di proprietà religiosa ce ne sono troppe, la quantità è enorme, oltre a quelle che non hanno scopo di lucro, e che già hanno il loro peso sulle tasse degli italiani.
Questi finanziamenti statali, oltre a venir meno alle regole di corretta concorrenza sono un enorme spreco di utili che potrebbero venire impiegati in maniera migliore, sia per rendere gratuiti dei servizi sanitari, sia per indirizzare la ricerca verso cure migliori.
Pensate a chi ha un ristorante a gestione famigliare accanto ad uno di padre pio di proprietà di preti. Quello a conduzione famigliare dovrà accollarsi le spese delle tasse anche per conto di quello di fianco che potrà quindi vendere i suoi prodotti ad un costo nettamente inferiore e proprio grazie ai contributi di un povero padre di famiglia soffiargli i clienti da sotto al naso, e costringerlo al fallimento.
Pensate ancora all’assurdo di avere strutture sanitarie di proprietà della chiesa cattolica che ha esenzioni fiscali grazie alle tasse di tutti i cittadini ma che non prestano i servizi ai quali gli stessi cittadini hanno diritto (aborto, pillola del giorno dopo etc.).
Tra le altre cose nella ricerca vi sono infiltrazioni simil-mafiose di persone dei circoli di scienza e vita che tralasciano completamente la ricerca scientifica per far passare precetti della loro fede come risultato scientifico.[..]
a ben guardare quindi è il finanziamento alle strutture e associazioni religiosi che danneggia la scienza e ci porta ad additarla come ne fosse questa la responsabile del marciume delle religioni.
cara La Viandante,

intanto permettimi, da agnostico divertito, di farti i miei comlpimenti per il talento che mostri nel riuscire a ricondurre ogni qualsivoglia questione dello scibile alle colpe della chiesa e al marciume delle religioni.

Poi, dopo aver colto uno spunto interessante quale quello della lotta agli sprechi, ti domando quali siano per te gli sprechi in Italia oltre a quelli certo effettivi ma soprattutto dimensionalmente insostenibili che hai ineccepibilmente elencato ("Pensate a chi ha un ristorante a gestione famigliare accanto ad uno di padre pio di proprietà di preti." )

Ti chiedo poi cortesemente di quantificarmi in miliardi di euro gli sprechi di cui hai parlato e quelli di cui spero mi parlerai.

grazie davvero.
chlobbygarl is offline  
Vecchio 15-05-2008, 12.24.32   #5
La_viandante
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Originalmente inviato da ilduca
a mio avviso il problema trattato, che certamente esiste, non dipende né dalla scienza né dalla tecnologia, ma da scelte etiche-morali, attuate dalla politica. volendo poi, si potrebbe portare tutto su di un piano filosofico, perché distinguere il male dal bene non è così facile, soprattutto in intervalli di tempo limitati. ad esempio, se non ci fossero state le sanguinose guerre (costante che accompagna l'umanità), non ci sarebbero state la maggior parte delle invenzioni attuali, che hanno avuto ricadute benefiche (forse), ovvero saremmo più "arretrati" tecnologicamente. staremmo peggio o meglio? difficile dirlo, dipende molto dal punto di vista della faccenda.

ehm non me la sento di arrivare a tanto ... c'è però una riflessione che mi cviene da fare a distanza di tempo da questo thread, che oramai la scienza, come tuttoil resto risente di una situazione generale di monopolio economico da parte di pochi che fanno solo i propri interessi, se si vuole combattere l'uso deviato delle scoperte scientifiche, come dice Visechi nella tecnologia che alimenta se stessa bisognerebbe partire da tutt'altra parte, magari dall'educazione civica. O almeno nella cultura partendo dalle sue radici e sradicandone tutte quelle scale valoriali nefaste che hanno soppiantato i buoni vecchi sani valori (e non sono la famiglia e la patria eh?)
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Vecchio 15-05-2008, 13.44.36   #6
La_viandante
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Originalmente inviato da chlobbygarl
cara La Viandante,

intanto permettimi, da agnostico divertito, di farti i miei comlpimenti per il talento che mostri nel riuscire a ricondurre ogni qualsivoglia questione dello scibile alle colpe della chiesa e al marciume delle religioni.

Poi, dopo aver colto uno spunto interessante quale quello della lotta agli sprechi, ti domando quali siano per te gli sprechi in Italia oltre a quelli certo effettivi ma soprattutto dimensionalmente insostenibili che hai ineccepibilmente elencato ("Pensate a chi ha un ristorante a gestione famigliare accanto ad uno di padre pio di proprietà di preti." )

Ti chiedo poi cortesemente di quantificarmi in miliardi di euro gli sprechi di cui hai parlato e quelli di cui spero mi parlerai.

grazie davvero.
grazie per i complimenti che ricambio di cuore per il tuo riuscire a giustificare della chiesa anche le peggiori cose, dopo di che passando agli sprechi che ne diresti di guardare un attimo qui
http://www.repubblica.it/speciale/20...html?ref=hppro

chiesa e casta politica si mangiano il totale delle finanziare, dalle nostre tasche, quando basterebbe lasciarle nelel tasche die cittadini che ariverebbero ad esempio a fine mese invece di dover andare poi a mendicare i pasti alle mense gratuite di sant'egidio
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Vecchio 15-05-2008, 15.05.55   #7
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Siete nel forum di "scienze" vi prego di restare in tema o sarò costretto a chiudere la discussione, grazie.
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Vecchio 15-05-2008, 21.19.36   #8
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ScienzaTecnologia

Tecnologia e Scienza, purtroppo, ahimè (sic, per chi l’ama!), dalla seconda metà del novecento sono strettamente connesse ed ormai sono divenute di fatto inscindibili: la cosiddetta tecno-scienza. E’ infantile ed ingenuo ancora distinguere, nella realtà delle cose, tra Scienza e tecnologia anche se per definizione e soprattutto come intima aspirazione dovrebbero essere divise. Non solo ingenuo, ma anche pericoloso, poiché si sottovaluta pesantemente il potere che hanno acquisito i tecnoscienziati (ahimè!). La tecnologia crea nuovi prodotti destinati ad una obsolescenza precoce e continuamente nuovi bisogni, come ben esplicitato da Visechi e l’ancella Scienza, degradata a ‘s’cienza, deve sottostare ai meccanismi di mercato se non vuol perire anch’essa per mancanza di fondi.

Fino a metà dell’ottocento, era proprio il tumultuoso sviluppo della tecnica che forniva materiale alla Scienza, che spesso giungeva tardi nelle spiegazioni dei fenomeni alla base di macchine già funzionanti – pensiamo alle macchine termiche; poi la Scienza assunse il ruolo dominante ed ha fornito, con le sue enormi e fondamentali scoperte, il materiale alla tecnica che si è trasformata dunque in tecnologia ed ha iniziato la tumultuosa produzione di innovazione e nuovi bisogni che hanno incominciato a rivoluzionare la vita umana; sino a metà del secolo scorso, diciamo, in cui la tecnologia ha finito per prendere il sopravvento sulla Scienza e fagocitarne gli interessi, gli obiettivi ed in ultima analisi, la morale.

Che sia da ammonimento questa frase di Oppenheimer dopo l’abominio di Hiroshima: «i Fisici hanno conosciuto il peccato».

E quando ricerche e risultati parziali, che dovrebbero giungere ad importanti innovazioni sociali, come quelli sulla fusione atomica (calda), vengono rastrellati per scopi bellici (nuovi mini-atomiche a fusione portatili), allora corre lungo la schiena il tremendo dubbio e brivido che molti dei fondi per quelle ricerche che si stanno protraendo oltremodo, tagliandoli di fatto all’altra fusione (quella fredda), non provengano in realtà che dalle stesse industrie belliche che tentano di reclamizzare anch’esse il loro unico prodotto: la guerra, il motore del "warfare", nuova "istituzione" economica che regge il mercato globale.

E le multinazionali odierne, per esempio quelle farmaceutiche, contano tra i loro consulenti e prezzolati gli stessi scienziati che compiono sperimentazioni sui prodotti che vendono, di fatto ignorando questa “regola” di base: che controllori e controllati non dovrebbero essere incarnati nello stesso gruppo di persone.

La conoscenza è divenuta ormai mera utilità, ovvero si ricerca e si scopre quasi esclusivamente in funzione delle applicazioni e del profitto che se ne trarrà; l’economia di mercato capitalista è la selva oscura in cui la Scienza ha smarrito la sua diritta via.

Il prematuro deperimento dei prodotti tecnologici, come ben detto da Visechi, è un altro paradigmatico sintomo di questa tendenza globale: gli ingegneri progettano i prodotti per durare pochi anni, ho parlato con alcuni di essi e d’altronde basta chiedere a qualunque termoidraulico o perito elettronico il regresso della vita media di una caldaia o di un cellulare, per esempio.

Quando, in conclusione, una scoperta scientifica da pura ricerca del vero e della conoscenza, quale era, assume sostanzialmente un “valore”, allora diventa dominio dell’etica e dunque delle scelte delle persone, della società. Le scoperte divengono politiche. Purtroppo. Questa è una presa di coscienza che gli ambienti scientifici tardano ad acquisire. Libera ricerca, certo, come profondo ed essenziale anelito umano... ed allora come si fa? Il filosofo Hans Jonas propone di uscire dalle secche imponendo questo ragionamento morale: ricercare sì, ma valutare anche le scoperte e le loro eventuali conoscenze e se palesemente rischiose non applicarle alla tecnologia, in quanto la nostra responsabilità si estende non solo ai viventi, ma anche a coloro che dovranno nascere. A me sembra ingenua anche questa proposta, non so, visti ormai i confini tra Scienza e tecnologia si sono sciolti definitivamente, purtroppo.

Quella da additare è proprio la Scienza, invece, e gli scienziati in toto, da quelli conniventi (che faccio molta fatica a chiamare “scienziati”) a quelli casti e puri, ma che non muovono un dito data la cappa di potere cui sono sottoposti, per denunciare i meccanismi che hanno palesemente sotto gli occhi, ogni giorno.

Una nuova stagione dovrebbe e potrebbe aprirsi in cui gli scienziati dimettano coraggiosamente i panni di nuovi sacerdoti per fare da paciere, neutro, tra i vecchi “bigotti” e quelli dal pensiero “debole”. Potrebbero mediare, gli scienziati, potrebbe essere nella loro indole e nelle loro corde, tra le varie istanze presenti nella società sulle questioni pressanti che la realtà ci impone di prendere in considerazione: accaparramento ed indipendenza energetica, inquinamento, ingegneria genetica.

Lo si farà? Lo faranno i tecnoscienziati? Sicuramente è molto complesso, come è complesso per il navigato e disilluso delfino di un re, tornare ad essere il semplice fanciullo curioso e stupito di fronte alla realtà.

Antonio
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Vecchio 16-05-2008, 12.47.15   #9
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Originalmente inviato da La_viandante
grazie per i complimenti che ricambio di cuore per il tuo riuscire a giustificare della chiesa anche le peggiori cose
Eh, adesso però posta le righe dove lo avrei fatto!

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dopo di che passando agli sprechi che ne diresti di guardare un attimo qui
http://www.repubblica.it/speciale/20...html?ref=hppro
chiesa e casta politica si mangiano il totale delle finanziare, dalle nostre tasche, quando basterebbe lasciarle nelel tasche die cittadini che ariverebbero ad esempio a fine mese invece di dover andare poi a mendicare i pasti alle mense gratuite di sant'egidio
In generale, penso come te che sia davvero grave e in-debito che lo stato elargisca alla chiesa fino a 4 mld di euro nella varie forme in cui lo fa.

Abolirei domani qualunque forma di finanziamento alla chiesa.

Ma denunciare la mancanza dei fondi per la ricerca scientifica parlando solo dei soldi concessi ad un culto, tu capisci che non può non intendersi come una lettura al solito legittima quanto fortemente parziale, per usare un eufemismo.

gli sprechi nella Pubblica Amministrazione vengono quantificati con stime che vanno dai 20 ai 30 mld di euro l'anno, dunque un multiplo della cifra che indicavi tu.

Perchè ometterli, se non per la solita necessità autoreferente di suonarsela e cantarsela da soli, impermeabili ad un dibattito intellettualmente onesto e tendenzialmente oggettivo?

Prova per un attimo, La Viandante, il brivido a sinistra tabuizzato ma mai rimosso, di immaginare quanta ricerca scientifica in più sarebbe possibile fare con quei soldi disponibili, sottratti all'apparato burocratico e amministrativo italiano nelle sue parti improduttive, sprecone, pleonastiche, "nullafacenti", insostenibili, vergognose, indegne di un paese membro UE.
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Vecchio 17-05-2008, 09.24.24   #10
La_viandante
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Eh, adesso però posta le righe dove lo avrei fatto!


In generale, penso come te che sia davvero grave e in-debito che lo stato elargisca alla chiesa fino a 4 mld di euro nella varie forme in cui lo fa.

Abolirei domani qualunque forma di finanziamento alla chiesa.

Ma denunciare la mancanza dei fondi per la ricerca scientifica parlando solo dei soldi concessi ad un culto, tu capisci che non può non intendersi come una lettura al solito legittima quanto fortemente parziale, per usare un eufemismo.

gli sprechi nella Pubblica Amministrazione vengono quantificati con stime che vanno dai 20 ai 30 mld di euro l'anno, dunque un multiplo della cifra che indicavi tu.

Perchè ometterli, se non per la solita necessità autoreferente di suonarsela e cantarsela da soli, impermeabili ad un dibattito intellettualmente onesto e tendenzialmente oggettivo?

Prova per un attimo, La Viandante, il brivido a sinistra tabuizzato ma mai rimosso, di immaginare quanta ricerca scientifica in più sarebbe possibile fare con quei soldi disponibili, sottratti all'apparato burocratico e amministrativo italiano nelle sue parti improduttive, sprecone, pleonastiche, "nullafacenti", insostenibili, vergognose, indegne di un paese membro UE.
sono d'accordo, tagliamo tutti gli sprechi insieme a quelli che ho elencato a titolo solo esemplificativo, uno tra i tanti, ho infatti parlato anche delle spese per la casta politica, vogliamo parlare dei giornali? ecco aggiungi tutto quello che ti viene in mente e smetti di dare dell'jntellettialmente disonesto a me che non lo merito, magari le scuse andrebbero meglio ora
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