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Vecchio 31-10-2004, 20.09.35   #1
kantaishi
Utente bannato
 
Data registrazione: 15-05-2004
Messaggi: 1,885
Il mistero dei libri inesistenti.

Ultimamente è stata fatta una scoperta storica che fa più ridere che altro.
Secondo voi è possibile leggere un libro che non esiste?
Eccome! Dunque:
sono 100 anni che gli storici della magia,stregoneria ecc.vanno in cerca del misterioso libro"Il Necronomicon."un terribile trattato di magia nera.E alla fine hanno scoperto che quel libro non è mai esistito.Cosa è successo?
E' successo che 4-5 scrittori tedeschi,americani ecc,si son messi daccordo nel citare il necronomicon nelle loro opere,in modo da accrescere la loro credibilità e,di conseguenza,mandare alle stelle le vendite dei libri.Uno di questi era il famoso scrittore di romanzi horror:P.Lovekraft.Cosa ha fatto?Lui scrive un romanzo qualsiasi e,quando dice cose poco credibili,scrive:"Vedi Necronomicon,cap.3
pag 98),capito il trucco?E chi andava a pensare che ci fosse questo trucco?E,come ho detto,non solo Lovekraft faceva così ma anche i suoi amici e così sembrava una cosa ovvia che esistesse questo Necronomicon.
In questo modo si sono scoperti molti altri libri inesistenti come"La lettera di prete Gianni.",le"Stanze di Dzian" ecc.

Saluti.

Kantaishi.
kantaishi is offline  
Vecchio 01-11-2004, 01.37.30   #2
Theerium
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 08-09-2004
Messaggi: 57
c'è chi non la "pensa" così...

"All'Età Oscura venne attribuito l'Eone V di An (dal 3761 a.C. al 2210 a.C.), caratterizzato dal Culto Lunare-Plutoniano degli uomini. A questo Eone viene assegnato un testo mitico: il Necronomicon.

Il Necronomicon (letteralmente "Il Libro della Legge dei Morti") è un testo che nella stesura in sumero (3761 a.C.) si intitolava "La Legge dei Morti". Poi seguì la versione babilonese (2640 a.C.) ed infine la versione greca - con il titolo Necronomicon - che risale a circa 4.000 anni fa. La stesura in sumero andò distrutta poco dopo la versione in babilonese e quest'ultima poco dopo quella in greco. Ci sono voluti vent'anni di assidue ricerche per riuscire ad individuare nel Necronomicon la versione originale (stesura sumera e versione babilonese). E così scoprimmo che l'autore della versione greca introdusse nel testo originario un libro (Il Libro degli Antichi) ed altri scritti (formule magiche).

Per quanto riguarda la versione greca sappiamo che andò distrutta nel 640, quando il califfo Omar conquistò Alessandria d'Egitto e la più grande biblioteca del mondo antico venne incendiata. In questa maniera il Necronomicon andò distrutto... ma non del tutto, qualche frammento del libro si salvò dall'incendio. Successivamente, nel 730 a Damasco, l'arabo Abdul Al Zared (l'Abdul Alhazred di H.P. Lovecraft) scrisse Al Azif ("L'Ululato dei Demoni"), un grimoire nero contenente alcuni frammenti del Necronomicon e delle formule magiche assire, risalenti a circa 3.000 anni fa. Attraverso lo spazio e il tempo alcune conoscenze riguardanti i due libri si tradussero nei sogni dello scrittore H.P. Lovecraft che le espresse nei suoi racconti orrorifici.

Dopo la morte di Lovecraft (1937) venne rinvenuto in un villaggio dell'Iraq meridionale un libro intitolato "Al Azif", scritto in un oscuro dialetto curdo. Lo scrittore L. Sprague de Camp, nel 1968, acquistò a Baghdad il suddetto libro dal funzionario della Direzione Generale delle Antichità Irachene. Sprague de Camp, dopo aver fatto ritorno negli Stati Uniti, cercò di far tradurre il testo, senza però riuscirvi. Allora decise di pubblicare un falso Al Azif e coniò il termine pseudobiblia (pseudo libri sacri).

Molte sono le versioni del Necronomicon e tutte - tranne quella che ci venne trasmessa nel 1982 - sono degli pseudobiblia. Il falso più interessante è quello dello scrittore Colin Wilson che sostenne di aver identificato dei frammenti del Necronomicon in un manoscritto in cifra dal titolo Liber Logaeth, custodito al British Museum.

Colin Wilson sostenne che il manoscritto - un unico crittogramma elisabettiano di John Dee ed Edward Kelley - venne decifrato con un computer, nel 1978, da David Langford. Però il Liber Logaeth ("Il Libro della Parola di Dio") è una raccolta di tavole - contenenti lettere dell'alfabeto latino e numeri arabi - che furono utilizzate da Dee e Kelley per comunicare con le Entità Sottili. In effetti la decifrazione del manoscritto è una finzione letteraria, costruita ad hoc, per far credere che alcuni frammenti del Necronomicon fossero celati nel Liber Logaeth.

In definitiva Colin Wilson, nel suo pseudobiblia, riporta tutti gli estratti del Necronomicon inseriti da H.P. Lovecraft nei suoi racconti, incastonando questo materiale in un contesto formante un trattato - grimoire - di magia goetica. E qui la questione si fa interessante, poichè Lovecraft traduceva i propri sogni (o incubi) nei suoi racconti, ma nei sogni dello scrittore fluirono alcune conoscenze del Necronomicon e di Al Azif, e pertanto lo pseudobiblia di Wilson contiene alcune conoscenze riguardanti i due libri."
Theerium is offline  
Vecchio 03-11-2004, 16.41.57   #3
kantaishi
Utente bannato
 
Data registrazione: 15-05-2004
Messaggi: 1,885
La memoria del Tempo.

Carissimo,
prima di dimenticarmi ti dò gli estremi del nuovo libro sul Necronomicon:

Il Necronomicon-storia di un libro che non c'è - a cura di Sergio Basile-edizioniFanucci-2 volumi.

I 2 volumi spiegano,in 500 pagine tutte le ipotesi possibili e tutte le ricerche archeologiche fatte in Irak fino alla prima guerra del Golfo.Ma c'è una cosa che non è ben spiegata,anche se Colin Wilson ne fa degli accenni e cioè la cosiddetta"Memoria del tempo"quel fenomeno che i Buddhisti tibetani e i teosofi chiamano"Cronaca dell'Akasha."
Tento di spiegare ma è piuttosto complicato:
Colin Wilson dice che ,anche se Lovecraft si è inventato il Necronomicon,non è detto che non sia vero.I Maestri tibetani invece direbbero che Lovecraft ha letto nella cronaca dell'Akasha,anche senza saperlo.In tal caso Lovecraft sarebbe un Gran Veggente in grado di leggere nel passato.
Altri esempi:
4 anni fa io ho acquistato il"Vangelo di Maria Maddalena"-restituito dal libro del tempo" di Meurois-Givaudan(amrita.ed.).
Ebbene,Givaudan dice che il Vangelo è quello gnostico trovato a Nag Hammadi ma con l'aggiunta delle parti mancanti che lui ha trovato nella"Memoria del tempo."
Un altro libro di Givaudan si titola:"L'era della colomba"e sono dei dialoghi di Cristo con i discepoli.
Nel 1908 un sacerdote militare ebreo americano,ha scritto "Il Vangelo Acquariano"e,da quella volta a oggi è stato ristampato 52 volte.Il Vangelo narra in modo accuratissimo tutti i viaggi di Gesù in Tibet,in India,in Persia,in Egitto dove i sacerdoti egizi gli impartirono la settima iniziazione,chiamata morte e resurrezione.
Che dire?
Io dico che se hai quell'intuizione che in Inglese si dice"Insight"
sai distinguere il vero dal falso.Secondo la mia intuizione,tutti e due i libri di Givaudan esprimono il vero pensiero di Cristo e,nel caso del Vangelo Acquariano di Levi H Dowling,quei viaggi e quei discorsi di Gesù in tutto il mondo li giudico veri,mentre mi sembra che il sacerdote abbia concesso qualcosa ai Cattolici quando narra Passione,Morte e Resurrezione.
Nel caso del Necronomicon,sono certissimo che il "Grimorio di Marib"ovvero il "Lamento dell'ultimo dei Makarrib" è autentico se non altro per l'altissima poesia ivi contenuta.

Saluti.

Kantaishi.
kantaishi is offline  
Vecchio 12-11-2004, 09.36.47   #4
kri
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Messaggi: 1,297
Theerium, meno male che ci sei !

Faccio una domanda: Come si può affermare che una cosa mai trovata non esista ?
E' come affermare: Visto e considerato che non ho mai visto un canguro, il canguro non esiste!

Cmq a prescindere dall'esempio scemo, ci sono libri creati ad arte (i sinottici, e pure quello di giovanni nonostante sia molto gnostico è cmq molto di parte) che si danno per veritieri, altri occultati che si danno per dispersi, altri ancora scomodissimi che si danno per leggende.

Si chiama depistaggio.

Io non so se esista o meno... ma questo testo è presente in ogni cultura ... non per ultima quella Egizia ... ci sarà un motivo !?

kri is offline  
Vecchio 14-11-2004, 00.28.11   #5
Theerium
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Data registrazione: 08-09-2004
Messaggi: 57
Kri, l'approccio che hai descritto è denominato falsificazionismo ed è stato postulato da Karl Popper, uno dei più importanti filosofi del '900. Il tuo esempio non è stupido ed anzi analogo a quelli che vengono usati in termini tecnici...
Esso non trova applicazione nel metodo scientifico corrente. Ciò da esito a sviluppi negativi e positivi. L'argomento è di estremo interesse ma non voglio annoiare nessuno con questioni filosofiche.
A chiunque fosse interessato consiglio però la seguente bibliografia:
Il mattino dei maghi, Pauwels e Bergier
La filosofia della scienza nel XX secolo, Giorello e Gilles
La struttura delle rivoluzioni scientifiche, di Kuhn
di Feyerhabend tutto ciò che trovate
Il regno della quantità e i segni dei tempi di Guènon

a proposito del Ncronomicon invece La magia di Atlantide, e La magia stellare, di Frank G. Ripel

Per la mia strada personale ho "deciso" che la scienza non è fonte privilegiata di sapere, ma soltanto una delle tante, e una che commette più errori che risultati (monod parlando del materialismo diceva che ha avuto successo per la prodigiosa abilità di produrre risultati... vien quasi da ridere...). La scienza è un depistaggio istituzionalizzato della realtà, una delle analisi più faziose, lacunose ed arbitrarie che si possa immaginare. C'è poco da stupirsi quindi.
Theerium is offline  

 



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