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Vecchio 08-09-2007, 08.26.21   #11
Noor
Ospite di se stesso
 
L'avatar di Noor
 
Data registrazione: 29-03-2007
Messaggi: 2,064
Riferimento: A quale Dio credere?

Citazione:
Originalmente inviato da renzananda
Ma se si pone il silenzio come dimensione separata dalla parola si è ancora nell'equi-vocazione. Il silenzio è il silenzio della parola, di una parola che non dice mai ciò che dice, che dice solo quanto non dice, che si dis-dice ad ogni dire, mai nostro nè "noi"....

Certo,il Silenzio e' anche parola
.. dice senza potersi negare.

Non e' l'opposto della parola...
Per fortuna?
Noor is offline  
Vecchio 08-09-2007, 10.47.29   #12
Mirror
Perfettamente imperfetto
 
L'avatar di Mirror
 
Data registrazione: 23-11-2003
Messaggi: 1,733
Riferimento: A quale Dio credere?

La parola sta al silenzio come spazio lo sta agli oggetti.
L'uno evidenzia l'altro e senza l'altro non esiste, non si può riconoscere.

A quale Dio credere?
Al Dio in cui l'uomo (e la manifestazione tutta) stanno a Lui come l'onda sta all'Oceano.
Ma più che credere... esserLo.

Mirror is offline  
Vecchio 08-09-2007, 12.40.23   #13
salvatoreR
Ospite abituale
 
Data registrazione: 16-10-2005
Messaggi: 351
Riferimento: A quale Dio credere?

Citazione:
Originalmente inviato da renzananda
Affermare che il supremo potere trascendentale è fuori dalla nostra comprensione significa non scorgerlo ancora come "assoluto", come davvero disciolto e libero da ogni relazione. Ma pensarlo invece in relazione alla nostra capacità di comprensione in un rapporto di negazione ma che sempre rapporto è, ancora tutto umano, troppo umano. Fosse davvero libero ed assoluto lo sarebbe anche nei confronti della propria assolutezza e dunque nella capacità di essere davvero In-differente, di inabitare le differenze senza esaurirvisi, condizione di possibilità e pensabilità di ogni differenza e loro contemporanea negazione (in quanto differenze, non in quanto alterità)

Il Supremo Potere Trascendentale è fuori della nostra comprensione.

L’uomo non può comprendere Dio, ma può sentirlo nelle cose e amarlo in tutto ciò che esiste.
Questo è ciò che può e deve fare.
Gli uomini si sono affaticati nei molti tentativi di comprendere Dio. Tentativi inutili perché la parte non può comprendere il Tutto.
Le fantasie dei teologi si sono avventurate a spiegare ad altri ciò che essi stessi non comprendevano né potevano comprendere, ma giungendo alla pretesa di imporle.
Ogni uomo, poiché non è perfetto, vede e comprende soltanto quello che ha il potere di vedere e di comprendere. E ciò, naturalmente, è limitato alle capacità di ciascuno.
È il cuore, non la ragione, che sente Dio.
L’esercizio a sentire Dio in tutte le cose eleva spiritualmente l’uomo a vette sublimi.
Mi fermo Qui.
salvatoreR is offline  

 



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